{"id":51622,"date":"2023-05-24T11:11:30","date_gmt":"2023-05-24T10:11:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51622"},"modified":"2023-05-24T11:11:31","modified_gmt":"2023-05-24T10:11:31","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-folletti-di-remo-badoer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51622","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Folletti&#8221; di Remo Badoer"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019uomo girando nel corridoio si ferm\u00f2 di colpo. Eccone l\u00e0 uno. Si era arrampicato sopra il lampadario in entrata e stava svitando la lampadina. L\u2019uomo sapeva cosa stava facendo, non era la prima volta: quando lui avesse premuto l\u2019interruttore e la luce non si fosse accesa, sarebbe andato a prendere la scala per controllare la lampadina, ma una volta salitoci sopra, quelli avrebbero incominciato a scuoterla per farlo cadere.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo silenziosamente entr\u00f2 in cucina e ne usc\u00ec con una scopa. Brandendola a due mani come fosse un bastone, arriv\u00f2 alle spalle del folletto e sferr\u00f2 un colpo veloce, forte, che per\u00f2 risult\u00f2 inutile, perch\u00e9 l\u2019altro, non si sa come, si era accorto della sua mossa e all\u2019ultimo momento era saltato sopra l\u2019attaccapanni e adesso rideva cattivo e mostrava la lingua e faceva marameo con la mano mentre l\u2019uomo non poteva fare altro che fissare i cocci del lampadario sul pavimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Con un urlo di esasperazione, l\u2019uomo cerc\u00f2 di sferrare un altro colpo con la scopa contro la creatura, ma questa fu pi\u00f9 rapida di lui, salt\u00f2 gi\u00f9 dall\u2019attaccapanni e, dopo un ultimo sberleffo, spar\u00ec, per andare da qualche altra parte a combinare qualche altra diavoleria.<\/p>\n\n\n\n<p>A spalle chine, come se fosse una fatica improba il camminare, l\u2019uomo torn\u00f2 in cucina e una volta arrivato si lasci\u00f2 cadere pesantemente su una sedia. Traballava. Un\u2019altra delle loro fastidiose trovate, ormai in casa non c\u2019era pi\u00f9 n\u00e9 una sedia n\u00e9 un tavolo a cui non avessero accorciato una o due gambe. L\u2019uomo si chin\u00f2 in avanti, appoggi\u00f2 i gomiti sulle ginocchia e con le mani si copr\u00ec il viso e per le dita gli scorrevano le lacrime che ormai non riusciva pi\u00f9 a trattenere.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando era cominciato? Non se lo ricordava, sei, forse sette mesi prima. Ma che importanza poteva avere quando era cominciata la faccenda? Una volta magari gli sarebbe interessato sapere almeno il perch\u00e9, ma adesso l\u2019irritazione, il fastidio e la rabbia che provava nei confronti di quelle malvagie creature erano svaniti, diventando sempre pi\u00f9 deboli, mentre lui era sceso in una disperazione sorda, apatica, una accettazione ancora pi\u00f9 pesante della rassegnazione in quanto portava con s\u00e9 i germi della colpa e della vergogna, quasi fosse lui la causa di quell\u2019inferno.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 di un inferno si trattava, un vero inferno in cui l\u2019orrore pi\u00f9 terribile era che era fatto di piccole cose che potevano anche sembrare innocue, senza importanza: loro si pulivano le scarpe con la biancheria appena lavata, quando era sotto la doccia gli cambiavano di colpo la temperatura dell\u2019acqua cos\u00ec che diventasse bollente oppure gelida, gli nascondevano gli oggetti, rompevano piatti e altre suppellettili e gli sistemavano i cocci ai piedi del letto cos\u00ec che si tagliasse quando si alzava, lasciavano aperto lo sportello del freezer tutta la notte per far scongelare quello che c\u2019era dentro e lui poi doveva buttare il cibo oltre che asciugare la pozza d\u2019acqua sul pavimento, aprivano le finestre che lui aveva chiuso perch\u00e9 stava arrivando il temporale, cambiavano l\u2019ora della sveglia che suonava in mezzo alla notte, facevano disegni osceni sui muri, gli tagliavano i bottoni della camicia e i lacci delle scarpe&#8230; Insomma, dispetti, cattiverie che prese una per una potevano sembrare anche fastidi da poco, ma che ripetute continuamente, ogni giorno, senza tregua, gli avevano avvelenato la vita, come gocce d\u2019acqua che anche se singolarmente sono ininfluenti nella loro piccolezza, trovano nella continuit\u00e0 e persistenza la forza per erodere una pietra.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo sent\u00ec un rumore, si riscosse piano piano e alz\u00f2 la testa. Fra le lacrime, vide un folletto, quello che gli altri chiamavano Paolino, e che si capiva che era il capo, perch\u00e9 era quello che aveva la barba pi\u00f9 lunga e portava un berretto rosso diverso da quello degli altri. Se ne stava seduto sul lavello e stava mangiando una banana, o meglio, ne masticava un pezzo alla volta e poi lo sputava sul pavimento. I due si fissarono.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTu&#8230; Tu sei quello che chiamano Paolino, vero?\u00bb chiese l\u2019uomo con ancora dei singhiozzi di pianto nella voce.<\/p>\n\n\n\n<p>Il folletto scroll\u00f2 le spalle con aria indifferente \u00abSe lo dici tu&#8230;\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE sei tu il capo, vero?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSe lo dici tu&#8230;\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo rimase zitto per un attimo, a guardare Paolino che mastic\u00f2 un altro pezzo di banana tenendo la bocca spalancata prima di sputarlo sul pavimento. Poi, rivolto al folletto, ma quasi come facesse la domanda a s\u00e9 stesso, chiese ancora: \u00abQuando&#8230; quando finir\u00e0 questa storia?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Paolino chin\u00f2 la testa a sinistra e lo fiss\u00f2 curioso: \u00abQuand\u2019\u00e8 che finir\u00e0 che cosa?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuesta cosa&#8230; Voi&#8230; Quand\u2019\u00e8 che ve ne andrete?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNoi? Andarcene? Bof. Noi non ce ne andremo mai.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo riprese a singhiozzare: \u00abPerch\u00e9? Perch\u00e9 non ve ne andrete mai?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il folletto pareva veramente stupito: \u00abCome sarebbe a dire perch\u00e9? Perch\u00e9 non possiamo, ecco perch\u00e9.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE perch\u00e9, perch\u00e9 non potete andarvene?\u00bb insist\u00e9 l\u2019uomo con un tono di disperazione nella voce.<\/p>\n\n\n\n<p>Il folletto rise: \u00abO bella! Ma perch\u00e9 noi non esistiamo, scemo! Non l\u2019hai ancora capita? Come facciamo ad andarcene se non esistiamo?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo alz\u00f2 la testa del tutto. Adesso era lui ad essere stupito. Spalanc\u00f2 la bocca per dire qualcosa, ma ne usc\u00ec solo una specie di rantolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAhahah!\u00bb lo sbeffeggi\u00f2 Paolino mentre cercava di infilare la buccia di banana nello scarico del lavello per intasarlo \u00abGuardalo, guardalo l\u00e0, guarda che faccia che fai! Proprio scemo, sei! La vuoi capire una volta per tutte che noi esistiamo solo nella tua testa? Che cosa ti hanno detto i medici, gli psicologi, gli psichiatri, tutti, ma proprio tutti quelli che ti hanno visitato? Prova a pensarci, scemo: sei tu che combini casini, che rompi le cose, e poi dai la colpa ai folletti! I folletti, figuriamoci! Nella tua testa, ci sono i folletti, ecco dove sono! Per cosa credi che nessun altro ci abbia mai visti, eh? Pensa a quella poveretta di tua moglie, che tornava a casa e trovava le tende sporche di salsa di pomodoro, i quadri messi al rovescio, il vaso del salotto che le piaceva tanto fatto in mille pezzi, tutta la carta igienica srotolata in giro per la casa, la tazza in bagno intasata con una scarpa e tu che le dicevi che erano stati i folletti! Ahahah! I folletti! Per forza che \u00e8 scappata via ed \u00e8 tornata da sua madre! Oppure quando hai telefonato al prete dicendo che volevi fare esorcizzare la casa e ti ha chiesto se avessi bevuto&#8230; Sei fuori di testa, sei&#8230;\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Paolino si interruppe, salt\u00f2 gi\u00f9 dal lavello, apr\u00ec il frigorifero e ne tir\u00f2 fuori un tubetto di maionese che incominci\u00f2 a spremere coscienziosamente sopra i piatti e i bicchieri puliti, e poi continu\u00f2: \u00abE tu che chiedi quando ce ne andremo&#8230; Mai, caro mio, mai. Noi siamo dentro la tua testa bacata e non ce ne andremo, ormai sei andato del tutto, sei completamente pazzo e noi ti faremo compagnia finch\u00e9 crepi, scemo!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo aveva ascoltato come in trance il discorso di Paolino ed ora se ne stava immobile, con gli occhi aperti e lo sguardo perso che non vedeva nulla, senza neanche badare al folletto che aveva cominciato a spalmare la maionese anche sulle sue scarpe. Sbatt\u00e9 un paio di volte le palpebre e ripercorse nella sua mente tutta la storia, da quando era cominciata fino a quel momento. Il folletto aveva ragione. Sua moglie aveva ragione. I medici avevano ragione. Era tutto nella sua testa, loro non se ne sarebbero mai andati. Per\u00f2 lui non voleva, anzi non poteva, nel modo pi\u00f9 assoluto, continuare a vivere quell\u2019inferno. In un modo o nell\u2019altro la maledetta storia doveva finire.<\/p>\n\n\n\n<p>Si diresse verso la finestra aperta e guard\u00f2 in basso. Tutto. Tutto piuttosto che continuare quella vita. Chiuse gli occhi, si sporse in fuori e si lasci\u00f2 cadere a testa in avanti, fino a schiantarsi nel cortile del parcheggio senza nemmeno un grido.<\/p>\n\n\n\n<p>Sei piani sopra, seduto sulla finestra aperta con le gambe penzoloni, Paolino guardava il corpo del suicida. Arriv\u00f2 un altro folletto, quello che prima era sul lampadario a svitare la lampadina e gli chiese: \u00abAllora, capo, c\u2019\u00e8 cascato anche questo?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Paolino fece spallucce: \u00abCi cascano tutti, ci cascano&#8230;\u00bb<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51622\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51622\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019uomo girando nel corridoio si ferm\u00f2 di colpo. 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