{"id":51581,"date":"2023-05-23T18:56:13","date_gmt":"2023-05-23T17:56:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51581"},"modified":"2023-05-23T18:56:13","modified_gmt":"2023-05-23T17:56:13","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-la-sala-daspetto-di-francesco-bagliani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51581","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;La sala d&#8217;aspetto&#8221; di Francesco Bagliani"},"content":{"rendered":"\n<p>Per quanto mi riguarda non credo possa esistere al mondo posto pi\u00f9 sgradevole di una sala d\u2019aspetto, quale ne sia stato, volta per volta, il motivo della mia frequentazione ho sempre provato un senso d\u2019istintiva repulsione per il tempo passato in un tale luogo.<\/p>\n\n\n\n<p>Esiste un detto, che peraltro condivido appieno, che recita: \u201c Sono le persone che fanno i posti e non viceversa\u201d, ebbene questa regola universale non vale per le sale d\u2019aspetto, allorquando entriamo in esse ne assumiamo noi stessi le sembianze, saprei riconoscerne tali espressioni del viso mischiate a mille altre, impegnate in qualsivoglia altra faccenda.<\/p>\n\n\n\n<p>Immerso in queste considerazioni sono seduto su di una poltroncina in similpelle nera decisamente squallida, in attesa pure io del mio turno; &nbsp;fino a una decina d\u2019anni fa le sale d\u2019aspetto avevano se non altro la parziale consolazione delle riviste a disposizione , non che mediamente fossero interessanti, ma ricordo comunque quel&nbsp; briciolo di eccitazione che si provava nella speranza di trovarne una che potesse in qualche modo alleviare la tortura dell\u2019attesa, speranza quasi sempre vana, in realt\u00e0 di quei momenti mi \u00e8 restato solo il &nbsp;ricordo della sensazione tattile della polvere da \u201ccarta usata\u201d sulle dita.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo appartiene ormai al passato, oggigiorno niente pi\u00f9 riviste, le sale d\u2019aspetto sono il regno incontrastato dei telefoni cellulari, ogni sventurato, curvo sullo schermo, sembra intento a non so quali indifferibili conversazioni scritte, scritte lo ribadisco, perch\u00e9 salvo rare eccezioni la parola \u00e8 bandita, \u00e8 oramai interdetta in tali luoghi.<\/p>\n\n\n\n<p>A proposito, stranamente il mio telefono cellulare ha smesso di funzionare, deve essere stata colpa del temporale che si \u00e8 test\u00e9 abbattuto sulla citt\u00e0, ho ancora negli occhi il bianco accecante di un fulmine nelle vicinanze, \u201cpoco male\u201d penso tra me e me, intanto devo comunque aspettare , mi guardo attorno e comincio a osservare con un briciolo di curiosit\u00e0 i miei compagni di sventura.<\/p>\n\n\n\n<p>Quattro persone in tutto me compreso : una signora sulla sessantina, mia coetanea quindi, un anziano di sicuro almeno ottantenne ed un giovane massimo di 30&nbsp; forse 35 anni &nbsp;che attira subito la mia attenzione, ha uno sguardo spento oserei dire ammalato, indossa una felpa di colore verde militare, che definire \u201cvissuta\u201d sa tanto di pietoso eufemismo, &nbsp;sulla mano destra si notano evidenti dei tatuaggi con delle lettere in stile gotico, ha in viso un brutto colorito grigiastro che rafforza la mia sensazione d\u2019essere in presenza di una persona gravemente ammalata.<\/p>\n\n\n\n<p>Distolgo lo sguardo, &nbsp;non vorrei essere sorpreso ad osservarlo con insistenza, inoltre mi d\u00e0 un briciolo d\u2019inquietudine il suo volto per cui preferisco cambiare l\u2019oggetto delle mie speculazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La signora: sicuramente benestante, borsa Hermes, scarpe decolt\u00e9 intonate alla stessa , gonna stretta longuette su giacca corta nera, sorrido tra me e me, ho appena descritto l\u2019abbigliamento e non lei fisicamente, in effetti quello che si vede in primis \u00e8 la sua \u201darmatura\u201d&nbsp; non la persona, comunque sia ha ancora un bel fisico asciutto, ben tenuto, il viso \u00e8 regolare i lineamenti fini, signorili direi , la moglie di un professionista o pi\u00f9 probabilmente lei stessa una professionista affermata, mi d\u00e0 l\u2019idea di essere&nbsp; un avvocato.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo alcuni sguardi per\u00f2 un altro particolare attira la mia attenzione, sono gli occhi: hanno lo stesso sguardo spento un poco perso nel vuoto, molto simile allo sguardo che avevo intravisto un attimo prima nel giovane tatuato, \u201cche strano\u201d penso , poi per\u00f2 rifletto \u00e8 &nbsp;sicuramente colpa dell\u2019attesa da sala d\u2019aspetto che ammazzerebbe pure &nbsp;la vitalit\u00e0 di un toro e gi\u00e0, gi\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche \u201cil vecchietto\u201d non ha l\u2019aria propriamente felice, sembra come avvolto nel suo cappotto grigio, quasi immobile , il respiro appena percettibile, lui a differenza degli altri che appaiono vagamente smarriti, invece mi sembra assolutamente in linea con il contesto, sembra rassegnato all\u2019attesa come se ne facesse parte da ormai lungo tempo, o meglio come se ne avesse accettato con consapevolezza ogni aspetto per quanto possa risultare &nbsp;sgradevole nel suo lungo attendere.<\/p>\n\n\n\n<p>Immerso in questi pensieri, attendo con pazienza &nbsp;il mio turno, &nbsp;deve essere passata almeno una mezz\u2019ora, guardo l\u2019orologio sono le 15 30 , speriamo di passare presto, nel mentre per\u00f2 un pensiero mi attraversa il cervello, \u201cun attimo adesso che ci penso non ricordo affatto chi \u00e8 entrato per primo in sala d\u2019aspetto, la signora? Il giovanotto, il vecchietto o io stesso?&nbsp; Possibile che non mi ricordi, eppure \u00e8 proprio cos\u00ec , chi mai sar\u00e0 entrato per primo? Per quanto mi sforzi di ricordare, niente da fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono tentato di chiedere lumi &nbsp;ai presenti, &nbsp;poi per\u00f2 il silenzio assoluto quasi tombale del luogo mi trattiene dal farlo, per ora nessuno ha detto una sola parola, anche i rumori di fondo che solitamente si insinuano dall\u2019esterno sembrano svaniti, per cui mi rassegno ad attendere con pazienza ancora un poco, non nascondo peraltro il fatto di cominciare a provare&nbsp; una vaga sensazione d\u2019angoscia indefinibile per tutta la situazione, c\u2019\u00e8 qualcosa in quel luogo , nelle persone, nel contesto forse, che intimamente mi disturba assai.<\/p>\n\n\n\n<p>Quand\u2019ecco all\u2019improvviso sul muro alla mia destra si apre una porta, dalla mia posizione laterale e non frontale non posso distinguere la figura all\u2019interno della porta stessa, &nbsp;per un breve istante vedo solamente un braccio, di una donna sicuramente, che fa un cenno, senza profferire parola, verso il vecchio, il quale si alza e lentamente si avvia, come ne attraversa la soglia, la porta si chiude senza alcun rumore percettibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Noto adesso per la prima volta come la stanza, strano non essermene accorto prima, abbia in s\u00e9 un qualcosa d\u2019indefinibile,&nbsp; tutte le pareti e il soffitto sono bianchi,&nbsp;&nbsp; assolutamente e totalmente bianchi , nessun quadro alle pareti , si fa molta fatica a distinguere lo stipite della porta appena apertasi, anch\u2019essa innaturalmente bianca, non ci sono finestre , il pavimento al contrario \u00e8 tutto nero sembra marmo, ma molto, &nbsp;molto nero.<\/p>\n\n\n\n<p>Ragiono un poco, anche per tranquillizzarmi, sul fatto che almeno una persona \u00e8 entrata, se anche sono l\u2019ultimo direi che il tempo di attesa \u00e8 di circa venti minuti ciascuno \u201csaranno quasi le quattro\u201d penso tra me e me , guardo l\u2019ora &nbsp;e resto a bocca aperta 15,32 \u2026 \u201cNon \u00e8 possibile !! \u201c &nbsp;Non possono essere passati solo due minuti, guardo con attenzione le lancette, in effetti la lancetta dei secondi si muove, solo molto, molto lentamente , quasi impercettibile, che strano forse l\u2019orologio si star\u00e0 rompendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sto cominciando un poco a preoccuparmi, qui sta succedendo qualcosa di innaturale, perch\u00e9 nessuno profferisce&nbsp; parola? Va bene non chiacchierare, ma qua \u00e8 veramente troppo, guardo a lungo di proposito e con insistenza i miei compagni d\u2019attesa, nessuno dei due per\u00f2 sembra notare il fatto, n\u00e9 tantomeno ricambiano il mio scrutare, hanno sempre lo stesso sguardo perso nel vuoto, dipinto sul volto.<\/p>\n\n\n\n<p>Passano almeno 10 forse 15 minuti sono ormai deciso ad aprire bocca, a rompere finalmente questo dannato silenzio, quando improvvisamente si riapre la porta alla mia destra , ancora una volta non mi riesce di distinguere la figura all\u2019interno della soglia, &nbsp;il giovane si alza va verso la porta non posso esimermi dal notare un\u2019andatura a scatti , quasi fosse una sorta di tic, &nbsp;&nbsp;a guardarlo trasmette una sensazione di tremenda repulsione quasi fosse l\u2019andatura di un sordido enorme insetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima che potessi alzarmi per vedere meglio , la porta come prima si \u00e8 richiusa senza il minimo rumore, cerco di mantenermi calmo, un altro \u00e8 entrato, guardo l\u2019ora 15,34 altri due minuti come prima, si l\u2019orologio si \u00e8 guastato\u2026 Anzi con un brivido penso \u201c DEVE assolutamente essersi guastato\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo restati in due adesso, la signora elegante ed io, ho un briciolo di esitazione, non vorrei che sembrasse che stia cercando di attaccare discorso, ci penso un poco ancora, le chieder\u00f2 se \u00e8 gi\u00e0 stata qui in questo ambulatorio med\u2026&nbsp; non finisco la frase, il mio cervello improvvisamente riceve come una doccia ghiacciata che mi stordisce, immediatamente dopo ogni pelo del corpo si rizza quasi con dolore, un\u2019 assurda consapevolezza si impadronisce di me ; io non so che sala d\u2019aspetto sia questa , l\u2019anticamera di un medico, di un avvocato, di un ufficio &nbsp;o cos\u2019altro\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Disperatamente con tutte le mie forze cerco di fare mente locale, inutile, non so dove sono, non so cosa ci sto a fare qua, e soprattutto non so chi o che cosa sto aspettando, eppure ci sono venuto io qui, nessuno mi ha obbligato, sono entrato io da quella porta, ma adesso non lo so pi\u00f9, provo il dolore fisico interiore dell\u2019abbandono, &nbsp;della perdita di coscienza della propria identit\u00e0, soprattutto ossessivamente vado ripetendo a me stesso, vanamente in cerca di una risposta che non arriva&nbsp; \u201cChi o cosa sto aspettando ?\u201d&nbsp; \u201cChi o cosa sto aspettando ?\u201d \u201cChi o cosa sto aspettando?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mi volto verso la signora, mi alzo in piedi, ogni pudore si \u00e8 oramai dissolto come neve al sole, vorrei urlare, vorrei &nbsp;chiedere aiuto, ma forse a causa dell\u2019angoscia che mi attanaglia non riesco ad emettere suono, eppure cerco di parlare, so cosa vorrei dire, solo che non ci riesco, sembro un pesce fuori che boccheggia in maniera surreale e &nbsp;grottesca.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio nel momento in cui, totalmente afono, mi dibatto nella mia alienata disperazione, si apre nuovamente la porta, questa volta sono gi\u00e0 in piedi, posso finalmente &nbsp;vedere al di l\u00e0 dello stipite, \u00e8 una donna come pensavo, il vestito \u00e8 completamente bianco, come &nbsp;se fosse una sorta di camice , forse una tunica, ha i capelli nerissimi quasi lucidi , si volta un attimo verso di me , gli occhi sono completamente neri , non si distingue l\u2019iride dalla pupilla, il bianco quasi non esiste, non ho mai visto niente di simile in vita mia , mi fanno paura , una paura vera, tale da raggelare il sangue, &nbsp;sono come pietrificato.<\/p>\n\n\n\n<p>La signora elegante mi passa a fianco per andare verso la porta, per la prima volta sembra vedermi, sembra accorgersi di me, si volta leggermente, &nbsp;sul suo viso appare come l\u2019abbozzo di uno stentato sorriso, di compassione credo,&nbsp; poi passa oltre, la donna con gli occhi neri, per grazia di Dio, non mi guarda un&#8217;altra volta, sono certo che sarei potuto morire per il terrore folle che mi ispira, la porta, silenziosa, si richiude, con un muto singhiozzo, prostrato cado in ginocchio sul pavimento completamente nero.<\/p>\n\n\n\n<p>Resto cosi immobile svariati minuti non so quanti, mi riprendo un poco, guardo l\u2019orologio \u00e8 passato quasi un minuto e mezzo del \u201csuo\u201d tempo, se tutto funziona come prima tra mezzo minuto si dovrebbe riaprire la porta , toccher\u00e0 a me, sono preda di due sentimenti contrastanti, da un lato non vedo l\u2019ora di abbandonare questo luogo senza colori, dipinto in un orrido, spaventoso bianco e nero, per\u00f2 ho paura , tanta, tanta paura non voglio rivedere quegli occhi neri e profondi come l\u2019inferno, far\u00f2 cosi quando la porta si aprir\u00e0 terr\u00f2 gli occhi bassi, si far\u00f2 cos\u00ec, non la guarder\u00f2 assolutamente &nbsp;in volto.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardo ossessivamente la lancetta dei secondi , si muove piu o meno con la stessa velocit\u00e0 con cui abitualmente si muove la lancetta dei minuti, adesso mancano 18 secondi, cerco di ricompattarmi , faticosamente mi alzo in piedi, tra me e me rifletto con disgusto misto a terrore&nbsp; come il nero del pavimento sia esattamente eguale agli occhi della donna aldil\u00e0 della porta, adesso mancano 16 secondi, immobile attendo, 15 secondi poi 14 sono in panico,&nbsp; \u201ca pelle\u201d&nbsp; stento a tollerare questo silenzio che mi rimbomba nella testa, lo associo alla mia attuale mancanza di ricordo circa le ragioni della mia venuta in quel luogo, \u00e8 il silenzio dei ricordi, ecco perche mi crea cos\u00ec angoscia, silenzio assoluto eguale a privazione, a mancanza, a oblio di coscienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Le lancette lente ma inesorabili continuano a muoversi, adesso mancano due secondi , poi uno, adesso tocca a me,&nbsp; adesso \u00e8 il mio turno, fisso trepidante il punto in cui la porta si era aperta, che strano, quanto mi \u00e8 difficile adesso individuare il punto esatto, il bianco innaturale delle pareti tende a sembrare un tutt\u2019uno con la porta, ecco finalmente \u00e8 l\u2019ora !!<\/p>\n\n\n\n<p>Due minuti pi\u00f9 un secondo, pi\u00f9 due, pi\u00f9 tre\u2026&nbsp; non accade nulla, la porta non si apre,&nbsp; anzi per quanto mi avvicini non riesco pi\u00f9 a notare soluzione di continuit\u00e0 sul muro eppure la porta era proprio qua, in preda all\u2019angoscia mi aggiro per la stanza, basta!! Vado via non mi importa chi o che cosa stavo aspettando, dov\u2019\u00e8 la porta di entrata come sono entrato potr\u00f2 ben uscire o no ?&nbsp;&nbsp; La porta \u00e8 introvabile adesso mi sento come un topo da esperimento chiuso in un\u2019assurda scatola bianca e nera , il mio respiro si fa affannoso, chiedo aiuto gridando come un ossesso la mia claustrofobica disperazione , nulla da fare, non riesco ad udire il suono della mia stessa voce, sono come imprigionato&nbsp; &nbsp;in un surreale scatolone completamente privo di ogni suono , privo di ogni colore.<\/p>\n\n\n\n<p>So chi sono, ma non so dove sono e perche sono l\u00ec, mi getto, sfinito, tremando come una foglia, sulla poltroncina in similpelle, passano, oscenamente lenti, altri &nbsp;10 &#8211; 15 minuti del mio orologio, sono le 16,14, saranno passate almeno otto dieci ore vere da quando sono qua, noto una cosa con ulteriore smarrimento, non sento stimolo alcuno , n\u00e9 fame n\u00e9 sete, non provo la necessit\u00e0 di alcun bisogno corporale, &nbsp;non so cosa mi sta succedendo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Resto immobile nel silenzio assoluto e nell\u2019abbagliante bianco candore della stanza, per quanto tempo ? Direi per ore e ore ma come faccio a saperlo, osservo l\u2019orologio al polso, 16.15&nbsp; un solo minuto adesso \u00e8 passato, l\u2019orrore si somma ad orrore la lancetta dei secondi \u00e8 praticamente immobile, dopo alcune ore con un\u2019angoscia indicibile realizzo che adesso si sta muovendo non piu al tempo dei minuti ma alla lancetta delle ore.<\/p>\n\n\n\n<p>Infinite ore passano, forse sono interi giorni, &nbsp;16.19 16.30 16.54 17,22, 1755\u2026 Nella mia immobile disperazione ho perso ogni cognizione di tempo e di spazio, nessuna porta si \u00e8 mai pi\u00f9 aperta, sono &nbsp;immerso nel nulla eterno, un pensiero vagamente razionale &nbsp;attraversa la mia mente ormai chiaramente alienata, che sia proprio questo ci\u00f2 che noi umani chiamiamo \u201cInferno\u201d o forse la sua spaventosa anticamera ?<\/p>\n\n\n\n<p>Niente fuochi, niente diavoli, niente mostruosit\u00e0, solamente la totale deprivazione sensoriale di una porta aperta nel nulla, o meglio nell\u2019 eterna attesa di una asettica e assurda sala d\u2019aspetto \u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio terribile urlo, muto e &nbsp;senza suono alcuno, accompagna il manifestarsi di questo ultimo angosciante pensiero, poi chissa come, in un barlume di estrema lucida consapevolezza, ho improvvisamente davanti agli occhi l\u2019immagine di un quadro molto famoso visto un\u2019eternit\u00e0 di tempo fa, rappresentava solo l\u2019urlo disperato di un volto indistinto, in un tramonto rosso sangue, cristallizzato &nbsp;nell\u2019attimo del suo &nbsp;agghiacciante e immoto &nbsp;silenzio.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51581\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51581\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per quanto mi riguarda non credo possa esistere al mondo posto pi\u00f9 sgradevole di una sala d\u2019aspetto, quale ne sia stato, volta per volta, il motivo della mia frequentazione ho sempre provato un senso d\u2019istintiva repulsione per il tempo passato in un tale luogo. 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