{"id":51589,"date":"2023-05-24T11:17:36","date_gmt":"2023-05-24T10:17:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51589"},"modified":"2023-05-24T11:17:37","modified_gmt":"2023-05-24T10:17:37","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-una-inaspettata-sorpresa-di-paola-pisano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51589","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Una inaspettata sorpresa&#8221; di Paola Pisano"},"content":{"rendered":"\n<p>Era proprio contenta di rientrare a casa un giorno prima. La vacanza studio a Londra l&#8217;aveva stancata molto e quell&#8217;intenso caldo, cos\u00ec insolito per i primi di maggio, aveva reso faticosi quei cinque giorni dietro a venti studenti scatenati, resi sfrontati dall&#8217;ebbrezza di libert\u00e0 dalla scuola e soprattutto di lontananza dalla famiglia. L&#8217;avviso di uno sciopero dei dipendenti dell&#8217;aeroporto di Heathrow nel giorno previsto per il rientro a Milano aveva molto preoccupato il preside del liceo scientifico, il quale, temendo inconvenienti, era riuscito miracolosamente con il supporto dell&#8217;agenzia di viaggi, ad anticipare il rientro di un giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Il volo era stato tranquillo e Laura con piacere aveva accettato la proposta dei genitori di Matteo di riaccompagnarla a casa, cos\u00ec che non avrebbe scomodato suo marito, che neppure aveva avvertito nella confusione di organizzare l&#8217;anticipata partenza.  Si fece lasciare all&#8217;angolo di via Garibaldi. Il bagaglio era leggero e le ruote del piccolo trolley scorrevano veloci sul marciapiede. Erano le 22.00 e il caldo precoce anche a Milano aveva riempito la strada di tante persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Pass\u00f2 davanti alla pizzeria Da Gennaro, piena di turisti soddisfatti e con la coda dell&#8217;occhio fu attratta da una figura familiare. Suo marito Piero era seduto ad un tavolino d&#8217;angolo ed era insieme ad una donna.<\/p>\n\n\n\n<p>Si ferm\u00f2 incuriosita e approfitt\u00f2 di un cartellone pubblicitario per nascondersi alla vista. I due erano seduti uno davanti all&#8217;altra, si guardavano negli occhi e si parlavano assorti. I loro sguardi erano seri e improvvisamente la mano destra di lui si alz\u00f2 a carezzare la guancia di lei, che chiudendo gli occhi vi si appoggi\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Laura si sent\u00ec mancare e in un attimo le passarono davanti agli occhi tutte le donne che, per rapporti familiari o di lavoro avrebbero potuto uscire a cena con suo marito, ma quella donna era per lei una perfetta sconosciuta. Si appoggi\u00f2 al cartellone e cercando di recuperare lucidit\u00e0, nonostante la stanchezza che adesso avvertiva in pieno, torn\u00f2 indietro, attravers\u00f2 la strada ed entr\u00f2 nel bar di fronte alla pizzeria. Seduta a fianco del vetro, non vista, avrebbe potuto osservarli meglio. Il cuore le batteva forte e le mani le tremavano. \u201cSi sente bene Signora?\u201d La voce della giovane barista la scosse. \u201cSi grazie. Nessun problema. Sono solo un po&#8217; stanca. Mi pu\u00f2 portare un caff\u00e8?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Si sentiva stordita e ancora non si rendeva conto, ma aveva la certezza che suo marito non aspettandola, si trovava con un&#8217;altra donna proprio nella pizzeria sotto casa. Alla sorpresa si era perci\u00f2 aggiunta una rabbia sottile che sentiva montare dentro di s\u00e9.  L&#8217;arrivo del caff\u00e8 a cui la barista aveva aggiunto un piccolo bign\u00e8 ed un cioccolatino, la distrasse per un attimo e adesso si sentiva come svuotata, anche la rabbia pareva improvvisamente sfumata e avvertiva soltanto una infinita stanchezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Quarantasette anni, carina, un fisico che la menopausa ancora non aveva appesantito, un buon lavoro di insegnante di inglese al liceo scientifico. Si domand\u00f2 che cosa era potuto venire meno nel suo matrimonio, cos\u00ec da spingere suo marito a tradirla. Si conoscevano dai tempi del liceo, ma si erano persi di vista durante l&#8217;universit\u00e0, che lui aveva frequentato a Bologna. Si erano poi ritrovati per caso ad una festa di amici e non si erano pi\u00f9 lasciati. Certo non avevano avuto figli. Avevano anche fatto molti tentativi, tra visite e ricerche, senza peraltro individuare una causa precisa di tale impossibilit\u00e0 per cui alla fine, di comune accordo, avevano lasciato perdere. Come un discorso interrotto, che nessuno pi\u00f9 riprende, si erano concentrati sul lavoro, gli amici, le vacanze, le famiglie di origine che cominciavano a fare sentire il loro peso. Erano entrambi figli unici e la loro vita era piena di impegni e di obblighi. Ma erano ancora sereni dopo quasi venti anni di matrimonio, o almeno cos\u00ec pensava Laura fino a mezz&#8217;ora prima.  Adesso infatti non sapeva pi\u00f9 che cosa pensare, quando improvvisamente suo marito e la sconosciuta uscirono dalla pizzeria.<\/p>\n\n\n\n<p>Il respiro le si ferm\u00f2 in gola mentre li vide abbracciarsi. Un abbraccio forte e lungo per poi lasciarsi lentamente. Non un bacio n\u00e9 un&#8217;ultima carezza. Piero rimase sul marciapiede, fermo a guardarla allontanarsi e poi stancamente si avvi\u00f2 verso casa.  Laura rimase interdetta, di nuovo quasi sorpresa da quel saluto, che si sarebbe aspettata ben pi\u00f9 appassionato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSignora, dobbiamo chiudere\u201d. Di nuovo la voce della barista la fece sussultare. \u201cS\u00ec certo, mi scusi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Non poteva pi\u00f9 restare l\u00ec e uscendo si domand\u00f2 che cosa fare. Era tentata di andarsene, anche se non sapeva dove, ma improvvisamente si scosse; adesso voleva rientrare a casa, quasi che la curiosit\u00e0 avesse preso il sopravvento su ogni altro suo sentimento. Voleva studiare la reazione di suo marito, voleva capire che cosa era successo, con insolito coraggio, perch\u00e8 tuttavia non sapeva che cosa la aspettava.<\/p>\n\n\n\n<p>Si guard\u00f2 nella vetrina ancora illuminata, si sistem\u00f2 i capelli e fece un lungo respiro, mentre cercava le chiavi del portone di ingresso del condominio.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ascensore sembrava non arrivare mai al quarto piano e si ritrov\u00f2 ad indugiare sulla porta di casa. La curiosit\u00e0 prevalse e la spinse ad entrare. L&#8217;appartamento era al buio, solo una sottile lama di luce filtrava in fondo al corridoio dalla camera da letto.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sforz\u00f2 di fare come se niente fosse e riusc\u00ec a dire: \u201cPiero sono io, sono rientrata prima del previsto\u201d, sforzandosi di controllare la voce.<\/p>\n\n\n\n<p>Apr\u00ec la porta di camera e vide suo marito sul letto con un libro in mano e gli occhiali sul naso. \u201cCiao, sei rientrata prima del previsto\u201d. Le disse con tono tranquillo.<\/p>\n\n\n\n<p>Con poche parole Laura spieg\u00f2 l&#8217;inconveniente dello sciopero e la soluzione rinvenuta che l&#8217;aveva fatta rientrare prima del previsto. \u201cSei contento?\u201d Quell&#8217;ultima domanda le era uscita d&#8217;istinto, senza pensare e subito si pent\u00ec di averla fatta, ma Piero le risposte con calma: \u201cS\u00ec sono contento\u201d, quasi spiazzandola per la sincerit\u00e0 che lesse nei suoi occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi devo parlare\u201d aggiunse Piero, appoggiando il libro sul letto. Ecco, lo sapeva. Non avrebbe dovuto fare quella domanda. Adesso non si sentiva pi\u00f9 pronta a sentire quello che suo marito aveva da dirle e che gi\u00e0 immaginava, ma ormai era l\u00ec, in piedi, con il trolley ancora appoggiato a terra. Si sedette sulla piccola poltrona di raso beige, quasi con rassegnazione, rimanendo in attesa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo avuto una relazione tre anni fa\u201d esord\u00ec il marito interrompendosi subito, come per voler studiare l&#8217;effetto o trovare le parole per continuare.<\/p>\n\n\n\n<p>Laura non ebbe neppure in tempo di togliersi la giacca e si appoggi\u00f2 allo schienale. Per un momento avvert\u00ec una sensazione di odio nei confronti del marito. Come poteva farle questo, cos\u00ec senza alcun preavviso gettarle addosso quelle parole terribili.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSicuramente non ci crederai, me ne vergogno molto, ma \u00e8 stata solo l&#8217;avventura di una notte\u201d. Lo guard\u00f2 sbigottita, strinse i pugni e sent\u00ec che avrebbe potuto schiaffeggiarlo, se solo avesse potuto alzarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Piero si accorse della sua agitazione e riprese a parlare. \u201cE&#8217; stato quella volta che tu avevi avuto una supplenza di quattro mesi a Brescia e talvolta ti fermavi a dormire da una tua collega. Non cerco giustificazioni. Sono stato un cretino e una sera dopo una cena abbondantemente innaffiata di vino con alcuni clienti tedeschi, sono andato a letto con la giovane interprete.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Laura si sentiva la gola secca e quasi non riusciva a deglutire, mentre lo osservava tormentarsi le mani. \u201cAvevo bevuto troppo e l&#8217;alcool insieme alla soddisfazione per aver concluso un affare molto importante mi hanno fatto fare una cosa di cui il giorno dopo ero gi\u00e0 pentito.\u201d Adesso Laura lo guardava sorpresa, senza capire.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi ero giurato che non te ne avrei mai parlato e cercavo in ogni modo di rimuovere dalla mia mente l&#8217;accaduto. Quando ormai pensavo di esserci riuscito dopo un anno e mezzo mi sono sentito chiamare al telefono. \u201cSono Ingrid &#8211; mi disse &#8211; ma io nemmeno ricordavo il suo nome. Mi chiese di incontrarla e alle mie resistenze rispose che aveva una cosa importante da dirmi e insistette al punto che non potei dire di no.\u201d Si interruppe e abbass\u00f2 lo sguardo per poi riprendere con un filo di voce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi disse che era rimasta incinta e che aveva avuto una bambina.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Laura si sent\u00ec mancare, adesso si sentiva come svuotata e si ritrov\u00f2 a guardare e ad ascoltare quel marito che conosceva gentile e premuroso, come un estraneo.<\/p>\n\n\n\n<p>Piero continu\u00f2 \u201cNon mi aspettavo quella notizia e la mia prima reazione fu di negazione. Le dissi che non poteva essere accaduto per quell&#8217;unico incontro occasionale e che non poteva essere sicura che fosse mia figlia. Fui un vigliacco. Le dissi che non ne volevo sapere pi\u00f9 niente e che non doveva pi\u00f9 chiamarmi n\u00e9 farsi sentire. Quella donna mi stup\u00ec, mi disse che comprendeva la mia reazione e che non le importava, che lei in ogni caso aveva fortemente voluto quella bambina. Prima di alzarsi e andarsene mi mise in mano una sua fotografia ed io rimasi di sasso guardandola, somigliava tantissimo a me da piccolo con la ritrosa in mezzo alla fronte e la fossetta sul mento. Temendo che in qualche modo non rispettasse gli accordi, periodicamente le ho mandato dei soldi su una carta prepagata e lei in cambio mi ha mandato fotografie della bambina.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Laura non sentiva pi\u00f9 neppure la forza di alzarsi e fissava il vuoto davanti a s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi domanderai perch\u00e8 ti dico proprio stasera tutto questo, ma non posso farne a meno. Stamani quella donna si \u00e8 rifatta viva, mi ha telefonato in ufficio e mi ha detto che aveva bisogno di parlarmi. Ha nuovamente insistito per vincere le mie resistenze, dicendo che era molto importante ed ho finito per accettare, anche sapendo di essere solo\u201d. Abbass\u00f2 gli occhi come un bambino colto in flagrante marachella e riprese.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201dIngrid mi ha rivelato di avere avuto un cancro al seno, scoperto dopo l&#8217;allattamento e rimosso, ma il male dopo due anni \u00e8 ritornato questa volta al midollo e i medici che l&#8217;hanno in cura le hanno dato solo pochi mesi di vita, tre o quattro al massimo sei.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Si interruppe con un sospiro e guardando Laura che adesso lo fissava con occhi severi continu\u00f2. \u201cIngrid non ha parenti, i genitori sono morti da tempo e la sorella vive in Olanda con due figli gi\u00e0 grandi e tre nipotini, per cui prima di chiederlo a lei le \u00e8 sembrato giusto dire a me che sono il padre, se voglio io prendere con me la bambina, quando lei non ci sar\u00e0 pi\u00f9.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>A quel punto Piero scoppi\u00f2 a piangere, per poi riprendere. &#8220;Credimi sono contento che tu sia tornata prima, ho potuto trovare il coraggio di rivelarti questa cosa, che mi pesava sul cuore da tempo e che adesso mi sconvolge. Non mi stupir\u00f2 se mi odierai, se mi chiederai di andarmene, so che quello che ho fatto \u00e8 terribile, ma adesso sto malissimo. Ingrid mi ha detto di pensarci e di farle sapere entro due giorni, il tempo in cui si tratterr\u00e0 a Milano prima di tornare a Berlino e chiamare sua sorella.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Laura continuava a fissarlo, era pallido e gli tremavano le mani. Si alz\u00f2 e gli si avvicin\u00f2, sedendosi sul bordo del letto. In quel momento non sentiva pi\u00f9 n\u00e9 odio n\u00e9 rabbia nei suoi confronti e lo guardava, mentre le lacrime continuavano a cadere dai suoi occhi. \u201cHai una sua foto?\u201d trov\u00f2 la forza di domandare. \u201cS\u00ec ne ho ricevuta una proprio oggi.\u201d Apr\u00ec il cassetto del comodino e tir\u00f2 fuori la fotografia di una bambina. Un sorriso dolcissimo su una faccia paffuta, la fossetta sul mento e il taglio degli occhi erano quelli di Piero.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sent\u00ec travolgere da una sensazione nuova, mai provata. La rabbia, l&#8217;odio e l&#8217;agitazione, che aveva avvertito fino a quel momento lasciarono il posto ad una grande tenerezza. Si gir\u00f2 verso il marito e lo strinse a s\u00e9, cominciando a piangere.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche Piero riprese a piangere, ma erano per entrambi lacrime di gioia, per la pace ritrovata di lui e per l&#8217;inaspettato futuro che si prospettava per lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso sapevano entrambi che cosa rispondere ad Ingrid.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51589\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51589\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era proprio contenta di rientrare a casa un giorno prima. 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