{"id":51641,"date":"2023-05-24T17:18:13","date_gmt":"2023-05-24T16:18:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51641"},"modified":"2023-05-24T17:18:14","modified_gmt":"2023-05-24T16:18:14","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-la-verita-della-sfiga-di-paola-taboga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51641","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;La verit\u00e0 della sfiga&#8221; di Paola Taboga"},"content":{"rendered":"\n<p>Non credo agli ufo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non credo all\u2019oroscopo, anche quando dice qualcosa di positivo.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non credo nemmeno in Dio, quel Dio che si affaccia alla finestra e intima cosa fare per salvarsi l\u2019anima.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2, da quella mattina di febbraio, credo al sortilegio misterioso che fa accadere e interagire eventi disparati tutti insieme, nello stesso momento. Qualcuno mi ha detto che questa congiunzione straordinaria viene definita fenomenologia dell\u2019applauso.<\/p>\n\n\n\n<p>Detto con parole mie: sfiga.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho capito che la sfiga possiede poteri occulti assoluti. So che pu\u00f2 scatenarsi nelle tre unit\u00e0 aristoteliche. Vaga nello spazio, si appropria del tempo e sguazza nelle azioni pi\u00f9 impensate. Perch\u00e9 la sfiga sa cose che nessuno conosce e sovrasta l\u2019umana comprensione come una divinit\u00e0 oscura e spietata.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella mattina di febbraio mi ero svegliata con il labbro che tirava a destra.<br>Alle 9 del mattino il PS era gi\u00e0 pieno.&nbsp; All\u2019accettazione mi avevano classificata codice verde, anche se avevo provato subito a spiegare che, in qualche ora, la mia faccia si sarebbe bloccata del tutto. E mi ero messa a implorare: era urgente che il medico mi valutasse, perch\u00e9 se mi avesse fatto subito una flebo di cortisone forse gli effetti sarebbero stati meno deturpanti\u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019infermiera mi aveva rivolto uno sguardo di rimprovero, amplificato da lenti spesse orlate di nero.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSignorina, se \u00e8 sicura di avere i\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cProdromi, ho detto prodromi,\u201d avevo ribattuto desolata, sapendo di emettere in quel momento le mie ultime labiali.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEcco, se ha quei \u201ccosi\u201d della paralisi facciale, mica guarisce se passa davanti a tutti.\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La prima verit\u00e0 della sfiga.<\/p>\n\n\n\n<p>Non fare la furba, \u00e8 inutile.<\/p>\n\n\n\n<p>Paresi di Bell, si chiama. O a frigore. Nessuno sa la causa precisa: un colpo di freddo, o un virus. Nel mio caso: sfiga al quadrato.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 l\u2019avevo gi\u00e0 avuta anni prima e la faccia, cascata a sinistra quella volta, si era trasformata in un\u2019opera cubista. Senza poter chiudere le palpebre, l\u2019occhio era diventato un uovo sodo. La bocca non gestiva pi\u00f9 le labiali e le parole annegavano in un farfugliare confuso con possibile perdita di bavetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ero accasciata sull\u2019ultima sedia rimasta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La bocca si stava bloccando sempre di pi\u00f9. Sentivo l\u2019artiglio di ghiaccio che avanzava anche nell\u2019occhio. Non era stata cos\u00ec veloce l\u2019altra volta. Adesso sembrava molto pi\u00f9 grave.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il cicalino del cellulare aveva trillato. Il litigio della sera prima rendeva la speranza di sentire il mio fidanzato una necessit\u00e0 impellente. Avevo bisogno di essere sostenuta, coccolata. Volevo che mi tranquillizzasse e fa niente se doveva mentire. Volevo che mi accarezzasse mentre mi rassicurava dicendo che tutto si sarebbe risolto.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda verit\u00e0 della sfiga.<\/p>\n\n\n\n<p>Non provare a negare i fatti, \u00e8 inutile. Perch\u00e9, forse, te li meriti.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quel cicalino segnalava un pagamento di 1.453 euro effettuato a Panama City.<\/p>\n\n\n\n<p>Eravamo stati a Panama durante le vacanze di Natale. Ricordavo bene l\u2019ottusa disinvoltura con cui avevo lasciato la carta di credito nelle mani di un cameriere deferente, subito scomparso in un retro. Un gesto da turista gonza che adesso tornava indietro con uno schiaffone ripetuto 1.453 volte. Cos\u00ec, la mia faccia semi-paralizzata aveva oscillato per ogni singolo euro, esaurendo ogni autonomia di movimento. Poi, si era bloccata del tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi girava la testa. Ero uscita di casa di corsa e a digiuno ma adesso, mentre la faccia andava chiudendosi nel cemento, quella sala d\u2019attesa si era trasformata in una navicella orbitante. Non potevo nemmeno andare a prendere l\u2019acqua alle macchinette: dovevo presidiare la sedia che, altrimenti, sarebbe stata subito occupata da una delle tante persone in piedi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il telefono aveva squillato. Eccolo, il fidanzato testone e litigioso, finalmente!<\/p>\n\n\n\n<p>Invece.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un cliente lamentava la stampa di una brochure che riportava un errore marchiano, ripetuto in tutte le pagine. Una sciatteria inaccettabile, aveva concluso.<\/p>\n\n\n\n<p>La sfiga stava ostentando la sua abilit\u00e0 tentacolare.<\/p>\n\n\n\n<p>Giocava su pi\u00f9 tavoli, appropriandosi anche della mia autostima professionale. Biascicando delle scuse avevo promesso di fornire la versione corretta in tempo utile e a mie spese, ovvio. Stavo per chiamare una tipografia di fiducia ma, d\u2019improvviso, il telefono era ammutolito. Non c\u2019era pi\u00f9 segnale.<\/p>\n\n\n\n<p>La sfiga era riuscita a sequestrare persino le onde elettromagnetiche.<\/p>\n\n\n\n<p>E quindi, ecco la terza verit\u00e0 della sfiga.<\/p>\n\n\n\n<p>Non riuscirai mai a opporti, \u00e8 inutile. Rassegnati.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma io avevo esaurito l\u2019auto-controllo. Piangevo sul lato sinistro perch\u00e9 il destro, fresco di paresi, esibiva trionfale la sua fissit\u00e0 definitiva. Ma, forse, quella parte di me era l\u2019unica a conservare un minimo di dignit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi qualcuno aveva fatto il mio nome, io mi ero alzata di scatto e tutto era diventato nero. Mi avevano presa per un braccio, facendomi male. E mi ero ritrovata sul lettino col neurologo che mi fissava.&nbsp; Anche lui, come l\u2019infermiera dell\u2019accettazione, portava occhiali neri e minacciosi.&nbsp; Con tutta evidenza quell\u2019uomo doveva essere l\u2019emissario o forse il sacerdote, anzi, l\u2019ambasciatore eletto della sfiga e l\u2019infermiera la sua devota ancella.<\/p>\n\n\n\n<p>Cecati entrambi s\u00ec, ma grazie agli occhiali neri che correggevano i rispettivi deficit visivi si confermava il famoso assunto che la sfiga ci vede benissimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, lo sguardo cerchiato di nero del neurologo mandava lampi maligni mentre recitava con tono piatto che dovevo fare almeno una risonanza e una TAC perch\u00e9 era strano che queste paresi si ripetessero, mai vista una cosa simile, doveva esserci un problema neurologico molto serio. E poi. Perch\u00e9 quello svenimento? Ero diabetica? La scheda parlava di familiarit\u00e0 da parte di madre. Consigliava di non mettersi a guidare.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sottotesto: ce l\u2019avevo uno straccio di fidanzato da chiamare per venire a prendere quella me stessa trasformata in poche ore in un rottame sfigurato?<\/p>\n\n\n\n<p>No, non avevo pi\u00f9 neanche l\u2019uso del telefono.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza che avessi chiesto niente un\u2019infermiera pietosa mi aveva procurato una bustina di zucchero che mi aveva consentito di rimettermi in piedi e avviarmi fuori dall\u2019ospedale senza traballare. Camminavo piano, quasi temessi di cadere, stringendo quel Verbale del Pronto Soccorso che convalidava lo stigma di irriducibile sfigata.<\/p>\n\n\n\n<p>Fuori di l\u00ec, un vento teso aveva spazzato tutte le nuvole installandosi a forza in una giornata divenuta gelata e accecante. Il vento, il freddo e la luce sono la combinazione peggiore per una faccia paralizzata. Oltre alle fitte nel cranio, l\u2019occhio, che rimane spalancato, si riempie di spilli.<\/p>\n\n\n\n<p>E piange. Piange. Piange.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51641\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51641\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non credo agli ufo. 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