{"id":51510,"date":"2023-05-18T11:06:27","date_gmt":"2023-05-18T10:06:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51510"},"modified":"2023-05-18T11:06:27","modified_gmt":"2023-05-18T10:06:27","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-delitto-sulla-settantaseiesima-di-jessica-baiocchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51510","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Delitto sulla settantaseiesima&#8221; di Jessica Baiocchi"},"content":{"rendered":"\n<p><br>I suoi genitori erano davvero ricchi, il padre aveva aziende di vestiti lussuosi in tutto il mondo. La madre era un\u2019impiegata contabile in uno studio amministrativo. Appena scopr\u00ec di essere incinta, lasci\u00f2 il lavoro per poter stare accanto al bambino. Dopo la nascita e la crescita del figlio, decisero di andare a vivere altrove. Nuova vita.<br>Il bambino aveva dieci anni, quando con i genitori si trasfer\u00ec a Soandal, la citt\u00e0 dei ricchi. Era chiamata cos\u00ec perch\u00e9 in quel paese la vita era molto costosa.<br>Quando la videro per la prima volta, rimasero incantati; le abitazioni erano quasi identiche, l\u2019unica differenza era il colore.<br>Essendo villette molto vicine, per distinguere l\u2019una dall\u2019altra cambiava la tinta dei muri esterni; i colori erano molto accesi, particolari, originali; una era viola, l\u2019altra gialla, una blu e cos\u00ec via.<br>La loro casa era di colore verde pisello, faceva ridere e quando si soffermavano a vedere solo il colore dovevano ammettere che era davvero brutto, ma tutto l\u2019insieme era stupendo, come se fosse la casa delle bambole.<br>Ogni propriet\u00e0 era predisposta su un pezzo di terreno di circa 300 mq, in cui c\u2019era l\u2019abitazione stessa al centro.<br>Il cortile era leggermente pi\u00f9 stretto all\u2019ingresso e pi\u00f9 ampio sul retro.<br>All\u2019entrata dell\u2019abitazione c\u2019era questo portico lungo quanto l\u2019immobile, i balconi erano posti ai lati del primo piano ed erano decorati con tantissimi fiori colorati, sembrava la citt\u00e0 della primavera, quando si guardavano quelle case portavano allegria.<br>Quando si camminava lungo il marciapiede, sul ponte, si notavano le panchine predisposte in un modo specifico, la distanza era ben precisa l\u2019una dall\u2019altra, colori simili, ma diversi e quando ci si sedeva, si riusciva a vedere il tramonto che rispecchiava il fiume. L\u2019acqua brillava, era bellissimo.<br>Dopo qualche mese dal trasferimento, il ragazzo, si fece degli amici e come persone erano davvero simpatiche e gentili, passavano i pomeriggi in un laghetto verso le colline, a pochi metri dal paese.<br>Ogni giorno si trovavano nello stesso posto alla stessa ora; stavano ore a parlare seduti su quel prato e altre volte si mettevano a giocare a calcetto.<br>Siccome erano senza rete, ebbero avuto l\u2019idea di formare le porte con dei bastoni molto robusti e avevano sempre paura che la palla finisse nel burrone, ma non li fermava nessuno, continuavano a giocare pur conoscendo il rischio.<br>Ragazzi coraggiosi.<br>Non era una compagnia numerosa, per\u00f2 si ricordava di tutti quanti.<br>Matteo era il burlone del gruppo, aveva sempre la battuta pronta, faceva ridere tutte le volte che apriva bocca.<br>Aleandro era il saggio, lo prendevano sempre in giro perch\u00e9 in ogni discorso che faceva ci metteva sempre della filosofia.<br>Jacob, era chiamato \u201cil piccolo\u201d, gli avevano dato quel soprannome perch\u00e9 era il pi\u00f9 basso di tutti, ma era tenerissimo.<br>C\u2019erano anche delle ragazze con loro, Elisabetta che la chiamavano tutti Beth e Manola, Lola. La cosa pi\u00f9 bella era che non facevano differenza tra i sessi, giocavano e parlavano sempre tutti insieme.<br>Ogni week end i loro genitori organizzavano grandi cene e si ritrovavano sempre in casa di qualcuno, alternandosi. Tra ragazzi e famiglie c\u2019era un\u2019amicizia davvero stupenda.<br>Una domenica pomeriggio, Marco and\u00f2 al laghetto e vide Lola arrivare con una persona che non aveva mai visto prima, era bellissima.<br>Capelli lunghi rossi, pelle chiara e labbra carnose, ma la cosa che lo colp\u00ec furono gli occhi; azzurro ghiaccio.<br>Quando la vide rimase incantato; Matteo lo not\u00f2 subito e fece la solita battuta<br>\u2013 \u201cMarco, si \u00e8 innamorato di quella nuova\u201d -, il suo imbarazzo lo fece diventare rosso e gli diede una spinta mentre gli diceva di smetterla, la ragazza sorrise dietro le spalle di Lola; lui la vide e gli fece piacere.<br>Secondo Marco, la ragazza nuova aveva un sorriso formidabile, perfetto.<br>Lola raccont\u00f2 che i genitori della ragazza morirono in un incidente e le uniche persone di cui si potesse fidare erano la sua famiglia, si conoscevano dall\u2019et\u00e0 infantile, cos\u00ec la ospitarono, sperando di trovarle una sistemazione futura.<br>Si present\u00f2 dicendo di essere Ermione, un nome particolare, cos\u00ec Marco molto curioso, le chiese il significato e lei rispose che i suoi genitori credevano nel bene e nel male, nel Dio comune a tutti e in Satana e cos\u00ec decisero di darle un nome che avesse significato qualcosa di protettivo e la battezzarono come<br>Ermione cio\u00e8, \u2018messaggero degli d\u00e8i\u2019. Il suo nome le piaceva molto e lui sorrise senza rispondere. Da quel momento entr\u00f2 anche lei nella compagnia del paese.<br>Uscendo insieme tutti i giorni, Marco si affezionava sempre di pi\u00f9 alla giovane e i due; erano in sintonia, erano complici senza neanche rendersene conto.<br>Passavano gli anni, e in citt\u00e0 si stava davvero bene, era un posto molto allegro e accogliente.<br>Una sera, era l\u2019anniversario dei genitori di Marco, mentre lui era rimasto a casa, loro erano andati fuori a cena come tutti gli anni, ma per la prima volta quella notte pioveva a dirotto e la serata non fin\u00ec come avrebbero voluto.<br>Marco, in lontananza sentiva delle sirene e intravedeva luci lampeggiare, ma non riusciva a capire cosa potesse esser successo, finch\u00e9 non lo chiamarono; erano i medici del pronto soccorso; gli avevano comunicato che i suoi genitori erano stati tamponati da un pirata della strada e anche se i soccorritori si erano messi subito al lavoro, le loro condizioni erano davvero critiche.<br>Il ragazzo corse subito in ospedale, ma appena arriv\u00f2, li vide bendati, sporchi di sangue, sembrava un film dell\u2019orrore e appena prov\u00f2 ad avvicinarsi; il dottore gli disse che era troppo tardi ed erano deceduti, una pugnalata al cuore.<br>Il ragazzo pieg\u00f2 le gambe e si lasci\u00f2 cadere, un colpo alle ginocchia, diede una botta sul pavimento, ma non poteva sentire dolore perch\u00e9 davanti a lui c\u2019erano i suoi genitori morti e niente avrebbe fatto pi\u00f9 male nel vedere il loro cadavere.<br>Perse la sua famiglia all\u2019et\u00e0 di 18 anni e da quel giorno, dovette crescere sempre pi\u00f9 velocemente perch\u00e9 vicino, non aveva nessuno.<br>Il tempo passava, e come tutti crescevano. I genitori diventavano anziani, i bambini adolescenti e i ragazzi adulti.<br>Nel crescere, pi\u00f9 o meno, ogni ragazzo della compagnia cominciava ad avere idee diverse, gusti, passioni, desideri e sogni; cos\u00ec, molto lentamente, si divisero.<br>Matteo il burlone, scelse l\u2019universit\u00e0 pi\u00f9 distante e dopo vari periodi di \u2019andare e tornare\u2019, si trasfer\u00ec definitivamente sulla costa orientale della Scozia, ad essere pi\u00f9 precisi and\u00f2 a Edimburgo, mandava messaggi per tener aggiornati i ragazzi, ma dopo un periodo non scrisse pi\u00f9.<br>Aleandro, il saggio, in compagnia diceva che sarebbe diventato qualcuno di molto importante, voleva seguire le orme del padre che era uno scrittore molto famoso ed effettivamente ci riusc\u00ec. Divent\u00f2 un inventore in un\u2019azienda a Tokyo, la capitale del Giappone e anche di lui, improvvisamente non si seppe pi\u00f9 niente. Poi c\u2019era Jacob, il piccolo, come adoravano quel ragazzino e quando disse che sarebbe stato un viaggiatore, pur facendo piacere nel sentire quell\u2019affermazione, tutti rimasero sorpresi, ma per fortuna sua, riusc\u00ec a fare ci\u00f2 che aveva sempre desiderato. Agli inizi mandava tantissime cartoline di ogni citt\u00e0 che visitava, i ragazzi anche se solo in foto avevano visto: Berlino, Roma, Firenze, Londra, il Cairo, il Madagascar e altri tantissimi paesi, ma anche lui, piano piano scrisse sempre meno, fino alla sua scomparsa.<br>Elisabetta aveva deciso di rischiare, invest\u00ec in un Hotel a cinque stelle a Buenos Aires e anche se non aveva dato sue notizie da subito, le pubblicit\u00e0 sui social parlavano da sole, erano infinite, aveva fatto un successo estremo.<br>Lola, era una persona molto vanitosa, lo era sempre stata e si era lanciata nel mondo della moda. Da quando si trasfer\u00ec a Parigi, nel giro di un anno era riuscita ad aprire tre grandissime case di alta moda, ma anche di lei, dopo un po&#8217;, nessuna traccia. Probabilmente aveva cos\u00ec tanto lavoro che gli amici li mise da parte fino al dimenticarsene.<br>La compagnia del paese si sciolse, causa obbiettivi o successo, si divisero e di loro rest\u00f2 solo un bellissimo ricordo.<br>Marco ed Ermione rimasero in paese, il loro legame era molto stretto e decisero di andare a vivere da lui che rimase l\u2019unico proprietario di quella casa verde pisello. Casa ereditata insieme a tutta la ricchezza dei genitori.<br>I giorni passavano, vedevano il tempo scorrere, le persone morire, cambiare e quando le persone cambiano la bellezza che c\u2019era, non ci sarebbe pi\u00f9 stata.<br>Vedevano arrivare nuovi vicini, nuovi bambini, nuove regole, nuovi colori.<br>Quei vicini erano tutti precisini da far venire quasi il voltastomaco e quando si incrociavano per le strade, davano l\u2019impressione di essere i migliori, come se si sentissero superiori.<br>A Marco la cosa che pi\u00f9 lo disturbava erano i pettegolezzi, era un continuo parlare di tutti. Quando andava dal panettiere o a fare una passeggiata, vedeva quel gruppetto di oche spettegolare. Era diventata la citt\u00e0 dei ricchi pettegolezzi.<br>Una domenica mattina Marco ed Ermione erano sull\u2019attico, seduti sulle loro sedie a dondolo e videro arrivare una macchina color grigio metallizzato, era estremamente elegante e bellissima. La videro parcheggiare nella casa di fronte alla loro e molto incuriositi di chi fosse sceso da quell\u2019auto, continuarono a guardare finch\u00e9 videro un uomo bello, composto e quando Ermione lo riconobbe, si blocc\u00f2.<br>Quell\u2019uomo si gir\u00f2 in quel preciso momento in cui lei lo stava fissando, lui la vide e tirandosi delle arie disse che l\u2019ultima persona che avrebbe voluto vedere era proprio lei, ma che era diventata una bella donna. Ermione gli diede le spalle e si mise a correre verso l\u2019ingresso di casa. Marco guard\u00f2 l\u2019uomo con aria di conflitto e poi and\u00f2 subito da lei per cercare di capire quale fosse il problema; la trov\u00f2 chiusa in bagno e gli chiese cosa fosse successo e lei rispose che quell\u2019uomo fu stato il suo primo amore, ma l\u2019aveva messa in imbarazzo d\u2019avanti a tutta la scuola e da quel momento ha sempre cercato di aggirarlo il pi\u00f9 possibile. Era una di quelle persone leader da evitare. Avevano chiuso subito il discorso perch\u00e9 vedeva che lei ci stava ancora male e non voleva insistere pi\u00f9 di tanto.<br>Le giornate proseguivano e quel conflitto tra Marco e l\u2019uomo senza nome era continuo. Ogni volta che si incrociavano, lo sguardo parlava da solo.<br>La loro routine era quasi sempre la stessa fino a quando nacque il loro primo e unico genito. Il nome l\u2019aveva scelto Ermione, seguendo le orme dei genitori aveva deciso di dare al figlio un nome con un significato importante e lo<\/p>\n\n\n\n<p>battezzarono come \u2018Asher che vuol dire benedetto\u2019, Marco lo soprannominava sempre Ash. Il figlio cresceva bene, loro erano davvero dei genitori pazienti, ma purtroppo vivevano sempre in quella cittadina circondata da ricchi viziati e non avrebbero mai potuto far qualcosa per provare a cambiare la situazione.<br>Marco era affezionato a quella casa, pur parlandone pi\u00f9 volte con sua moglie, il solo pensiero di trasferirsi e lasciare la villetta dove era cresciuto con i suoi genitori lo faceva piangere. Ermione non ha mai voluto insistere con il discorso del trasferimento perch\u00e9 aveva capito che lui non se ne sarebbe mai andato siccome aveva un valore affettivo e quindi, nel bene e nel male, continuarono a vivere a Soandal.<br>Asher era un ragazzo in forma e a scuola era davvero molto bravo.<br>Fin da bambino non amava stare in giro con le persone della sua et\u00e0, preferiva aiutare la madre nelle faccende domestiche oppure giocare in cortile a pallone con Ermione e Marco. Era un ragazzo solitario, amava leggere e passava le giornate quasi sempre in camera sua, ma era una persona molto in gamba.<br>Con il passare del tempo si era affezionato tantissimo a sua madre, gli raccontava cosa faceva a scuola, se gli piaceva una compagna di classe, le chiedeva consigli sul modo di vestire, erano diventati inseparabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel vederli insieme erano stupendi e man mano che Asher cresceva sembrava che cominciassero ad essere quasi telepatici. A Marco veniva da ridere perch\u00e9 durante la cena, senza farlo apposta, Ermione ed Asher si mangiavano le parole durante un dialogo ed erano arrivati a sfidarsi di chi diceva la parola corretta.<br>Era un ridere continuo, le serate erano indimenticabili.<br>Marco con il passare degli anni notava che il figlio cresceva, ma la cosa che pi\u00f9 lo rattristiva era il vedere l\u2019allontanarsi dalla madre, non giocavano pi\u00f9 in cortile, lui preferiva leggere i fumetti in camera sua e quando capitava andava a fare delle camminate. Il padre non era una di quelle persone insistenti, non gli piaceva chiedere sempre la stessa cosa pi\u00f9 volte perch\u00e9 era convinto che si sarebbe arrivati ad una discussione, preferiva lasciare le cose com\u2019erano, ma come uomo era davvero gentile e disponibile. Per il figlio era sempre stato presente, per\u00f2 non avevano un rapporto come quello con la madre, ma era felice di vedere che erano una famiglia unita.<br>Erano circa le 7:30 di mattina quando Marco era uscito per fare delle commissioni e mentre faceva i suoi giri, pens\u00f2 di fare una sorpresa al figlio, lo chiam\u00f2 al telefono per dirgli che sarebbe passato da casa a prenderlo per portarlo a scegliere il regalo per il suo compleanno, gli disse anche di avvertire<br>Ermione dicendole di non aspettarli per pranzo, e aggiunse che l\u2019avrebbe aspettato direttamente in macchina quando sarebbe stato sotto casa.<br>Asher tutto contento cominci\u00f2 a prepararsi e quando arriv\u00f2 il padre and\u00f2 con lui. Rimasero fuori diverse ore, era una di quelle giornate da soli uomini.<br>Andarono nel centro commerciale pi\u00f9 grande di tutta la citt\u00e0, poi a pranzo in pizzeria e infine nel negozio di scarpe sportive.<br>Asher quel giorno aveva fatto spendere una fortuna a suo padre, ma entrambi erano felici di aver passato una giornata come quella.<br>Quando tornarono a casa andarono subito dalla madre per farle vedere tutti i regali che il figlio aveva preso, ma non vedendola pensarono che fosse sul retro e quando aprirono quella porta enorme di vetro, che dalla cucina si affacciava in cortile la videro, era l\u00ec; era stesa sopra una pozza di sangue.<br>Marco and\u00f2 subito da lei piangendo come un disperato e url\u00f2 ad Asher di chiamare qualcuno. Il ragazzo confuso and\u00f2 a chiamare la polizia e quando arrivarono, tutto il vicinato si avvicin\u00f2, e l\u2019uomo senza nome disse quella frase cos\u00ec stupida \u2013 \u201coh, qui c\u2019\u00e8 cascato il morto!\u201d \u2013 Marco appena sent\u00ec quelle parole, corse verso lui e gli diede un pugno sul viso.<br>Arrivata la polizia, gli agenti si misero a correre verso i due uomini, dovevano dividerli prima che peggiorasse la situazione e quando li raggiunsero, li fecero allontanare l\u2019uno dall\u2019altro, un agente disse all\u2019uomo senza nome che non c\u2019era niente da vedere e di entrare in casa.<br>Mentre stavano tenendo ancora fermo Marco si presentarono dicendo di essere Davide e Francesco.<br>Nello stesso momento, un agente gli chiese cosa fosse successo, doveva capire un po&#8217; di pi\u00f9 sull\u2019accaduto, e Marco rispose che quando lui e suo figlio tornarono a casa non videro Ermione, pensarono che fosse nel cortile come sempre ed era distesa in mezzo al sangue e subito dopo averla vista, Asher ha proceduto a chiamare le forze dell\u2019ordine.<br>Dopo aver ascoltato Ermes, l\u2019agente Davide gli disse che poteva stare tranquillo perch\u00e9 si sarebbero occupati loro di tutto, disse quella frase per farlo tranquillizzare un attimo in un momento come quello, senza ammettere l\u2019agitazione che aveva l\u2019agente stesso.<br>Il padre titubante allung\u00f2 il braccio verso il figlio, per fargli capire di avvicinarsi a lui e appena lo raggiunse si misero in un angolo.<br>Non fecero nulla, in silenzio osservavano attentamente i movimenti degli agenti. Nel frattempo, Francesco disse al collega di occuparsi di loro mentre lui sarebbe andato a visionare l\u2019immobile.<br>Appena entr\u00f2 in casa, si accorse che l\u2019ingresso dell\u2019abitazione era libero, era in ordine, non sembrava esserci stato nessun litigio o ladro, prov\u00f2 a fare un giro sbrigativo e quando stava per andare in soggiorno, sent\u00ec una donna urlare, Francesco corse subito verso l\u2019esterno per dare una mano al collega, pensava fosse successo qualcosa, ma appena arriv\u00f2 vide una donna che urlava come una pazza contro Marco. Disse una frase davvero sconvolgente &#8211; \u201cla principessina \u00e8 morta? Povera, come mi dispiace\u201d. Era uno di quei commenti davvero poco gradevoli, soprattutto in quella circostanza. La situazione stava sfuggendo di mano cos\u00ec Davide chiam\u00f2 i rinforzi. Non avrebbero mai potuto lavorare con dei guardoni e criticoni nelle vicinanze. Appena arrivarono altri agenti, Davide e Francesco dissero di tener controllata la situazione esterna, mentre loro sarebbero andati in casa a visionare l\u2019immobile.<br>Quando entrarono convinti che non ci fosse stato nessuno, si divisero; Davide and\u00f2 al piano superiore e Francesco sarebbe andato a controllare il piano terra.<br>Sembrava tutto tranquillo, non c\u2019era nulla fuori posto e mentre l\u2019agente and\u00f2 verso il cortile sul retro, si trov\u00f2 davanti a una porta molto grande di vetro, la porta era aperta, decise di chiamare Davide con la radio per chiedergli se riuscisse a coprirgli le spalle, pens\u00f2 che sarebbe stato pi\u00f9 facile nel caso avessero trovato sorprese. Quando Davide lo raggiunse ed entrambi si avviarono verso l\u2019esterno dell\u2019abitazione.<br>Mentre Davide stava coprendo le spalle a Francesco, lui si incammin\u00f2 e si accorse che c\u2019era un corpo poco lontano dalla porta, si guardarono e con molta cautela provarono ad avvicinarsi e videro una donna in posizione supina sopra una pozzanghera di sangue, la donna sembrava illesa, ma pi\u00f9 avanzavano verso di lei pi\u00f9 avevano la sensazione che qualcosa non andasse.<br>Raggiunto il corpo si accorsero che il sangue era concentrato nella zona alta, sotto la nuca e avviandosi verso la pozza, pur mantenendo le distanze corrette, notarono un coltello sotto i lunghi capelli rossi del cadavere.<br>Gli agenti non toccarono niente, non era loro il compito di valutare le condizioni di quella povera donna, anche se a primo impatto, si capiva benissimo che si trattasse di un omicidio.<br>Continuando ad osservare il corpo, raggiunsero l\u2019addome e si accorsero che non c\u2019era una minima macchia di sangue; quindi, quella parte del corpo sembrava totalmente illesa, ma quando l\u2019agente Davide si avvicin\u00f2 alle gambe, not\u00f2 un segno particolare sul polpaccio destro, osservando attentamente vide qualcosa simile a un livido, quel colpo era stato causato da una botta molto forte; era di colore rosso tendente al violaceo. Davide chiam\u00f2 subito la squadra mobile per avvisarli dell\u2019emergenza, ma soprattutto per procedere con la segnalazione di un omicidio all\u2019interno di una propriet\u00e0 privata. Appena risposero dal centralino disse: \u201csono l\u2019agente Davide Rossi, siamo in centro citt\u00e0, in viale Mazzini 76 e c\u2019\u00e8 un corpo di una donna con una ferita da un\u2019arma da taglio, capello lungo rosso, bianca, mandate qualcuno\u201d.<br>Francesco decise di andare da Marco per chiedergli chi fosse quella donna e lui disse che era sua moglie e la madre del ragazzo.<br>Nell\u2019attesa dell\u2019arrivo della scientifica, il padre molto preoccupato strinse a s\u00e9 il figlio e gli disse di stargli il pi\u00f9 vicino possibile, non voleva assolutamente perderlo di vista e cominci\u00f2 a fare domande all\u2019agente; chiese se sapessero qualcosa e cosa avessero visto, l\u2019agente molto professionale gli rispose che per il momento non poteva dare nessun tipo d\u2019informazione, disse solo che avrebbero dovuto far intervenire il detective con la sua squadra e che loro sarebbero stati solo di supporto.<br>Quando arrivarono i rinforzi Marco, non riusciva a capire cosa stesse accadendo realmente; vedeva tutte quelle volanti con i lampeggianti accesi, le persone curiose a fissare la sua casa, si sentiva totalmente spaesato, confuso.<br>Appena scesero altri agenti dalla volante, si attivarono immediatamente nel distanziare le persone curiose e mentre si assicuravano che nessuna persona avanzasse verso l\u2019abitazione arriv\u00f2 il medico legale per controllare il cadavere e stabilire l\u2019ora e la causa del decesso. Quando si avvicin\u00f2 alla vittima vide che poco distante c\u2019erano diversi agenti attorno al corpo, ma lui aveva bisogno di muoversi liberamente e chi era vicino al cadavere si sarebbe dovuto allontanare; cos\u00ec avvis\u00f2 subito di lasciare la zona perch\u00e9 doveva lavorare e ci avrebbe messo del tempo. Il medico part\u00ec subito nel controllare il corpo e si accorse che nella parte alta del collo c\u2019era un taglio, il sangue era uscito da quella ferita molto profonda, il primo pensiero fu morte per emorragia, continuando i controlli non vide altre ferite e cominci\u00f2 a spostarsi verso la parte bassa, vide quel livido; sapeva benissimo che avrebbe dovuto esaminare con pi\u00f9 attenzione il corpo, per il momento erano ipotesi non concrete. Dopo aver valutato velocemente la donna morta, il medico conferm\u00f2 che fu un omicidio, l\u2019agente disse a Marco che sua moglie era stata assassinata e la casa doveva essere isolata fino al termine delle indagini, ma prima di lasciarli andare, fece prendere dai colleghi i loro dati, dovevano comunque essere segnalati essendo parenti stretti del cadavere e gli ultimi ad avere visto la donna viva. Appena finirono con tutte le procedure, Marco pens\u00f2 che la cosa migliore da fare fosse andare a stare nell\u2019albergo che si trovava vicino casa, sperando che quella sistemazione fosse solo momentanea e con una durata di pochi giorni.<br>Nello stesso momento in cui salirono in macchina, arriv\u00f2 il detective Cristian con la scientifica che non fece neanche caso a Marco e al figlio, voleva solo vedere la donna e capire cosa fosse successo.<br>Il detective era uno di quegli uomini molto composti, gli piaceva ascoltare senza intervenire in modo eccessivo, non amava intromettersi in faccende che non lo riguardavano, ma era appassionato di enigmi e quindi era diventato un esperto in omicidi, non era un uomo di molte parole, ma nel suo lavoro era unico.<br>Gli agenti stavano procedendo con l\u2019isolamento della casa; intorno alla recinzione misero dei cartelli con scritto di non oltrepassare e attorno alla casa misero del nastro per far capire che la zona era sotto sequestro da quel preciso momento.<br>Il detective Cristian si avvicin\u00f2 al medico legale che si trovava sulla scena del crimine e mentre stava sistemando la sua attrezzatura disse che la donna mor\u00ec tra le 9:00 e le 11:00 di quella mattina e probabilmente la morte fu stata per emorragia causata dalla ferita sul collo e aveva perso una grande quantit\u00e0 di sangue, l\u2019arma usata era un\u2019arma da taglio. Il livido sul polpaccio destro non sembrava post morte, ma per avere certezze, doveva esaminare il cadavere facendo l\u2019autopsia; solo in quel modo avrebbe potuto avere conferme sul decesso e capire se il livido fosse stato causato prima o dopo la morte.<br>Aggiunse che se ci fosse stato altro, si sarebbero sentiti, il detective lo ringrazi\u00f2 e pens\u00f2 a come possa aver sofferto la vittima prima di morire.<br>Il detective cominci\u00f2 a controllare attentamente la zona. Il cortile era molto curato, probabilmente la famiglia era molto attenta nel prendersi cura delle cose, il primo indizio era un\u2019arma da taglio; un coltello sporco di sangue.<br>Avvicinandosi alla pozza, cominci\u00f2 a guardare il terriccio, prestava molta attenzione all\u2019osservare a cosa ci fosse attorno al corpo, molto lentamente lo sguardo vagava, cominci\u00f2 ad allargare la prospettiva dell\u2019omicidio finch\u00e9, vicino a quello scalino che portava all\u2019interno della casa, vide un\u2019impronta, purtroppo era poco chiara, appena la not\u00f2 si avvicin\u00f2 e chinandosi, per avere conferme, afferm\u00f2 che era un\u2019impronta di una scarpa. La suola sembrava molto consumata, ma si vedeva un piccolo segno pi\u00f9 scavato dalla parte opposta, ma non era certo che il suo pensiero fosse corretto. Chiam\u00f2 subito i colleghi della scientifica che si misero a fare un controllo sbrigativo e avevano ipotizzato una scarpa da uomo o se fosse stata donna, sarebbe stata una donna molto alta perch\u00e9 il numero sembrava tra il 40 e il 45, ma avrebbero dovuto dare le conferme; il detective disse di fare il calco all\u2019impronta e poi procedere ai controlli quando sarebbero arrivati in laboratorio.<br>Quando finirono, Cristian cominci\u00f2 a guardarsi intorno finch\u00e9 not\u00f2 quell\u2019angolo, c\u2019era qualcosa che aveva attirato la sua attenzione, andando verso la staccionata si accorse che c\u2019era un mozzicone di sigaretta; era nascosto dietro l\u2019unica pianta del cortile; per un momento fu entusiasta di aver trovato quel mozzicone e pens\u00f2 che la saliva sarebbe stata utile alle indagini, fece raccogliere anche quello dai colleghi della scientifica.<br>Prima di recarsi in caserma per valutare un attimo la situazione, voleva dare un\u2019occhiata alla sala da pranzo e al soggiorno. In cucina era tutto in ordine per\u00f2 not\u00f2 che nel ceppo dei coltelli ne mancava uno, non aveva senso essere cos\u00ec ordinati e far vedere che gli utensili per cucinare non erano completi, pens\u00f2 subito che il coltello mancante fosse proprio quello usato contro la vittima; continuando l\u2019osservazione non sembrava esserci altro, i cassetti erano sistemati in modo perfetto e non si vedevano neanche segni di una lite cos\u00ec decise di recarsi in soggiorno. In quella stanza non c\u2019era niente fuori posto era tutto sistemato, forse anche troppo, sopra a quel camino c\u2019erano fotografie della famiglia e sulla mensola qualche oggetto poco importante per lui.<br>Il detective decise di andare al piano superiore e mentre percorreva le scale, not\u00f2 il muro pieno di foto del figlio; la famiglia sembrava essere molto legata a lui, quelle fotografie in cui dimostravano il cambiamento del ragazzo, ogni scalino una foto del figlio che soffiava le candeline nel giorno del suo compleanno, erano commuoventi.<br>Continuando a percorrere le scale, arriv\u00f2 al pianerottolo e decise di fare un controllo sbrigativo delle stanze e degli infissi. Proseguendo lungo il corridoio notava la carta da parati sui muri, perfettamente in ordine, nessun difetto, nessun segno di usura finch\u00e9 arriv\u00f2 alla stanza della vittima; il letto era sistemato, le luci spente e c\u2019era un buon profumo; sembrava vaniglia.<br>Era gradevole. Avvicinandosi alla finestra vide il vetro pulito, le tende di cotone leggero perch\u00e9 si riusciva da intravedere oltre la tenda stessa, erano senza una macchia e senza toccare la minima cosa decise di chiamare un collega della scientifica per fare un controllo delle impronte e valutare se quella finestra avesse qualcosa da nascondere.<br>Il collega sal\u00ec con tutta l\u2019attrezzatura e cominci\u00f2, ma disse che avrebbe dovuto aspettare per gli esiti; il detective non si fece intimorire e rispose di controllare tutte le finestre di quel piano e che quando avrebbero saputo la minima cosa, dovevano chiamarlo.<br>Intanto Cristian continuava a perlustrare la casa, cos\u00ec and\u00f2 nella stanza dei sanitari e appena apr\u00ec la porta sent\u00ec un buon profumo di pulito, sul lavandino c\u2019era un porta sapone di ceramica con disegnati dei fiori colorati, era molto carino; not\u00f2 anche gli asciugamani piegati e sistemati in ordine di colore; dal pi\u00f9 chiaro al pi\u00f9 scuro e la prima cosa a cui pens\u00f2 \u00e8 stata che quella donna era ossessionata dall\u2019ordine, ma era bello camminare in una casa pulita e profumata come quella. Osservando il resto del bagno non trov\u00f2 nulla che gli fece attirare l\u2019attenzione e pass\u00f2 alla camera del ragazzo.<br>In quella stanza c\u2019era un caos incredibile, vestiti sparsi, cd musicali un po&#8217; ovunque, poster appesi al muro, ma anche in quella camera a primo impatto, non not\u00f2 niente di particolare e camminando all\u2019interno senza scombinare nulla sorrideva e pensava al figlio che era disordinato alla stessa maniera, ma sicuramente la madre di quel ragazzo aveva pi\u00f9 pazienza nel vedere tutta quella confusione.<br>Quando il detective scese decise di andare in cortile per dare un\u2019ultima occhiata e si accorse che il corpo era stato portato all\u2019obitorio per fare tutti i controlli e in quel cortile era rimasta solo una pozzanghera di sangue e la casa deserta.<br>La scientifica era andata via senza avvisare, l\u2019esterno della casa era completamente isolato, si sentivano voci in lontananza, cos\u00ec decise di fare un ultimo giro per capire se ci fosse altro da esaminare.<br>Si era soffermato un attimo d\u2019avanti alla porta d\u2019ingresso e intanto che pensava, improvvisamente lo attir\u00f2 la cucina. Decise di recarsi nuovamente in quella stanza e quando entr\u00f2, lo impression\u00f2 il lavello, avvicinandosi sempre di pi\u00f9 a quelle ante che lo attiravano il battito del suo cuore accelerava; era convinto che dietro a quelle ante, ci fosse qualcosa.<br>Cominciando a mettersi un guanto usa e getta, avanzava finch\u00e9 arriv\u00f2 vicino al lavandino e con la mano sinistra apr\u00ec lo sportello; vide tantissimi detersivi e vicino ad essi un cestino della spazzatura.<br>Gli si illuminarono gli occhi e con un tono abbastanza alto chiam\u00f2 gli agenti e disse di raccogliere tutti i contenitori con l\u2019immondizia all\u2019interno, tutti quelli che avrebbero trovato in quella propriet\u00e0; da quelli in cortile al bagno e di portarli alla scientifica. Dovevano esaminarli da cima a fondo e non gli interessava quanto tempo ci avrebbero messo, dovevano farlo.<br>Dopo aver raccolto tutto, Davide e Francesco andarono subito a portare i vari cestini in laboratorio e comunicarono ai colleghi presenti della scientifica di esaminare il contenuto che era all\u2019interno, compreso il cestino stesso; i colleghi risposero che ci avrebbero messo diverso tempo, ma gli agenti dissero che era un ordine del detective e che ogni dettaglio sarebbe stato essenziale per il caso; senza aggiungere altro, i ragazzi della scientifica cominciarono ad esaminare ci\u00f2 che gli agenti avevano consegnato. Decisero di dividersi, alcuni avrebbero continuato il lavoro precedente, cio\u00e8 i controlli all\u2019impronta della scarpa trovata e le impronte sparse per casa, mentre gli altri avrebbero proceduto a controllare la spazzatura.<br>Il lavoro sarebbe stato davvero lunghissimo, ma Cristian voleva arrivare ad una conclusione e voleva farlo anche abbastanza velocemente.<br>Gli agenti, dopo aver fatto il passaparola, tornarono dal detective, siccome avevano il compito di assisterlo in ogni movimento che facesse.<br>Marco rimase in contatto con Cristian, per essere aggiornato su qualsiasi spostamento e novit\u00e0, ma purtroppo, per ora erano solo agli inizi e avrebbe dovuto aspettare; pur avendo tante preoccupazioni ed essere terrorizzato dalla tragica vicenda, non poteva fare niente.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019investigatore con i due agenti si avviarono verso la caserma; arrivati Cristian and\u00f2 subito nel suo ufficio e seduto alla sua scrivania cominci\u00f2 a pensare a cosa avessero in quel momento: due sospettati; Marco e Asher, un coltello che probabilmente era da cucina, un mozzicone di sigaretta, un\u2019impronta di una scarpa e della spazzatura. Si era seduto sulla sedia a pensare davanti a quella scrivania, non parlava, non emetteva un minimo suono, era talmente concentrato che non not\u00f2 neanche Davide e Francesco che erano ad attendere solo degli ordini da svolgere.<br>Improvvisamente Cristian si alz\u00f2, decise di fare un primo incontro con Marco per capire cosa fosse successo, battendo le mani sulla scrivania disse ai due agenti di andarlo a prendere e li avrebbe attesi in caserma nella stanza degli interrogatori.<br>Davide e Francesco si misero subito al lavoro, arrivati in albergo chiesero alla receptionist in che stanza fosse Marco Ferrari e lei disse la 124 e appena arrivarono d\u2019avanti alla porta cominciarono a bussare, quando Marco apr\u00ec, Davide disse che doveva andare con loro in caserma perch\u00e9 il detective doveva fargli delle domande, cos\u00ec senza opporsi and\u00f2 con loro.<br>Arrivati, il detective lo fece accomodare, ci fu quell\u2019attimo di silenzio e di disagio finch\u00e9 Cristian non si sedette di fronte a lui e gli chiese chi fosse la donna trovata morta nel suo cortile, Marco disse che era la moglie e poi il detective gli chiese cosa avesse fatto quella mattina e lui rispose che era uscito come quasi tutte le mattine per delle commissioni. Cristian lo guard\u00f2, lo sguardo era molto attento, non era soddisfatto della risposta che gli avesse dato cos\u00ec gli chiese che tipo di commissioni avesse fatto, e Marco rispose che era andato a lavare la macchina all\u2019autolavaggio in citt\u00e0, ma si era fermato al bar vicino per fare colazione. Aggiunse che verso le 8:50 chiam\u00f2 suo figlio per avvisarlo che per le 9:30 circa sarebbe andato a prenderlo per portarlo a fare compere, essendo il suo quindicesimo compleanno voleva fargli una sorpresa.<br>Il detective chiese se sapesse cosa stesse facendo il figlio prima che lui lo andasse a prendere, Marco rispose che probabilmente era in camera sua a leggere un giornalino, disse che gli rispose subito al telefono quando lo chiam\u00f2 e gli aveva detto che si sarebbe preparato per uscire con lui, ma voleva anche specificare che l\u2019ultima volta che aveva visto sua moglie lei, era ancora viva.<br>Il detective pens\u00f2 che la frase della moglie viva, fosse una frase gi\u00e0 fatta e anche decaduta ormai, ma non parl\u00f2, non aggiunse altro, voleva aspettare i risultati dal laboratorio per poi valutare la situazione.<br>Lasci\u00f2 andare Marco; quando stava per tornare nel suo ufficio, vide Giovanni, il ragazzo della scientifica che gli disse di avere alcuni risultati e aggiunse di seguirlo in laboratorio. Cristian sempre molto composto, lo segu\u00ec e appena arrivarono, Giovanni disse che la saliva di quel mozzicone era della vittima; il coltello aveva le impronte della donna, e per quanto riguarda l\u2019impronta erano riusciti a stabilire il numero esatto.<br>La scarpa era da uomo numero 44, ma non riuscirono a vedere il dettaglio della suola perch\u00e9 era troppo consumata, per\u00f2 erano convinti che le scarpe fossero da running. Il collega specific\u00f2 che prima di arrivare al tipo di scarpa avevano testato pi\u00f9 modelli e quando arrivarono a quelle da running, la punta combaciava alla perfezione, notarono che era particolare e solo quel tipo di scarpe sarebbe riuscito a scavare in quel modo nel terreno, Cristian si compliment\u00f2 con il gruppo e and\u00f2 a far visita al medico legale.<br>Arrivato in obitorio chiese se avesse novit\u00e0 sul corpo e il medico afferm\u00f2 quasi quello che aveva gi\u00e0 detto.<br>Cristian avvicinandosi, vide quella donna cos\u00ec minuta su quel tavolo autoptico e mentre l\u2019osservava attentamente il medico disse che non \u00e8 morta per emorragia, ma per il collasso della faringe e quindi soffocata; aggiunse che il taglio era netto, continu\u00f2 dicendo che l\u2019arma da taglio era un coltello da cucina, l\u2019ora del decesso \u00e8 stata tra le 9:30 e le 10:30 e prima di ucciderla l\u2019avevano colpita piuttosto forte; probabilmente un calcio o un colpo causato da un attrezzo pesante, aggiunse che forse le avevano dato quella botta per farla cadere, ma quello non poteva saperlo, il suo nome era Ermione ed aveva 35 anni e per concludere disse che la donna era troppo giovane per morire in quel modo.<br>Cristian alz\u00f2 lo sguardo verso il medico, rispose che nessuno sarebbe mai dovuto morire in quella maniera e ringraziandolo se ne and\u00f2.<br>Mentre si avviava verso l\u2019ufficio pens\u00f2 che parlare con Marco per fare un quadro della vicenda sarebbe stata una buona idea, doveva cominciare a collegare tutti i pezzi, ma prima di chiedere agli agenti di andare a prenderlo, voleva confermare il suo alibi. Uscito dalla caserma sal\u00ec in macchina e cominci\u00f2 ad andare nell\u2019unico autolavaggio della citt\u00e0. Appena arriv\u00f2, dopo circa 25 minuti, chiese al dipendente, mostrandogli la foto di Marco, se sabato mattina attorno alle 7:30 fosse passato per farsi lavare la macchina e lui afferm\u00f2, disse anche che prima di lasciargli la macchina, era andato al bar. Per avere certezze, Cristian and\u00f2 a prendere un caff\u00e8 e vide il bar tranquillo, pens\u00f2 che fosse anche piacevole fare colazione in quel luogo, poi chiese al barista se fosse passato l\u2019uomo in foto e gli rispose che c\u2019era stato sabato mattina, e specific\u00f2 che aveva preso un cornetto integrale alla marmellata e un caff\u00e8 lungo.<br>Il detective si convinse, ringrazi\u00f2 e se ne and\u00f2.<br>Torn\u00f2 in caserma e durante il tragitto chiam\u00f2 Marco per chiedergli se potesse raggiungerlo perch\u00e9 avrebbe dovuto fargli una domanda, Marco gli rispose che ci sarebbe andato subito e appena arriv\u00f2, il detective chiese se sapesse che la moglie fumava, lui neg\u00f2 all\u2019istante, disse che lei odiava il fumo, non avrebbe mai fatto una cosa del genere. Cristian non fece altre domande, preferiva studiare la situazione, cos\u00ec finita la conversazione lo lasci\u00f2 andare, Marco non pensava che il detective gli facesse realmente una domanda e per quello si era leggermente irritato e con aria seccata gli disse di chiamarlo la prossima volta, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 ancora un assassino libero per la citt\u00e0 e non voleva lasciare il figlio da solo per troppo tempo; effettivamente non aveva tutti i torti, il detective fece un cenno con la testa e per calmare le acque approfitt\u00f2 per dire che sarebbero potuti tornare a casa, ma se avesse avuto bisogno di qualsiasi cosa, sarebbe passato da loro e avrebbero dovuto aprirgli, ma se preferivano, potevano stare in albergo. Marco ringraziando disse, che sarebbero tornati a casa pi\u00f9 che volentieri e che avrebbero fatto il possibile per essere utili alle indagini.<br>Cristian si accorse che il tono di Marco cambi\u00f2, pens\u00f2 che molto probabilmente fosse ancora molto scosso per la morte della moglie e per essere stato allontanato per un periodo da casa sua. Conclusa la conversazione, si salutarono e si divisero.<br>Il padre corse subito in albergo a dire ad Asher che sarebbero potuti tornare a casa a certe condizioni e anche il ragazzo decise di collaborare pur di tornare a leggere tranquillo in camera sua, cominciarono a fare le valige per tornare a casa. Nel frattempo, le indagini continuavano ad andare avanti, il detective disse agli agenti di cercare delle scarpe da running in tutta la citt\u00e0; negli angoli delle case, nei cestini pubblici, nei bagni pubblici, qualsiasi luogo, anche se ci avessero messo ore o giorni; dovevano trovarle obbligatoriamente perch\u00e9 erano essenziali per le indagini.<br>Gli agenti si misero subito alla ricerca e i cittadini li vedevano in movimento continuo, erano impauriti al pensiero che l\u2019assassino fosse in mezzo a loro, c\u2019era molta agitazione nella cittadina.<br>Quando Marco e suo figlio arrivarono a casa, la prima cosa che fece Asher era stata di correre subito in camera sua, mentre lui and\u00f2 davanti alla porta di vetro ad incantarsi su quella pozza di sangue, non riusciva ad accettare la morte della moglie, continuava a ricordare quando giocavano con il pallone insieme ad Asher in quel prato, il ricordo di quando lei ripeteva di voler fare un piccolo orto, ma che lui rimandava sempre, ogni pensiero era una sofferenza; in cos\u00ec poco tempo divenne tutto cupo. Marco continuava a pensare e cercava di capire chi mai potesse essere stato a commettere un gesto cos\u00ec crudele.<br>In citt\u00e0 era tutto molto strano, le persone uscivano poco, l\u2019uomo senza nome non lo guardava neanche negli occhi, non lo salutavano pi\u00f9, era come se fosse diventato quasi invisibile.<br>Il detective passava spesso in auto per quella strada ed era attento ai vicini della donna deceduta e si accorse che il vicino l\u2019osservava spesso, ma non si degnava di fare una sola domanda. Cristian prestava la massima attenzione a chi circondava quella casa, ad ogni abitante di quella via; c\u2019era qualcosa che non lo convinceva. Aveva la sensazione che l\u2019aria fosse molto pesante, c\u2019erano troppe persone guardinghe ai movimenti degli altri, tutto molto confuso.<br>Quando arriv\u00f2 in ufficio quel pomeriggio, decise di chiamare Marco per dirgli di recarsi in caserma con il figlio; secondo Cristian era arrivato il momento di fare una chiacchierata.<br>I due partirono e appena arrivarono si accorsero che il detective li stava aspettando all\u2019ingresso e quando si avvicinarono disse: \u201cperfetto, ora Asher andr\u00e0 con il collega in una stanza e tu\u201d \u2013 \u201cguardando Marco -\u201d vieni con me nell\u2019altra -\u201d.<br>L\u2019agitazione era alle stelle, il padre cominciava a tremare e ad essere ansioso e al detective non sfuggiva questo particolare del suo comportamento.<br>Cominci\u00f2 l\u2019interrogatorio, l\u2019uomo era molto collaborativo o cos\u00ec sembrava; diceva che voleva a tutti i costi scoprire chi fosse l\u2019omicida, ma quel tremolio delle mani non era molto convincente.<br>La prima domanda che fece il detective era il motivo di quell\u2019agitazione, e il padre rispose che soffriva d\u2019ansia e quando l\u2019aveva chiamato, si era agitato per tutta la situazione, Cristian fu molto curioso nell\u2019aver sentito quella risposta cos\u00ec continu\u00f2 a chiedere perch\u00e9 gli fosse venuta ansia dopo aver ricevuto la sua chiamata; Marco si accorse che le domande che gli stava facendo non riguardavano il caso e gli rispose che lui ha problemi di salute, ma che comunque non pensava che lo avesse chiamato per parlare di lui.<br>Cristian non disse niente per qualche secondo, aveva capito che la risposta che gli era appena stata data era stata eccessiva e senza rispondere cominci\u00f2 con l\u2019interrogatorio, gli chiese se sua moglie avesse dei nemici, Marco sorridendo per far capire che la domanda era davvero stupida rispose che tutti erano nemici; il detective non emetteva suoni, non faceva smorfie, non si riusciva a capire a cosa stesse pensando e dopo aver ricevuto quella risposta continu\u00f2 \u2013 \u201cPotete immaginare chi potrebbe averla uccisa o comunque, se in passato avesse ricevuto minacce?\u201d- , l\u2019uomo fu confuso, rimase in silenzio per un attimo, voleva capire cosa potesse dire e gli rispose:\u201d mia moglie mi aveva detto che il nostro vicino, di cui non so il nome, le aveva quasi sempre creato problemi in passato, ma non mi ha mai detto di aver ricevuto minacce. Non siamo mai andati d\u2019accordo da quando si \u00e8 trasferito, lo devo ammettere, ma sinceramente non abbiamo mai avuto problemi con lui o qualcun altro fino ad arrivare ad uccidere \u2013 \u201c. Specific\u00f2 che se anche non avevano amici o non sembravano molto amichevoli, loro erano persone molto pacifiche. Il detective gli chiese: \u2013 \u201cpotete immaginare chi potesse essere stato?\u201d \u2013, Marco pens\u00f2 che in quella citt\u00e0 tutti si detestavano; quindi, l\u2019elenco dei sospettati sarebbe diventato molto lungo e rispose: &#8211; \u201cin citt\u00e0, ci detestiamo tutti, per\u00f2 posso fare un paio di nomi di alcune persone che ci creavano disagi -\u201d, Cristian voleva sapere, aveva uno scopo ben preciso e pi\u00f9 informazioni riusciva a raccogliere, meglio sarebbe stato per il caso. Marco continu\u00f2 \u2013 \u201cAnna ha sempre dato l\u2019impressione di essere ammirata da tutti i vicini, ha sempre fatto molto per la comunit\u00e0, ricordo che organizzava quasi tutti i banchetti quando c\u2019erano delle feste in citt\u00e0, ma \u00e8 una di quelle streghe che spettegola su tutti in continuazione, ma anche da lei, come so, non ha mai ricevuto minacce anche se spesso bisticciavano, non si sono mai alzate le mani e lei \u00e8 la persona che aveva urlato come una pazza la frase della principessina quella mattina. Non hanno mai avuto un rapporto amichevole, hanno sempre cercato di evitarsi il pi\u00f9 possibile perch\u00e9 sapevano che sarebbe andata a finire con una discussione, ma da parte di entrambe, non ho mai notato dispetti reciproci\u201d -.<br>Il detective incuriosito del conflitto tra la vittima e Anna chiese a Marco che tipo di rapporto avevano prima di arrivare ad una discussione continua, e lui rispose che non sono mai andate d\u2019accordo dagli inizi, non c\u2019erano molti dettagli nel loro discutere, si evitavano e quando non riuscivano a farlo, fingevano di avere un\u2019emergenza per allontanarsi l\u2019una dall\u2019altra.<br>Cristian gli chiese di continuare con i nominativi che aveva, e aggiunse che non l\u2019avrebbe pi\u00f9 interrotto.<br>Marco, guardandolo continu\u00f2 \u2013\u201cC\u2019\u00e8 anche Selene, tra loro inizialmente c\u2019era un bellissimo rapporto; uscivano sempre insieme per andare al mercato o andare a fare la spesa, ma poi un giorno non si videro pi\u00f9 insieme, non si guardavano neanche negli occhi, non si parlavano pi\u00f9 e pur chiedendo ad Ermione cosa fosse successo, lei non ha mai voluto darmi una spiegazione e io nel vederla gi\u00f9 di morale, non ho mai voluto insistere nel chiedere, ho sempre avuto paura di peggiorare la situazione e da quel momento ogni volta che ci incrociavamo era un discutere continuo, aveva sempre qualcosa da ridire, ma non penso che un\u2019oca come lei, possa arrivare ad uccidere; a pensarci bene quando capitava di incrociarsi, la sua battuta pessima la faceva sempre e ricordo benissimo Ermione mandare gi\u00f9 i rospi, era davvero paziente, per\u00f2 non so se lei possa avere avuto il coraggio di commettere un omicidio\u201d -, scese il silenzio, nessuno parlava finch\u00e9 il detective lo guard\u00f2 e nello stesso momento Marco disse: -\u201c c\u2019\u00e8 anche Michael per\u00f2, ora che ci penso qualche anno fa voleva uscire con mia moglie, ma lei ha sempre rifiutato, non so se per un momento di gelosia possa averlo fatto impazzire, ma di lui non so molto sinceramente, e infine c\u2019\u00e8 l\u2019uomo senza nome; come mi raccontava Ermione si conoscevano dall\u2019infanzia, non so cosa ci sia stato tra loro, ma come disse mia moglie, lui la prendeva sempre in giro e la metteva sempre in imbarazzo, ma non ci ha mai creato troppi problemi a parte qualche battuta davvero stupida e snervante.\u201d \u2013<br>Il detective scrisse tutto sul suo taccuino e gli volle fare l\u2019ultima domanda prima di lasciarlo andare: \u201ccom\u2019era tua moglie?\u201d \u2013 Marco si paralizz\u00f2, rimase immobile e in silenzio e poi \u2013\u201c era fantastica, era una donna davvero matura, amava la natura, non usciva mai la sera perch\u00e9 era convinta che il buio portasse solo pericoli, era attenta a ci\u00f2 che cucinava e anche se era cos\u00ec piccolina di statura aveva un cuore davvero enorme\u201d-, il detective sorrise, disse che avere una donna cos\u00ec accanto sarebbe stato il desiderio di molti uomini, con lui aveva finito, non voleva esagerare perch\u00e9 sapeva che l\u2019interrogatorio sarebbe diventato pesante cos\u00ec gli disse: \u201cok, per ora possiamo fermarci qui e farai cambio con tuo figlio, per il momento abbiamo finito \u201c.<br>Il detective accompagn\u00f2 Marco fuori e disse ad Asher di andare con lui; il ragazzo lo segu\u00ec non sembrava volesse collaborare pi\u00f9 di tanto, probabilmente era ancora scosso per la morte della madre, la sua fortuna \u00e8 che Cristian era un uomo molto comprensibile e sensibile; quindi, sapeva cosa e quando chiedere. Cominci\u00f2 con una conversazione molto pacifica: \u201cragazzo, come stai?\u201d gli chiese, lui lo guard\u00f2 e rispose: \u201ccome devo stare, mia madre \u00e8 appena morta, sono uno straccio\u201d, era comprensibile una risposta come quella.<br>Il detective non volle insistere pi\u00f9 di tanto, in base a ci\u00f2 che gli avesse detto, aveva capito che non era ancora il momento giusto per fargli certi tipi di domande e cos\u00ec gli chiese solo un paio di cose per non peggiorare la situazione attuale \u2013 \u201cfai sport?\u201d &#8211; Asher rimase perplesso per ci\u00f2 che gli avesse chiesto, ma senza tanti problemi gli rispose \u2013 \u201cno, ogni tanto vado a camminare, ma sport in particolare non ne faccio \u201c\u2013, Cristian stava notando che il ragazzo sembrava stesse diventando piuttosto nervoso cos\u00ec pens\u00f2 che ormai fosse giunto il momento di finire per poi lasciarlo andare dal padre \u2013 \u201ccamminare fa bene alla circolazione sai, usi delle scarpe particolari? Volevo convincere mio figlio a fare sport oppure trovargli un passatempo, e se puoi darmi dei consigli te ne sarei grato\u201d &#8211; Asher non riusciva a capire perch\u00e9 un detective dovesse chiedere consigli a lui per il figlio, ma senza farsi vedere troppo pensieroso rispose \u2013 \u201cle usavo, mia madre mi compr\u00f2 delle scarpe da running tempo fa, ma le rovinai velocemente e cos\u00ec le ho buttate, ma da quel giorno, uso quelle da tennis \u201c\u2013 Cristian era curioso di capire il rapporto che avesse il ragazzo con la madre, molto attento a ci\u00f2 che avesse detto -\u201d andavi d\u2019accordo con tua madre?\u201d Asher guard\u00f2 il detective e si riusciva ad intravedere un sorriso e gli rispose<br>\u2013 \u201clei era la mia mamma, l\u2019amavo pi\u00f9 di qualsiasi cosa, fin da bambino mi era stata accanto in tutto, mi insegnava dei trucchi in cucina, l\u2019aiutavo a fare le faccende di casa e ad annaffiare i fiori, facevamo qualsiasi cosa insieme. Ricordo una sera, che pap\u00e0 ci prendeva in giro perch\u00e9 diceva che sembrava che ci leggessimo nel pensiero, era una sera che ci mangiavamo sempre le parole\u201d,<br>Cristian mentre ascoltava quelle parole sorrideva, capiva che quella famiglia era forte e cos\u00ec decise di non continuare l\u2019interrogatorio e disse: \u2013 \u201cmolto bene ragazzo, grazie per il consiglio e per la tua pazienza, abbiamo finito puoi andare da tuo padre\u201d \u2013. Asher sollevato della fine dell\u2019interrogatorio si avvi\u00f2 verso Marco e quando lo raggiunse \u2013 \u201cho finito, possiamo andare a casa ora?\u201d \u2013 cos\u00ec, salut\u00f2 il detective e se ne andarono.<br>Cristian, mentre li guardava andarsene rifletteva, and\u00f2 nella stanza degli interrogatori con il collega Davide per capire se l\u2019interrogatorio fatto ad entrambi portasse alla luce qualcosa di utile. Parlandone, si accorsero che entrambi pi\u00f9 o meno dissero le stesse cose; il vicino aveva un odio profondo verso Marco e la moglie, e viceversa, che tutti i cittadini non si apprezzavano tra di loro e i sospettati erano gli stessi, tranne Michael; il ragazzo non lo nomin\u00f2 probabilmente perch\u00e9 forse non sa chi sia. Il detective pens\u00f2 che la frase del detestarsi fosse vaga, probabilmente erano quelle poche persone con cui non andavano d\u2019accordo a far ingrandire la descrizione della realt\u00e0 dei fatti.<br>Marco ed Asher durante il tragitto verso casa parlarono un po&#8217;, il dialogo era un classico dialogo tra padre e figlio. Marco gli chiese come si sentisse e il figlio rispose che gli mancava la madre, gli mancavano le sue carezze e aggiunse che se avesse potuto sarebbe tornato indietro, quando arrivarono a casa il figlio and\u00f2 a chiudersi in camera, era molto abbattuto e Marco decise di andare in soggiorno sul divano a guardare un po&#8217; di televisione e provare a pensare il meno possibile a quello che sta succedendo.<br>Cristian e Davide arrivarono ad una conclusione, decisero di cominciare ad interrogare le persone che aveva detto Marco, sperando di scoprire qualcosa di utile, decise di lasciare in sospeso la famiglia per un attimo e di sentire chi fosse stato nominato. La prima persona che chiam\u00f2 fu Anna.<br>Davide and\u00f2 a prenderla, appena arrivarono in caserma, lei fece una sceneggiata esagerata e quando il detective la vide cominci\u00f2 a farsi diverse domande e la prima era nel chiedersi perch\u00e9 proprio lui era dovuto capitare in una gabbia di matti; avvicinandosi alla donna, con il braccio le fece segno di accomodarsi e si calm\u00f2 per un istante. Cristian, osservandola le chiese se avesse bisogno di qualcosa e lei con tono sgarbato rispose solo che voleva andarsene da quel posto e se potevano fare in fretta perch\u00e9 aveva cose pi\u00f9 importanti da fare.<br>Il detective era molto curioso di cosa avesse da fare di tanto importante quella donna, calcolando che in quella cittadina solo un quarto dei cittadini lavorava, ma senza perdere tempo chiese cosa pensasse di Ermione, e Anna cominci\u00f2 a parlare ad una velocit\u00e0 indescrivibile; diceva che sicuramente una come lei non sarebbe mancata a nessuno, era sempre per i fatti suoi, evitava tutti, faceva la santarellina, ma comunque, non avrebbe mai avuto il coraggio di ucciderla siccome non riesce ad ammazzare neanche una mosca, figuriamoci una persona.<br>Cristian, pur facendo fatica a capire tutte quelle parole le chiese dove fosse dalle 9 alle 10 di quel sabato mattina e aggiunse di parlare pi\u00f9 lentamente per facilitare la comprensione di quello che diceva. Anna fece un respiro profondo e poi rispose che era andata dal parrucchiere, aveva un appuntamento alle 9:30 e prima era rimasta in casa a fare qualche faccenda, il detective le chiese se potesse dimostrare ci\u00f2 che avesse dichiarato e lei rispose che in casa era da sola, ma che dal parrucchiere potevano controllare direttamente loro; aggiunse che il suo parrucchiere era in centro, in via Garibaldi 46\/B. Il detective si annot\u00f2 l\u2019indirizzo, avrebbe comunque fatto un controllo, le chiese che numero di scarpe portasse e lei rispose di portare un 37, le fece un\u2019ultima domanda, probabilmente stupida, ma a lui piaceva fare domande a trabocchetto e cos\u00ec le chiese chi secondo lei possa averla uccisa e lei rispose che non poteva saperlo e che era vero che non andava d\u2019accordo con quasi tutta la via, ma comunque arrivare a tanto sarebbe stato assurdo.<br>Cristian termin\u00f2 l\u2019interrogatorio, le comunic\u00f2 che avevano finito e l\u2019avvis\u00f2 di non lasciare la citt\u00e0 e poi la lasci\u00f2 andare. Anna era cos\u00ec felice di potersene andare da quel luogo che secondo lei portava solo negativit\u00e0 e senza salutare se ne and\u00f2. Il detective quando vide la sua reazione gli venne da ridere e \u2013 \u201ccerto che il mondo \u00e8 proprio strano\u201d &#8211; poi decise di andare immediatamente a controllare l\u2019alibi della signora Anna, cos\u00ec con Davide si rec\u00f2 all\u2019indirizzo e quando videro il parrucchiere provarono ad entrare e a chiedere se effettivamente quel sabato mattina, lei era l\u00ec; il parrucchiere conferm\u00f2 e aggiunse che arriv\u00f2 circa quindici minuti in anticipo, come aveva sempre fatto.<br>Cristian chiese se ricordasse all\u2019incirca l\u2019orario in cui fin\u00ec con Anna e lui rispose che saranno state circa le 11, perch\u00e9 quella mattina le fece colore, taglio e piega.<br>Il detective ringrazi\u00f2 per la collaborazione e con il collega se ne and\u00f2.<br>Si avviarono verso l\u2019ufficio, nella stanza del caso e accantonarono momentaneamente Anna, aveva un alibi perfetto e confermato, non poteva aver commesso lei l\u2019omicidio.<br>Decisero di interrogare Michael, cos\u00ec lo chiamarono e al telefono sembrava molto intimorito, aveva quella voce tremolante e preoccupata, ma fortunatamente accett\u00f2 di collaborare.<br>Cristian disse a Davide di prestare la massima attenzione a ci\u00f2 che avrebbe detto o fatto, ogni movimento poteva essere un dettaglio e si sapeva che per il detective i dettagli erano importantissimi, la chiamata fatta a Michael non lo convinceva.<br>Quando arriv\u00f2 in caserma, l\u2019agente lo accompagn\u00f2 nella stanza degli interrogatori e lui si ritrov\u00f2 solo, seduto su una di quelle seggiole cigolanti, datate, vecchie e brutte, davanti a un tavolo, non poteva neanche essere nominata scrivania era proprio un tavolo da sei posti color grigio; come stanza era molto cupa e triste.<br>Arriv\u00f2 il detective per cominciare l\u2019interrogatorio. Senza aver fatto una sola domanda, Michael neg\u00f2 da subito, raccont\u00f2 che era follemente innamorato di Ermione, ma che non avrebbe mai avuto il coraggio di ucciderla. Cristian stupito della velocit\u00e0 nel rispondere pur non avendo fatto domande, continu\u00f2 ad ascoltare. Michael disse anche che erano diversi anni che provava a farle capire il suo amore, ma lei non l\u2019aveva mai ricambiato e quindi si mise da parte, ma il pensiero di ammazzarla, lo faceva vomitare.<br>Quando gli chiesero il numero di scarpe, lui disse che portava un 44 e cos\u00ec gli chiesero anche se facesse sport e rispose che correva, ma che non era proprio uno sport, era pi\u00f9 un passatempo. Il detective si illumin\u00f2 per un attimo, gli chiese che tipo di scarpe portasse durante il suo passatempo e Michael disse che quando andava a correre metteva sempre quelle da running e che dopo ogni corsa le lavava per il sudore. Cristian disse a Davide di annotare tutto, lo disse con un cenno, muovendo la testa verso sinistra e guardando il taccuino, Steve cap\u00ec subito e gli rispose con un movimento leggero del volto.<br>Per finire gli chiesero dove fosse quel sabato mattina tra le 9:30 e le 10:30, Michael lo guard\u00f2 perplesso ci mise un po&#8217; a rispondere e poi disse che era uscito alle 9:00 circa per andare a fare una passeggiata sul ponte e quando torn\u00f2 si fece una doccia e rimase in casa, Cristian gli chiese se avesse dei testimoni che potessero provare i suoi movimenti e lui rispose che sul ponte c\u2019era un po&#8217; di gente, ma che non si ricordava chi avesse incrociato quella mattina, per il resto, era a casa ed abitando da solo non sapeva a chi chiedere per confermare il suo alibi; come ultima domanda chiese a che ora fosse tornato e Michael rispose che saranno state circa le 9:30 o 9:40.<br>Il detective gli disse che non poteva lasciare la citt\u00e0 prima che le indagini fossero terminate e poi lo lasci\u00f2 andare. Non volle aggiungere altro, l\u2019interrogatorio fatto a Michael era stato interessante.<br>I colleghi si resero conto che lui poteva rientrare nella descrizione in base agli indizi che avevano sull\u2019omicidio, calcolando che era incerto dell\u2019ora di rientro o che comunque era a casa da solo, ma si soffermarono un attimo e decisero di segnare le abitazioni di tutti i sospettati per poi continuare l\u2019interrogatorio con i rimanenti.<br>Guardando la mappa, cominciarono a segnare sulla lavagna la vittima, che abitava in via Mazzini 76, Anna in strada della repubblica 27, Michael in via<br>Mazzini 72, Selene in viale Vittoria 1 e l\u2019uomo senza nome in via Mazzini 77; poi pensarono che Michael avrebbe potuto ucciderla passando dal retro prima di andarsi a fare la doccia, ma non avendo certezze sospesero per un attimo quell\u2019accusa non fondata.<br>Le indagini si fermarono per un attimo, il detective decise di attendere la mattina seguente perch\u00e9 voleva andare a fare un giro sul ponte per valutare chi ci fosse a quell\u2019ora, ma prima di salutare i colleghi per poi avviarsi verso il suo appartamento, chiam\u00f2 Marco per chiedergli un\u2019informazione; chiese il numero di scarpe del figlio e lui rispose che portava un 44, il detective pens\u00f2 che e poteva essere un altro sospettato, ma senza farlo capire ringrazi\u00f2 Marco e chiuse la chiamata.<br>Conclusa quella giornata cos\u00ec impegnativa, ogni agente torn\u00f2 a casa e il detective quando arriv\u00f2 nel suo appartamento, decise di andare a sedersi sulla poltrona davanti al camino spento e guardare fuori dalla finestra con un bicchiere di whisky in mano. Si incantava nel vedere la luna e cercava di capire se ci fosse stata mai una fine; era come se si sentisse confuso, e si ripeteva che se non sarebbero arrivati i risultati dal laboratorio non sapeva come muoversi, finch\u00e9 improvvisamente si addorment\u00f2.<br>Arriv\u00f2 la mattina e Cristian, dopo aver fatto colazione con un biscotto integrale e una tazza di caff\u00e8 nero, si prepar\u00f2 per andare a fare un giro sul ponte.<br>Appena arriv\u00f2, si guard\u00f2 in giro, il paesaggio era spettacolare, sentiva qualche uccellino cantare e nel vedere quelle panchine not\u00f2 quel fiume cos\u00ec bello, cos\u00ec romantico e dopo un po&#8217; che rimase a fissare il ponte, decise di percorrerlo fino ad arrivare alla gelateria all\u2019angolo.<br>Not\u00f2 che sul ponte c\u2019erano poche persone, alcune correvano per allenarsi e si domandava se fossero le stesse che avesse incrociato Michael durante la sua passeggiata. Non volendo creare panico, non chiese niente a nessuno, voleva aspettare di avere indizi un po&#8217; pi\u00f9 certi rispetto a quelli che aveva.<br>Finita la passeggiata torn\u00f2 in caserma e li vide i colleghi ad attenderlo davanti alla lavagna, era molto contento di avere dei collaboratori interessati al caso.<br>Pens\u00f2 che la citt\u00e0 dovesse essere fiera di avere delle forze dell\u2019ordine cos\u00ec attente al lavoro che svolgevano.<br>Appena li raggiunse disse che sul ponte c\u2019era poco traffico, ma che non aveva approfondito l\u2019alibi di Michael perch\u00e9 per il momento, avrebbe preferito continuare l\u2019interrogatorio, oltre al fatto che non era sicuro che le persone che avesse incrociato Cristian fossero quelle che aveva incrociato Michael.<br>Davide e Francesco rispettarono la sua decisione, del resto era un detective molto astuto, sapeva il suo lavoro, cos\u00ec gli dissero che mancavano due nominativi; Selene e l\u2019uomo senza nome e gli chiesero da chi volesse iniziare per primo e Cristian rispose di andare da Selene, aveva la sensazione che lei fosse innocente, cos\u00ec avrebbe aggiunto anche lei ai sospettati accantonati. Gli agenti andarono a prendere Selene e la portarono in caserma.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando lei entr\u00f2 nella stanza, chiese subito un caff\u00e8; il detective pens\u00f2 che la signorina fosse una di quelle persone viziate e servite, ma per cercare di farla parlare, l\u2019avrebbe accontentata.<br>Si fece portare il caff\u00e8 e quando Cristian not\u00f2 che lo beveva con molta calma, pens\u00f2 che avesse qualcosa da nascondere, come se volesse prolungare le tempistiche dell\u2019interrogatorio; non volendo perdere troppo tempo le chiese se potevano iniziare e lei rispose che avrebbe risposto a qualsiasi domanda che le avesse fatto; cos\u00ec cominciarono la chiacchierata.<br>Il detective le chiese cosa pensasse di questa faccenda e lei disse che finalmente qualcuno avesse avuto il coraggio di ucciderla, era antipatica e faceva troppo la brava persona, ma che lei non l\u2019avrebbe mai fatto.<br>Il detective volle approfondire il suo commento e quindi le chiese cosa volesse dire per brava persona e lei rispose che appariva ci\u00f2 che non era, sembrava cordiale con tutti, amante della natura, credente; poi aggiunse che in chiesa lei non l\u2019aveva mai vista. Cristian not\u00f2 che la situazione si stava riscaldando, vedeva la sospettata parlare con un tono di voce arrabbiato, ma non riusciva a capire il motivo quindi prov\u00f2 a cambiare discorso, le chiese il numero di scarpe che portava, anche se gi\u00e0 sapeva che non sarebbe stato utile per le indagini e lei rispose che portava un 38, il detective le fece un\u2019ultima domanda, le chiese se poteva pensare a qualcuno in particolare che possa averla uccisa e cos\u00ec Selene rispose che non sapeva minimamente chi possa averlo fatto, ma secondo lei un amante. Cristian, incuriosito le chiese di dirgli di pi\u00f9 e lei disse che la vedeva con Michael, non sempre, ma c\u2019era stata una volta che li aveva visti sotto casa di lui a parlare e da quel momento cap\u00ec che non era la brava ragazza che diceva di essere. Ermione sapeva benissimo del debole che Selene aveva per Michael, e quando li aveva visti insieme ha pensato subito che avessero una storia, quindi, la sua vecchia amica aveva tradito la sua fiducia. Da quel giorno il loro rapporto d\u2019amicizia fin\u00ec. Cristian senza commentare si ferm\u00f2, voleva capire cosa ci fosse sotto cos\u00ec lasci\u00f2 andare la donna dicendole che non avrebbe dovuto lasciare la citt\u00e0 prima della conclusione del caso, lei senza opporsi disse che l\u2019avrebbero trovata senza problemi. Quando Selene se ne and\u00f2, il detective con Davide e Francesco andarono in ufficio per fare un paio di valutazioni.<br>Cristian pens\u00f2 subito ad una incomprensione tra i vicini perch\u00e9 Anna voleva Michael, Michael voleva Ermione ed Ermione non voleva nessuno; per ora.<br>Pi\u00f9 pensava a quell\u2019intreccio pi\u00f9 si convinceva che doveva starsene a casa a fare altro perch\u00e9 tra gente matta si era aggiunta anche la telenovela romantica.<br>Avrebbe potuto scrivere un libro sul caso, era sicuro che i lettori si sarebbero divertiti tanto. Tralasciando quel pensiero cominci\u00f2 a dire che Michael poteva essere andato sul ponte e avrebbe potuto anche farsi la doccia, abitando abbastanza vicino alla vittima, avrebbe potuto passare dal retro, dopo averla chiamata, lui l\u2019avrebbe attesa in cortile le diede un calcio o comunque la colp\u00ec, and\u00f2 a prendere il coltello nel ceppo in cucina e colpendola al collo l\u2019assassin\u00f2.<br>Le due donne sono innocenti quindi \u00e8 inutile fare ipotesi a meno che l\u2019assassino possa avere un complice. Il detective aggiunse di andare a prendere Michael e portarlo in caserma, doveva capire cosa ci fosse tra lui ed Ermione.<br>Davide e Francesco andarono subito da Michael, ma quando provarono a suonare il citofono, lui non c\u2019era. Gli agenti chiamarono subito Cristian per avvisare che il sospettato non era reperibile e il detective disse che dovevano trovarlo, i sospettati non potevano lasciare la citt\u00e0.<br>Gli agenti senza pensarci cominciarono ad avvisare la centrale, dicendo che c\u2019era un fuggitivo e di controllare se avessero visto Michael in giro.<br>Passarono le ore e dell\u2019uomo ancora nessuna traccia, cos\u00ec mentre gli agenti erano intenti nel trovarlo, il detective voleva proseguire con le indagini.<br>Chiam\u00f2 gli agenti e disse di andare a prendere l\u2019ultimo sospettato e Davide con Francesco si misero subito al lavoro.<br>Intanto che Cristian aspettava, arriv\u00f2 un altro collega per comunicargli che una parte dei cestini era stata esaminata; avevano trovato delle gomme masticate dai familiari, pezzi di carta per pulire con poche impronte della vittima e qualche cartaccia di disegni stropicciati, aggiunse che gli avrebbe fatto sapere quando avrebbero finito di esaminare gli ultimi cestini, il detective lo ringrazi\u00f2 e lo lasci\u00f2 andare a finire il suo lavoro.<br>Appena se ne and\u00f2, arrivarono gli agenti con l\u2019ultimo sospettato, cos\u00ec potevano procedere con l\u2019interrogatorio. Il detective Cristian era uno dei migliori nel campo, osservava, annotava e poi arrivava sempre alla conclusione.<br>L\u2019uomo, che poi si scopr\u00ec il nome; Filippo, disse che conosceva Ermione da quando erano bambini. Lei era innamorata di lui, ma lui pensava ad altro, non aveva il minimo interesse nei suoi confronti. Erano giovani del resto, bisognava divertirsi, ma afferm\u00f2 che non sarebbe mai riuscito ad ucciderla.<br>Quando gli chiese il numero di scarpe lui disse che portava un 44, disse anche che era uno sportivo. Il detective gli chiese che scarpe portasse durante lo sport e Filippo gli rispose che portava delle scarpe da tennis basse.<br>Gli chiese anche chi secondo lui poteva averla uccisa e rispose che le accuse dovevano andare sul marito, diceva che la lasciava quasi sempre da sola con il figlio, anche se era grande e abbastanza autonomo; il marito era sempre in giro a fare le sue cose. Cristian si segn\u00f2 tutto e doveva ammettere che la conversazione era interessante, prestava molta attenzione ai movimenti che faceva il sospettato e a ci\u00f2 che diceva perch\u00e9 Marco gli aveva detto che erano in conflitto e voleva capire se ci fosse qualcosa di pi\u00f9 importante.<br>Per finire gli disse che non doveva assolutamente lasciare la citt\u00e0 fino alla conclusione del caso e Filippo accett\u00f2 senza protesta.<br>I giorni passavano, le indagini sembravano non andare avanti, Michael non si riusciva a trovare ed Marco era sempre ad attendere una chiamata per avere novit\u00e0. Nel frattempo, il padre dalla finestra di casa, osservava le persone che lui poteva pensare fossero i colpevoli e loro, lo guardavano indifferenti, l\u2019attesa era frustrante ed Marco si sentiva completamente spaesato.<br>Il detective non si convinceva di qualcosa, guardando la lavagna in ufficio, c\u2019era un pezzo mancante, ma quale. Decise di tornare a casa della vittima; voleva assolutamente controllare in modo pi\u00f9 dettagliato il piano superiore per poi tornare all\u2019esterno; non era possibile che l\u2019assassino non avesse lasciato una minima traccia. Quando Marco lo vide davanti alla porta di casa sua, rimase stupito, ma felice, era convinto che le indagini fossero quasi al termine, ma invece il detective gli disse solo se poteva entrare per fare un controllo del primo piano, cos\u00ec Marco chiam\u00f2 il figlio e lo fece scendere dicendogli che il detective avrebbe dovuto fare un controllo del piano superiore.<br>Il ragazzo sbuffando scese e mentre guardava il detective con aria seccata and\u00f2 a sedersi sul divano con il suo giornalino di fumetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il detective si accorse della reazione del ragazzo e intanto che saliva pensava che avrebbe dovuto parlargli per capire il suo comportamento. Raggiunto il pianerottolo decise di iniziare dalla camera matrimoniale, sperava ci fossero tracce utili per arrivare all\u2019assassino, ma era tutto in ordine e pulito; probabilmente l\u2019assassino non aveva neanche pensato di passare da quella stanza cos\u00ec and\u00f2 in camera del figlio e vide solo disordine; tra vestiti sparsi, cd vari sulla scrivania e letto sfatto, tracce di sangue o altre sostanze nulla.<br>Purtroppo, il caso si fece davvero fitto, le cose andavano avanti con molta lentezza ed Marco si stava convincendo che l\u2019assassino non l\u2019avrebbero mai preso. Non aveva molta fiducia in Cristian, ma lui non poteva fare nulla se attendere notizie.<br>Il detective mentre si stava recando alla porta d\u2019ingresso per andarsene chiese ad Marco che numero di scarpe portasse e lui rimase perplesso di questa domanda improvvisa, ma sperando fosse utile alle indagini, rispose di portare il 45, Cristian ringrazi\u00f2 e se ne and\u00f2. Poco dopo Asher chiese al padre perch\u00e9 avesse chiesto il numero di scarpe ed Marco disse che non lo sapeva, ma da come aveva capito, avevano trovato un\u2019impronta nel terreno.<br>Asher si blocc\u00f2 e poi fece un segno con le sopracciglia, non si riusciva a capire se fosse un gesto di menefreghismo o se fosse positivo per l\u2019omicidio, ma il padre non ci fece caso pi\u00f9 di tanto e cos\u00ec ognuno torn\u00f2 a fare quello che stava facendo. Asher torn\u00f2 in camera sua a leggere i fumetti ed Marco continu\u00f2 a guardare il suo programma televisivo.<br>Quando il detective se ne and\u00f2, decise di tornare subito in ufficio e appena arriv\u00f2 disse ai colleghi: \u201callora, mettiamoci a tavolino; che cosa abbiamo oggi del caso. Quattro vicini, il padre e un figlio. Anna, Selene, Michael, Marco, Filippo e Asher. In tutto i sospettati sono sei, cominciamo ad accantonare Anna e Selene che sono donne e noi cerchiamo un uomo\u201d. Un agente in quel momento lo interruppe e disse che l\u2019alibi di Anna era confermato, ma quello di Selene no e propose che anche se non centrasse nulla, di chiederlo per sicurezza siccome sembrava sapere tante cose sul conto del cadavere e di Michael; il detective non sottovalut\u00f2 le parole del collega e disse che non l\u2019aveva fatto perch\u00e9 il numero di scarpe non combaciava, per\u00f2 avere informazioni in pi\u00f9 non sarebbe stata una cosa negativa; gli rispose che dopo quell\u2019incontro, sarebbe dovuto andarla a prenderle per l\u2019ultimo interrogatorio.<br>Cristian continu\u00f2 il resoconto del caso; Michael ha il numero che combacia, ma non lo troviamo, Filippo; anche lui il numero \u00e8 lo stesso, ma dice di portare delle scarpe basse, poi Marco e Asher. Ermes ha il numero pi\u00f9 grande, quindi anche lui lasciamolo in sospeso per un attimo, rimangono Michael, Filippo e<br>Asher. Ipotizzando che il figlio era uscito per le 9:30 perch\u00e9 il padre l\u2019aveva portato a fare compere, rimangono i due vicini di cui uno non si sa dove sia andato e quindi bisogna partire dalla rimanenza, l\u2019uomo senza nome.<br>Calcolando, ma accantonando per il momento, il rapporto amoroso che poteva esserci tra due sospettati e la vittima; Cristian chiam\u00f2 Davide e Francesco e disse di procedere nell\u2019andare a prendere Selene per chiederle informazioni del suo alibi e dopo averla lasciata in caserma, avrebbero dovuto controllare Filippo. Dovevano pedinarlo in ogni movimento che avrebbe fatto, il detective voleva sapere quando usciva ed entrava, dove andava e perch\u00e9.<br>In quel preciso momento entr\u00f2 un agente e \u2013 \u201cabbiamo trovato le scarpe da running\u201d \u2013 il detective fece un sospiro di sollievo, un pezzo in pi\u00f9 per concludere il puzzle.<br>Dopo circa quaranta minuti, arrivarono in caserma con la donna e questa volta Cristian era preparato; la fece accomodare sulla sedia e quando entr\u00f2, arriv\u00f2 con una tazza di caff\u00e8 caldo, quando lei lo vide gli disse che aveva imparato a come dovesse comportarsi in sua presenza, dopo quell\u2019affermazione il detective si mise a ridere e chiese alla donna dove fosse quella mattina dalle 9:30 alle 10:30 e lei rispose che era andata a trovare il fratello come tutti i sabati mattina e se avessero avuto dei dubbi, potevano chiedere direttamente a lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Una donna cos\u00ec sicura di s\u00e9 non l\u2019avevano mai incontrata, cos\u00ec lei lasci\u00f2 l\u2019indirizzo del fratello, chiese se potesse andarsene e il detective rispose che era libera. Lei ringraziando per il caff\u00e8 usc\u00ec dalla porta.<br>Il detective disse a due agenti di andare a controllare l\u2019alibi della donna e sottoline\u00f2 che se tra i sospettati non ci fosse stata fiducia, il caso sarebbe durato davvero molto. Dovevano calcolare pi\u00f9 le parole dei fatti perch\u00e9 gli indizi erano davvero pochi.<br>Subito dopo Cristian chiamo Davide per dirgli che avrebbero dovuto pedinare Filippo, lui decise di tornare a fare visita a Marco, dopo aver portato le scarpe in laboratorio. Cristian ringrazi\u00f2 l\u2019agente e and\u00f2 in laboratorio per far esaminare le scarpe trovate, sperando sempre in buone notizie.<br>Quando arriv\u00f2, disse ai colleghi della scientifica di fermarsi sul controllo dei cestini della spazzatura ed esaminare subito le scarpe per capire se il numero fosse un 44, ma soprattutto se la suola combaciasse con l\u2019impronta trovata,<br>Cristian sarebbe rimasto con la scientifica finch\u00e9 non sarebbero arrivati i risultati, voleva assolutamente sapere se le scarpe trovate fossero quelle usate per commettere l\u2019omicidio. Quando Giovanni afferm\u00f2 che la scarpa rinvenuta era quella dell\u2019assassino, Cristian si sent\u00ec euforico, il ragazzo della scientifica aggiunse che dopo aver fatto alcune prove ebbero avuto la conferma, si accorsero anche che c\u2019era una goccia minima di sangue e i suoi colleghi erano al lavoro per provare a capire il proprietario, ma ci avrebbero messo un po&#8217; perch\u00e9 era troppo piccola in pi\u00f9 aggiunse che non c\u2019erano impronte decifrabili e quindi su quello, non avevano potuto fare niente e si scus\u00f2. Il detective gli disse che non avrebbe dovuto scusarsi, il lavoro che stavano gi\u00e0 facendo era impegnativo ed importante e che era un ottimo lavoro, continu\u00f2 nel dire che appena avessero avuto gli esiti, di avvisarlo.<br>Decise di tornare in quella casa, voleva andare a controllare se nel cortile ci fossero altri indizi, cos\u00ec quando arriv\u00f2 suon\u00f2 il campanello; Marco lo vide dalla finestra, gli apr\u00ec senza salutare e lo fece entrare direttamente, chiam\u00f2 il figlio per faro scendere, ma il detective lo interruppe dicendogli che di sopra ci sarebbe andato forse dopo, prima voleva fare un ultimo controllo in cortile. Marco fece un sospiro di sollievo nel sapere che non sarebbe andato subito al piano superiore, non gli piaceva disturbare il figlio quando era cos\u00ec tranquillo e pacifico in camera sua, lo lasci\u00f2 passare, ormai il detective conosceva quella casa come le sue tasche e Marco gli chiese se avesse gradito una tazza di caff\u00e8, Cristian accett\u00f2 e lo ringrazi\u00f2, mentre si avviava per andare in cortile, il padre mise sui fornelli la moka. Durante l\u2019attesa il padre si appoggi\u00f2 alla porta di vetro e osservava il detective controllare, sperava che riuscisse a trovare qualcosa in pi\u00f9, ormai era esausto di quella situazione.<br>Quando il caff\u00e8 fu pronto, Marco prepar\u00f2 la tazza e la port\u00f2 al detective, ma nello stesso momento, Cristian stava rientrando in casa, cos\u00ec si sederono per un attimo e Marco chiese se avessero novit\u00e0, il detective non poteva dirgli pi\u00f9 di tanto, ma per farlo tranquillizzare gli disse che avevano scoperto che il numero della scarpa dell\u2019assassino era un 44, le scarpe erano da running, altri colleghi stavano verificando il sangue nelle scarpe trovate al confine e intanto che erano uno di fronte all\u2019altro, il detective gli chiese se Ermione potesse avere un\u2019altra storia, specific\u00f2 che per ora sono voci non confermate non voleva creare disagi in famiglia, ma capire se ci fosse un rischio di un amante e Marco rispose che non aveva nessun\u2019altra storia con nessuno, da quello che sapeva lui, il detective non volle insistere pi\u00f9 di tanto, ma gli chiese se ultimamente lei aveva dei comportamenti diversi dal solito e Marco, pensandoci un attimo, rispose che era cos\u00ec, disse che negli ultimi mesi lei si isolava pi\u00f9 del solito era un periodo in cui non parlava molto in famiglia, era spesso al telefono a guardare video sui social per\u00f2 non aveva pensato di chiederle se ci fosse qualcosa che non andasse, il detective cominci\u00f2 a riflettere un attimo, lo ringrazi\u00f2 per il caff\u00e8 e gli chiese se potesse andare al piano di sopra; Marco chiam\u00f2 il figlio per farlo scendere e quando lo raggiunse gli disse di avere pazienza e che sarebbe finito tutto, ma solo aiutando il detective sarebbero arrivati ad una conclusione, il figlio cap\u00ec e senza fare cenno and\u00f2 a sedersi sul divano. Cristian and\u00f2 al piano superiore e si mise a controllare di persona una stanza alla volta con molta attenzione.<br>Quando entr\u00f2 nella camera della vittima, si avvicin\u00f2 alla finestra e vide che l\u2019angolo dove aveva trovato il mozzicone non si vedeva, poi gir\u00f2 appena lo sguardo e si accorse che il marciapiede del retro era libero a tutto e a tutti, rimase qualche minuto a riflettere e pens\u00f2 al fatto che se qualcuno si presentasse in quell\u2019angolo nessuno lo riuscirebbe a vedere, cambi\u00f2 stanza e arriv\u00f2 alla camera di Asher ed era sempre incasinata come l\u2019ultima volta, pi\u00f9 o meno, lui non voleva scombinarla troppo ed entr\u00f2 facendo molta attenzione e cominci\u00f2 a controllare ogni particolare finch\u00e9 not\u00f2 un pezzo di carta strappato all\u2019angolo del letto, cos\u00ec si avvicin\u00f2 e lo prese, quando lo apr\u00ec vide una scritta non completa, sembrava uno scarabocchio, lo mise nel taschino della giacca e decise di andare subito a farlo controllare, scendendo dalle scale disse che lui aveva finito, salut\u00f2 e and\u00f2 subito in laboratorio a far esaminare la calligrafia e a provare a decifrare la parola o le parole scritte e valutare se ci fossero impronte.<br>Il detective decise di dedicarsi un attimo a quel foglio stropicciato per capire se potesse essere utile alle indagini. Il caso si complicava sempre di pi\u00f9.<br>Quella ricerca fu molto lunga, e il pensiero del detective era che avevano ancora pochi indizi per poter arrivare a una conclusione, secondo lui c\u2019era qualcosa che gli sfuggiva; cos\u00ec il detective decise di chiamare gli agenti che stavano pedinando Filippo, per chiedergli se avessero novit\u00e0, ma loro dissero che per ora non sembrava esserci niente di sospetto.<br>Il laboratorio chiam\u00f2 il detective per comunicare che avevano il risultato del sangue trovato sulla scarpa e che era quello della vittima, Cristian fece un sorriso, era contento di aver trovato le scarpe dell\u2019assassino, era una notizia davvero ottima. Chiam\u00f2 subito Marco per digli ci\u00f2 che avevano scoperto e lui rispose che era felice siccome erano riusciti a trovare qualcosa dell\u2019assassino e la conversazione fin\u00ec. In quel preciso momento entr\u00f2 l\u2019agente nell\u2019ufficio del detective per comunicare che Selene aveva detto la verit\u00e0, Cristian era tranquillo nel sentire quelle parole, aveva gi\u00e0 tolto dai sospettati la donna, ma almeno aveva avuto le certezze; ringrazi\u00f2 il collega e lo lasci\u00f2 tornare al suo lavoro.<br>Finalmente gli agenti riuscirono a trovare Michael, era tornato in citt\u00e0 e appena mise piede dentro casa, lo fecero salire in auto per portarlo in caserma.<br>Cristian quando lo vide lo guard\u00f2 con aria di colpevolezza e dopo averlo fatto accomodare gli chiese se sapesse che non doveva lasciare la citt\u00e0; si scus\u00f2 e disse che purtroppo la madre era stata molto male e doveva aiutare la sorella con le sue bambine. Il detective chiese dove abitassero la madre e la sorella allora Michael cominci\u00f2 a spiegare quale fosse stata l\u2019emergenza per portarlo a lasciare la citt\u00e0, spieg\u00f2 che la sorella lo chiam\u00f2 per dire che la madre non era stata molto bene, per fortuna niente di grave, ma la portarono in ospedale per farle fare dei controlli. Durante la giornata lei stava in ospedale, mentre lui si occupava delle figlie e lui le dava il cambio durante la notte; il padre mor\u00ec tanti anni prima e quindi lui aveva solo loro come famiglia, si sono sempre aiutati l\u2019uno con l\u2019altro e non era riuscito ad avvisare perch\u00e9 si spavent\u00f2 molto.<br>Disse che sua madre era ricoverata all\u2019ospedale Maggiore e aggiunse che appena la lasciarono andare a casa, lui torn\u00f2 e che non avrebbe mai voluto causare caos durante le indagini. Michael disse al detective che avrebbero potuto fare i controlli senza problemi cos\u00ec lasci\u00f2 i dati della madre e della sorella, compreso l\u2019indirizzo. Sembrava sincero in quel momento, ma intanto il detective gli chiese come mai la vittima era stata a casa sua la sera prima dell\u2019omicidio, Michael impallid\u00ec e disse chi l\u2019avesse mai detto e il detective gli rispose che non \u00e8 l\u2019unico sospettato e c\u2019\u00e8 chi \u00e8 convinto che la vittima potesse avere un amante o una storia con lui. Michael si sofferm\u00f2 un attimo e poi decise di parlare; disse che quando Ermione and\u00f2 da lui era stato per ridargli la collana che le aveva regalato, specificando che non ne voleva pi\u00f9 sapere e che doveva smettere di assillarla e poi se ne and\u00f2, lasciandolo solo con quella collana tra le mani. Il detective gli chiese se Fosse disposto a portargli la collana e l\u2019uomo disse che l\u2019indomani l\u2019avrebbe consegnata senza problemi. Ringraziandolo per la disponibilit\u00e0, lo fecero andare.<\/p>\n\n\n\n<p>Cristian disse a degli agenti di andare all\u2019ospedale per controllare se effettivamente la madre di Michael fosse stata ricoverata e anche a confermare l\u2019indirizzo della sorella, i due andarono immediatamente a fare un controllo, ma dissero che ci avrebbero messo un po&#8217;.<br>Il giorno dopo Michael port\u00f2 la collana al detective e lui ringraziandolo la prese; lo port\u00f2 alla scientifica per farla esaminare, ma non voleva soffermarsi pi\u00f9 di tanto su quella collana perch\u00e9 aveva capito che Michael aveva detto la verit\u00e0. Dopo diverse ore, gli diede indietro la collana che aveva controllato e lo lasci\u00f2 andare.<br>Quando uscirono dalla stanza, gli agenti si misero in auto e Cristian venne fermato da una ragazza della scientifica che disse che erano riusciti a decifrare la parola del foglietto che aveva consegnato ai colleghi e c\u2019era scritto amore in latino cio\u00e8, \u201camare\u201d. Il detective confuso decise di agire immediatamente, diede l\u2019ordine di far scrivere la parola a tutti gli abitanti di quella citt\u00e0, dovevano confrontare tutte le parole con il biglietto trovato in camera di Asher, uomo o donna, non fecero differenza, erano ancora molto lontani dall\u2019assassino.<br>Ci misero giorni a raccogliere tutte quelle parole.<br>Il detective pens\u00f2 che potesse essere una lettera d\u2019amore di Asher, poteva essere che lui avesse la fidanzata, cos\u00ec il detective chiam\u00f2 Marco e gli chiese se il figlio potesse avere una ragazza, ma lui neg\u00f2 perch\u00e9 il ragazzo era quasi sempre in casa a leggere, se usciva era per andare a scuola oppure per andarsi a prendere un gelato o a fare qualche camminata, nulla di pi\u00f9 non stava mai fuori pi\u00f9 di tanto. Le indagini furono quasi al punto di partenza.<br>Confrontando mezza citt\u00e0, il detective si rese conto che nessun aveva quel tipo di scrittura, dovette aspettare gli ultimi risultati e sperare di trovare lo scrittore di quella lettera d\u2019amore.<br>Mentre i giorni passavano, Marco si sentiva sempre pi\u00f9 solo, era entrato in depressione e decise di provare a scrivere ai suoi vecchi amici. Per primo scrisse a Matteo, ma lui non rispose, poi prov\u00f2 con Aleandro, ma anche lui un buco nell\u2019acqua, provo anche con gli altri, ma da nessuno una risposta.<br>Intanto che pensava, prov\u00f2 a fare delle ricerche su internet, voleva capire e complimentarsi per il loro successo, ma quando inser\u00ec il nominativo di ognuno, scopr\u00ec cose sconvolgenti. Matteo and\u00f2 in bancarotta, c\u2019era un articolo dedicato solo a lui. La sua ricchezza era andata in fumo, era cascato nel gioco d\u2019azzardo fino a spendere i suoi ultimi centesimi, era indebitato fino al collo.<br>Aleandro aveva avuto un incidente sul lavoro, mor\u00ec sul colpo.<\/p>\n\n\n\n<p>Jacob volle provare il deltaplano, era andato sugli appennini e quando prov\u00f2, perse il controllo e and\u00f2 contro una roccia che colp\u00ec con la testa, i soccorritori non riuscirono a fare nulla per poterlo salvare.<br>Lola era diventata una spacciatrice, aveva letto che era stata arrestata pi\u00f9 volte per spaccio e infine Beth, anche lei si ritrov\u00f2 al verde causa dell\u2019uomo che spos\u00f2. Lui aveva portato Lola alla rovina, Marco vide un video online in cui lei minacciava il marito per il furto di molti suoi beni.<br>Quando Marco lesse gli articoli di ogni amico, c\u2019era rimasto male, non riusciva a credere che fossero finiti nel fango pi\u00f9 totale era dispiaciuto per quello che aveva appena scoperto. Cadde in una depressione pesante, non sapeva pi\u00f9 cosa fare, suo figlio lo aiutava in tutto e il ragazzo, molto lentamente vedeva il padre consumarsi.<br>La mattina seguente il detective and\u00f2 in laboratorio per capire a che punto fossero le indagini e i colleghi dissero che con i cestini non avevano ancora finito, ma che scoprirono la calligrafia del biglietto trovato in camera del ragazzo e aggiunsero che combaciava con quella di Filippo; Cristian esclam\u00f2 \u2013 \u201cla lettera era sua!\u201d, si domand\u00f2 perch\u00e9 l\u2019uomo gli avesse tenuto qualcosa nascosto durante l\u2019interrogatorio? Potrebbe esserci una storia d\u2019amore tra i due?<br>Lui era innamorato e si era dichiarato? Ma perch\u00e9 era in camera del ragazzo?<br>Tante domande a cui non seppe rispondere e l\u2019unico modo per avere delle risposte era provare a chiedere all\u2019uomo. Il detective chiam\u00f2 gli agenti per chiedere se avessero novit\u00e0 sul controllo di Filippo e Francesco rispose che in quel preciso momento si stavano recando in caserma per incontrarlo; Cristian molto fiero dei due disse che si sarebbero visti in ufficio.<br>Quando gli agenti arrivarono in caserma dopo aver pedinato per diversi giorni filippo, Davide disse: \u201ccapo, niente di sospetto, esce ogni mattina alle 7 e torna verso le 12, poi esce nel pomeriggio alle 14 e rientra alle 17.<br>Normalmente si avvia verso il bar, poi va al lavoro; lavora nell\u2019azienda bancaria della citt\u00e0 e al pomeriggio va oltre il confine e noi non possiamo andare oltre signore \u201c, Cristian non rispose a quello che gli disse il collega, si sofferm\u00f2 a dargli l\u2019ordine di andare da lui e a prenderlo per poi portarlo in caserma il prima possibile.<br>I due agenti partirono immediatamente per andarlo a prendere. Arrivati alla casa di Filippo, Marco stava spiando dalla finestra del soggiorno per provare a capire cosa stesse succedendo, cos\u00ec chiam\u00f2 il detective e gli chiese se ci fossero novit\u00e0, e lui rispose che erano sulla strada giusta, ma che si sarebbe fatto sentire appena avesse avuto prove concrete. Marco gio\u00ec, anche se era in una fase critica della sua vita, si convinse che fossero arrivati quasi al termine del caso ed era ancora pi\u00f9 felice quando vide Filippo salire sull\u2019auto degli agenti, era sempre pi\u00f9 convinto che lui avesse ucciso Ermione.<br>Davide e Francesco portarono l\u2019uomo in caserma e appena arrivarono Filippo, con aria molto arrogante disse: \u201ccosa sta succedendo, siete impazziti?\u201d<br>Cristian aveva gi\u00e0 capito che Filippo aveva un caratterino particolare, cos\u00ec rispose che stavano semplicemente proseguendo con il caso e sottoline\u00f2 che era il loro lavoro. Il detective si sedette di fronte a lui, ci fu un attimo di silenzio e poi prosegu\u00ec con le domande &#8211; \u201ceri innamorato della vittima o eri l\u2019amante?\u201d \u2013, Filippo rimase stupito della domanda che gli fece il detective, e \u2013 \u201cabbiamo trovato un pezzo di una lettera, sappiamo che l\u2019hai scritta tu puoi raccontare, ti ascolto\u201d \u2013 continu\u00f2 il detective.<br>Filippo pens\u00f2 che ormai il suo segreto non sarebbe stato pi\u00f9 un segreto, cos\u00ec gli disse che le aveva scritto una poesia, nulla di che, il detective lo interruppe dicendogli che se avesse mentito ancora o se non avesse detto tutto, per lui le cose potevano mettersi male, l\u2019uomo si trov\u00f2 incastrato, non sapeva pi\u00f9 cosa dire se non ci\u00f2 che sapesse e quindi &#8211; \u201cok, io ed Ermione eravamo innamorati, si, ci conoscevamo fin da piccoli ed \u00e8 anche vero che la mettevo quasi sempre in imbarazzo, ma da quando i suoi genitori morirono, ho sempre provato ad avvicinarmi a lei per\u00f2 mi rifiutava. Ad un certo punto mi scrisse, prese lei l\u2019iniziativa e parlammo, la prima volta che mi cerc\u00f2 tramite un messaggio era stato per dirmi che si era trasferita e poi, giorno dopo giorno ci sentimmo, nulla d\u2019impegnativo, ci sentivamo spesso, ma per parlare della giornata passata finch\u00e9 un giorno, mi disse che era felice, aveva conosciuto questa persona e dal momento in cui si trasfer\u00ec dalla sua amica mi fece sapere di lui, ma non me ne aveva mai parlato come poco prima del mio trasferimento.<br>Non volevo perderla e quando vidi la casa in vendita in citt\u00e0, non ci pensai due volte, la presi subito. Volevo provare a conquistarla, sapevo di renderla felice e comunque sono benestante anche io, ma sicuramente lo sapete e i soldi che ho sono tutti dichiarati e potevo benissimo permettermi una casa a Soandal. Sempre pi\u00f9 nervoso continu\u00f2 a dire \u2013\u201cMi state accusando di aver ucciso la donna che amavo, se fossi un killer ucciderei il marito non lei\u201d \u2013 il detective senza dirlo afferm\u00f2 la sua frase, non aveva senso uccidere chi si ama, piuttosto la persona di troppo, l\u2019uomo continu\u00f2 \u2013 \u201cquando arrivai, lei fu sorpresa, mi arriv\u00f2 un suo messaggio poco dopo che mi vide, non capivo se mi volesse oppure no; mi scrisse che ero un pazzo ad essermi trasferito vicino a casa sua e che se l\u2019avessi fatto, avrei rovinato tutto, ma non mi interessava, io volevo stare con lei. Con il passare dei giorni ci avvicinammo sempre di pi\u00f9, qualche volta andavamo sotto il ponte per stare tranquilli, dovevamo stare attenti a non farci vedere, non voleva lasciare il marito perch\u00e9 c\u2019era di mezzo un figlio adolescente e mi faceva solo rabbia, poi \u00e8 morta\u201d &#8211; il detective annot\u00f2 parola per parola, gli chiese dove fosse quel sabato mattina e Filippo rispose che era a casa da solo,<br>Cristian cominci\u00f2 ad insospettirsi gli chiese se ci fosse altro, lui neg\u00f2 e lo lasci\u00f2 andare. Voleva riflettere per un momento e provare a capire cosa collegasse tutto, cos\u00ec decise di fare un altro tentativo, chiamare Asher, forse lui avrebbe detto qualcosa in pi\u00f9, siccome quel pezzo di carta era in camera sua, decise di chiamarlo per farsi raggiungere e quando il ragazzo and\u00f2 in caserma, lo fecero accomodare nella stanza degli interrogatori e gli fecero diverse domande; gli chiesero se sapesse che la madre si vedeva con il vicino, se sapeva che lui scrivesse lettera a lei e Asher rispose che aveva visto pi\u00f9 di una volta la madre con Filippo, dicevano sempre a tutti che erano nemici, ma lui molte volte gli mandava lettere e una volta trov\u00f2 una lettera che diceva che sarebbe voluto fuggire con lei, per dimostrarle il loro amore, ma appena la lesse la strapp\u00f2, si vede che nel suo casino un pezzetto era caduto e sua madre non se n\u2019era mai accorta perch\u00e9 in camera non ci andava pi\u00f9 di tanto siccome gli diceva sempre che il suo disordine lo doveva sistemare da solo. Disse anche che suo padre non sapeva nulla di Filippo perch\u00e9 avrebbe chiesto subito il divorzio e che non avrebbe mai dovuto saperlo; aggiunse anche che da un angolo della sua finestra, si vedeva dietro la pianta del cortile. Il detective si incurios\u00ec e gli disse se poteva farglielo vedere, cos\u00ec Asher molto furbo, gli disse di fingere di controllare qualcosa in casa e quando sarebbe entrato, di dire che doveva vedere la camera con lui presente. Il detective si convinse, ma prima di lasciare andare via il ragazzo gli chiese che rapporto ci fosse nell\u2019ultimo periodo con la madre; Asher rispose che si erano allontanati da anni, il rapporto che avevano prima non c\u2019era pi\u00f9 e a lui mancava molto, parlavano meno e lui stesso da quando aveva visto la madre con Filippo si era chiuso in s\u00e9 stesso. Aggiunse anche che suo padre essendo quasi sempre fuori non si accorgeva di quello che accadeva in casa e non sapeva se si rendesse conto che la madre passava le giornate al cellulare. Il detective cap\u00ec che la situazione in famiglia era cambiata, ma la curiosit\u00e0 del vedere la finestra era molta e quindi decise di lasciare andare il ragazzo e attese il giorno dopo per vedere ci\u00f2 che gli avesse detto. Marco ignaro di tutto chiese ad Ash cosa gli avessero chiesto e lui attore molto bravo, disse che erano le solite domande standard e se ultimamente avessero visto qualcuno che li seguiva o pedinava. Marco non disse niente e lasci\u00f2 le cose come erano.<br>Arriv\u00f2 il giorno successivo dall\u2019incontro tra Cristian e Asher, verso le 11.00 di mattina, il detective si present\u00f2 da Marco, lui lo fece entrare e disse se poteva andare di sopra a vedere la camera di Asher con il ragazzo perch\u00e9 non l\u2019avrebbe disturbato, avrebbe fatto un controllo veloce della finestra, Marco un po&#8217; incredulo di quella richiesta disse che non aveva problemi, ma che avrebbe preferito chiedere a suo figlio cos\u00ec chiam\u00f2 Ash e gli chiese se per lui andasse bene ospitare nella sua camera il detective e il ragazzo accett\u00f2 senza problemi; era diventato davvero collaborativo rispetto gli inizi.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando entr\u00f2, Cristian vide la stanza leggermente pi\u00f9 ordinata e chiese al ragazzo cosa fosse successo e lui disse solo che era ora di crescere e assumersi le proprie responsabilit\u00e0. Il detective gli sorrise, poi Asher lo accompagn\u00f2 dalla finestra e gli disse il punto preciso \u2013\u201cse apri la finestra e ti sposti pi\u00f9 a destra possibile, riesci a vedere una piccola fessura, piccola, ma grande abbastanza per controllare l\u2019angolo e se questa finestra che \u00e8 quasi sempre aperta con le tende davanti, da fuori non ti accorgi che ti fisso, ma io dall\u2019interno, vedo e sento\u201d, Cristian si stup\u00ec di cosa avesse scoperto il ragazzo e gli chiese, se sapesse che la madre fumava e lui afferm\u00f2, gli rispose che era Filippo a portargli le sigarette e lei si metteva a fumare proprio in quell\u2019angolo, aggiunse che a volte restavano a parlare e altre se ne andava via subito. Ma di loro, so tutto da quando hanno iniziato. Cristian era molto curioso di quella storia d\u2019amore e chiese ad Asher come fosse iniziata e cosa sapesse. Il ragazzo decise di sedersi sulla sedia davanti alla sua scrivania e cominci\u00f2 a dire che quella lettera non era la prima che avesse letto, ne aveva lette veramente tante, ma non sa se sua madre gli rispondeva, diceva che le prima che leggeva le metteva in ordine, dove l\u2019aveva presa la rimetteva, ma dopo un po&#8217; cominciava a strapparle e lui aveva la sensazione che Filippo l\u2019avesse capito e quando si incrociavano lo guardava sempre con aria minacciosa, ma sinceramente non si erano mai parlati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il detective ringrazi\u00f2 il ragazzo e lo salut\u00f2, mentre scendeva le scale, salut\u00f2 anche Marco, ringraziandolo di avergli aperto e torn\u00f2 al lavoro.<br>Andava di continuo nel laboratorio per capire se ci fossero novit\u00e0, ma si rese conto che i risultati erano ancora molto lontani e lui sperava sempre in una svolta del caso. I giorni passavano e le indagini sembravano ferme, il detective non si dava motivazione per non riuscire a trovare l\u2019assassino e cos\u00ec, decise di tornare in quella casa ancora una volta, ma prima chiam\u00f2 gli agenti per fare un resoconto generale. Quando Davide e Francesco arrivarono in ufficio si sedettero e cominciarono ad ascoltare il detective \u2013 \u201cAnna e Selene sono fuori dall\u2019elenco dei sospettati. Abbiamo Michael, Filippo, Marco e Asher, Marco ha il numero pi\u00f9 grande di quello dell\u2019assassino, dobbiamo togliere anche lui dall\u2019elenco, Michael potrebbe essere benissimo l\u2019assassino perch\u00e9 nessuno ha confermato il suo alibi, Asher era con suo padre e uscendo alle 9:30 e tornando nel pomeriggio non poteva commettere l\u2019omicidio, quindi anche lui aggiungiamolo all\u2019elenco, manca Filippo; dobbiamo soffermarci su di lui e capire cosa avesse fatto quel sabato mattina. Il detective usc\u00ec dalla porta dell\u2019ufficio per andare a casa della vittima e quando arriv\u00f2, suon\u00f2 il campanello, Marco apr\u00ec la porta; Asher era uscito da pochi minuti, ma il detective disse che avrebbe voluto fare un controllo sbrigativo.<\/p>\n\n\n\n<p>La cucina era in ordine, il coltello mancante era quello usato per uccidere<br>Ermione, la sala era pulita, le uniche impronte che c\u2019erano erano quelle di Ash,<br>Ermione ed Marco, il cortile a parte quell\u2019impronta sbiadita vicino la porta di vetro e quel mozzicone, nulla di nuovo; il detective decise di tornare al piano superiore; la camera matrimoniale nulla di sospetto, il bagno uguale, Cristian si trov\u00f2 immobile in corridoio a pensare, si era fermato davanti alla porta della camera di Ash; alzando lo sguardo, rifletteva su cosa gli stesse sfuggendo finch\u00e9 alz\u00f2 gli occhi e dietro la testiera vide un qualcosa di strano, il muro era color grigio cenere e non capiva cosa fosse quella macchiolina bianca nel muro. Cos\u00ec si avvicin\u00f2 e spost\u00f2 il letto, appena lo mosse, cadde qualcosa.<br>Si chin\u00f2 per capire cosa fosse e vide un foglio bianco, lo prese e cap\u00ec che era una lettera aperta e il detective pens\u00f2 a quello che Asher gli disse; tra Ermione e<br>Filippo c\u2019era davvero qualcosa? Prese la lettera, la mise nel taschino e quando scese disse ad Ermes che per il momento poteva bastare e che si sarebbe fatto sentire se avesse avuto delle novit\u00e0, salut\u00f2 e se ne and\u00f2.<br>Asher dopo pochi minuti arriv\u00f2 a casa e corse subito in camera e appena entr\u00f2 si accorse che il suo letto era stato spostato, cos\u00ec cap\u00ec subito che il detective aveva preso la lettera che aveva nascosto dietro la sua testiera, non ci diede peso, tanto sapeva gi\u00e0 che sua madre e Filippo si vedevano, cos\u00ec, ignorando l\u2019accaduto, torn\u00f2 a leggere il suo giornalino di fumetti. Cristian, decise di chiamare Filippo, voleva arrivare in fondo a quella faccenda. Appena arriv\u00f2 in caserma, il detective lo fece accomodare nella stanza degli interrogatori e cominci\u00f2 a interrogarlo e lui confess\u00f2 tutto, tanto ormai lei era morta. Disse che lui ed<br>Ermione si erano sempre amati, lui l\u2019amava anche quando non ricambiava il suo amore fino a poco prima che si trasferisse; disse che qualche anno prima si incrociarono casualmente nella gelateria all\u2019angolo, era andato a trovare la sorella e voleva portarle un dolce per ringraziarla dell\u2019invito e si incontrarono casualmente, si misero a parlare, secondo lui sembrava diversa. Con il passare dei giorni, and\u00f2 a finire che cominciarono a vedersi; ogni venerd\u00ec, il figlio era a scuola tutto il giorno, Marco andava sempre a fare spesa e loro si incontravano sotto il ponte. Era diventato un incontro fisso e lui voleva vederla sempre di pi\u00f9 anche se abitava di fronte a lei, cos\u00ec senza farsi notare troppo, faceva il giro intorno alla casa fino ad arrivare al suo cortile, si fermava sempre all\u2019angolo perch\u00e9 non voleva farsi vedere. Il detective chiese se non avesse mai pensato al figlio, avrebbe potuto vederli e lui disse che era talmente concentrato a farsi i fatti suoi, che non si sarebbe mai accorto di niente. Secondo Filippo, il figlio era un tontolone addormentato. Cristian chiese cosa avesse fatto quel sabato mattina e Filippo disse che era rimasto a casa ad ascoltare un po&#8217; di musica, ma viveva da solo e nessuno poteva confermarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo quella conversazione, il detective lo lasci\u00f2 andare per\u00f2 gli disse che se avesse avuto bisogno, avrebbe dovuto essere reperibile, non poteva assolutamente lasciare la citt\u00e0.<br>Il detective decise di tornare in caserma, nella stanza dei sospettati e valutare per un attimo la situazione. Il coltello sporco di sangue non aveva nessun tipo d\u2019impronta se non quella della vittima. Scarpe da running colore nero con le strisce verdi e una minima goccia di sangue, che per\u00f2 il sangue trovato, era sempre della vittima. Il mozzicone con la saliva della vittima e una lettera scritta dal vicino di casa. Non avevano molti indizi, non riusciva a capire quale fosse il pezzo mancante. Filippo se avesse voluto uccidere qualcuno, avrebbe ucciso il padre, anche se lui aveva detto che non aveva scarpe da running, Asher le sue scarpe le butt\u00f2 tempo prima perch\u00e9 erano rotte, se avessero usato delle scarpe rotte, sicuramente l\u2019impronta sul terriccio sarebbe stata molto meno chiara di quella trovata. Cosa sfuggiva ancora al detective?<br>Dopo aver riflettuto nel suo ufficio, il detective decise di chiamare Marco e Asher, era obbligato, era sicuro di essere vicino al risolvimento del caso.<br>Prima di chiamare il padre decise di vedere solo il figlio e quando il ragazzo lo raggiunse, gli spieg\u00f2 che non sarebbe pi\u00f9 riuscito a tenere la cosa nascosta perch\u00e9 le indagini dovevano andare avanti, Asher, molto sveglio dovette accettare il fatto che il padre avrebbe scoperto i tradimenti da parte della madre, cos\u00ec Cristian chiam\u00f2 anche Marco e quando si present\u00f2, vide Asher, e gli chiese che cosa ci facesse in caserma e il figlio, con aria preoccupata rispose di sedersi, Marco stupito rimase in silenzio e si sedette vicino a lui.<br>Il detective tir\u00f2 fuori la lettera che aveva trovato in camera del ragazzo, il padre chiese cosa fosse, cos\u00ec Cristian gli disse che era una lettera d\u2019amore da parte di Filippo per Ermione. Marco rimase scioccato, schifato, arrabbiato e Asher gli disse che non avrebbe mai voluto farglielo scoprire anche se lui lo sapeva da tanto tempo. Marco cominci\u00f2 a piangere, non volle neanche sapere cosa ci fosse scritto in quel pezzo di carta e decise di andarsene. Il detective not\u00f2 la sua reazione e lo lasci\u00f2 stare, disse al ragazzo che poteva raggiungere suo padre e che li avrebbe richiamati. Prima di tornare a casa, Marco si ferm\u00f2 da Filippo e gli diede un pugno veramente forte da fargli sanguinare il naso.<br>Filippo chiam\u00f2 subito la polizia e ovviamente le voci arrivarono al detective che fece arrestare Marco e gli disse che non si poteva permettere di reagire in quella maniera siccome \u00e8 in corso un caso in cui ne faceva parte, volle anche specificare che erano ancora tutti sospettati, e sottoline\u00f2 che se avesse fatto un solo altro errore avrebbe dovuto arrestarlo per un periodo pi\u00f9 lungo, e lo lasci\u00f2 andare. Era solo un avvertimento.<br>Durante il viaggio verso casa, Marco chiese ad Ash perch\u00e9 la lettera l\u2019avesse lui, cos\u00ec Asher gli raccont\u00f2 che a volte capitava che era lui a prendere la posta e spesso vedere lettere tutte uguali, finch\u00e9 una non la prese e quando la lesse cominci\u00f2 a capire. Aggiunse che li vedeva sempre nel cortile, anzi li sentiva, lui ha sempre tenuto la finestra aperta con le tende chiuse e sentiva benissimo cosa succedesse fuori. Cos\u00ec, si metteva ad ascoltare tutte le volte che Filippo si vedeva con la madre in cortile, ma non disse mai niente, era un suo segreto per capire quanto sarebbe durata e non avrebbe mai voluto che loro si lasciassero. Ogni volta che li sentiva parlare, diceva di sentire dei brividi lungo la schiena e pensava al coraggio che avesse sua madre nel dire bugie continue, ma quel giorno si affacci\u00f2 per capire cosa stesse succedendo e vide sua madre toccare filippo, lui alz\u00f2 lo sguardo e si accorse che Asher li stava osservando, e sorrise, uno di quei sorrisi piacevoli, forse voleva farsi scoprire cos\u00ec sua madre e suo padre si sarebbero lasciati e lui avrebbe avuto il via libera, ma la prima cosa che pens\u00f2 Asher, era solo il fatto che quei due stavano prendendo in giro tutti nel far credere il loro odio, ma che in realt\u00e0 era solo una messinscena. Gli venne solo una grande rabbia, rimase a fissarli tutto il tempo finch\u00e9 lui se n\u2019\u00e8 and\u00f2; subito dopo, Asher and\u00f2 dalla madre, per capire il suo comportamento e soprattutto se<br>Filippo gli avesse detto che l\u2019aveva visto dalla finestra, il ragazzo si comportava come se nulla fosse successo e lei sembrava cos\u00ec tranquilla in quel momento, quando torn\u00f2 in camera ci pens\u00f2 tutta la notte. Marco scoppi\u00f2 e volle sapere a tutti i costi cosa ci fosse mai scritto in quella lettera, si rec\u00f2 subito in caserma con Asher, era fuori di s\u00e9 e disse al detective di fargli assolutamente leggere quella stupida lettera. Cristian vedendo la reazione del padre gliela diede e lui cominci\u00f2 a leggere \u2018 angelo mio, quando mai potremmo stare insieme per davvero. Pur essendo vicini, non ti ho come vorrei. I tuoi baci, le tue carezze sono essenziali per me. Non smetter\u00f2 mai di scusarmi per il dolore che ti ho causato in passato, ma sappi che io, potr\u00f2 renderti la persona pi\u00f9 felice di questo pianeta. Amore mio, non vedo l\u2019ora di portarti ancora vicino al ponte, ma fino ad allora ti penser\u00f2. Il tuo Fil\u2019.<br>Marco piangendo stropicci\u00f2 la lettera e quella rabbia che provava in quel momento era davvero intensa, ma pur di offendere il vicino, fece il suo commento non essenziale, come lettera, era davvero ridicola e lui era solo un buffone, non sarebbe mai stata felice con un uomo cos\u00ec.<br>Finito di leggere, Marco salut\u00f2 e se ne and\u00f2 con il figlio, si vedeva da subito che era a pezzi, ma Cristian lo ferm\u00f2 per un istante e gli aveva chiesto a che ora fosse arrivato a casa per andare a prendere Asher quella mattina e lui disse che non si ricordava, ma tra le 9:30 e le 9:40, Cristian guard\u00f2 il ragazzo e lui rispose che non aveva guardato l\u2019ora quando era uscito, voleva solo andare a fare dei giri con il padre, ma Asher disse anche che quella mattina, mentre si stava preparando Filippo era andato da sua madre, non sapeva a far cosa perch\u00e9 aveva fretta di uscire, ma li aveva sentiti mentre si salutavano, Cristian lo ringrazi\u00f2 e li lascio andare. Il detective cominciava ad irritarsi con le continue mezze verit\u00e0 di Filippo, cos\u00ec chiamo Davide e Francesco e disse di andarlo a prendere e portarlo in caserma, gli agenti si misero subito al lavoro.<br>Durante il tragitto verso casa, il padre disse ad Asher che da grande sarebbe diventato un uomo davvero umile. Lo ringrazi\u00f2 per il segreto mantenuto, aveva capito che anche suo figlio soffriva nel vedere Ermione con un altro uomo e gli aveva promesso che da quel momento non l\u2019avrebbe mai abbandonato; Asher sorrise nel sentire quelle parole e gli disse che non l\u2019avrebbe mai pi\u00f9 fatto soffrire.<br>Gli agenti arrivarono con Filippo e il detective, molto arrabbiato gli disse:\u201d continui a girare intorno alle cose, una donna \u00e8 morta e noi vogliamo scoprire la verit\u00e0. Quel sabato tu eri andato da lei, cosa hai fatto?\u201d, Filippo sconvolto dalla reazione di Cristian rispose:\u201d le ho portato una sigaretta, non pensavo fosse importante siccome \u00e8 stato un incontro di pochi minuti. Non ci siamo mai visti al mattino se non il venerd\u00ec e voglio precisare nuovamente che io ero a casa a fare gli affari miei ed ero innamorato di quella donna, volevo sposarla non avevo un motivo valido per ammazzare lei\u201d, il detective non si convinse molto, ma doveva attendere gli ultimi risultati dal laboratorio, anche se avesse voluto fare qualcosa, non avrebbe potuto farlo, lasci\u00f2 andare Filippo.<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019avanzare dei giorni le indagini non andavano avanti, il detective si domand\u00f2 se effettivamente fosse il delitto perfetto, non si giustificava.<br>In quel preciso momento, i colleghi della scientifica chiamarono il detective per comunicargli che avevano terminato il controllo dei cestini e della spazzatura raccolta, cos\u00ec Cristian disse che li avrebbe raggiunti.<br>Appena arriv\u00f2 in laboratorio, Giovanni disse che i cestini erano puliti, avevano solo qualche impronta della vittima, ma nulla di pi\u00f9, dentro i sacchetti invece c\u2019erano cianfrusaglie varie e poco importanti finch\u00e9 non trovarono un paio di guanti e studiandoli per bene, si accorsero che c\u2019era del sangue; Cristian, non riusciva a crederci di aver finalmente trovato un indizio valido, disse di fargli vedere subito il risultato del sangue trovato e che avrebbe aspettato nel caso ci fossero state impronte; Giovanni cominci\u00f2 a dire che il sangue era di Ermione, la vittima, ma disse anche che avevano trovato un altro tipo d\u2019impronta che non era la sua, il collega della scientifica con il braccio indicava dove sarebbe dovuto andare il detective per vedere a chi apparteneva l\u2019impronta trovata e quando Cristian vide al computer il risultato, Giovanni disse che poteva essere l\u2019assassino, il detective rimase scioccato, non riusciva a credere che il killer era sempre stato d\u2019avanti ai suoi occhi.<br>Dopo circa una settimana il detective chiamo Marco e gli disse di andare subito in caserma con il figlio, disse che finalmente avevano chiuso il caso.<br>Marco era emozionato nel sentire quelle parole, chiam\u00f2 subito Asher per dargli la notizia appena ricevuta. Il ragazzo era un po&#8217; incredulo nel sentire quelle parole, ma segu\u00ec il padre in caserma.<br>Appena arrivati Cristian li fece accomodare e Marco not\u00f2 subito che negli angoli della stanza c\u2019erano alcuni agenti immobili, ma pur non capendo il motivo non chiese; lui era solo in agitazione per sapere chi avesse mai ucciso Ermione.<br>Cristian, guardandoli cominci\u00f2:\u201d allora, Filippo ed Ermione avevano una storia, vivevano una relazione alle spalle di tutti. In casa non c\u2019erano indizi che potessero essere utili, agli inizi.<br>Abbiamo trovato solo l\u2019impronta che era vicino all\u2019ingresso e un mozzicone di sigaretta, probabilmente Ermione cercava di mettersi nell\u2019angolo nascosta e solo quel punto della casa, da qualsiasi finestra non si sarebbe visto o per lo meno si credeva fosse cos\u00ec.<br>Marco lo ferm\u00f2 e disse, se lo stesse accusando perch\u00e9 aveva l\u2019amante e se la lettera fosse davvero di Filippo, gli avrebbe mentito da quanti anni. Il detective not\u00f2 che si stava agitando cos\u00ec lo ferm\u00f2 e gli disse di calmarsi perch\u00e9 non sarebbe stato d\u2019aiuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco non capiva cosa stesse succedendo, in quella stanza si stavano scoprendo troppe cose e tutte insieme; il padre non era sicuro di essere in grado di affrontare tutto e accettare i fatti accaduti, ma continu\u00f2 a lasciare parlare il detective; Cristian fece cenno con la testa e continu\u00f2 a spiegare, sperando di non essere pi\u00f9 interrotto.<br>Spieg\u00f2 che le scarpe da running le avevano trovate al confine del paese, combaciavano dal tacco consumato e la lunghezza, erano un 44, scarpe nere con strisce verdi e appena Marco sent\u00ec il colore alz\u00f2 lo sguardo e disse \u201cno, non pu\u00f2 essere davvero\u201d e il detective senza parlare annu\u00ec.<br>Cristian disse: \u201cAsher, tu sapevi del rapporto di filippo con tua madre, quelle lettere che tu eri riuscito a prendere le buttavi, sicuramente erano pi\u00f9 di una\u201d il ragazzo mosse le sopracciglia e il detective continu\u00f2 -:\u201d le scarpe da running le abbiamo trovate al confine della citt\u00e0.<br>L\u2019impronta era vicino alla porta d\u2019entrata sul retro, l\u2019assassino non poteva essere andato molto lontano, nessun indizio utile in tutta la casa, anzi la casa era fin troppo pulita e nessun segno di lotta.<br>Le accuse potevano benissimo cadere su Michael, in effetti il numero di scarpe combaciava e non aveva alibi per dimostrare la sua innocenza, come Filippo, ma pur facendo diverse ricerche e tantissimi giri per la citt\u00e0, gli alibi dei vicini in un modo o nell\u2019altro erano confermati\u201d.<br>Marco si alz\u00f2 in piedi e fece cadere la sedia mentre disse:\u201d spero che voi state scherzando?\u201d, Cristian gli disse di sedersi, il suo guardo era cambiato faceva quasi paura e Marco in silenzio, ascolt\u00f2.<br>Il detective continu\u00f2 \u2013 \u201ce tu, quando hai visto Ermione toccare con le sue mani, il corpo di Filippo, non hai pi\u00f9 ragionato.<br>Quel sabato mattina, uno dei tanti, quando Filippo si allontan\u00f2, hai controllato che la zona fosse libera, sei corso da lei e l\u2019hai assassinata dandole un calcio sul polpaccio destro per poi accoltellarla e farla morire di agonia e questo, poco prima di uscire di casa.<br>Ora arriva la ciliegina sulla torta; sarebbe stato l\u2019omicidio perfetto se non avessi tralasciato un piccolo particolare. Hai buttato i guanti che hai usato per commettere l\u2019omicidio in uno dei cestiti di casa, azione davvero ingenua, oltre al fatto di aver mentito di aver buttato le scarpe da running perch\u00e9 si erano rovinate\u201d.<br>Ash impallid\u00ec, nel sentir parlare il detective e sentiva la storia cos\u00ec dettagliata. Marco si trovava totalmente spaesato, non riusciva a capire il senso di tutte quelle parole finch\u00e9 Asher non inizi\u00f2 a dire \u2013 \u201ccosa avresti fatto se dopo tanti anni continuavi a vedere tua madre a tradire tuo padre? Come avresti reagito sapendo che lei era una bugiarda e traditrice? Come saresti andato a dormire la notte sapendo che con quelle mani toccava un altro uomo e poi ti accarezzava prima di dormire? Dopo tutti questi anni, non sono pi\u00f9 riuscito a resistere, quel tradimento vers\u00f2 pap\u00e0 era troppo da sopportare; mi venne una rabbia che non sono riuscito a fermare e il mio odio era superiore all\u2019amore che avevo nei suoi confronti\u201d &#8211; lui si reput\u00f2 il figlio di una madre facile ed Marco rimase scioccato nell\u2019aver sentito tutte quelle parole uscire dalla bocca di suo figlio.<br>Cal\u00f2 il silenzio per qualche minuto e mentre gli agenti stavano mettendo le manette ad Asher lui guardando suo padre disse: \u201cpap\u00e0 scusa, ti voglio bene\u201d. Marco era in lacrime, sua moglie morta e il figlio in galera, peggio di cos\u00ec non sarebbe mai potuto andare, si sentiva a pezzi.<br>Mentre racconto la mia storia, sono seduto su una seggiola di un tribunale a parlare con un ragazzo per me sconosciuto e sperare che il giudice capisca un atto grave, ma stupido.<br>Sono qui a pregare e ad accettare una punizione severa e giusta, ma che un ragazzo di 15 anni non pu\u00f2 essere arrestato per la sua immaturit\u00e0 che lui stesso non sapeva gestire; l\u2019immaturit\u00e0 dell\u2019adolescenza potrebbe essere pericolosa, bisogna mettersi nei panni degli altri a volte, lui non poteva capire cosa stesse facendo in quel momento. Gli ho promesso che sarei stato sempre accanto a lui e cos\u00ec sar\u00e0. Che la giustizia faccia il suo compito, ma nell\u2019attesa io, sar\u00f2 ancora in quella casa ad aspettarlo.<br>Ringraziamo per ci\u00f2 che abbiamo senza dover fare dei paragoni con gli altri perch\u00e9 ognuno di noi \u00e8 unico a modo suo.<br>Cosa dire, il destino ha gi\u00e0 segnato la nostra vita, non possiamo cambiarla, forse rallentarla, ma il cammino da prendere sar\u00e0 sempre quello scritto.<br>Ognuno di noi ha uno scheletro nell\u2019armadio;<br>non ne parliamo, ma sappiamo che c\u2019\u00e8, e probabilmente ce ne vergogniamo. Potremmo definirla debolezza, ma sappiamo che quello scheletro<br>rester\u00e0 costudito per sempre.<br>Ad oggi, viviamo la vita come se non avesse fine.<br>Siamo sicuri di svegliarci l\u2019indomani e ci prepariamo a concludere il<br>giorno presente per vivere quello successivo.<br>Il tragitto del sonno si potrebbe definire attimo di morte?<br>Chi lo potr\u00e0 mai sapere.<br>Dal momento in cui il soggetto \u00e8 venuto al mondo, era gi\u00e0 predisposto a fare un tipo di vita, pur provando a rallentare l\u2019algoritmo, ci\u00f2 che \u00e8 stato gi\u00e0 scritto sarebbe dovuto accadere.<br>Noi siamo solo la pedina di una scacchiera,<br>non abbiamo scelto di nascere, non sceglieremo quando morire<br>e non sceglieremo realmente come vivere.<br>Il destino \u00e8 solo uno e noi non sapremo mai cosa ci aspetta un domani.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51510\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51510\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I suoi genitori erano davvero ricchi, il padre aveva aziende di vestiti lussuosi in tutto il mondo. La madre era un\u2019impiegata contabile in uno studio amministrativo. Appena scopr\u00ec di essere incinta, lasci\u00f2 il lavoro per poter stare accanto al bambino. Dopo la nascita e la crescita del figlio, decisero di andare a vivere altrove. 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