{"id":51594,"date":"2023-05-23T18:42:47","date_gmt":"2023-05-23T17:42:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51594"},"modified":"2023-05-23T18:42:48","modified_gmt":"2023-05-23T17:42:48","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-specchi-di-andrea-fassi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51594","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Specchi&#8221; di Andrea Fassi"},"content":{"rendered":"\n<p>Sono due gli specchi grandi e due quelli pi\u00f9 piccoli, ogni specchio \u00e8 inserito all\u2019interno di una cornice nera. Il monolocale si trova al primo piano, lei si prepara per l\u2019ennesima volta. I vestiti del giorno prima sono sul divano, ammucchiati sopra la coperta maculata. Scarpe, coperte e qualche libro sono ammassati sotto il vano del letto. \u00c8 marted\u00ec, il marted\u00ec lui pranza a casa di lei e le trema la mano all\u2019idea che l\u2019appuntamento possa saltare. La cucina in cui a malapena si entra in due, dove fanno l\u2019amore guardando fuori dalla finestra ridendo dei passanti, dove nessun altro \u00e8 mai entrato, \u00e8 densa di profumo di curry per via del pollo sul fuoco che a lui piace tanto. Il letto con le coperte nere tirate sotto al materasso e i cuscini maculati come il divano sono immobili nell\u2019attesa, come lei, di qualcuno che li disfi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mette del rossetto rosso fuoco, strizza il corpo in un completo nero, gli specchi la riflettono decine di volte in decine di mondi diversi, davanti e dietro. Con un fazzoletto tampona il rosso acceso del rossetto, mentre della musica esce da due piccole casse. \u00c8 un impianto piccolo e bianco, collegato al telefono con il bluetooth; lei ascolta le canzoni che lui le dedica sperando di tenerlo con s\u00e9 quando se ne va. Guarda la tavola apparecchiata, ha aperto il tavolo per poter mangiare comodi in due, spazio sufficiente per piatti, bicchieri di acqua e vino e per la bottiglia di rosso che lui, sempre, porta con s\u00e9 per lei. Sul comodino, il telefono si carica sopra una pila di libri, gli unici che ha portato via da casa dell\u2019ex anni prima, segna le tredici e quindici con numeri verdi che ingombrano tutto lo schermo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sarebbe dovuto arrivare alle tredici. Ogni volta che torna a casa dalla compagna, il tempo di lei in quel monolocale diventa elastico, si dilata e non scorre. A volte la casa si riempie del pianto di lei, da sola a immaginarli, le lacrime prima scivolano sulla pelle poi gocciolano sul parquet allagando la stanza fino all\u2019 orlo del gradino del bagno, unica zona a rimanere asciutta dal pianto perch\u00e9 appena rialzata rispetto al resto da un gradino, l\u2019unico posto dove non fanno l\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Altra passata di rossetto, una spolverata al tavolino di vetro all\u2019altezza del divano dove fare l\u2019aperitivo appena preparato: olive verdi, salame piccante e poi chiss\u00e0 quale vino porter\u00e0, pensa di nuovo, chiss\u00e0 se la lascer\u00e0, pensa ancora.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui in quella casa \u00e8 perfetto con lei, se lo ripete, si sfiora le gambe magre e lunghe, pensa alla fila di uomini che rifiuta, eppure lui la riscalda quella casa e poi strappa via tutto e poi la scalda ancora e non c\u2019\u00e8 spazio per nessuno in quel monolocale. E quando se ne va tutto resta scrostato come la carta da parati sul muro davanti al letto, quella volta che lei ha rischiato di impazzire perch\u00e9 lui voleva tornare dalla compagna e l\u2019ha strappata lasciandola a pezzi. Quella carta da parati con le roselline \u00e8 l\u2019unico pezzo di casa senza specchi, l\u2019unico senza di lei riflessa, subito davanti al letto a una piazza e mezzo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quella casa, quel monolocale pieno di immagini di lei, non \u00e8 mai stato cos\u00ec pieno da quando c\u2019\u00e8 lui. Dopo quasi un anno, fuori di l\u00ec con lui sono stati solo tre o quattro volte. Le scuse di lui rotolano ogni volta sul pianerottolo buio per via della luce fulminata da mesi e se lo portano via. Ma quella casa non sarebbe mai pi\u00f9 potuta essere solo sua, sarebbe stata sempre loro ormai, anche se le quattro foto all\u2019ingresso erano ancora di lei, lei con la madre, lei con la sorella e un disegno dell\u2019ex che a lui piaceva.<\/p>\n\n\n\n<p>Aggiusta il vestito, sotto non indossa nulla, tira il bordo fino a met\u00e0 coscia. Ha freddo, quel ritardo le fa sentire ancora pi\u00f9 freddo, cos\u00ec tanto da farle decidere di accendere l\u2019aria calda anche se fuori impazza la primavera, giusto per scaldare le ossa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Prende il telecomando, il condizionatore \u00e8 vecchio, lo aveva riparato lui un giorno, aveva una perdita sopra alla finestra dalle persiane di plastica che a lui dava fastidio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si avvicina al telefono, si siede sul letto duro, ha cambiato da poco il materasso, quando lui \u00e8 l\u00ec, stanno sempre a letto quando non mangiano e voleva un materasso confortevole. Le tredici e venticinque.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019odore di curry in tutta casa passa sotto la grossa porta d\u2019ingresso e riempie il corridoio fino alle scale poi gi\u00f9 fino all\u2019 androne d\u2019ingresso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un uomo immobile davanti al portone sente odore di curry, ha in mano una bottiglia di vino rosso, guarda l\u2019orologio, prende il telefono. La strada ha una nube di polvere che sale dai lati delle rotaie del tram, gli alberi hanno piccoli boccioli pronti per la primavera, guarda il portone socchiuso e si tocca il viso. Entra nell\u2019androne accompagnato dal profumo di curry, guarda di nuovo il telefono, sullo sfondo la foto di una donna insieme a lui e due bambini in braccio. Arriva davanti alla porta del monolocale, respira, ha gli occhi bagnati, li asciuga tenendo il viso per pochi secondi tra le mani, respira di nuovo, questa volta a fondo, l\u2019odore del curry gli pizzica la gola, deglutisce sforzandosi di non tossire. Guarda il minuscolo spioncino al centro in alto, sospira, il corridoio \u00e8 buio; dall\u2019ascensore arrivano il vociare di stranieri che parlano tra loro, lui lascia la bottiglia di vino sullo zerbino, tira fuori un biglietto&nbsp; scritto di suo pugno e lo appoggia vicino alla bottiglia. Piange mentre si allontana con il profumo di curry che va scomparendo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51594\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51594\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono due gli specchi grandi e due quelli pi\u00f9 piccoli, ogni specchio \u00e8 inserito all\u2019interno di una cornice nera. 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