{"id":51645,"date":"2023-05-24T17:52:03","date_gmt":"2023-05-24T16:52:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51645"},"modified":"2023-05-24T17:52:03","modified_gmt":"2023-05-24T16:52:03","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-conversazione-in-un-bar-di-paola-taboga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51645","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Conversazione in un bar&#8221; di Paola Taboga"},"content":{"rendered":"\n<p>Vengo spesso in questo bar. Ci vengo di notte.<\/p>\n\n\n\n<p>Non mi siedo al tavolo, sto appollaiato su questi sgabelli alti, anche se sono scomodi. Osservo da vicino Olga, la nuova barista, mentre riempie i bicchieri e prepara i cocktail. Intanto, guardo lo specchio dietro al bancone.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 da quello specchio che ho visto Mia entrare, la prima volta. \u00c8 come se l\u2019avesse portata lo specchio. Lo specchio \u00e8 diventato il confine della realt\u00e0, o forse della verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>E contiene tutto. Anche la mia faccia di oggi, un po\u2019 pi\u00f9 grigia di quella di ieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 so bene com\u2019era la mia faccia ieri. E anche quella di un mese fa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo tutto, ogni impronta del mio sguardo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEhi, Hemingway, come ti va? Il solito?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 simpatica Olga. \u00c8 una tosta. Quasi bella, con quegli occhi allungati. Mi chiama Hemingway, anche se sono solo un insegnante di lettere ed Hemingway lo spiego a quei testoni dei miei allievi. Il resto, il sogno del mio romanzo, gli articoli\u2026 sparito tutto, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOlga, tesoro. Quando ti fermi a bere con me?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAspettami, poeta, questa sera stacco presto\u201d sussurra lei, avvicinandosi. E il fiato tradisce che ha gi\u00e0 bevuto qualcuno dei suoi shottini.<\/p>\n\n\n\n<p>Olga lo sa che Mia se n\u2019\u00e8 andata. Le racconto di Mia un po\u2019 alla volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho bisogno di sfinirmi dentro questa storia, affondando in ogni dettaglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Olga ascolta con pazienza e attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche se lo so: Mia non le piace proprio.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p>Non le \u00e8 piaciuta dall\u2019inizio, quando ho detto che Mia era perfetta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNessuno \u00e8 perfetto. Cos\u2019ha di speciale questa tizia?\u201d aveva replicato Olga. Parole dette subito e in fretta, troppo in fretta.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo tracannato fino in fondo il liquido chiaro del mio bicchiere. Se qualcuno mi chiamava Hemingway, tanto valeva. Il fronte alcolico \u00e8 l\u2019unico che potrebbe avvicinarmi a&nbsp;&nbsp; Hemingway.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 perfetta perch\u00e9 \u00e8 tutto ci\u00f2 che io non sono. Mia \u00e8 pulita, capisci, Olga? Vive in un mondo di cose vere e sostanziose,\u201d aveva proseguito la mia voce soffiata, quasi stessi dicendo qualcosa che non mi apparteneva.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUffa, quanto la meni! E poi ci sono anche donne che se ne approfittano, credimi. Te ne verso un altro?\u201d Olga aveva riempito il bicchiere, senza aspettare la mia risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE com\u2019\u00e8 che \u00e8 diventata miss mondo nella tua testa?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ero messo a raccontare di quel nostro primo incontro qui, a questo bancone, e poi quando eravamo usciti insieme, fino alla prima volta che avevamo fatto l\u2019amore, a casa sua. Sul comodino c\u2019erano due fotografie. In una c\u2019era un ragazzino al mare, l\u2019altra foto doveva essere pi\u00f9 vecchia, perch\u00e9 il bambino era piccolo, lei aveva i capelli diversi e poi c\u2019era un uomo che teneva entrambi abbracciati. Non aveva mai parlato prima di loro, la sua vita \u00e8 sempre stata molto lontana da me.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCio\u00e8, stavate uscendo insieme e lei non ti aveva mai detto di avere un figlio?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSei giovane, Olga, cosa ne sai tu\u2026 succede.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBoh, una cosa del genere mica si nasconde. Ma come hai fatto a innamorarti di una cos\u00ec?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIn realt\u00e0 ero incazzato come un puma.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSei strano, <a>Hemingway<\/a>,\u201d aveva concluso Olga con un\u2019espressione diversa, pi\u00f9 affaticata del solito. L\u2019avevo salutata per quella sera e, barcollando, avevo portato fuori dallo specchio la mia faccia grigia. Un po\u2019 pi\u00f9 grigia del giorno prima.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa allora perch\u00e9 se n\u2019\u00e8 andata, questa tua signora del cuore?\u201d sta dicendo adesso Olga, mentre strofina il bancone. Siamo rimasti solo io e lei. \u201cE almeno siete stati un po\u2019 felici insieme?\u201d aggiunge, smettendo di pulire per guardarmi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFelici\u2026 che parolona,\u201d dico, facendole il verso. Ma poi non riesco a smettere di parlare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon ho mai capito cosa provasse per me. La possedevo di continuo, ma non riuscivo mai ad averla. A sentirla. Diventavo furioso, scavato dall\u2019odio, le mie mani si gonfiavano, i polpastrelli si dilatavano e i cerchi delle impronte diventavano enormi, senza mai poterla toccare davvero.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Gli occhi allungati di Olga, adesso, sono dentro ai miei.<\/p>\n\n\n\n<p>Non chiede, ma so cosa vuole sapere. E rispondo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, non gliel\u2019ho mai detto.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Gli uomini hanno spesso un\u2019anima scura, troppo scura per le donne. Le donne spremono fuori il nero dell\u2019anima con il mestruo, in una purificazione regolare che le rende di nuovo lattee. Anche questo non l\u2019ho mai detto a Mia. E non lo dico nemmeno adesso, a Olga.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVabb\u00e8, ma poi stavate assieme,\u201d cerca di proseguire Olga, con quell\u2019ostinazione tutta femminile sull\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Stavolta non rispondo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cStavate insieme?\u201d insiste Olga, con voce perentoria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, cio\u00e8&#8230; Ma non l\u2019ho mai avuta veramente.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cCosa vuoi dire?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLei era cos\u00ec\u2026 irraggiungibile. La pi\u00f9 bella, la pi\u00f9 elegante. Affascinante, colta, diceva sempre la cosa giusta. Gli uomini le giravano intorno. Sembrava farlo apposta, per mostrare a tutti la nullit\u00e0 che sono.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBeh, anche lei avr\u00e0 avuto i suoi difetti. Ad esempio, non ti aveva detto del figlio.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, ma poi quella cosa era stata superata.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon proprio un dettaglio, comunque.&nbsp; E poi?<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE poi, e poi. Cosa devo dirti? Mia era cos\u00ec perfetta che io non c\u2019entravo niente, capisci?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Olga annuisce, senza convinzione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEro sempre escluso da ogni cosa importante. Ero geloso. Ho fatto cose brutte.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il viso di Olga si storce piegandosi da un lato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEro geloso, ero sempre la seconda scelta.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Olga mi fissa, quasi avesse capito tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa picchiavi?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Abbasso la testa. Allungo il braccio spingendo in avanti il bicchiere.<\/p>\n\n\n\n<p>Olga per\u00f2, questa volta, non lo riempie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Guardo lo specchio. La porta del bar \u00e8 chiusa. Non entrer\u00e0 pi\u00f9 nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLe hai fatto del male?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon \u00e8 come pensi tu.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE com\u2019\u00e8 allora?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Sto zitto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCazzo, anche tu la solita merda d\u2019uomo!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Resto zitto, ancora.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9? perch\u00e9 sei come tutti gli altri?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Le prendo la mano. Lei non si sottrae. E questo contatto della pelle mi d\u00e0 la forza di continuare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVuoi davvero sapere?\u201d chiedo, prendendo tempo.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Olga chiude le dita e posa le labbra sulle mie nocche sbiancate dalla sua stretta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuella sera, quando sono entrato in bagno e lei era accovacciata sul bidet, mi \u00e8 sembrata una chioccia intenta a covare il frutto della pancia in quella maiolica bianca. Mi ha detto, non ce la faccio, non posso, non saremo mai capaci\u2026 Ed era stanca. Sconfitta. Una creatura senza pi\u00f9 speranza.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa vuoi dire?<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEra incinta, Olga. Mia era incinta.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>E la mia voce vibra come un\u2019eco metallica. Come se non fossi io a parlare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E infatti poi non le dico che in quel momento ho sentito il mio vuoto farsi pieno e l\u2019ho amata, l\u2019ho amata davvero solo in quel momento. Ho abbracciato quella sua nuova debolezza e l\u2019ho inghiottita, tenendola finalmente dentro di me, come fossi io, quello gravido. Perch\u00e9 in quel momento eravamo uguali. Finalmente non era pi\u00f9 irraggiungibile, ma una creatura stravolta e grigia come me. Finalmente vicina.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cE quindi\u2026 cosa hai fatto?\u201d chiede Olga, dopo il silenzio delle mie parole non dette.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo guardato dentro il water quasi ci fosse qualcosa da vedere. Ho tirato lo sciacquone, ho abbassato il coperchio e mi ci sono seduto sopra. Ho chiuso gli occhi, sentivo il suo respiro affannato, forse piangeva. Non li ho pi\u00f9 riaperti, finch\u00e9 \u00e8 uscita dal bagno.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE l\u2019hai lasciata andare cos\u00ec? Ma perch\u00e9, se l\u2019amavi tanto?<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuel figlio era il frutto del mio male, lo sarebbe sempre stato. Non volevo quel figlio, e non mi sono fidato.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDi chi non ti sei fidato?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDi me, Olga, di me non mi sono fidato. Gli uomini sono deboli, sappilo. Soprattutto io. Ho avuto paura di fare dell\u2019altro male. A lei e a quella creatura piccola e nuova. E Mia lo ha capito molto bene. Mia ha sempre saputo tutto. Per questo sopportava quando\u2026 facevo quello che facevo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Olga annuisce. Si alza. Prende una bottiglia e due bicchieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Faccio no con la testa, non ho pi\u00f9 nessuna voglia di bere.<\/p>\n\n\n\n<p>Olga, invece, ingoia il suo d\u2019un fiato. Gli occhi ridotti a fessura, quasi scomparsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pulisce la bocca con il dorso dalla mano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAndiamo, Hemingway, ti porto a casa, che da solo non ci arrivi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mi prende per un braccio e, insieme, usciamo dallo specchio.<\/p>\n\n\n\n<p>Dimentico di guardare la mia faccia.<\/p>\n\n\n\n<p>Non potr\u00f2 mai ricordare la mia faccia di questo momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi appoggio sempre di pi\u00f9 a Olga che adesso \u00e8 grande e forte, fortissima.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiss\u00e0 se un giorno racconter\u00f2 di lei.<\/p>\n\n\n\n<p>La citt\u00e0, fuori dal bar, \u00e8 lucida di pioggia.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51645\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51645\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vengo spesso in questo bar. 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