{"id":51647,"date":"2023-05-24T17:53:35","date_gmt":"2023-05-24T16:53:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51647"},"modified":"2023-05-24T17:53:36","modified_gmt":"2023-05-24T16:53:36","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-tentativi-di-verita-di-paola-taboga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51647","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Tentativi di verit\u00e0&#8221; di Paola Taboga"},"content":{"rendered":"\n<p>Eccomi davanti al portone.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cuore si \u00e8 barricato in gola.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi preparo a esibire il migliore sorriso con cui affronter\u00f2 quest\u2019accidenti di festa: i rituali dei saluti o delle presentazioni con le voci squillanti, le risatine, i discorsi inutili e banali, i nomi subito dimenticati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il solito minuetto di falsit\u00e0.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un gran casino e la musica imbizzarrisce ancora di pi\u00f9 il rumore di fondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Agguanto un bicchiere e procedo a una rapida scansione dei presenti, in gran parte sconosciuti. Tacchi alti per molte donne, gambe in bella vista e push-up diffusi: sex-appeal in formato seriale. C\u2019\u00e8 anche qualche eccentrica che ostenta mise destrutturate &#8211; abiti informi con orli sfilacciati &#8211; abbinati a gioielli etnici enormi e bocche vermiglie. Per gli uomini domina la tenuta tempo-libero: jeans o pantaloni colorati con camicia fuori. Le giacche sono poche e, nel caso, abbinate a magliette scure. Susi, la mia amica e padrona di casa, lavora in pubblicit\u00e0 e questo \u00e8 il suo ambiente: creativi e manager che ostentano ruoli e successo anche a colpi di look.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso sta sfarfallando fra cucina e buffet armata di vassoi e bottiglie. Mi saluta con una smorfia d\u2019intesa. Ale, suo figlio, le sta appiccicato.<\/p>\n\n\n\n<p>Susi mi ha costretta a venire a questa festa. Dice che questi sei mesi di \u201cpausa di riflessione\u201d, fatti di domeniche e serate sul divano annientata dalla nostalgia e dai dubbi, devono terminare.&nbsp; Devo rivederlo e capire: questa festa secondo lei \u00e8 l\u2019occasione perfetta per affrontare la verit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E fa niente se odio le feste.<\/p>\n\n\n\n<p>Svuoto il bicchiere. Il prosecco scende con un piacevole grattino. Ne recupero un altro. Susi ha spento quasi tutte le luci e ha disseminato la stanza di candele, creando un effetto lounge che si addice allo stile della sua casa, minimal e candida. Io, per\u00f2, provo una specie di inquietudine con questi bagliori sinistri che macchiano la pelle e segmentano i visi, scavando negli orli degli zigomi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMamma, \u00e8 quello il mio pap\u00e0?\u201d Cantilena di Ale, quella che indispone.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAle, la pianti?\u201d Voce bassa di Susi, sporca di rabbia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cScusa, non so perch\u00e9 s\u2019\u00e8 fissato con \u2018sta cosa&#8230;\u201d Cinguetta Susi provando a dissimulare l\u2019imbarazzo con un sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tizio per\u00f2 rimane perplesso e si allontana accennando a un\u2019alzata di spalle.<br><br><\/p>\n\n\n\n<p>Susi agguanta la mano di Ale. Lo strattona e lui si divincola.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUffa, uffa e uffa.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo! Uffa lo dico io, capito? Che figure mi fai fare\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Susi mi guarda desolata, scuotendo la testa. Forse doveva organizzare questa festa un sabato in cui Ale \u00e8 dal padre. Oppure, non doveva invitare il suo nuovo fidanzato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCiao, come va?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mi giro e i suoi occhi inghiottono la stanza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCiao, che sorpresa\u2026\u201d&nbsp; La mia voce prova a essere naturale ma so che non ci riesce. \u00c8 chiaro che sto mentendo. Sono qui solo per lui e lui lo sa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHai i capelli diversi\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, li ho tagliati un po\u2019.\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi guarda con una certa intensit\u00e0. O forse no, lo sto solo immaginando.<\/p>\n\n\n\n<p>Il prosecco fa galleggiare in testa tutte le domande che vorrei fargli mentre ascolto le sue parole precise, luminose.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma poi. Arriva una ragazza che si piazza di fianco a lui. Lo bacia su entrambe le guance, lo guarda negli occhi e ride. Ho l\u2019impressione che non sappia fare altro che ridere. Che abbia tutti i motivi del mondo per ridere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 piccola e magra. Inguainata in una tuta aderente viola che evidenzia le tette. Viola sono anche gli stivali, gli orecchini, il rossetto. Me la vedo uscire di casa squittendo: \u201cvado per viola, oggi\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lui me la presenta con nonchalance, senza imbarazzo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sorriso viola. Sorriso mio. La stanza gira.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cScusate,\u201d dice lui, subito dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>E si allontana mentre io mi ritrovo qui, con questa sconosciuta, con tutta evidenza la sua nuova fidanzata: un chissenefrega gigantesco e viola per la nostra storia e i sei mesi di \u201cpausa di riflessione\u201d.&nbsp; Non dovevo venirci a questa cazzo di festa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe lavoro fai?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ma guarda tu. La creatura viola \u00e8 anche dotata di parola, oltre che di tette marmoree.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cScrivo,\u201d la mia voce esibisce un\u2019inattesa sicumera da Prosecco di cui mi sorprendo da sola.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBello. E cosa?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUn romanzo ambientato in India.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMitico!&nbsp; Ci sei stata?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOvvio, pi\u00f9 volte.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUna mia amica \u00e8 stata a&#8230;\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNew Dheli, Mumbay? Hyderabad, Calcutta?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lascio intendere di poter snocciolare tutte le citt\u00e0 del continente indiano, anche in ordine alfabetico inverso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, con la B.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAppunto, Bombay, oggi si chiama Mumbay.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE perch\u00e9?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mi blocco. La testa \u00e8 un pollaio. Non sono mai stata in India, n\u00e9 ho mai scritto un romanzo e, soprattutto, non so perch\u00e9 sto mentendo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lui invece, sta tornando. Sono ubriaca e troppo incazzata, non voglio parlargli.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Agguanto l\u2019ennesimo prosecco e me ne vado, mentre il grumo femminile viola gli dice qualcosa, guardandomi. E sono vicini. Vicinissimi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ale corre per il salotto. Si insinua fra le persone, le spintona. Sfiora le decine di candele. Adesso ammazza qualcuno, oppure incendia la casa. Invece no: inciampa nel tappeto proprio di fianco a me. Lo aiuto a rialzarsi e Susi lo raggiunge, preoccupata. Madre e figlio si fissano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon puoi star fermo?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ale le mostra la lingua.&nbsp; Poi si nasconde dietro le mie gambe.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVai in cameretta. Domani racconto tutto a pap\u00e0, capito?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Le candele macchiano di nero il viso di Susi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa quale pap\u00e0? Tu non parli pi\u00f9 con pap\u00e0. Vuoi solo quello l\u00e0. Vai via,\u201d dice Ale con voce piccola e piena di rabbia, di dolore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le candele lasciano intravedere gli occhi di Susi: sono pieni di lacrime.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ecco, l\u2019aggeggio viola si materializza di nuovo. E lui \u00e8 l\u00ec, accanto a lei.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCos\u00ec stai scrivendo un altro romanzo&#8230;\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mi chiedo a cosa alluda. La damina viola \u00e8 in adorazione, potrebbe fondare un fan-club per me qui, all\u2019istante. Ges\u00f9, vorrei schiantarmi sotto il parquet.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl suo primo libro \u00e8 andato a ruba, figurati.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lui parla\u2026 dei miei libri e dei miei successi letterari. Ma perch\u00e9 sta infiocchettando l\u2019unica balla che io abbia mai detto in vita? Mi sta prendendo in giro? &nbsp;Siamo entrati nell\u2019era dell\u2019esperanto globale e nessuno mi ha detto niente?<\/p>\n\n\n\n<p>Poi compare un tipo lungo lungo, con naso adunco e orecchino che si piazza alle spalle di Miss Viola e le copre gli occhi. Modula il solito \u201cchi sono?\u201d che produce nel gingillo viola una violenta scarica elettrica: pigola qualcosa in falsetto e gli infila la lingua in bocca.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi prendo un po\u2019 d\u2019acqua? E poi, parliamo\u2026 dei tuoi libri?\u201d&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Faccio s\u00ec con la testa. Non riesco ad articolare parola, non potrei nemmeno grugnire: in questo momento sono meno evoluta di un qualsiasi primate.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre si allontana, si volta. Sorride.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPosso dirti? Dovresti far ricrescere i capelli, tenerli come una volta.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Chiss\u00e0 se sta mentendo ancora. Nel dubbio, metto su un sorrisetto idiota, mentre il ronzio delle bollicine in testa mi assorda. Sprofondo in una provvidenziale poltrona libera.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Arriva Ale con il braccio teso e l\u2019indice sfoderato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\u2019 lui, lui \u00e8 il mio pap\u00e0.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Non si rivolge a nessuno. Indica il vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAle, perch\u00e9 fai cos\u00ec?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Glielo domando tirandolo dolcemente verso di me. Io, seduta in quella poltrona e lui in piedi: i nostri visi sono di fronte, alla pari. Gli sfioro la testa. I suoi capelli sono sorprendentemente fini e delicati e si arrotolano intorno alle dita. Cos\u00ec morbidi che la mano non vuole smettere di accarezzarli.&nbsp;&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSai di vino.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ha ragione: devo avere una fiatella da Superciuk.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa tu lo sai dov\u2019\u00e8 il mio pap\u00e0?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, Ale. Ma sono certa che verr\u00e0 presto a prenderti, anzi prestissimo, e andrete\u2026 dove vuoi andare?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAllo zoo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEcco, allo zoo. Certo, andrete allo zoo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE io per\u00f2 vorrei anche un cane.\u201d&nbsp;&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Afferma con forza Ale, guardandomi con intenzione. Sa che adoro i cani e non potrei mai dargli torto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa secondo te pap\u00e0 mi fa prendere un cane? Anche se la mamma non vuole?<\/p>\n\n\n\n<p>Povero Ale. Ridotto a negoziare con me i suoi desideri. Decido di sorridergli e basta, senza aggiungere niente.&nbsp; Provo a sollevargli il mento, con la mano a coppa. Non vuole, fa resistenza. &nbsp;Ma tenta di sorridere, rassegnato.&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPer\u00f2 glielo dici tu a pap\u00e0 di portarmi almeno allo zoo?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Dovrei rispondergli che, certo, glielo dir\u00f2 senz\u2019altro. Ma sarebbe una bugia. Suo padre non si fa vivo da mesi e chiss\u00e0 cosa ha in testa. &nbsp;&nbsp;E allora gli dico che ci andremo noi due, insieme, allo zoo. E poi anche al parco a giocare con il mio cane. Gli prometto quello che posso, offrendo solo ci\u00f2 di cui dispongo. Lo faccio usando un mucchio di parole e gesticolando troppo.&nbsp; Mi rendo conto di essere decisamente sopra le righe \u2013 sono brilla &#8211; ma so di non voler dire nulla che non potr\u00f2 mantenere. Non voglio dilapidare la sua fiducia. E, soprattutto, non voglio mentire.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAndiamo a prendere una Coca?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mi chiede, alla fine del mio sproloquio, allungando il braccio.&nbsp; Ha capito che la mia testa \u00e8 ancora in giostra. E cos\u00ec, ci aiutiamo a vicenda, io e Ale.<\/p>\n\n\n\n<p>Prendo quella sua mano piccola e sudaticcia che mi tira con forza finch\u00e9 mi alzo e lo seguo. &nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51647\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51647\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eccomi davanti al portone. 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