{"id":51553,"date":"2023-05-23T17:41:50","date_gmt":"2023-05-23T16:41:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51553"},"modified":"2023-05-23T17:41:51","modified_gmt":"2023-05-23T16:41:51","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-carne-della-mia-carne-di-sabrina-trentin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51553","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Carne della mia carne&#8221; di Sabrina Trentin"},"content":{"rendered":"\n<p>Gli ho preparato il pasto, un appetitoso banchetto invero. L\u2019occasione \u00e8 speciale, almeno per me.<br>Spero davvero che gli piaccia, spero che mangi tutto, fino all\u2019ultimo boccone. Sarebbe una dolce soddisfazione.<br>Lo guardo mangiare. La sua bocca sembra insaziabile. Di ogni boccone gusta il succo, quasi a succhiarne il midollo. Lascia che il brodo, un brodo fatto anche con le ossa, gli inzuppi la lingua con i suoi sapori di sedano, di cipolla, di carota e di carne, tanta succulenta carne. \u00c8 rapito da quel gusto antico e nuovo allo stesso tempo, sa di casa, di famiglia, ma cos\u00ec buono, e io lo so, \u00e8 la prima volta. Il finale sapido invita a cibarsene ancora.<br>Ancora i suoi denti si tuffano sul cosciotto arrosto che fonde il mielato e la salvia con il grasso abbrustolito che sa di nocciola tostata. \u00c8 piccolo e finisce subito. Un altro, non c\u2019\u00e8 anche l\u2019altro gi\u00e0 cucinato? C\u2019\u00e8, sapevo che una volta non sarebbe bastata. L\u2019altro l\u2019avevo tenuto in caldo. Voracemente lo spolpa strappandone le fibre fino al bianco latte dell\u2019osso. Che carne sar\u00e0? Di giovane agnello lanoso? Di piccolo cerbiatto tremante?<br>Non c\u2019\u00e8 un taglio pi\u00f9 fresco, appena scottato? Ed ecco la richiesta esaudita, una carne stillante ancora sangue. Avverte il metallico del ferro, posso sentire quel sapore insieme a lui, si lascia inondare le fauci dal dolciastro leggermente acidulo che ricorda il grano e cos\u2019altro? Cos\u2019altro?<br>Si lecca pi\u00f9 e pi\u00f9 volte le dita.<br>Gli guardo la lingua. La ricordo bene quella lingua. La sento ancora dentro la mia bocca, mentre mi invadeva e beveva la mia saliva, mentre ingordo faceva quello che voleva, senza curarsi di me e del mio cuore.<br>Il cuore, non ci sono fegato e cuore? Parti cos\u00ec intime e per lui prelibate, pregustate al solo pensarle.<br>Continuo a guardargli la lingua, provo un\u2019aspra invidia.<br>Gli vengono serviti fegato e cuore, il dolceamaro trionfa nelle sue papille, uno strano sussulto gli si agita dentro, ma famelico ne mangia quasi avesse tre gole infernali, ne mangia quasi quel cuore dovesse occupare un vuoto nel suo petto.<br>Non pu\u00f2 esserci un cuore l\u00e0 dentro.<br>Eppure c\u2019\u00e8. Ama, quel mostro ama. Ama il giovane e unico figlio, squisito nei modi e nell\u2019animo. Si ricorda di lui e lo vuole vicino per la fine del suo pasto. Vuole accarezzarlo e baciarlo, vuole sentire il suo odore.<br>Portate mio figlio.<br>Gli viene servita l\u2019ultima portata. La parte pi\u00f9 tenera e prelibata giace sul piatto, coperta da sottili strisce di carne rosea.<br>Mentre attende il bambino, inizia a mangiare quella carne. Il piccolo ancora non giunge. Non appena i denti spremono i succhi, finalmente capisce. Quel sapore che per tutto il pasto l\u2019ha deliziato \u00e8 il sapore del figlio.<br>Allora quel mostro desidera di non avere mangiato. Vuole non aver mangiato la sua carne e le sue viscere. Maledice la sua lingua che lo ha fatto godere della sua creatura. E tutto quel dolce e quel mielato, cos\u00ec saporito e speciale diventa nauseabondo, aspro, amaro, disgustoso, ripugnante. Vuole vomitarlo tutto, ma non riesce, vuole tagliarsi il ventre per farlo uscire da s\u00e9. Il padre \u00e8 la tomba del figlio. Si sente esecrabile e osceno.<br>Io lo guardo soddisfatta mentre assaporo la mia vendetta. Lui mi vede e mi assale. Mi ghermisce con stretta tenace. Mi chiede incalzante come abbia potuto, come, come io l\u2019abbia potuto colpire, smembrare, cuocere, cucinare.<br>Non ricorda? A nulla erano valse le mie parole salmastre. Mi aveva violentata in quel modo cos\u00ec crudo. Come aveva potuto? Avevo urlato e pianto e protestato, l\u2019avrei raccontato a tutti, sarebbero state fiele quelle parole. Allora lui mi aveva aperto a forza la bocca e aveva preso la mia lingua saldamente tra le sue dita, sapevano di ambra e di muschio appena colto. Come aveva potuto? Sorridendo aveva avvicinato un coltello. La lingua bruciava. Il sangue fluiva nella mia bocca, era sgradevole e invadente quell\u2019asprezza ferrosa. Come aveva potuto? Ridendo, con secco colpo improvviso me l\u2019aveva tagliata e l\u2019aveva gettata a terra ancora palpitante. Come aveva potuto? Deliziato dal mio moncherino che annegava dibattendosi nel sangue, mi aveva violentato ancora, ancora aveva goduto della mia carne, una volta non era bastata. Come aveva potuto poi tenermi rinchiusa e venire da me a sfamare le sue voglie?<br>Ed io, io come avevo potuto? Apro la bocca e gli mostro la sua opera, senza lingua non posso parlare, ma ridere s\u00ec, e garrula rido, rido, rido forte sempre pi\u00f9 forte. Lui con una mano mi reclina la testa strattonando i capelli e con l\u2019altra, presa a piene mani la carne ancora nel piatto, mi riempie la bocca dei resti del figlio. Mi vuole sua culla e suo sepolcro. Ma io non sento il sapore del figlio.<br>Rimaniamo cos\u00ec, vicini. Pupille nelle pupille, a scrutare nell\u2019intimo il nero delle nostre profondit\u00e0. D\u2019improvviso mi guarda con occhi diversi. Riconosce in me una parte di s\u00e9. Sta gustando l\u2019idea di un nuovo figlio, nato ancora da me, per ritrovare i dolci occhi del primo, per rivedere la sua bocca carnosa, per riavere intero il suo tenero corpo.<br>La tua vendetta l\u2019hai avuta, ci uniscono lo stesso dolore e lo stesso furore.<br>Con un cenno acconsento. Lo guardo negli occhi e poi guardo la sua mano poggiata sulla tavola, l\u00ec vicino, denudata sul piatto, c\u2019\u00e8 ancora la parte pi\u00f9 prelibata, una lingua. Lui capisce e lo accende l\u2019idea di consumare insieme, quasi rituale beneagurante, una comunione di vera carne e di vero sangue per celebrare nuove nozze. Prende la lingua intera e, quasi volesse ricongiungerla alla sua radice, ne infila parte nella mia bocca, che aperta la attende nel suo muto vuoto, l\u2019altra parte con avidit\u00e0 la inghiotte lui e gli va a fondo nella gola. Fulminea allora io, con una mano, gliela spingo ancora pi\u00f9 a fondo, perch\u00e9 arrivi l\u00e0 dove cibo e fiato prendono vie diverse, e con l\u2019altra gli impedisco il respiro. Ha fame d\u2019aria adesso, si dibatte a terra palpitante, ma io saldamente non lascio la presa, il mio furore divampa e aumenta la mia forza mentre la sua a poco a poco si spegne.<br>Lo lascio cos\u00ec, felice, adesso, che mi avesse tagliato la lingua. Felice di averla conservata per lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Cercando vanamente il suo cane, si affaccia sulla porta un bambino, dagli occhi dolci e dalle labbra carnose, il mio tenero figlio.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51553\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51553\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli ho preparato il pasto, un appetitoso banchetto invero. 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