{"id":51627,"date":"2023-05-24T16:57:57","date_gmt":"2023-05-24T15:57:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51627"},"modified":"2023-05-24T17:01:19","modified_gmt":"2023-05-24T16:01:19","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-il-caffe-esistenziale-di-stefania-carmignano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51627","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Il caff\u00e8 esistenziale&#8221; di Stefania Ottavia Carmignano"},"content":{"rendered":"\n<p>Mammaaaaaaaa!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEeeeeeeh?? Che c\u2019\u00e8?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl caff\u00e8eeeee!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo modo veniva quasi sempre annunciata \u201cl\u2019uscita\u201d del caff\u00e8 a casa mia. Bisognava pi\u00f9 che altro urlare, dato che la nostra casa era distribuita su pi\u00f9 piani e mamma sfaccendava di sopra gi\u00e0 dalle prime luci dell\u2019alba, quella che almeno io definivo alba. Il caff\u00e8 \u00e8 sempre stato un rito di fondamentale importanza nella mia famiglia, se non addirittura vitale. C\u2019\u00e8 un motivo ben preciso del perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec necessario: siamo quattro donne. Del sud poi, in una incessante fase di produzione di emozioni, problemi e soprattutto drammi che gestiamo con insofferenza, una piccola dose di teatralit\u00e0 per poi arrivare ad una temporanea consolazione. Certo, come la raggiungi ne devi subito elaborare un\u2019altra per rimediare al dramma successivo. Le nostre vite sembravano scorrere allo stesso ritmo di un episodio di una telenovela, non c&#8217;era mai il giusto spazio tra i protagonisti e pare non si riuscisse mai a trovare un finale adeguato.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ricordo quando sia stata la prima volta che ho provato il caff\u00e8, a scuola lo bevevo perch\u00e9 c\u2019erano i distributori, ma quello di casa non mi piaceva. Era troppo complicato a tratti quasi rischioso, per me, riuscire a berlo senza che mia madre mi guardasse in faccia e capisse tutto. Quel tutto che per una quindicenne diventava come spogliarsi in piazza. Non comprendevo la necessit\u00e0 di parlare cos\u00ec a lungo e con cos\u00ec tanta profondit\u00e0, in fin dei conti era solo un caff\u00e8. Come pu\u00f2 una tazzina contenere cos\u00ec tante parole, tutte rigorosamente irrinunciabili che muoiono dalla voglia di essere confessate e condivise. Le mie arrivarono in ritardo, non volevano uscire. Ero in combutta con me stessa, non mi piaceva il caff\u00e8 e non volevo parlare con nessuno. Per di pi\u00f9 soffrivo di una rara forma di insofferenza che tuttora mi accompagna: quell\u2019appiccicume che si presenta tra familiari o amici, che sfocia nell\u2019obbligo di fare tutto insieme. Ecco perch\u00e9 niente parole. Cos\u00ec iniziai a bere il t\u00e8, quello potevo addirittura portarlo in camera senza parlare.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2, quando chiudevo la porta, sentivo in lontananza il chiacchiericcio delle mie sorelle con mamma. Bevvi il t\u00e8 per tanto tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto quel tempo l\u2019ho trascorso ad ascoltare le loro parole, non riuscivo a comprenderle tanto erano complicate. Non c\u2019era n\u00e9 un capo n\u00e9 una coda, era un\u2019emorragia di pensieri che loro riuscivano a contenere con semplicit\u00e0, mentre per me, era un\u2019emorragia interna che non potevo impedire ma in essa riuscivo a racchiudere molto, quel tanto che mi ha fatto vivere e che pian piano mi ha portato a sostituire con temerariet\u00e0 il t\u00e8 al caff\u00e8. Svariati ne ho bevuti finora, parecchi sono stati dolci, altri amari. Di altri invece ho dovuto pagarne il prezzo tanto li ho desiderati. Tutta colpa di questa disgraziata fiammella che ho nel petto; la speranza \u00e8 ortodossa ma possiede dei tratti di mutismo che rasentano l\u2019invisibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Fortificanti e intensi, questi caff\u00e8 alla fine li ho amati tutti. Sono stati cos\u00ec esageratamente importanti che vorrei raccontare ogni sensazione o brivido che questi mi hanno suscitato. Un\u2019altra parte di me invece combatte per mantenerli gelosamente custoditi, immortalati in un tempo completo ma inaspettatamente smisurato. Ma si sa, non possiamo conficcare i piedi nel cemento con la pretesa di rimanere immobili, arriver\u00e0 il giorno in cui vorremo liberarci a costo di strapparci le unghie.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, con questa fame di curiosit\u00e0 e condivisione che ci accomuna, ho voluto fregare l\u2019inesorabile scorrere del tempo che sbiadisce i pensieri ed i ricordi raccontando i caff\u00e8 che hanno riordinato la mia esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Potrei cominciare riportandovi le prime parole che, pi\u00f9 di ogni altre, mi hanno messa in difficolt\u00e0; ciononostante senza di esse, io, non mi sarei mai mossa: \u201cMia amata Greta\u201d. Cos\u00ec mia nonna Maria Giovanna ha battezzato la sua lettera. Sarebbe sadico lasciarvi cos\u00ec, se non addirittura infruttuoso. Affinch\u00e9 vi sentiate parte di questi miei segreti, come se poteste davvero essere l\u00ec con me, da adesso fino alla fine di queste pagine, vi chiedo di diventare dei mistici lettori, pazienti ascoltatori e soprattutto,  esperti di fondi di caff\u00e8. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Mia amata Greta,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>chiss\u00e0 se \u00e8 giusto chiederti come stai o sarebbe meglio come sei stata . L&#8217;ultima volta che hai voluto condividere con me il tuo presente, \u00e8 stato mesi fa. Per riempire questo silenzio, ti racconter\u00f2 cosa ho fatto io. Vediamo&#8230;..ah s\u00ec, ho deciso di non tingermi pi\u00f9 i capelli, li sto lasciando liberi di essere e di godersi anche loro questa et\u00e0. Abbiamo preso un cane, Ela. Un golden retriever che avevano abbandonato lungo una strada, poi recuperata e portata in un canile. \u00c8 l\u00ec che ce ne siamo innamorati. Dolcissima con degli occhi belli. Nonno Vito la adora (pur u jiatt!).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sai, potrei stare qui a raccontare fino a domani, ma non so se voglio. Anzi, non so se te lo meriti. La fitta che ci ha provocato la tua decisione sta continuando a scavare e sento che \u00e8 arrivato il momento che qualcuno smetta di scavare, ed inizi a far crescere qualcosa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00c8 il momento di ridare luce agli angoli bui delle donne della mia famiglia. Per questo desidero avervi tutte qui e spero fortemente di poter riempire ogni posto a tavola.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Con tutto l&#8217;affetto possibile che conosci benissimo,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>la nonna Mar\u00ec.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo che ho trascorso dentro me stessa per accettare il mio obbligato ritorno in quella terra che con le sue mani mi aveva generata, e con le stesse, elargito indelebili gioie e incompresi dolori \u00e8 stato infinito. In quel momento mi sentivo proprio come una tazzina di caff\u00e8: mi si erano aggregate dentro un fottio di parole ed ognuna sproloquiava a modo suo.<\/p>\n\n\n\n<p>Poggiai la testa sul sedile numero nove del binario quattordici e presi a guardare il mare. Iniziai a riflettere sul fatto che per anni mi sono abituata a guardare un solo mare e mi \u00e8 sempre andato pi\u00f9 che bene. Mi sono ambientata facilmente alle colline piene di verde, alle montagne dalla punta imbiancata, al grano, ai girasoli. \u00c8 stato tutto abbastanza affrontabile o quasi. Eppure, nel corso del tempo, c&#8217;era sempre qualcosa che mancava; come un pezzo assente, dimenticato ed io ho sempre avuto la convinzione di doverlo cercare altrove, lontano da quei luoghi che trattavo con tanta ostilit\u00e0. Invece \u00e8 sempre stato tutto a poca distanza da me. La voglia che avevo di imprecare la conoscevo solo io ed il vetro alla mia sinistra che si appannava ad ogni sospiro.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo davanti l\u2019elemento che tutti vogliono guardare quando hanno da mettere in ordine qualcosa dentro. Anche se, alla fine, a furia di guardare quell\u2019infinit\u00e0, si trovano pi\u00f9 ingarbugliati di prima. Perch\u00e9 secondo me il mare di infinito non ha proprio niente, inizia in un punto e finisce in un altro. Fine.<\/p>\n\n\n\n<p>Magari dall\u2019altra parte c\u2019\u00e8 un altro te, seduto nello stesso modo, che cerca di intravedere la fine o l\u2019inizio. Mi piace pensare che potremmo essere l\u2019inizio di qualcuno.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva davvero scritto che \u201cera il momento di ridare luce agli angoli nascosti delle donne della mia famiglia\u201d. Un inizio particolarmente difficile.<\/p>\n\n\n\n<p>Sospirai un po&#8217; pi\u00f9 forte del solito sul mio tavolo mentale prima ancora che si imbandisse di tutti gli scenari possibili. Eppure, seduta in quel treno, fremevo in maniera trepidante e smaniosa come quando ero piccola. Una volta l\u00ec e respirato l&#8217;odore di quella terra, sapevo che non avrei pi\u00f9 avuto la forza di andare via.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi staccai temporaneamente dal mio brogliaccio mentale, per rispondere alla persona che pi\u00f9 mi aspettava ma ancora con scetticismo. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPronto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPronto alla nonna, come stai? Sei arrivata?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo nonna ancora no. Penso tra un paio d&#8217;ore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBeh dai quasi allora. Senti, hai mangiato?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo preso un caff\u00e8!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSeee, e ciada fa&#8217; che cud. Ti faccio trovare due mozzarelle?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Sorrisi dentro di me, ma senza sbavature esterne.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMagari anche due olive e i peperoni fritti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNonna mi va bene tutto, anche se non voglio darti disturbo. Sai che arriver\u00f2 tardi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa quale disturbo, ma fammi il piacere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sarei stupita del contrario.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVa bene. B\u00e9 chiamami appena arrivi. Un bacio forte\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCiao nonna\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCiao alla nonna\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Conoscete quella sensazione di serenit\u00e0 e appagamento? Ti parte della bocca dello stomaco, proprio sotto il seno e si dirama per tutto il petto e per tutta la pancia. Fa stare cos\u00ec bene che ogni cosa tace, come se tutti assistessero allo stesso spettacolo; io la avverto quando sono nel posto giusto con le persone giuste. Capita con pochi, raramente quando si tratta di parenti. Questa regola per\u00f2 non vale per i nonni. Loro possono essere dolce e salato insieme, possono essere quello di cui hai bisogno, possono essere quel respiro rinfrancante che aspettano a loro volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre provavo ad assopirmi al suono delle rotaie, venni distolta da un signore che se ne stava in piedi sul corridoio e che cercava con molta calma qualcosa nella propria valigia. Era un uomo alto con la schiena leggermente ricurva, ben vestito e con i capelli nero fumo, ma che una volta erano simili alle more tra i roveti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFranco, ti sei dimenticato di prendermi la giacca\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMarisa, te l&#8217;ho messa sul sedile\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAh! Si&#8230;scusa Franco\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Sentivo dentro ed attorno a me una quiete inconsueta, per questo mi voltai e provai a dormire. Fu un tentativo inutile dal momento che mi sentii chiamare da l\u00ec a poco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi scusi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Aprii gli occhi e mi voltai.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi scusi se la disturbo signorina, ma mi \u00e8 caduto l&#8217;accendino ed \u00e8 finito sotto il suo sedile\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAh..\u201d. Mi affacciai e lo vidi proprio accanto ai miei piedi. Mi sporsi per raccoglierlo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTenga\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGrazie e mi scusi ancora\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi figuri\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cScusi mio marito, con l&#8217;et\u00e0 \u00e8 diventato pi\u00f9 sprovveduto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Sorrisi divertita. \u201cPu\u00f2 capitare ci mancherebbe\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il signore si abbass\u00f2 leggermente verso di me. \u201cSa, ho ripreso il treno oggi dopo tanto tempo. Mi sento emozionato come un ragazzino&#8221;. Aveva occhi gioiosi. Poi si volt\u00f2 e si sedette al suo posto.<\/p>\n\n\n\n<p>Una parte di me desiderava addentrarsi in una conversazione, l&#8217;altra voleva semplicemente dormire. Cos\u00ec rientrai nel mio spazio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLei dov&#8217;\u00e8 diretta?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi girai di scatto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPrego?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon dare fastidio Franco\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sporsi per poter guardare la signora. \u201cNo, mi fa piacere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLe chiedevo dove va di bello, sempre se il viaggio \u00e8 bello\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVado a Gioia del colle dai miei nonni. Voi invece?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNoi torniamo a casa, a Marittima. La conosce?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, direi di no\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 un paesino vicino Castro Marina nella parte pi\u00f9 a sud del Salento\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTorner\u00e0 ad essere casa\u201d, disse sorridente la signora Marisa<\/p>\n\n\n\n<p>Il signor Franco si sporse un po&#8217; pi\u00f9 verso di me. \u201cFino a ieri abbiamo vissuto a Milano. Se lo immagina, due salentini a Milano. Molto grande, forse per noi lo \u00e8 stata fin troppo. Dopo tanti anni rivoglio il mare. Il mio mare. Quello con cui siamo cresciuti io e mia moglie\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ascoltavo quelle parole sentendomi sempre pi\u00f9 parte del loro racconto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIo ho lavorato nell&#8217;aeronautica per trentacinque anni e non c&#8217;\u00e8 stato giorno in cui non abbia pensato alla mia terra. Ora sono in pensione e posso finalmente ritornare a casa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbassai lo sguardo perch\u00e9 riconobbi lo stesso desiderio, quello a cui non sapevo o non volevo dare un nome. Quello che non potevo ammettere.<\/p>\n\n\n\n<p>Alzai nuovamente la testa. \u201c\u00c9 sempre bello tornare a casa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Quelle mie parole sembrarono allietare il signor Franco, cos\u00ec come la moglie che decise di proseguire.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE tu Greta dove vai? Mi permetto di darti del tu\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDeve\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAnche tu per\u00f2\u201d. Tentai ma non lo feci.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIo ritrovo i miei nonni dopo diverso tempo\u201d. Abbassai lo sguardo per un attimo. \u201cIn realt\u00e0, spero anche di ritrovare un amico\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGli amici sono come l&#8217;acqua, dissetano nei momenti pi\u00f9 aridi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Mai metafora fu pi\u00f9 azzeccata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon sembri cos\u00ec&#8230;come dire, assetata\u201d, mi fece notare il signor Franco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUltimamente ho sempre meno saliva\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAllora alla salute\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Risi sentendomi un po&#8217; meno arida.<\/p>\n\n\n\n<p>Per un istante, il suo modo di sorridermi e di spalancare gli occhi, mi ricord\u00f2 mio nonno.<\/p>\n\n\n\n<p>Il signor Franco si volt\u00f2 verso la moglie. \u201cMarisa senti, guardavo l&#8217;orologio e ho notato che sono le quasi le dieci. Non voglio interromperti, chiedo solamente se vuoi un caff\u00e8?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo Franco ora non desidero nulla\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE tu Greta? Posso offrirtelo un caff\u00e8?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9 no\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Feci per alzarmi ma mi ferm\u00f2. \u201cNo no. Voi continuate la conversazione, io ho i miei tempi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fatti si alz\u00f2 con calma e con la stessa, si incammin\u00f2 verso il vagone bar.<\/p>\n\n\n\n<p>Rivolsi lo sguardo verso la signora Marisa, che, quasi addossata sul suo cellulare, mandava dei messaggi. Ebbi il breve desiderio di sederle accanto quasi fosse un&#8217;amica o una madre, ma scelsi il mio finestrino e gli alberi di ulivo che scorrevano svelti.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;atmosfera si distese nuovamente tanto da diventare sonnacchiosa. Nessun rumore, neanche un tintinnio, solo l&#8217;incedere delle rotaie. Dimenticai completamente il Signor Franco, il suo caff\u00e8 e anche di essermi addormentata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGreta, ehi, che c&#8217;\u00e8?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGreta, Greta svegliati\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEra solo un sogno, \u00e8 passato ora\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl treno sta per fermarsi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVieni qui alla nonna, abbracciami, non avere paura. Vedi, tutte le volte che cadrai nel vuoto, io ci sar\u00f2, sempre\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGreta svegliati!!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sentii scuotere cos\u00ec forte che ebbi paura e mi svegliai.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre respiravo affannosamente, mi guardai intorno per capire dove fossi. Alzai lo sguardo e vidi la Signora Marisa in piedi accanto a me e la sua mano ancora sul mio braccio sinistro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGreta, tutto bene?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Deglutii. Cercai con gli occhi la mia bottiglia d&#8217;acqua, ma non la trovai.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi, penso di si\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pales\u00f2 improvvisamente una voce per tutto il treno: \u201cGioia del colle, stazione di Gioia del colle\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sollevai con le braccia per ricompormi e prepararmi a scendere. Mi portai le mani alla faccia per strofinarmi gli occhi. Erano umidi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTieni prendila\u201d. Vidi la Signora Marisa porgermi la sua bottiglia d&#8217;acqua. \u201cNe comprer\u00f2 un&#8217;altra questa tienila tu\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGrazie\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi alzai e iniziai a raccogliere tutte le mie cose. Presi la valigia dalla cappelliera e infilai lo zaino su un braccio solo. Prima di voltarmi salutai Franco e Marisa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl caff\u00e8 non l&#8217;ho dimenticato. Dormivi cos\u00ec bene che non ho voluto svegliarti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Il pensiero \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente. \u00c8 stato bello condividere un po&#8217; del mio viaggio. Buon ritorno a casa\u201d. Sorrisi un&#8217;ultima volta poi presi a camminare verso l&#8217;uscita.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGreta\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mi girai.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVieni a trovarci a Marittima. \u00c8 molto piccola, non serve sapere la via, basta chiedere in giro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Sorrisi con la speranza di riuscire a portare alla luce almeno un desiderio nella vita. Ripresi il mio cammino e scesi dal treno.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51627\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51627\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mammaaaaaaaa!\u201d. \u201cEeeeeeeh?? Che c\u2019\u00e8?\u201d. \u201cIl caff\u00e8eeeee!\u201d. In questo modo veniva quasi sempre annunciata \u201cl\u2019uscita\u201d del caff\u00e8 a casa mia. Bisognava pi\u00f9 che altro urlare, dato che la nostra casa era distribuita su pi\u00f9 piani e mamma sfaccendava di sopra gi\u00e0 dalle prime luci dell\u2019alba, quella che almeno io definivo alba. Il caff\u00e8 \u00e8 sempre stato [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_51627\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51627\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":8955,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[657],"tags":[],"class_list":["post-51627","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2023"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51627"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/8955"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=51627"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51627\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":51732,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51627\/revisions\/51732"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=51627"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=51627"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=51627"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}