{"id":5155,"date":"2011-01-23T12:50:18","date_gmt":"2011-01-23T11:50:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5155"},"modified":"2011-01-23T12:50:18","modified_gmt":"2011-01-23T11:50:18","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-sono-una-strega-di-roberta-selan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5155","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Sono una strega&#8221; di Roberta Selan"},"content":{"rendered":"<p>Io sono una strega. Chiss\u00e0, forse dovrei metterci un punto di domanda\u2026E\u2019 che non ne sono molto sicura, \u00e8 una specie di sospetto che, anno dopo anno, va rafforzandosi nell\u2019immaginario della mia testa, supportato da fatti concreti ed imprevedibili eventi. Attenzione, non sono per nulla entusiasta di questa eventualit\u00e0, anzi, mi preoccupa non poco, visto che l\u2019umana rabbia a volte \u00e8 difficile da controllare e che, in preda alla collera, non ti rendi certo conto di che tipo di strali mandi, e a chi: resta il fatto che, se una pu\u00f2 essere l\u2019eccezione che conferma la regola e due possono essere le coincidenze, alla terza che capita cominci a chiederti se effettivamente sia poi tutto cos\u00ec casuale.<\/p>\n<p>Il primo ricordo che posso associare all\u2019idea che mi sono fatta nel tempo, risale alla mia infanzia: avevo solo nove anni e allora, coi miei occhietti di bimba innocente, tutto mi sembr\u00f2 \u201cincredibile\u201d, \u201cmagico\u201d, e anche decisamente \u201cspaventoso\u201d. Ero nella cucina della nonna, in un pomeriggio di piena estate; i miei erano in vacanza e io ero contenta di starmene un po\u2019 in campagna, fra conigli, gatti, cani e fiori d\u2019ogni sorta. La nonna stava riposando e io stavo ascoltando alla radio il mio programma preferito: era il tempo delle prime radio libere, trasmettevano un sacco di bella musica. Era da giorni che con il mio registratore nuovo cercavo di incidere su nastro quella meravigliosa canzone di Kate Bush, ma ogni volta che la facevano ascoltare e che io accendevo il microfono, immancabilmente il canarino della nonna cominciava a cantare a squarciagola rovinandomi la registrazione. Mi and\u00f2 male un giorno, il secondo e anche il terzo consecutivo: non ne potevo pi\u00f9, non so cos\u2019avrei fatto pur di far tacere per tre minuti soltanto, cio\u00e8 il tempo di una canzone, quel dannato uccellino! Dopo qualche giorno, quando ormai mi ero praticamente arresa, sentii annunciare per radio quel brano e provai a registrarlo per l\u2019ennesima volta: incredibile ma vero, tutto fil\u00f2 liscio, il canarino non si esib\u00ec in un solo gorgheggio e l\u2019incisione giunse intatta al termine. Alquanto sorpresa, voltai soddisfatta lo sguardo verso l\u2019alto, l\u00e0 dove stava la gabbietta, ma mi accorsi che tutto era troppo immobile. Presi una sedia e ci salii sopra per controllare cosa stava succedendo: Cip era tutto ripiegato su se stesso, con la testolina dentro la vaschetta dell\u2019acqua, non si muoveva e non respirava pi\u00f9.<\/p>\n<p>Due estati dopo passai un mese intero in campagna dalla nonna, questa volta insieme alla mia compagna di classe Martina. Eravamo molto amiche, compagne di banco fin dalla prima elementare: le maestre avevano provato a separarci, ma noi eravamo talmente affiatate e legate da ritrovarci sempre, come due sorelle.Lei era l\u2019esatto opposto di me e forse proprio per quello andavamo d\u2019accordo; tanto io ero riflessiva, introversa, incline al leggere, allo scrivere, alla musica, all\u2019arte e a tutto ci\u00f2 che \u00e8 astratto, altrettanto lei era pratica, svelta nel fare le cose, impulsiva, attratta da ci\u00f2 che si tocca e si vede. Quando per\u00f2 mia nonna cominci\u00f2 a tormentarmi col fatto che lei sapeva cucinare e io no, che lei lavava i piatti e io non l\u2019aiutavo, che lei era brava in tutte le faccende domestiche e io non sapevo tenere in mano una scopa, il rapporto cominci\u00f2 ad incrinarsi; vedevo che Martina mi stava soffiando l\u2019ammirazione e l\u2019affetto della nonna, a causa fra l\u2019altro di aspetti della vita quotidiana che non mi interessavano allora e che non mi avrebbero mai particolarmente attratta nemmeno in futuro, e questo mi dava un gran fastidio: era proprio necessario fare continuamente confronti fra di noi? Non potevamo rimanere amiche e basta? Un pomeriggio, quando mi resi conto che la mia compagna del cuore e mia nonna stavano ridendo di me, per un attimo sentii forte il desiderio di metterle le mani al collo e stringere, stringere fino a non permetterle pi\u00f9 di ridere\u2026Finita la scuola media prendemmo strade diverse e ci perdemmo di vista. Comuni amici mi dissero per\u00f2 che Martina, dopo un fortissimo esaurimento nervoso, non fu pi\u00f9 la stessa e che pass\u00f2 gli anni pi\u00f9 belli della sua giovinezza fra cliniche specializzate e sedute psichiatriche.<\/p>\n<p>Intorno ai miei vent\u2019anni, andai per diverso tempo a cantare in un\u2019orchestra di liscio: guadagnavo pochissimo a serata, ma mi divertivo molto lass\u00f9 sul palco insieme agli altri, e poi uno del gruppo era cos\u00ec dannatamente carino\u2026! Sembrava andare tutto bene e quindi, quando il leader della band, batterista e cantante, mi diede la notizia a bruciapelo e senza alcun preavviso, fu un vero fulmine a ciel sereno. \u201c\u2026Questa \u00e8 l\u2019ultima serata che fai\u00a0 con noi, da domani abbiamo un\u2019altra cantante\u2026\u201d. Perch\u00e9? Cosa avevo fatto di male per meritarmi la sostituzione? Non mi diede mai una spiegazione, si trincer\u00f2 dietro la frase \u201c\u00e8 stata una decisione presa di comune accordo\u201d, quando invece scoprii che era stato lui ad imporre al resto del gruppo una sua amica come nuova cantante, nonostante alcuni fossero di parere contrario. Mi misi il cuore in pace, pensai che probabilmente aveva un fisico pi\u00f9 asciutto e slanciato del mio e, si sa, anche l\u2019occhio vuole la sua parte\u2026Quando per\u00f2 li andai a vedere nella nuova formazione e mi resi conto che la mia sostituta era \u201cuna barca\u201d e che la sua voce non era per niente migliore della mia, mandai al mio ex-capo tante di quelle maledizioni da esaurire tutto il repertorio conosciuto. Dieci anni dopo, brillo dopo una serata ad una sagra, fin\u00ec fuori strada con la sua auto e mor\u00ec sul colpo.<\/p>\n<p>Qualche tempo dopo mi presi una cotta per un ragazzo, un vicino di casa: era biondo, alto, atletico, principesco ai miei occhi; stava da tempo con una ragazza che anch\u2019io conoscevo bene, ma in fondo, che male c\u2019era a provarci ugualmente? Non erano mica sposati! Un giorno, non avendo il coraggio di affrontarlo di persona, gli scrissi una lunga lettera, tirando fuori dal cuore tutto ci\u00f2 che provavo per lui: nelle mie intenzioni sarebbe dovuto rimanere un segreto tutto nostro, sia che fosse stato un sentimento ricambiato da parte sua, sia che fosse invece andata male per me. Lui invece si dimostr\u00f2 molto insensibile in quell\u2019occasione, fece leggere la lettera alla sua ragazza, la quale la pass\u00f2 a sua volta a sua sorella e poi a sua madre: il risultato fu un autentico disastro, la famiglia della ragazza non mi rivolse pi\u00f9 la parola e arriv\u00f2 addirittura alle minacce fisiche, se avessi cercato ancora di mettermi fra di loro. Era necessario umiliarmi cos\u00ec per una semplice dichiarazione d\u2019amore? Non poteva rispondermi tranquillamente che era innamorato della sua ragazza e che non era interessato a me, senza scatenare tutto quel putiferio? Dentro di me, non riuscii mai a perdonarlo per questo suo modo assurdo di comportarsi. Dieci anni dopo, sposato e padre di una bellissima bambina, mor\u00ec colpito da una malattia che non lascia scampo.<\/p>\n<p>In quegli stessi anni mi ritrovai a vivere un meraviglioso rapporto d\u2019amicizia con una ragazza di un paio d\u2019anni pi\u00f9 grande di me: eravamo unite dalla stessa passione per la bicicletta, cos\u00ec passavamo ore ed ore insieme, pedalando vicine per le strade del mondo e raccontandoci tutto, ma proprio tutto di noi. Era la sorella che non ho mai avuto, un porto a cui attraccare nei momenti di burrasca della vita, eravamo l\u2019una il sostegno dell\u2019altra e sembrava che nulla potesse separarci; un giorno per\u00f2 lei si innamor\u00f2 di un ciclista professionista, cominci\u00f2 a fare le sue pedalate con lui, a confidargli tutto ci\u00f2 che prima diceva a me, ed io finii pian piano per scomparire. Ero gelosa del tempo che passavano insieme, questo mi port\u00f2 a comportarmi male con loro in alcune occasioni d\u2019incontro e cos\u00ec lei decise di troncare. Quando mi resi effettivamente conto che a sbagliare ero stata io, un giorno mi feci coraggio e andai a bussare alla porta di casa sua col cuore in mano, chiedendole umilmente \u201cscusa\u201d; lei mi ascolt\u00f2 sull\u2019uscio, senza nemmeno farmi entrare, e poi mi rispose seccamente \u201cnon mi interessa pi\u00f9 la tua amicizia, tornatene a casa\u2026\u201d, sbattendomi la porta in faccia. Cinque anni dopo, la mia ex-amica durante un allenamento fin\u00ec con la sua bici da corsa sotto un camion: mor\u00ec in ospedale dopo due settimane di coma profondo.<\/p>\n<p>Qualche anno dopo, sempre affascinata dal mondo della musica, andai a lavorare in un negozio di dischi e strumenti musicali; la proprietaria era una signora sulla sessantina, affabile e assai raffinata, che in giovent\u00f9 era stata una discreta cantante jazz e che, una volta scesa dai palcoscenici e divorziata dal suo ricchissimo marito, aveva deciso di aprire quel genere di attivit\u00e0, proprio per \u201crestare nel giro\u201d. Nel negozio lavorava anche un bravissimo pianista, fantastico venditore di strumenti capace di dimostrare praticamente ai potenziali clienti la bont\u00e0 della tastiera alla quale si stavano interessando; nonostante lui fosse di quindici anni pi\u00f9 giovane della signora, fra i due c\u2019era stata una relazione durata cinque anni, poi sfumata in amicizia. Io, affascinata da quel musicista brizzolato e cos\u00ec in gamba, non ci misi molto a perdere la testa per lui; cercammo di tenere nascosta il pi\u00f9 a lungo possibile la nostra storia, ma quando il capo se ne accorse, con una banale scusa licenzi\u00f2 lui e, cambiando palesemente atteggiamento nei miei confronti, mi indusse presto a dare le dimissioni. Cosa avevamo fatto di male, dal momento che loro due si erano gi\u00e0 lasciati da un pezzo? Perch\u00e8 era ancora cos\u00ec gelosa e possessiva nei suoi confronti? Due anni dopo venni a sapere che, dopo il fallimento della sua attivit\u00e0, si era ammalata di un male incurabile e se n\u2019era andata in poco tempo.<\/p>\n<p>E il mio bel musicista brizzolato? Mai fidarsi dei musicisti e degli artisti in genere, non sono proprio affidabili! Dopo due anni e mezzo di un rapporto da sogno, un giorno mi mand\u00f2 una e-mail, scrivendo che era stanco di me, della nostra relazione e che per lui era finita. Feci di tutto per incontrarlo di persona: com\u2019\u00e8 possibile lasciare qualcuno che hai amato tramite posta elettronica? Esiste per caso un modo pi\u00f9 squallido? Niente da fare, cambi\u00f2 citt\u00e0, aria e non lo vidi mai pi\u00f9.<\/p>\n<p>L\u2019altro giorno per\u00f2, sono venuta a sapere che un paio di mesi fa, dopo essere rientrato in citt\u00e0, ha sfondato con la moto il parabrezza di un \u201csuv\u201d: pare che al momento sia in ospedale e che non se la stia passando molto bene\u2026<\/p>\n<p>Potrei raccontarvi molte altre storie come queste, ma ce ne sono alcune che mi fanno ancora male, ed altre che forse non meritano attenzione: so comunque per certo che la persona che anni fa mi ha \u201cmancato di rispetto\u201d, violandomi nell\u2019intimo, se n\u2019\u00e8 andata a causa di un infarto improvviso, lasciando la giovane moglie da poco sposata, e questo \u00e8 per me motivo di enorme sollievo, perch\u00e9 so che non potr\u00e0 pi\u00f9 fare del male a nessuno come l\u2019ha fatto a me\u2026<\/p>\n<p>E\u2019 anche vero che un giorno, non molto tempo fa, una collega d\u2019ufficio ha parlato male di me col capo alle mie spalle, cosa che mi ha fatto letteralmente imbestialire, e quando \u00e8 tornata a casa dal lavoro si \u00e8 trovata la casa allagata a causa di una tubatura rotta, com\u2019\u00e8 anche verissimo che un automobilista che da poco, correndo come un pazzo, mi aveva sorpassata rischiando di buttarmi fuori strada, e a cui avevo amorevolmente strillato dal finestrino \u201c\u2026Che ti possa scoppiare uno pneumatico!\u201d, me lo sono ritrovato due chilometri dopo spalmato sopra un platano, pare a causa dello scoppio improvviso di una gomma, ma forse sono prove poco attendibili. Io da quel giorno, quando qualcuno mi fa uno sgarbo in macchina lungo la strada, al posto del solito \u201ccornuto!\u201d, o di qualche altro pi\u00f9 gettonato insulto, preferisco ripetere la mia originale imprecazione coniata in quell\u2019occasione, facendo ridere come pazzi tutti quelli che mi siedono accanto, per\u00f2 non ho pi\u00f9 avuto modo di constatare visivamente se i miei strali hanno colpito nel segno oppure no\u2026<\/p>\n<p>Una sola persona, finora, si \u00e8 salvata nonostante le mie ripetute maledizioni, ma si tratta di una storia recente, c\u2019\u00e8 ancora tempo\u2026E\u2019 una donna che, in perfetta malafede, ha cercato in tutti i modi di distruggere il mio matrimonio: abita lontano da qui ma, per quanto ne so, \u00e8 ancora in ottima salute, nonostante sia stata piantata dal compagno, abbia perso il lavoro e sia stata sfrattata.<\/p>\n<p>Una cosa ci tengo a precisare: io non ho mai augurato del male fisico a nessuno, \u00e8 successo e basta.<\/p>\n<p>Ora che siete giunti al termine di questo mio racconto, potreste tranquillamente non credere a nulla di ci\u00f2 che avete fin qui letto, strappare queste pagine e farci una risata sopra ma, in confidenza, non so se vi conviene : nel caso non l\u2019aveste ancora capito, io sono una strega\u2026<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5155\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5155\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Io sono una strega. 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