{"id":5167,"date":"2011-01-30T18:35:53","date_gmt":"2011-01-30T17:35:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5167"},"modified":"2011-01-30T18:35:53","modified_gmt":"2011-01-30T17:35:53","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-schiavitu-di-marcella-strazzuso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5167","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Schiavit\u00f9&#8221; di Marcella Strazzuso"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0 &lt;Ludovico Ariosto era un uomo tranquillo e schiavo \u2026&gt; masticando una gomma americana, Manuela mi guarda in cerca di un cenno di approvazione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 &lt;Schiavo di chi?&gt; le chiedo cercando di rimanere impassibile.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Mi guarda di nuovo con occhi interrogativi. Domanda difficile. Qualcuno dal fondo della classe strilla del cardinale Ippolito, qualcun altro del duca Alfonso. Si accende una zuffa. I ragazzi \u00a0quando sono sicuri di essere nel giusto, non sentono ragioni. Li tranquillizzo dicendo che teoricamente tutte e due le risposte sono giuste, ma \u00e8 sul concetto di schiavit\u00f9 che dobbiamo fare chiarezza.\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 L\u2019idea di approntare un excursus sul\u2019argomento, dagli egiziani ai servi della gleba passando per gli iloti e Spartaco, mi atterrisce perci\u00f2 \u00a0propongo di provare con i sinonimi.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Dal primo banco Campanella alza il dito. E\u2019 un tipo educato, gli do la parola e lui\u00a0 propone \u201cservit\u00f9\u201d. Mi spiega che le parole hanno anche un significato metaforico, per esempio diciamo \u201cschiavo del potere\u201d o \u201cdel denaro\u201d senza per questo avere in mente la frusta o la galera. Lo ringrazio, oltre ad essere educato \u00e8 anche bravo. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Volendo potrei accontentarmi, ma non ci riesco, dunque insisto. Sul concetto di endiadi, senza palesare che si tratta di questo, potrebbe intimorirli. Faccio semplicemente notare che di solito diciamo \u201ctranquillo e sereno\u201d, \u201ctranquillo e calmo\u201d, anche \u201ctranquillo e taciturno\u201d ma perch\u00e9 mai dovremmo dire \u201ctranquillo e schiavo\u201d? Giusto. Perch\u00e9 mai? Sento che si stanno interrogando, lo capisco dal brusio che sale come un nugolo di mosche. Non trovano la risposta.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Intervengo e spiego che esistono i lapsus, che avvengono quando uno meno se l\u2019aspetta e che in quelli di parola le lettere si confondono. Manuela sicuramente voleva dire \u201cschivo\u201d ma poi la \u201ca\u201d \u00e8 saltata. Aggiungo che un certo Freud, un po\u2019 di anni fa, su questo ci ha scritto pure un libro. Non so se faccio bene, i loro genitori pi\u00f9 che psicanalisti frequentano maghi, comunque sembrano interessati, la cosa li diverte. Ci provano anche loro. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 <em>Scavo scovo schianto sciampo \u2026<\/em><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Si allontanano sempre di pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u00a0 All\u2019ultimo banco Castelli e Betti ridacchiano, intuisco la loro operazione, la pi\u00f9 semplice, hanno sottratto a schiavo la esse iniziale e il gioco \u00e8 fatto.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 <em>Chiavo<\/em>.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Sono ossessionati dal sesso, deve essere un problema di ormoni.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Campanella vuole sapere di pi\u00f9, se c\u2019\u00e8 una logica nella sostituzione. Rispondo di s\u00ec, ma che non sempre \u00e8 facile intuirla. In questo caso, forse, una parola nota ha preso il posto di una pi\u00f9 difficile, scritta sul libro, forse mai sentita prima. Ma forse c\u2019\u00e8 dell\u2019altro, pi\u00f9 in profondit\u00e0, legato al vissuto personale e che ha davvero a che fare con la schiavit\u00f9. Rifiuto lo <em>scavo<\/em>. Per fortuna suona la campana. Mi dispiace Campanella, \u00e8 suonata la campanella.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Mi guarda disorientato.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 &lt;&lt;Omonimi?&gt;.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 No, rispondo, omofoni. Stesso suono, significato diverso. E lo caccio via insistendo sulla necessit\u00e0 di fare una pausa. Avr\u00e0 anche lui una merenda da consumare.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Rimango sola. I pensieri divagano. Mi interrogo sul mio lavoro d\u2019insegnante. Ho appena fornito una bella prova di didattica dell\u2019errore, la chiamano cos\u00ec, si parte dallo sbaglio per arrivare alla soluzione, pare che funzioni. Cerco di essere professionale, ma sento che manca qualcosa.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Manca il cuore. Non so se lo ritrover\u00f2, se avverr\u00e0 facilmente. Quando incontri il Male, quello con la emme maiuscola, saltano tutti i parametri, ti devi riprogrammare.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Forse sono rientrata a scuola troppo presto, avrei dovuto prendere un altro mese, nessuno mi avrebbe detto niente. Neanche il preside. Al telefono la sua voce era incerta, lo capisco, come si fa ad essere naturali in certe circostanze? Mi ha detto che ho tutta la sua stima e solidariet\u00e0. Mi chiedo che cosa me ne faccio \u2026<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Mi alzo ed esco dalla stanza, ho bisogno di un caff\u00e8. Mi avvicino al distributore automatico che hanno installato durante la mia assenza. Dispensa di tutto: cappuccino, t\u00e8, orzo, latte macchiato, espresso. Infilo le monete e mentre aspetto, mi accorgo che ci sono altre due macchine, gigantesche, una piena di bibite fredde e l\u2019altra di wafer, barrette di cioccolato e snack. Non ho un odio particolare nei confronti del consumismo, ma non mi piace nemmeno che si strafaccia, a scuola abbiamo gi\u00e0 un bar. Mi sembra che cos\u00ec, oltre ad assicurare il benessere dei nostri studenti, diamo pure una mano al diffondersi dell\u2019obesit\u00e0, piaga del terzo millennio.<\/p>\n<p>\u00a0 Si avvicina Marisa la collega di sostegno. Lei \u00e8 autorizzata a trattare con me, lavora con i soggetti in difficolt\u00e0. Avr\u00e0 le sue strategie. Vediamo quale utilizzer\u00e0. Mi dice che ha incontrato i genitori di Marino, il suo alunno disabile e le hanno detto che non c\u2019\u00e8 niente da fare, che la malattia progredisce velocemente, che tra un po\u2019 non riuscir\u00e0 nemmeno a stare sulla sedia a rotelle e smetter\u00e0 di venire a scuola. Piangevano. E\u2019 terribile. Ma terribile \u00e8 anche la sua strategia. <em>Al peggio non c\u2019\u00e8 fine<\/em>. Ci saranno altri modi di consolarmi, ma dubito che lei li conosca.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Pensavo che il divorzio fosse la cosa peggiore che mi potesse accadere nella vita. Un marito amato perduto per sempre, trafugato da una rivale pi\u00f9 giovane e bella, la solitudine, i cambiamenti forzati, il danno economico&#8230; E invece no, c\u2019\u00e8 di peggio.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Uno<em> stupro<\/em> \u00e8 peggio. Mille volte peggio.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Leggo la parola impronunciabile sulle labbra dei colleghi. La donne si sforzano di far finta che <em>non sia accaduto niente<\/em>. Ruotano intorno ai discorsi di sempre, i compiti da correggere, i programmi, le supplenze, la gita scolastica. Ieri la collega di scienze, mi ha fatto una relazione dettagliata sulla visita all\u2019orto botanico elencandomi tutte le variet\u00e0 floristiche presenti. Ho tentato di tenerle dietro, ma facevo fatica, la mia mente era lontana perch\u00e9 invece qualcosa \u00e8 accaduto, e di molto grave. Ma come si fa a parlare di uno stupro?\u00a0 Mancano le parole<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Gli uomini mi evitano, c\u2019\u00e8 imbarazzo. Forse pensano che i panni sporchi si lavino a casa e io invece questo bucato l\u2019ho steso sotto gli occhi di tutti. Magari hanno ragione. A volte quando ripenso alla fatica di quei giorni quasi mi pento. L\u2019ospedale, i poliziotti, il magistrato, la denuncia. Tutte quelle domande. Che ci facevo da sola a quell\u2019ora in quel posto sperduto? Io ci abito in quel posto sperduto, e vivo sola perch\u00e9 mio marito mi ha lasciata e a volte la sera, se decido di andare al cinema o a teatro rincaso tardi. E\u2019 la mia vita. Non credo di fare niente di male.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Ma certo, il male \u00e8 fuori di noi, \u00e8 in questa societ\u00e0 bacata, in queste nuove generazioni che hanno perduto la bussola, infranto le regole, calpestato i valori morali, ma \u2026<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 E senti che mentre ti difendono ti accusano.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Solo Filippo si \u00e8 avvicinato. Il giorno che sono rientrata, mi aspettava con una rosa nelle mani, non ha detto niente neanche lui, non ce n\u2019era bisogno. L\u2019ho presa e mi sono messa a piangere. Lui mi ha dato un bacio sulla guancia ed \u00e8 andato via. Ho messo la rosa in un bicchiere di carta che ho riempito d\u2019acqua nel bagno e l\u2019ho posata sul davanzale della finestra della mia classe. L\u2019ho osservata appassire a poco a poco. E\u2019 ancora l\u00ec, la bidella ha smesso di chiedermi se deve buttarla.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Filippo insegna francese ed \u00e8 gay. Ha un animo gentile. A suo modo \u00e8 candido. La sua omosessualit\u00e0 \u00e8 discreta, non interferisce con il suo lavoro. A scuola non se ne parla, a me l\u2019hanno detto i ragazzi, a volte sanno essere crudeli, ma forse era il loro modo di volermi bene, hanno capito che mi stavo innamorando di lui e volevano evitarmi una delusione. E\u2019 stato due anni fa, dopo il divorzio e il trasferimento in questa scuola, c\u2019incontravamo a ricreazione e chiacchieravamo di letteratura. Proust, Baudelaire, Rimbaud \u2026<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Pazienza. Non sono stata fortunata. A scuola nascono tanti amori. Quando insegnavo in provincia, il preside e la vicepreside avevano una relazione e spesso sparivano entrambi lasciando la scuola scoperta. Qui il collega di matematica sta con la collega d\u2019inglese e tutti e due sono sempre alla ricerca di qualcuno che li sostituisca. E l\u2019anno scorso, prima che le lezioni finissero, una befana in blusa maculata \u00e8 piombata in palestra schiaffeggiando l\u2019istruttore di educazione fisica, suo legittimo consorte, che la tradiva con la madre di un\u2019alunna.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Violenza domestica? No. La violenza \u00e8 un\u2019altra cosa. Ripenso a tutte le volte che con i miei alunni ho parlato di violenza, dei maltrattamenti subiti dalle donne, fuori e dentro le mura di casa, in ogni parte del mondo \u2026<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Non \u00e8 che la donna nasca schiava per natura, si tratta di un\u2019aberrazione culturale contro cui bisogna lottare.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Quando una mattina ho raccontato la storia di Yasmina, accoltellata dal padre e dal fratello per essersi rifiuta di interrompere un fidanzamento indesiderato, Federica Vitali \u00e8 scoppiata in singhiozzi, non riusciva a trattenersi. Non \u00e8 necessario essere musulmane per vivere da carcerate, basta un padre analfabeta e bigotto. Alessia Bucolo le ha passato un clinex facendo tintinnare i ciondoli del suo braccialetto e finalmente si \u00e8 calmata.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Credo che la prevenzione si debba fare sui banchi, che gli insegnanti abbiano il dovere di sollevare i problemi, credo \u2026<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Ma forse credevo, adesso non lo so pi\u00f9 in che cosa credo. Non so pi\u00f9 niente. Stiamo precipitando in una nuova barbarie e quello che mi \u00e8 accaduto lo testimonia. Il mio era solo fiato sprecato.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Entro in sala insegnanti \u00e8 trovo tutti in fibrillazione. Tra un\u2019ora ci sar\u00e0 una riunione in aula magna, ci hanno convocato per discutere di un episodio, accaduto in mia assenza, che vede coinvolti alcuni alunni\u00a0 e che necessita provvedimenti disciplinari.<\/p>\n<p>\u00a0 &lt;&lt;Un\u2019altra porcata&gt;&gt; commenta la Fiorentino sfogliando il registro dei verbali. E\u2019un ex sessantottina, porta ancora le gonne a fiori, per fortuna ha abbandonato gli zoccoli. Si esprime sempre cos\u00ec, per\u00f2 questa volta il tono \u00e8 duro. Deve essere qualcosa di pi\u00f9 grave che buttare zaini dalla finestra o fumare spinelli in bagno. Nessuno mi dice niente e io non chiedo. Staremo a vedere.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Il preside sembra pi\u00f9 buio del solito, lo staff dei collaboratori \u00e8 al completo. Sul fondo \u00e8 stato sistemato un proiettore e dunque incominciamo subito con la visione di un filmato che pare circoli in rete e che in qualche modo coinvolga la scuola.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Si spengono le luci. Sullo schermo Daniela Vinci di quarta A in slip e reggiseno si muove sinuosa. La conosco perch\u00e9 all\u2019inizio dell\u2019anno ha partecipato ad un progetto sulla legalit\u00e0. Ogni parte del suo corpo \u00e8 messa a fuoco dall\u2019obbiettivo impietoso. Mi sento a disagio, vorrei uscire, ma non riesco ad alzarmi, sono incollata alla sedia. Improvvisamente nell\u2019inquadratura entrano due mani, poi altre due e altre ancora che scivolano sulla ragazza. Chiudo gli occhi, quando li riapro, hanno interrotto la proiezione ed acceso la luce. Mi scollo ed esco fuori, nessuno dice niente. Entro di corsa in bagno e vomito.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Ho chiesto due giorni di permesso che ho trascorso in compagnia dei miei fantasmi. Sento che c\u2019\u00e8 qualcosa che devo sapere ma non riesco a capire cosa. A volte le sensazioni si impadroniscono di me, mi fanno credere che ci siano significati che sono l\u00ec ad un passo dalla rivelazione, che mi salveranno.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 So che non \u00e8 vero, ma devo rivedere i filmato. Rientro a scuola e vado da Ettore, il tecnico di laboratorio. E\u2019 un uomo giovane e gentile, lo trovo alle prese con un computer che \u00e8 stato sabotato e gli faccio la mia richiesta. Dice che non \u00e8 possibile, che ci vuole l\u2019autorizzazione e che in ogni caso non mi farebbe bene. Lo prego e alla fine lo convinco, mi siedo accanto a lui e trattengo il respiro.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Lo rivedo due, tre, quattro volte, Ettore non si spazientisce e rimane in silenzio.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Le mani. So che sono le mani, hanno qualcosa di familiare. Quelle che appaiono per ultime, sono robuste e al dito medio della sinistra sfoggiano un anello, come oggi si usa tra i ragazzi, una fascia alta di metallo lavorata, con un piccolo teschio in rilievo \u2026. Lo risento, quel teschio, sui miei occhi, sul naso, sui denti, che mi riempie il viso di lividi nel tentativo di tenermi ferma.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Basta cos\u00ec, grazie Ettore, puoi spegnere. Vado via tranquilla, \u00e8 come se il fuoco che mi bruciava dentro si fosse spento. So che trover\u00f2 il possessore di quell\u2019orribile monile, e insieme a lui, gli altri che erano con lui quella sera. Sar\u00e0 Daniela Vinci a fornirmi il nome o il preside o i colleghi. Far\u00f2 il giro delle classi e lo staner\u00f2.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Non \u00e8 un desiderio di vendetta che mi spinge ma un bisogno di giustizia, il continuare a credere, forse stupidamente, che il mondo possa diventare migliore.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5167\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5167\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0 &lt;Ludovico Ariosto era un uomo tranquillo e schiavo \u2026&gt; masticando una gomma americana, Manuela mi guarda in cerca di un cenno di approvazione. \u00a0\u00a0 &lt;Schiavo di chi?&gt; le chiedo cercando di rimanere impassibile. \u00a0\u00a0 Mi guarda di nuovo con occhi interrogativi. Domanda difficile. Qualcuno dal fondo della classe strilla del cardinale Ippolito, qualcun altro [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5167\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5167\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":284,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-5167","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2011"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5167"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/284"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5167"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5167\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5170,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5167\/revisions\/5170"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5167"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5167"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5167"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}