{"id":51766,"date":"2023-05-26T18:36:58","date_gmt":"2023-05-26T17:36:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51766"},"modified":"2023-05-26T18:36:59","modified_gmt":"2023-05-26T17:36:59","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-un-mese-in-colonia-di-giovanni-aiassa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51766","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Un mese in colonia&#8221; di Giovanni Aiassa"},"content":{"rendered":"\n<p>Il mare lo vidi la prima volta all&#8217;et\u00e0 di otto anni, quando fui spedito in compagnia di<\/p>\n\n\n\n<p>mio fratello gemello nella colonia marina di F* in Liguria per trascorrervi il mese di<\/p>\n\n\n\n<p>agosto di sessanta anni fa : essendo mio padre operaio della Lancia di Torino poteva<\/p>\n\n\n\n<p>fare domanda per iscriverci alle vacanze organizzate dall&#8217;azienda (si poteva scegliere<\/p>\n\n\n\n<p>tra mare e montagna) e previa visita medica (che fu superata) il nostro destino fu<\/p>\n\n\n\n<p>segnato: forse non era il mio primo viaggio su un treno ma certo era la prima volta<\/p>\n\n\n\n<p>che sarei stato lontano da casa e lontano dai miei genitori.<\/p>\n\n\n\n<p>La stazione di Porta Nuova a Torino quel mattino d&#8217;estate pullulava di bambini<\/p>\n\n\n\n<p>scortati da padri e madri e parenti vari in ghingheri: mia madre ad un certo punto<\/p>\n\n\n\n<p>mi indic\u00f2 una tipa che indossava un&#8217;uniforme sussurrandomi: &#8211; Vedi, quella \u00e8 la<\/p>\n\n\n\n<p>signorina del vostro gruppo: \u00e8 bella come la vostra maestra!<\/p>\n\n\n\n<p>Io per\u00f2 pensai: &#8211; Ma non \u00e8 affatto vero! Non \u00e8 bella come la mia maestra!<\/p>\n\n\n\n<p>La mia bella maestra, che si chiamava Gemma, era giovane e di corporatura<\/p>\n\n\n\n<p>slanciata, sempre elegante e invece questa \u201csignorina\u201d era piccoletta, paffutella<\/p>\n\n\n\n<p>e poco avvenente. Non so perch\u00e9, ma la presi subito in antipatia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci furono gli ultimi saluti, le ultime raccomandazioni (fate i bravi, neh!) e poi<\/p>\n\n\n\n<p>come tanti soldatini fummo smistati nelle varie carrozze e finalmente il treno<\/p>\n\n\n\n<p>sbuffando, fischiando e rumoreggiando abbandon\u00f2 la stazione di Torino Porta Nuova.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo circa due ore arrivammo a destinazione: venimmo incolonnati e scortati<\/p>\n\n\n\n<p>fino alla colonia. Che poi era un vasto edificio con un vasto cortile non molto<\/p>\n\n\n\n<p>distante dal mare: purtroppo sentivo gi\u00e0 la nostalgia di casa e mormorai a mio<\/p>\n\n\n\n<p>fratello: &#8211; Mi s\u00ec ven p\u00ec nen (Io qui non vengo pi\u00f9)<\/p>\n\n\n\n<p>Fummo quindi fatti accomodare in un grande ambiente dove un signore magro,<\/p>\n\n\n\n<p>non molto alto con dei baffetti e tutto vestito di bianco ci fece un discorsetto<\/p>\n\n\n\n<p>elencando tutte le cose belle e divertenti che ci sarebbero capitate in quel mese:<\/p>\n\n\n\n<p>in cambio pretendeva solo un comportamento educato da parte nostra, rispettare gli<\/p>\n\n\n\n<p>orari, non litigare coi compagni e non essere impertinenti con le \u201csignorine\u201d cui<\/p>\n\n\n\n<p>eravamo affidati: quel signore era il \u201cdirettore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Non rammento bene cosa successe dopo: per\u00f2 ricordo che a pranzo<\/p>\n\n\n\n<p>come antipasto c&#8217;era anche l&#8217;insalata russa : adesso ne sono ghiotto, ma<\/p>\n\n\n\n<p>allora non sapevo cosa fosse e forse la lasciai sul piatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo noi due iniziammo a frignare; anzi, no: erano veri e propri<\/p>\n\n\n\n<p>pianti dirotti. Mio fratello Beppe sostiene che io fui inconsolabile per due<\/p>\n\n\n\n<p>settimane di fila, sottintendendo che lui era corso ai ripari molto prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Sicuramente \u00e8 vero che ci impiegai pi\u00f9 tempo: ad esempio corrisponde alla nuda<\/p>\n\n\n\n<p>verit\u00e0 che versai lacrime amare perfino durante la proiezione di un film comico.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0, perch\u00e8 mentre tutti gli altri bambini, compreso il mio gemello, se la ridevano<\/p>\n\n\n\n<p>di gusto (e lo credo!: visto che il film in questione era \u201cIl nipote picchiatello\u201d con<\/p>\n\n\n\n<p>Jerry Lewis) pare che il sottoscritto &#8211; anzi lo ammetto perch\u00e9 ne ho un nitido<\/p>\n\n\n\n<p>ricordo &#8211; abbia silenziosamente pianto per quasi tutta la durata della pellicola.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, col senno di poi fu un errore non essere andato negli anni seguenti a tra-<\/p>\n\n\n\n<p>scorrere parte delle vacanze estive nelle colonie del signor Agnelli: perch\u00e9 si<\/p>\n\n\n\n<p>imparava a stare in mezzo agli altri, a stare lontano dal nido familiare, insomma a<\/p>\n\n\n\n<p>\u201ccrescere\u201d: ma tu vallo a spiegare allora ad un futuro \u201cbamboccione\u201d,<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, i \u201cgrandi\u201d, dal direttore in gi\u00f9, cercavano davvero di rendere il<\/p>\n\n\n\n<p>soggiorno marino il pi\u00f9 piacevole possibile: al mattino c&#8217;era<\/p>\n\n\n\n<p>l&#8217;alzabandiera; a seguire una abbondante colazione con pane burro e marmellata<\/p>\n\n\n\n<p>e dopo si veniva scortati dalle onnipresenti \u201csignorine\u201d fino alla spiaggia riservata:<\/p>\n\n\n\n<p>qui si giocava a fare castelli di sabbia (ma io non ero capace, ahim\u00e8) o si prendeva<\/p>\n\n\n\n<p>un po&#8217; di sole finch\u00e9 non arrivava il nostro turno di fare il bagno.<\/p>\n\n\n\n<p>Quasi sempre la mattinata trascorreva cos\u00ec: poi si rientrava per il pranzo,<\/p>\n\n\n\n<p>che era sempre molto gustoso e vario. Purtroppo poi, terminata la fase della<\/p>\n\n\n\n<p>digestione, bisognava fare il riposino pomeridiano: ecco, quello proprio<\/p>\n\n\n\n<p>non mi andava a genio (anche se per me non era una novit\u00e0, dal momento che<\/p>\n\n\n\n<p>anche a casa mia mamma ce lo faceva fare): ma insomma, anche quella \u201ctortura\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>finiva. Il resto del pomeriggio veniva colmato o con giochi di gruppo<\/p>\n\n\n\n<p>nel vasto cortile o andando al cinema o quasi sempre si veniva accompagnati<\/p>\n\n\n\n<p>fuori dalla colonia vera e propria, cio\u00e8 all&#8217;esterno e si facevano delle lunghe<\/p>\n\n\n\n<p>passeggiate nella vicina cittadina di F* o anche negli immediati dintorni,<\/p>\n\n\n\n<p>ovviamente sempre sorvegliati da Cerbero (cos\u00ec avevo soprannominato la<\/p>\n\n\n\n<p>giovane donna che era stata assegnata alle nostre costole per tutto il mese di vacanza).<\/p>\n\n\n\n<p>Appunto durante una di queste sortite avvenne il divertente episodio che ancor<\/p>\n\n\n\n<p>oggi mi strappa delle risate: avevamo fatto sosta su uno spiazzo erboso dopo una<\/p>\n\n\n\n<p>lunga camminata e avevamo appena appena preso fiato quando ci venne dato<\/p>\n\n\n\n<p>l&#8217;ordine che bisognava rientrare. Allora un po&#8217; sacramentando ci alzammo<\/p>\n\n\n\n<p>recuperando le nostre cose e iniziammo la via del ritorno. Si era ripeto un po&#8217; stanchi<\/p>\n\n\n\n<p>e dopo un po&#8217; mio fratello si appoggi\u00f2 ad un muro per recuperare le forze: con la coda<\/p>\n\n\n\n<p>dell&#8217;occhio per\u00f2 vide che Cerbero si stava avvicinando di gran carriera e allora<\/p>\n\n\n\n<p>prontamente ritorn\u00f2 al suo posto al mio fianco, sperando di farla franca ed evitare<\/p>\n\n\n\n<p>la temuta rappresaglia. Che infatti ci fu: un ragazzino dietro di noi si becc\u00f2 un ceffone<\/p>\n\n\n\n<p>accompagnato dalle parole della cara Cerbero: Ecco, cos\u00ec impari a fermarti!<\/p>\n\n\n\n<p>E quello cominci\u00f2 subito a piagnucolare e a balbettare: &#8211; Ma non sono io che mi sono<\/p>\n\n\n\n<p>fermato! E&#8217; stato uno di questi due che sono uguali!<\/p>\n\n\n\n<p>Il momento che attendevo di pi\u00f9 alla fine della giornata era quando dopo cena<\/p>\n\n\n\n<p>si andava tutti nel cortile e l&#8217;altoparlante trasmetteva le canzoni di Rita Pavone,<\/p>\n\n\n\n<p>Gianni Morandi e Adriano Celentano: anche noi le cantavamo, mentre calavano<\/p>\n\n\n\n<p>le ombre violacee della sera.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, venne l&#8217;ultimo giorno: il trentun agosto millenovecentosessantatr\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Radunammo le nostre cose e in fila indiana ci avviammo alla stazione: l&#8217;amico<\/p>\n\n\n\n<p>treno era puntualissimo e tutti noi salimmo a bordo, penso tutti ben contenti di<\/p>\n\n\n\n<p>tornare a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il viaggio procedette senza intoppi, ma quando fummo in vista della stazione di<\/p>\n\n\n\n<p>Porta Nuova, come ad un segnale convenuto noi sbarbatelli intonammo<\/p>\n\n\n\n<p>una canzoncina dedicata alla nostra accompagnatrice-aguzzina di autore<\/p>\n\n\n\n<p>malizioso ma anonimo: \u201cSignorina che belle gambe \/ dieci lire per le mutande \/<\/p>\n\n\n\n<p>cento lire per tirarle gi\u00f9 \/mille lire per far fr\u00f9 fr\u00f9\u201d. E scoppiammo a ridere, mentre<\/p>\n\n\n\n<p>Cerbero distribuiva sberle a destra e manca ed il il treno sbuffando, fischiando<\/p>\n\n\n\n<p>e rumoreggiando faceva il suo ingresso in stazione, soddisfatto di aver adempiuto<\/p>\n\n\n\n<p>il suo dovere, averci cio\u00e8 portati sani e salvi a destinazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 stata la sola ed unica esperienza coloniale della mai vita!<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51766\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51766\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 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