{"id":51799,"date":"2023-05-26T19:06:59","date_gmt":"2023-05-26T18:06:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51799"},"modified":"2023-05-26T19:09:09","modified_gmt":"2023-05-26T18:09:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-lessico-aziendale-di-chiara-persico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51799","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Lessico aziendale&#8221; di Chiara Persico"},"content":{"rendered":"\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come sono diventata la \u201cSignorina d\u2019Och\u201d<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>Una delle poche cose, anzi forse la sola che sapevo di certo era questa: che mi chiamavo Elisabetta Panera. Anzi, a esser precisi, P\u00e0nera. Con l\u2019accento sulla prima \u201cA\u201d. Ma accettavo d\u2019essere chiamata anche Pan\u00e8ra, o meglio ancora, Elisabetta. Fu quando cominciai il mio primo, vero, lavoro che persi il privilegio d\u2019essere chiamata con il mio nome.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Azienda \u00e8 l\u2019A&amp;M Communication, immagino dalle iniziali dei nomi dei due fondatori. Dico \u201cimmagino\u201d perch\u00e9 qui nessuno viene chiamato come da anagrafe. Negli anni ho sentito rimbombare per gli open space tanti generici \u201cBomber!\u201d \u201cGrandissimo!\u201d \u201cMeraviglia!\u201d \u201cAmori miei!\u201d da averne la nausea. Per non parlare dei \u201cPicci\u201d, \u201cJack\u201d, \u201cRoss\u201d, \u201cFru\u201d durante le riunioni. Anzi, le call di team. O i meeting. Gi\u00e0 perch\u00e9 prima di iniziare il mio primo, vero, lavoro non sapevo che avrei perso anche la capacit\u00e0 di parlare la mia lingua.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il mio primo giorno all\u2019A&amp;M Communication \u00e8 stato cinque anni fa. Ricordo come fosse ieri il momento esatto in cui la mia scarpa tacco 8 di seconda mano aveva oltrepassato la porta a vetri girevole e un pavimento di marmo lucido si era spalancato davanti ai miei occhi. Aveva un sorriso beffardo, il pavimento. Sembrava dire: \u00abEcco la novellina col tacco da nonna che far\u00f2 cadere davanti a tutti il primo giorno del suo primo, vero, lavoro!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Ma per fortuna la mia mente, resa vigile da un\u2019intera caffettiera zuccherata, si era messa in allarme. Avevo attraversato indenne l\u2019atrio grande quanto la stazione di Milano Centrale e mi ero diretta decisa ai tre ascensori. <em>Saranno tutti uguali<\/em>? Mi ero chiesta, osservando pensierosa la pulsantiera di quel grattacielo di 30 piani. Finch\u00e9 uno dei tre non aveva spalancato la bocca e mi aveva risucchiata insieme ad altre dieci persone. Eravamo tutti vestiti di blu in quell\u2019ascensore, lo ricordo bene. Donne in tailleur, uomini in completo. Dal blu chiaro, al profondo notte. Ma quando l\u2019inghiottitore d\u2019esseri umani mi aveva risputato fuori, un mondo di colori mi aveva offuscato la vista. Piano 25, A&amp;M Communication.<\/p>\n\n\n\n<p>Pareti giallo fluo, scrivanie arancioni, sedie verde muschio e pouf rossi a pois bianchi. Indecisa se sedermi su una seggiola color vomito o un\u2019Amanita muscaria, mi ero diretta verso quello che mi sembrava l\u2019ufficio accettazione (che da quel giorno in poi sarebbe stato il desk).<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSono Elisabetta P\u00e0nera, \u00e8 il mio primo giorno\u2026\u00bb avevo annunciato con un sorriso a una ragazza con un completo color pesca annaffiato in una boccetta di profumo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei mi aveva squadrato, cercando di nascondere una certa compassione con un tono entusiasta: \u00abBellissima! Forse cerchi l\u2019ufficio amministrazione\u2026 Piano 24, tesoro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Dietro di lei si era spalancata una porta a vetri ed erano usciti in fila: un tizio in bermuda, un giovane con indosso una camicia con dei cactus, una ragazza con un tailleur fucsia abbinato a scarpe gialle. Poi, un signore di mezza et\u00e0 con un papillon a stelle e strisce aveva urlato, a braccia alzate: \u00abMeeting over\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Io mi ero scossa dalla visione di quella processione circense e avevo ribadito: \u00abElisabetta P\u00e0nera, sono la nuova collega di \u201cOrganizzazione eventi\u201d\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAh, \u00e8 vero! Event Organization stava cercando una nuova figura. Benvenuta, <em>Betty<\/em>! Ti accompagno dal tuo team!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019avevo seguita mentre trotterellava, rosa e allegra, attraverso l\u2019open space di 30 metri arredato da Puffo Burlone. Cercavo di prestare attenzione alle sue parole e non ai video motivazionali sparati ininterrottamente (in loop) dagli innumerevoli maxischermi. Il migliore mostrava dei rugbisti sporchi di fango sui cui fisici corpulenti venivano proiettate frasi tipo: \u201cIl protagonista non \u00e8 l\u2019individuo, ma il gruppo\u201d, \u201cFatica, lotta, impegno: la palla passa di mano in mano, e si avanza insieme, per arrivare alla meta\u201d, \u201cRemember: you\u2019re a rugbyman\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl tuo capo si chiama Giovanni \u2013 mi aveva spiegato con voce cristallina \u2013 ma tutti lo chiamiamo John, lui lo preferisce!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Poi aveva aperto una porta a vetri. Dietro una scrivania cuneiforme c\u2019era un tizio sui 40 anni, portava degli occhiali con una montatura rossa e i capelli ricci sparati sulla testa. Era circondato da miniature di personaggi della Marvel.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abJohn, lei \u00e8 la nuova arrivata per Event Organization!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abElisabetta, piacere.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBen arrivata <em>Elly<\/em>\u00bb aveva quasi urlato con tono squillante.<\/p>\n\n\n\n<p>La ragazza color pesca era tornata alla sua postazione, ma proprio in quel momento tre persone erano entrate nell\u2019ufficio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Beth<\/em>, lui \u00e8 Fabio Frugoni, ma lo chiamiamo Fru\u00bb aveva spiegato il mio capo, indicandomi un giovane in carne con una t-shirt di Topolino \u00ab\u00c8 il miglior grafico in circolazione!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuella con i capelli blu \u00e8 Baby, la nostra tuttofare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Baby<\/em>\u2026 perch\u00e9 nessuno pu\u00f2 mettermi in un angolo!\u00bb si era affrettata a precisare con una risata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE infine c\u2019\u00e8 Dollar, \u00e8 il nostro best seller, \u00e8 lui che acquisisce nuovi clienti.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPiacere!\u00bb aveva detto, alzando un mignolo in stile Padrino.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome avrai capito qui avere un nome \u00e8 fondamentale, significa che sei parte del team, identifica il tuo ruolo e ci fa capire chi sei veramente\u2026 Tu come hai detto che ti chiami?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abElisabetta.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBene <em>Lily<\/em>, per oggi la lezione it\u2019s over! Dollar ha appena concluso una vendita: organizzeremo un evento di raccolta fondi per un\u2019associazione che ricerca cure per malattie rare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSono un botto di soldi!\u00bb aveva specificato Dollar, imitando un fuoco d\u2019artificio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPer festeggiare\u2026 tutti al buffet!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Avevamo, quindi, passato tutta la tarda mattina e il pomeriggio a sorseggiare prosecco, provando a sfamarci con tartine gourmet grosse come una moneta da un euro. Dopo aver ingurgitato venti \u201cMini vellutata di zucca mantovana profumata al rosmarino Verbenone con gocce di burrata di Andria I.G.P\u201d e altrettanti \u201cGazpacho fresco con sentore di spezie, gamberetto marinato al lime e semi di papavero\u201d avevamo la pancia che brontolava, ma in compenso eravamo tutti ubriachi. Saranno state le 19:00 circa, quando John aveva finalmente deciso che era l\u2019ora di mettersi al lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSar\u00e0 una notte di brainstorming!\u00bb aveva sbiascicato, aprendo la meeting room \u00abportate una bottiglia, e chiudete la porta!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo avevo buttato il tailleur in un cassonetto: l\u2019unica speranza di utilizzare quell\u2019abito era sbagliare un lavaggio o lanciarlo nella candeggina. Per adeguarmi allo stile dell\u2019office avevo preso dall\u2019armadio, letteralmente a casaccio, una maglia rossa e l\u2019avevo abbinata a un pantalone senape. Sembravo un tubetto di maionese, ma mi sentivo pi\u00f9 adeguata all\u2019ambiente. Avevo tutta l\u2019intenzione di sentirmi accettata e diventare parte integrante del mio gruppo di colleghi. Anche io volevo un nome perch\u00e9 era il mio, primo, vero lavoro. E dovevo tenermelo.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivata in ufficio alle sette e mezza, mi aveva accolta Baby con una svapata di sigaretta elettronica.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDa dove posso iniziare? Mi occupo dell\u2019evento di cui parlava John ieri? Quello per la raccolta fondi per le malattie rare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa no! Tu sei nuova. Fatti qualche corso di formazione sulla intranet.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDavvero?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCerto. Inizia da quello di mindfulness.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>John era arrivato alle 11.30, dopo la sua corsetta mattutina e la lezione di yoga. Non si era nemmeno seduto alla scrivania che gi\u00e0 mi aveva chiesto di prendere un caff\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDavvero \u00e8 necessario rilassarsi con la mindfulness per fare questo lavoro?\u00bb avevo chiesto, sorseggiando un ginseng lungo macchiato al latte di soia (come quello del mio capo).<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Bettina<\/em>\u2026 la gente non ha idea di quanto sia stressante quello che facciamo qui. \u00c8 un continuo lavoro mentale farsi venire idee per creare una brand communication convincente, una grafica smart, un evento super cool. Questa \u00e8 la tua prima esperienza, non puoi capire la fatica. Cos\u2019\u00e8 che facevi prima?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><em>Cosa facevo prima? Mi ero laureata con 110 e lode in Lettere, avevo conseguito un master in Comunicazione Aziendale, lavorato 12 ore al giorno nella redazione di un giornale (lottando per essere pagata 6 euro ad articolo), avevo fatto volantinaggio per un\u2019agenzia immobiliare, animazione alle feste per bambini vestita da pinguino, la badante a una vicina di casa novantenne e consegnato cibo cinese da asporto in sella a una bicicletta (senza pedalata assistita).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNiente di cos\u00ec importante\u2026\u00bb avevo risposto, cercando di dimenticare. I miei lavori, e quel ginseng.<\/p>\n\n\n\n<p>Eravamo rientrati in ufficio alle quattro di pomeriggio, perch\u00e9 la colazione si era allungata in un lunch meeting. Ma solo due ore dopo avevamo finalmente iniziato a lavorare. Lavorare\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ci eravamo sistemati nella stanzetta del brainstorming. C\u2019erano una lavagna luminosa, uno di quei pouf a fungo e un tavolo a forma di nuvola. Dollar si era piazzato sul cumulonembo a gambe penzolanti, Baby in un angolo, in terra, a prendere appunti; Fru aveva deciso di camminare avanti e indietro. Non mi restava che poggiare il sedere su quell\u2019assurdo oggetto di pseudo design.<\/p>\n\n\n\n<p>John aveva preso una penna speciale e iniziato a fare schizzi del tutto casuali: Malattie rare = animali rari. \u00abLo slogan potrebbe essere \u201cSe tieni a un panda, perch\u00e9 non aiuti anche lui?\u201d. Poi, ci piazziamo la foto di qualche bambino un po\u2019 storpio. Non troppo eh, senn\u00f2 la gente s\u2019impressiona e non sgancia. Osservazioni?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Baby prendeva appunti forsennatamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Fru aveva annuito: \u00abSto gi\u00e0 pensando alla grafica\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl buffet a chi lo facciamo fare?\u00bb aveva chiesto Dollar, sgranocchiando l\u2019unghia del mignolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abJohn\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChi ha parlato?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Io avevo alzato la mano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAh, <em>Lilli<\/em>! Dicci cosa ne pensi!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEcco, non credi che qualcuno di quei malati potrebbe offendersi vedendosi accostato a un panda?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl panda \u00e8 un animale figo. Piace a tutti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa \u00e8 un <em>animale<\/em> e le persone che saranno in sala saranno soprattutto <em>bambini malati<\/em>\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAh, dici che pu\u00f2 essere offensivo? Interessante osservazione\u2026\u00bb aveva annuito, grattandosi i riccioli \u00abSentite, per oggi ci siamo sforzati abbastanza. Scrivo qui il compito per domani: \u201cPensare a una comunicazione ad ok\u201d.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ero morsa la lingua, ma non era bastato: \u00abSi scrive con la \u201cc\u201d\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAd hoc, con la <em>c<\/em> non con la <em>k<\/em>.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMmm, sicura? Cos\u00ec?\u00bb aveva chiesto, cancellando la \u201ck\u201d e aggiungendo la \u201cc\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>OC.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE poi ci vuole un\u2019acca.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAh\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>OCH.<\/p>\n\n\n\n<p>Avrei voluto continuare, ma non me la ero sentita. Lui aveva guardato soddisfatto la lavagna: \u00abBene, ora tutti fuori di qui. \u00c8 l\u2019ora dello spritzino!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, mi aveva messo un braccio attorno alle spalle: \u00abSai, tesoro? Mi hai stupita oggi! Sei molto intraprendente\u2026 E ti sei appena guadagnata un nome.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Io mi ero voltata verso il suo viso con le lacrime agli occhi. Se fosse emozione o terrore, non saprei dire.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGuarda che non \u00e8 da tutti\u2026 E il secondo giorno \u00e8 molto raro!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSono onorata&#8230;\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSarai la \u201cSignorina d\u2019Och\u201d. Per gli amici, solo \u201cOch\u201d. Cos\u00ec ci ricorderemo del tuo primo contributo\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Io avevo distolto lo sguardo: \u00abSai\u2026 ora avrei proprio bisogno di quello spritzino.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Oggi ho indossato una gonna a tubino fucsia e una blusa verde. La cosa grave \u00e8, che dopo cinque anni, mi sembra d\u2019essere vestita bene. Attraverso tranquilla l\u2019atrio del grattacielo: le scarpe da ginnastica fashion non temono il pavimento lucido. Al piano 25 scende anche una ragazza in tailleur blu. Porta occhiali da topo di biblioteca e una borsa a cartella da insegnante di sostengo. Mi segue verso la porta dell\u2019A&amp;M Communication.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCarissima, forse cerchi l\u2019ufficio amministrazione\u2026 Piano 24!\u00bb dico, voltandomi verso di lei.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSono Tiziana Queirolo, \u00e8 il mio primo giorno\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il primo giorno del tuo primo, vero, lavoro<\/em>, penso, squadrandola. Forse dovrei avvisarla che d\u2019ora in poi dovr\u00e0 dimenticare i suoi studi (classici, con tutta probabilit\u00e0). Che pronuncer\u00e0 frasi come: \u201cPrintami la presentazione!\u201d, \u201cBoldiamo questo concetto\u201d, \u201cForwardami l\u2019email\u201d. Che dovr\u00e0 abituarsi al nuovo lessico aziendale, insomma.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non mi sembra il caso di spaventarla il primo giorno del suo primo, vero, lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi, le sorrido: \u00abIo per gli amici sono d\u2019Och. Vieni con me, <em>Titti<\/em>\u00bb le stringo la mano e spalanco la porta verso il villaggio dei Puffi. \u00abTi presento il team!\u00bb<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51799\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51799\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come sono diventata la \u201cSignorina d\u2019Och\u201d Una delle poche cose, anzi forse la sola che sapevo di certo era questa: che mi chiamavo Elisabetta Panera. Anzi, a esser precisi, P\u00e0nera. Con l\u2019accento sulla prima \u201cA\u201d. Ma accettavo d\u2019essere chiamata anche Pan\u00e8ra, o meglio ancora, Elisabetta. Fu quando cominciai il mio primo, vero, lavoro che persi [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_51799\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51799\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":26290,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[657],"tags":[],"class_list":["post-51799","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2023"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51799"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/26290"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=51799"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51799\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":51822,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51799\/revisions\/51822"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=51799"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=51799"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=51799"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}