{"id":51690,"date":"2023-05-24T10:51:45","date_gmt":"2023-05-24T09:51:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51690"},"modified":"2023-05-24T10:51:45","modified_gmt":"2023-05-24T09:51:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-prossima-fermata-di-tommaso-morbiato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51690","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Prossima fermata&#8221; di Tommaso Morbiato"},"content":{"rendered":"\n<p>Cloppete,<\/p>\n\n\n\n<p>Cloppete,<\/p>\n\n\n\n<p>Stunf.<\/p>\n\n\n\n<p>Cloppete,<\/p>\n\n\n\n<p>Stunf,<\/p>\n\n\n\n<p>Stunf.<\/p>\n\n\n\n<p>Plunft.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si aspettava di sgretolarsi, e al cadere dei suoi pezzi dopo i cloppete sarebbe stato lecito attendersi uno stack, t\u00f2 uno sdeng, o al limite uno sciaff, ma uno stunf e poi quel plunft finale no! Rumori del genere proprio no.<\/p>\n\n\n\n<p>Da uno stack o uno sdeng avrebbe riconosciuto tocchetti di pietra che rimbalzavano sulla pavimentazione di sotto; sentendo uno sciaff d\u2019altronde quello sarebbe stato il segno della piazza normalmente allagata da qualche centimetro d\u2019acqua\u2026 ma perch\u00e9 plunft? Come se laggi\u00f9 ci fossero acque profonde.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto, novit\u00e0 assoluta, poteva articolare il collo, guardarsi intorno: gli altri angeli erano ancora tutti e cinque l\u00ec pietrificati rivolti con il naso all\u2019ins\u00f9 verso la statua di San Marco, ma lui o lei \u2013 \u00e8 un vero peccato che in questa lingua neolatina si sia perso l\u2019uso del genere neutro che sarebbe assai utile nel riferirsi ad un angelo \u2013 ora si muoveva, il guscio di pietra che aveva perdurato per centinaia di anni ad avvolgerlo era caduto lasciandogli addosso pi\u00f9 di una manciata di polvere come se fosse infarinato pronto per essere impanato.<\/p>\n\n\n\n<p>E le ali? Seh magari; come fece per girarsi scopr\u00ec suo malgrado che rimanevano attaccate con un\u2019armatura al piedistallo messo in opera da chi lo aveva rappresentato cos\u00ec, e improvvisamente allora si ricord\u00f2 tutto con un tuffo al cuore: che sebbene io sia l\u2019angelo necessario della Terra, io sono come gli esseri umani, e ci\u00f2 che sono e so &#8211; cos\u00ec per me come per loro &#8211; \u00e8 la stessa cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sogno fin\u00ec del tutto oppure tutto cominci\u00f2 quando si cal\u00f2 con fatica gi\u00f9 fino al livello dell\u2019acqua e dovette ammettere che la terra non c\u2019era pi\u00f9 o quantomeno giaceva pi\u00f9 sotto oltre l\u2019altezza di una comune piscina, e adesso non gli veniva spontaneo di saper nuotare in quel mare che sconfinava a perdita d\u2019occhio.<\/p>\n\n\n\n<p>Si aggrapp\u00f2 al relitto di un cassone metallico giallo che passava galleggiando per di l\u00e0 su di un angolo del quale erano stampigliate quattro lettere MO.S.E., e gli venne spontaneo di sorridere una volta che ci sal\u00ec sopra, pensando a quello che con quel nome un tempo era riuscito a separare delle acque. MO.S.E. lo condusse navigando fino a uno specchio d\u2019acqua da cui emergevano uno in fila all\u2019altro dei pannelli rettangolari blu che dicevano tutti la stessa cosa: \u201cVenezia S. Lucia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Un gabbiano che si era appollaiato anch\u2019esso sul cassone a quel punto intonando una serie di \u201ccoc\u00e0i\u201d gli sugger\u00ec di ormeggiarsi l\u00ec, allungando un braccio a cingere l\u2019ultimo cartello prima di continuare alla deriva. Tra i garriti disse di aspettare l\u00ec che sarebbe sicuro arrivato un trasporto per la citt\u00e0 pi\u00f9 straordinaria che avesse mai visto, lui stesso vi era giunto pesce senza ali e poi la magia della metamorfosi: tra canali e rii all\u2019ombra di quelle corti e palazzi meravigliosi era tornato uccello. Altrimenti cosa farai qui in mezzo alla laguna senza le tue ali angelo bello? disse infine prima di volarsene altrove. Non pi\u00f9 di una cinquantina di giorni pi\u00f9 tardi in effetti all\u2019orizzonte all\u2019alba parve all\u2019angelo di scorgere come una nave lunga lunga ma stretta e non pi\u00f9 alta di due o tre metri sul mare che si avvicinava piano alla zona dei cartelli di Santa Lucia.<\/p>\n\n\n\n<p>In verit\u00e0 non sembrava trattarsi di un\u2019imbarcazione: dal profondo risuonavano sempre pi\u00f9 distinti stridori di metallo su metallo, come di organi cigolanti rotanti senza pi\u00f9 alcun bagno d\u2019olio sott\u2019acqua ma sopra un binario, e non appena all\u2019angelo venne da pensare ad un magico convoglio che col suo locomotore aerodinamico fendesse per la met\u00e0 inferiore l\u2019acqua, fluido ottocento volte pi\u00f9 pesante dell\u2019aria, ecco un altoparlante non lontano che emergendo dai flutti parl\u00f2 cos\u00ec:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Il treno Frecciadorata numero 222 proveniente da Perinzia e diretto a Marozia delle ore 6:59 \u00e8 in arrivo al binario 1; carrozze settore business in coda.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019apertura delle porte inevitabilmente un po\u2019 d\u2019acqua flu\u00ec attraverso i vagoni, ma nel bilancio dei vasi comunicanti gli fu possibile salire e perch\u00e9 non c\u2019era nessuno a bordo fu costretto a scegliere un posto qualsiasi. In quell\u2019abbandono sentiva nel complesso un sapore residuo di freddo che all\u2019improvviso non poteva sopportare oltre, ma la prima luce dal giallo levante dell\u2019Est non tard\u00f2 ad arrivare penetrando all\u2019unisono tutti i finestrini di un fianco, e a quel punto ritrov\u00f2 nel calore propagato il potere del suo conoscere che si determina in un istante, la felicit\u00e0 completarsi appagata in un niente e finanche finalmente dormire.<\/p>\n\n\n\n<p>A svegliarlo con il pretesto di mostrare lo spettacolo dei confini del Mare di Perinzia fu questo tale essere umano sulla sessantina che disse di chiamarsi Italo e di essere il capotreno:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Arrivando da Perinzia pu\u00f2 sembrare che tutti i calcoli su cui facevamo pi\u00f9 affidamento siano sbagliati, e prova ne sarebbe che le citt\u00e0 pi\u00f9 basse come Venezia sono state sommerse, ma poi ecco il motivo per cui continuo nonostante tutto a fare questo lavoro: si arriva qui dove le onde si placano in rivoletti che scompaiono percolando nel sottosuolo e le terre riemergono dall\u2019acqua come per dirci che il mondo non avr\u00e0 fine.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019angelo spalm\u00f2 il naso contro il finestrino che complice la stagione invernale inizi\u00f2 ad appannarsi nell\u2019intorno:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Questo sarebbe ci\u00f2 che resta del mondo? Non dirmi che sono caduto fin quaggi\u00f9 solo per questo, che ho aspettato questo treno per cinquanta giorni e cinquanta notti per finire in una landa desolata e acquitrinosa dove non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 traccia di vita intelligente.<\/p>\n\n\n\n<p>Italo per tutta risposta gli fece cenno di attendere e poi corse a fare un annuncio:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Si avvisano i signori viaggiatori che siamo in arrivo alla stazione di Eusapia Porta Superiore; next stop Eusapia Upper Gate station.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma che senso ha fare gli annunci? Ci siamo solo io e te!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Zitto zitto, che Eusapia \u00e8 una citt\u00e0 di milioni e milioni di abitanti: tanti milioni nella citt\u00e0 di sopra dove arriveremo noi, e altrettanti milioni nella citt\u00e0 di sotto.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante nella mega-struttura della stazione Porta Superiore il numero delle arcate di copertura non si contasse, e il Frecciadorata fosse ormeggiato al binario numero 490 che non era nemmeno tra gli ultimi, nel corso di tutta la fermata non si vide per\u00f2 anima viva, eccezion fatta per un unico viaggiatore che \u2013 dopo essersi spogliato dei suoi dispositivi di realt\u00e0 aumentata \u2013 sal\u00ec a bordo.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi ebbe il coraggio di perlustrare tutto il treno vuoto con il suo trolley a 4 ruote sterzanti per fermarsi solo nel vagone dove sedeva l\u2019angelo, il quale spariva dalla sua vista come smaterializzandosi ogni volta che il capotreno entrasse nel suo campo visivo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Non mi sembri particolarmente turbato da questa anomalia della realt\u00e0 \u2013 disse l\u2019angelo al viaggiatore per rompere il ghiaccio.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Lavoro nella realt\u00e0 aumentata, passo il tempo a togliere le persone dagli affanni del mondo della Eusapia di sopra per farle vivere in universi paralleli nella Eusapia di sotto: il fatto che tua appaia e scompaia di fronte ai miei occhi non mi fa alcun effetto.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Io sono un angelo, e quando vedi me sei libero dai vincoli delle menti, per questo posso apparire solo ad un essere umano alla volta\u2026 ma tu invece come hai fatto a far scomparire tutti dalla tua citt\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ho usato l\u2019indeterminazione, sottoprodotto dell\u2019et\u00e0 dell\u2019informazione: per il non sapere pi\u00f9 dove si trovano e allo stesso tempo dove sono dirette, le persone si prestano a viaggiare in quanti di vite virtuali, riempiono di essi i social media delle citt\u00e0 di sotto, e la citt\u00e0 dei vivi qui sopra si svuota e muore come una stupida esperienza umana normale non medicata dalla rete di informazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; E allora perch\u00e9 tu sei ancora qui? Perch\u00e9 non sei anche tu negli universi quantistici dove hai portato tutti quanti?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Perch\u00e8 pur essendo il cittadino pi\u00f9 ricco della Eusapia di sotto io l\u00ec mi sento morire: sono circondato dalle interazioni automatiche, affogo nei nuovi contatti di uomini e di donne che vogliono solo il mio denaro, il mio tempo scorre gonfiandosi di cos\u00ec tanti contenuti che dentro di me non rimane pi\u00f9 nulla\u2026 affogo nelle notifiche e non riesco a provare pi\u00f9 amore per nessuno \u2013 e mentre diceva cos\u00ec la terra che scivolava via attorno al treno raccontava di periferie dove di abitanti non ce n\u2019erano pi\u00f9 o \u2013 che \u00e8 lo stesso \u2013 se ne stavano chiusi nei loro gusci di realt\u00e0 aumentata lasciando che la vegetazione infestante riprendesse possesso del territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Si avvisano i signori viaggiatori che siamo in arrivo alla stazione di Armilla; next stop Armilla station.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le varie formazioni urbane Armilla si caratterizza per essere una distesa di tubazioni idrauliche ordite a cielo aperto, niente muri n\u00e9 finestre n\u00e9 tetti, come se fosse venuto un tempo in cui gli involucri edilizi non erano pi\u00f9 serviti agli abitanti per proteggerli dalle intemperie, perch\u00e9 la pioggia di informazioni li penetrava ancor peggio nell\u2019intimo strabordando dai dispositivi di telecomunicazione. In un modo o nell\u2019altro allora la popolazione doveva essere fuggita via da Armilla, forse diretti anche loro in qualche universo parallelo, ma sopra una di queste tubazioni metalliche che usciva a cavalletto dal terreno qualcuno prima di andarsene aveva fatto passare una corda per un motivo infantile di gioco \u2013 era l\u2019idea coltivata dal viaggiatore che l\u2019aveva notata dal treno tutte le volte che era passato per Armilla.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno ne aveva avuto la certezza: c\u2019era l\u00ec proprio adesso una ragazza che si dondolava usando quel cavalletto e la fune doppia come un\u2019altalena, e a lui la memoria era immediatamente corsa indietro a non pi\u00f9 di sette-otto anni prima quando in una Eusapia non ancora svuotata passeggiava il cane attraverso i parchi cittadini e una ragazza sull\u2019altalena era stato allora motivo sufficiente per dire che s\u00ec, nonostante io faccia di tutto per rovinarla questa realt\u00e0 umana della vita di sopra, lei spero resister\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La ragazza all\u2019approssimarsi del sibilo del Frecciadorata frenato si era tolta le cuffie interrompendo una musica che l\u2019angelo avrebbe voluto ascoltare, ed era corsa verso la piccola stazione \u2013 in verit\u00e0 non pi\u00f9 di una manciata di pensiline \u2013 per poi salire sul treno proprio nel vagone da cui era osservata. Come si svel\u00f2 la bellezza della sua giovane persona nel riflesso degli occhi languidi del viaggiatore, l\u2019angelo non pi\u00f9 visto dai due si alz\u00f2 in uno scatto quasi epilettico e corse in cerca di Italo per vomitare sul poveruomo una esile paura ingombrante che unire due anime cos\u00ec mal assortite non potesse fare il bene del mondo: lui un essere che ha passato gi\u00e0 met\u00e0 della propria vita a distruggere le relazioni umane con la tecnologia informatica facendosi beffe delle conseguenze, lei ancora in quell\u2019et\u00e0 di mezzo per cui rappresentava forse l\u2019ultimo essere rimasto nel mondo di sopra a potersi porre quelle domande che mandano in crisi gli adulti, osservazioni capaci di demolire con la sola forza dell\u2019ingenuit\u00e0 residua equilibri economici tanto stabili nel tempo umano quanto insostenibili in quello generale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il capotreno non rispose nulla, eccetto un paio di sospiri che avrebbero voluto rappresentare la preghiera di non proseguire oltre in questa arte propria dell\u2019angelo, per via di un effetto collaterale di demolizione delle speranze.<\/p>\n\n\n\n<p>Prosegu\u00ec il Frecciadorata per altri cinquanta giorni e cinquanta notti avanti per terre secche e umide, verdi e inaridite, innevate di bianchezza e gialle di brullezza, fino a che l\u2019angelo si alz\u00f2 dal suo sedile da cui nessuna interazione poteva avere coi due viaggiatori i quali avevano iniziato ad orbitare nello spazio di attrazione gravitazionale reciproca, e si rivolse al capotreno:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Non ne posso pi\u00f9 di viaggiare cos\u00ec, continuare a vedere terra e terra senza mai un villaggio un segno della vostra vita: voglio arrivare al capolinea Marozia, mi hanno detto che \u00e8 la citt\u00e0 magica dove le cose si possono cambiare, i pesci cominciano a volare, gli uccelli a nuotare e cos\u00ec via. Tra quanto arriveremo Italo?<\/p>\n\n\n\n<p>Quello di nuovo non parl\u00f2, e si limit\u00f2 a guardare intensamente in direzione del viaggiatore salito ad Eusapia. Quindi passarono ancora cinquanta giorni e cinquanta notti durante i quali i due viaggiatori si erano conosciuti. La magia del viaggio aveva per loro quel retrogusto di immoralit\u00e0 che percepisce chi ha in mano un biglietto di sola andata, quasi che andare via sottendesse la rinuncia a voler essere responsabili dei fatti iniqui occorsi nei propri paesi d\u2019origine. D\u2019altronde quali diverse responsabilit\u00e0 in capo a ciascuno dei due, come aveva ben sentito l\u2019angelo nella sua visione.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriv\u00f2 infine una lingua di terra dopo la quale il treno torn\u00f2 per una superficie acquitrinosa e il livello dell\u2019acqua da quel punto in poi continuava ad alzarsi tanto che il convoglio fendeva ormai le onde con la sua met\u00e0 inferiore come a Venezia. Allora il capotreno si premur\u00f2 di svegliare l\u2019angelo dicendogli:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Volevo farti vedere questa regione dove comincia il Mare delle Informazioni\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; S\u00ec ma: tra quanto arriveremo a Marozia? &#8211; sbott\u00f2 l\u2019angelo.<\/p>\n\n\n\n<p>Italo per tutta risposta non disse nulla di nuovo, ma guard\u00f2 intensamente questa volta in direzione della passeggera salita ad Armilla, mentre il mare si estendeva totale all\u2019orizzonte.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio in quell\u2019attimo allora l\u2019angelo trasal\u00ec come colpito dalla scarica di un fulmine, e cap\u00ec che per arrivare a Marozia non mancavano un tempo o una distanza certi. Per Marozia tempio del cambiamento potevano mancare milioni di chilometri, forse qualche decina di anni. Oppure si sarebbe materializzata all\u2019improvviso, se e soltanto se uno dei due passeggeri avesse iniziato a dire o a fare qualcosa per il solo piacere di fare o dire qualcosa che mentre si compie diventi il piacere puramente dell\u2019altro, e trasfigurando dunque qualsiasi tornaconto personale, piacere dei sensi, della carne, ovvero gloria, fama, moda.<\/p>\n\n\n\n<p>Doveva succedere proprio tra quelle due anime rimaste attive nel mondo di sopra, che si erano incontrate per caso nel viaggio, bene o male assortite che fossero. E doveva succedere cos\u00ec, di punto in bianco, in mezzo a quel disastro socio-ambientale in cui si trovavano immersi vuoi per poca o tanta responsabilit\u00e0 di uno di loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019aver capito ci\u00f2 soffriva di non poter svelare pi\u00f9 oltre come far avvenire una realt\u00e0 di salvezza tanto semplice quanto aleatoria da un cos\u00ec piccolo incipit, soffriva che tale minuscolo sconvolgimento vitale poich\u00e9 non svelato non fosse pi\u00f9 riconosciuto in mezzo al rumore, e corresse dunque il rischio di non accadere mai, come la pi\u00f9 piccola increspatura di un\u2019onda si perdeva ora per sempre in quel Mare delle Informazioni perdute che iniziava ad agitarsi minaccioso attorno a loro.<\/p>\n\n\n\n<p>E nel soffrire vedeva con gioia e insieme con terrore il suo viaggio finire di nuovo da un momento all\u2019altro, aspettando che quella ragazza dopo averlo intravisto da sola un istante gli volgesse le spalle, cos\u00ec da dover presto \u2013 forse anzitempo, prima della prossima fermata \u2013 sparire aprendo le sue ali nuove.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51690\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51690\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cloppete, Cloppete, Stunf. Cloppete, Stunf, Stunf. Plunft. Non si aspettava di sgretolarsi, e al cadere dei suoi pezzi dopo i cloppete sarebbe stato lecito attendersi uno stack, t\u00f2 uno sdeng, o al limite uno sciaff, ma uno stunf e poi quel plunft finale no! Rumori del genere proprio no. Da uno stack o uno sdeng [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_51690\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51690\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":25923,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[657],"tags":[],"class_list":["post-51690","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2023"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51690"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/25923"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=51690"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51690\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":51694,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51690\/revisions\/51694"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=51690"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=51690"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=51690"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}