{"id":51552,"date":"2023-05-23T17:54:48","date_gmt":"2023-05-23T16:54:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51552"},"modified":"2023-05-23T17:54:49","modified_gmt":"2023-05-23T16:54:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-pianura-di-alessandra-baraldi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51552","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Pianura&#8221; di Alessandra Baraldi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-left\">Ho bisogno della pianura e della sua vista senza fine senza ostacoli. Ho bisogno di un orizzonte infinito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Tra le strette stradine di campagna tutte curve a seguire il cammino di fossi e canali ritrovo me stessa scevra da storture quotidiane e oppressioni che tolgono il fiato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Il mio respiro fa pace con il volo degli uccelli. Il battito del mio cuore segue le regole delle stagioni per poi impennarsi improvvisamente alla vista di una lepre e dei suoi piccoli intenti a giochi preziosi. O di un cespuglio fiorito di piccole gemme prelibate. O del volo a planare di un cinerino in cerca di ristoro. E il gomitolo arruffato dei miei pensieri si fa cubetto di ghiaccio tra le labbra, lasciandomi in uno stato di trance che \u00e8 pace \u00e8 piacere \u00e8 nostalgia. Nostalgia di un passato fatto di persone che mi hanno lasciato troppo presto. Ben prima che io potessi indagare la loro anima e trovare il loro posto nel mondo. Nostalgia di momenti a presa diretta come il Ciao che avevo da ragazza e che non aveva bisogno di marce e strategie per lasciarsi andare a scorribande nel vento. Nostalgia dei silenzi delle serate a pescare lungo i canali con mio padre, in uno scintillare di lucciole intente ad illuminare grilli insonni e gufi guardinghi. Nostalgia di quando il tempo non aveva impegni pressanti e il suo scorrere era fluido come l\u2019incedere di una stilografica su un foglio bianco. E sparo il mio sguardo all\u2019infinito dove l\u2019infinito \u00e8 a trecentosessanta gradi attorno a me. In cerca di risposte. In ascolto di nuove domande. O semplicemente di un gesto accogliente di ci\u00f2 che la mia vita mi offre. Di ci\u00f2 che nella vita ho affrontato. E di ci\u00f2 che la vita mi ha dato. Tiro una riga. \u00c8 un\u2019estasi naturale dei sensi. Poi da qui si riparte e come un grande puzzle tra l\u2019erba incolta a bordo fossi e i campi fioriti di colza cerco tasselli del mio viaggio e compongo la mia storia. Non ho bisogno di riferimenti per non perdermi perch\u00e9 quella \u00e8 la mia casa. \u00c8 fatta della mia sostanza. Delle mie idee. Dei sogni e delle fatiche. \u00c8 sapore di miele e risate fanciullesche. Potrei perdermi per ore nei cunicoli dei miei pensieri, guidando meccanicamente come se l\u2019auto avesse il pilota automatico. Come se sapesse gi\u00e0 dove dirigersi. Come se non fosse importante la meta ma la strada che mi separa dal raggiungerla. Potrei perdermi ritrovarmi perdermi e ritrovarmi milioni di volte in una manciata di minuti. Il tempo di mettere la freccia a destra e accostare davanti al cancello di entrata di una corte colonica ormai abbandonata dagli umani ma quieta dimora di alberi affamati che come fiere fameliche si appropriano di ogni centimetro di muro ancora eretto. Un piccolo ponte mostra fiero i segni dell\u2019et\u00e0 che non gli impediscono di offrirmi il passaggio verso il cancello. Forse un cartello che ne vieta l\u2019accesso potrebbe ostacolare la mia curiosit\u00e0. Ma non c\u2019\u00e8. Nessun avvertimento. Nessuno all\u2019orizzonte. Non ho cattive intenzioni. Voglio solo indagare le assenze di chi un tempo riempiva quelle stanze ormai foreste inespugnabili. Sento ancora il profumo del caff\u00e8 provenire dalla cucina. La moka sbuffa. Ci si affretta per la colazione. La nonna ha fatto una ciambella con l\u2019uva e il latte appena munto bolle sulla stufa. Dieci minuti e poi tutti pronti per salire sul carretto di Pino diventato l\u2019autobus per la scuola. L\u2019alternativa \u00e8 andare a piedi fino al paese che dista una quindicina di chilometri verso nord. Sento i bambini correre con gli zoccoli sulla ghiaia polverosa. Un cenno verso la madre. Fate i bravi. S\u00ec, mamma. A dopo. I bambini scendono dal carretto di Pino prima dell\u2019ultima curva all\u2019entrata del paese. Sanno di essere bersaglio di prese in giro da parte dei compagni cittadini e il carretto non \u00e8 proprio il mezzo pi\u00f9 idoneo per darsi lustro. Dalla stalla arrivano i muggiti delle mucche liberate ormai dal fardello della prima mungitura e intente a concedersi la colazione mattutina. Gli uomini rientrano in casa. Lasciano gli zoccoli infangati fuori sul pianerottolo e a piedi scalzi, protetti da spesse calze fatte a maglia, caricano la stufa di legna e si siedono per la seconda colazione. Polenta e baccal\u00e0. Un bicchiere di lambrusco. Una sigaretta. E cos\u00ec per trecentosessantacinque giorni l\u2019anno, trecentosessantasei ogni quattro anni. Perch\u00e9 le mucche mangiano ogni giorno e ogni giorno vanno munte. Per l\u2019esattezza due volte al giorno. Cos\u00ec ricordo mi diceva mio nonno. Non c\u2019era orario per il contadino. Non c\u2019era festa per l\u2019allevatore. E forse \u00e8 anche per questo motivo che progressivamente le campagne si sono spopolate, lasciando che la natura facesse il suo corso e che sbranasse quello che tanto faticosamente i nostri nonni e bisnonni avevano costruito. Sento ancora le voci tra quei ruderi umidi e pericolanti. Voci di donne che rincorrono bambini rivoltosi. Voci di padri che, cintura alla mano, minacciano i figli di punizioni esemplari. Pianti di donne tradite e lasciate senza soldi senza casa senza onore. Urla di uomini violenti. E silenzi. Silenzi che non lasciano spazio a possibili soluzioni. Un giorno hanno deciso di cambiare vita. Hanno abbattuto il bestiame. Non rende pi\u00f9. Hanno venduto la terra oppure l\u2019hanno lasciata incolta a perire di inedia. Hanno scelto la fabbrica. Le otto ore. Bello o brutto tempo che sia, il raccolto \u00e8 affare altrui. Pochi e maledetti i soldi dell\u2019operaio. Ma la terra \u00e8 madre e matrigna. Ti dona e ti toglie. Ti svela meraviglie e ti lascia con un pugno di mosche. E cos\u00ec le case crollano sotto i colpi sferrati dall\u2019incuria come crollano le speranze di chi credeva di ritrovare nel progresso e nell\u2019industria la soluzione alla precariet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">All\u2019improvviso il clacson di un trattore mi riporta qui e ora. E\u2019 tempo di rientrare. Il cielo all\u2019orizzonte si \u00e8 vestito di scuro e un vento dispettoso spettina gli alberi da frutto gi\u00e0 fioriti. Inverto la rotta. Non so esattamente dove mi trovo ma quel che \u00e8 certo \u00e8 che ritrover\u00f2 presto la direzione. Nulla ostacola la mia vista e la bussola che batte nel mio petto sa sempre dove sia il Nord. Tra poco la pioggia laver\u00e0 i cattivi pensieri e con essi le strade le auto in sosta i marciapiedi le donne in bici senza ombrello e le coscienze impolverate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">E a chi mi chiede \u201cChi sei?\u201d rispondo:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Sono un libro scritto per chi sa leggere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Sono un libro scritto per chi vuole leggermi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Sono un libro scritto per chi vuole sapere anche la mia versione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Sono un libro scritto per chi non ha paura di toccare l\u2019altrui sofferenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Sono un libro scritto per chi vuole annegare tra le emozioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Sono un libro scritto per chi crede di conoscere la verit\u00e0 ma non ha mai guardato oltre l\u2019ovviet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Sono un libro scritto per chi si interroga.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Per chi si mette in discussione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Per chi sbaglia ma ci riprova.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Per chi non si vergogna di aver sbagliato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">E di chiedere scusa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Sono un libro scritto e uno ancora da scrivere.<\/p>\n\n\n\n<p>Alessandra Baraldi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-light-green-cyan-background-color has-text-color has-background\">20\/05\/23<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51552\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51552\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho bisogno della pianura e della sua vista senza fine senza ostacoli. 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