{"id":51360,"date":"2023-05-11T18:34:26","date_gmt":"2023-05-11T17:34:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51360"},"modified":"2023-05-11T18:34:27","modified_gmt":"2023-05-11T17:34:27","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-il-tesoro-di-aurora-biagini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51360","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Il tesoro&#8221; di Aurora Biagini"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Ai Pinguini Tattici Nucleari,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Che accompagnano tutte le mie giornate.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>E a Marco,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Il mio tesoro pi\u00f9 grande.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Rubina lo sapeva. Ogni brutta giornata aveva un inizio e una fine, esattamente come qualsiasi altra giornata.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo che lo sapeva. Era questo che la faceva andare avanti, semplicemente. Persino in quelle giornate, pesanti come macigni, in cui avrebbe voluto solamente rigirarsi nel letto, e dormire, perch\u00e9 un mostro nero dentro di s\u00e9 le sussurrava malefici all\u2019orecchio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma perch\u00e9, si chiedeva, a tratti incessantemente, una persona deve forzarsi cos\u00ec, e trascinarsi attraverso il tempo e lo spazio, fuori dal letto, in giro per il mondo. Lei doveva andare a spasso lungo le lancette dell\u2019orologio, quando le giornate proprio non passavano mai, e doveva inventarsi un\u2019altra vita per vivere la sua.<\/p>\n\n\n\n<p>Doveva inventarsi un\u2019altra vita per <em>non<\/em> vivere la sua. Perch\u00e9 la sua la soffocava. A momenti la schiacciava, la opprimeva, la atterriva.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva un piccolo tesoro, la cosa per lei pi\u00f9 preziosa al mondo. Era il pensiero di quella sua rarit\u00e0 a spingerla fuori dal letto, per alleggerirla di quel peso dal cuore, per liberarla dai suoi demoni interiori.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 alle persone come lei, le persone troppo sensibili, a volte succedeva questo. A volte, ombre senza volto bisbigliavano malvagi incantesimi, e queste si ritrovavano completamente immobilizzate, bloccate.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il suo tesoro aveva un compito speciale. Se la faceva ridere, quelle ombre si dissipavano e tornava la luce. Rubina poteva liberarsi anche se per poco da quel sortilegio e riusciva a scivolare quasi indenne attraverso le sue giornate.<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra mente, c\u2019\u00e8 da osservare, \u00e8 un potente strumento, potentissimo in verit\u00e0. \u00c8 capace di farci vedere ci\u00f2 che vogliamo. La mente \u00e8 una chiave. Pu\u00f2 farci sprofondare negli abissi pi\u00f9 reconditi delle sue stanze, e intrappolarci all\u2019interno di esse. Oppure pu\u00f2 trarci in salvo su lidi sicuri, ameni, dove i pericoli non esistono e non sono che echi lontane.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte le succedeva, e Zaffiro lo sapeva benissimo. Lo sapeva quando guardava Rubina negli occhi, quegli occhi vibranti di ambra liquida, e riusciva a decodificarne luci e ombre senza che lei proferisse parola. Lui sapeva cosa lei avesse nel cuore, e mai l\u2019aveva o l\u2019avrebbe giudicata, n\u00e9 per la caratura del suo cuore n\u00e9 per la cifratura della sua mente.<\/p>\n\n\n\n<p>Esatto, la mente di Rubina era come una serratura, un meccanismo che doveva essere disinnescato, per far s\u00ec che scaturissero potenti energie. Per permettere che rilasciasse tutto il suo potenziale. Zaffiro lo sapeva, e non esitava ad accompagnarla dolcemente nel suo dondolare, attraverso il labirinto sgangherato delle sue giornate; a cullarla, accudirla a volte come fosse una bambina, a prenderla per mano e guidarla, interrompendo irregolarmente quel suo ciondolare.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei si domandava come mai dovesse sforzarsi cos\u00ec. Era stanca di doversi trascinare, di arrancare, di essere cos\u00ec lontana dalla luce e non vederla mai arrivare. Anche se Zaffiro per lei era luce e ossigeno. Ma ci\u00f2 non era sufficiente ad acciuffarla e tirarla fuori dalla sua oscurit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei si chiedeva perch\u00e9 dovesse stimolare la produzione di serotonina, ossitocina e qualsiasi altro ormone facesse rima con -ina. Si domandava a cadenza settimanale (in verit\u00e0 se lo chiedeva a giorni alterni) perch\u00e9 le fosse sembrata una buona idea seguire quelle lezioni di yoga. Ah s\u00ec, per stimolare le endorfine, ecco perch\u00e9, si rispondeva ogni volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse ho questo umore perch\u00e9 non abbiamo un gatto\u2026 vorrei tanto un gatto, Diceva Rubina ogni volta che terminava lo <em>shavasana<\/em> (la sua posizione yoga preferita), tirandosi su lentamente dal tappetino e infilandosi la felpa dal verso giusto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma no che non \u00e8 per questo, sciocca, Le rispondeva sorridendo Zaffiro, che ogni volta aggiungeva, Ed \u00e8 inutile che insisti, non lo prendiamo un gatto. Prima giriamo tutto il mondo\u2026 e poi pensiamo al gatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Zaffiro si rivolgeva a lei scherzando dolcemente, aveva un modo di fare giocoso che la faceva ridere. La sua risata per lui era il suono pi\u00f9 bello mai esistito.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giro del mondo\u2026 s\u00ec, per\u00f2 iniziamo dal mese prossimo magari\u2026 Rispondeva lei, grattandosi la fronte pensierosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella bella idea di Zaffiro doveva essere uno stimolo, qualcosa di accattivante per strapparla un po\u2019 alla sua nebulosit\u00e0. E invece ci\u00f2 non faceva che renderla ancora pi\u00f9 inquieta, pi\u00f9 seriosa, pi\u00f9 desiderosa di affondare la testa nel cuscino e non uscire mai pi\u00f9 dal letto.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo me non \u00e8 una questione di umore, Proseguiva lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora \u00e8 pigrizia, Rispondeva lei mentre continuava a pensare al gatto immaginario.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma no\u2026 non \u00e8 nemmeno quello, Diceva lui prendendo delle pause. \u00c8 un momento, \u00e8 solo un periodo, vedrai che piano piano starai meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi faccio spesso molte domande, Zaffiro. Soprattutto mi chiedo, ma come fanno gli altri a fare tutto? Non si stancano subito? Come fanno ad alzarsi ogni mattina pieni di vitalit\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p>E poi, uno come fa\u2026 come fa a darsi tutta questa forza, questa energia\u2026tutta questa motivazione. Ogni. Santo. Dannato. Dannatissimo. Santissimo. Giorno. Rubina faceva una pausa e sospirava, E giorno dopo giorno, queste persone arrancano, o forse sono solo io che arranco. Ma giorno dopo giorno, queste persone si trascinano. No\u2026sono io che mi trascino. Queste persone navigano a vista tra le loro splendide certezze dorate, le loro sicurezze, perch\u00e9 sanno che riusciranno, che nella vita eccelleranno, sanno che vinceranno.<\/p>\n\n\n\n<p>La loro \u00e8 una corsa al traguardo successivo, \u00e8 una competizione continua, una strenua sfida mortale. La mia invece\u2026 La sua voce si faceva sconsolata. La mia non \u00e8 una sfida neanche con me stessa. Io arranco, mi trascino, lotto\u2026ma \u00e8 una lotta solo nella mia testa. La mia \u00e8 una prigione dorata. E la prigione \u00e8 la mia mente.<\/p>\n\n\n\n<p>Le mani di Zaffiro accarezzavano quelle di Rubina, lei aveva la sua comprensione.<\/p>\n\n\n\n<p>Vedi, Zaffiro, se uno si ferma a riflettere, nota la tendenza sempre pi\u00f9 grande di voler ostentare, di voler sfoggiare. Ognuno si sente in dovere, quasi obbligato a condividere i propri progressi. Io a malapena riesco a farli nelle <em>asana<\/em>, i progressi. Anche se in quel momento siamo solo io e la mia mente, e mi sto sfidando al massimo delle mie possibilit\u00e0. Io pi\u00f9 di questo\u2026 La ragazza sospirava, poi si sistemava i capelli che le ricadevano sulla fronte.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti si vantano dei loro traguardi mentre io non ho nemmeno un gatto da mostrare.<\/p>\n\n\n\n<p>Rubina, ci\u00f2 che conta non \u00e8 ostentare o vantarsi. Non siamo in una vetrina, la nostra vita non \u00e8 una gara. Dobbiamo solo pensare al nostro bene, a metterci alla prova e ricordare che l\u2019unica competizione \u00e8 con noi stessi. Ma \u00e8 sempre con noi stessi che dobbiamo essere gentili, al massimo delle nostre possibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Zaffiro aveva questo modo tenero di dirle la cosa giusta, come se potesse guarirla con le parole, come se fosse la pi\u00f9 potente e dolce delle medicine. Era la cosa pi\u00f9 preziosa che lei possedesse nel mondo intero.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa corsa continua alla perfezione, Riprendeva fiato lei, serve solo a farci sentire in difetto perch\u00e9 non tutti stiamo progredendo. Non tutti stiamo raggiungendo obiettivi. Tutto questo serve solo a farci sentire peggiori perch\u00e9 non stiamo ottenendo importanti riconoscimenti o eccellenti traguardi.<\/p>\n\n\n\n<p>Rubina pensava a voce alta, mentre soffocava la tentazione di sprofondare nel pavimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Non so se il mio problema \u00e8 decidere\u2026 o non decidere affatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma tu non hai assolutamente nessun problema, Rispondeva Zaffiro con dolcezza, accarezzandole i capelli dorati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema generalizzato di questo secolo, Proseguiva lei, \u00e8 doversi celebrare insistentemente in modo materiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Inspirava. Espirava.<\/p>\n\n\n\n<p>Il male di questo secolo \u00e8 questa malattia sociale radicata troppo in profondit\u00e0 ormai. Anche il mio spirito \u00e8 malato Zaffiro\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>La signorina si \u00e8 specializzata in vaniloqui? La canzonava lui.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il male di questo progresso \u00e8 che siamo ininterrottamente costretti, incentivati, sovvenzionati a smettere di pensare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Rubina sospirava alla fine di ogni frase.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9, io, Zaffiro, a differenza di quel che pu\u00f2 sembrare\u2026penso, penso, penso. Non smetto un attimo di pensare.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo che non smetti mai, sei una piccola trottola e la tua testa gira sempre come un frullatore.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec\u2026 e tu, Zaffiro, non sai quanto vorrei a volte riuscire anche io a non pensare. Per non lasciarmi afferrare dai miei pensieri pi\u00f9 oscuri.<\/p>\n\n\n\n<p>Zaffiro la ascoltava e non indugiava nel prenderle la mano, accarezzarle il viso, sfiorarle i capelli. Il suo compito era portarla nella luce e cercare di renderla felice, ogni giorno, proprio come diceva lei. Doveva sempre ricominciare da capo. Non era un dovere in realt\u00e0, era il piacere pi\u00f9 grande che avesse nella vita. Era una gioia estrema per lui fare ogni cosa con lei, e per lei, guidarla, accompagnarla, cullarla\u2026 amavano fare tutte le loro cose preferite, amavano fare ogni cosa insieme.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui la faceva ridere, faceva splendere quel sorriso che le illuminava armonicamente il volto, ed era l\u2019unica cosa che contasse. L\u2019avrebbe fatto fino alla fine dei suoi giorni. Avrebbe custodito quel sorriso e per ci\u00f2 si sarebbe battuto strenuamente. Zaffiro sarebbe stato il suo guardiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Era vero ci\u00f2 che le diceva, non era colpa sua ci\u00f2 che le era capitato. Era semplicemente successo. A volte le cose accadono senza che ci sia davvero un motivo. Era stata travolta dagli eventi, dal caos esterno, e si era arresa. Aveva smesso di lottare.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che sto cercando di dire\u2026\u00e8 che tu Zaffiro\u2026 mi salvi la vita ogni giorno. Tutte le volte che cerco di star meglio, di capire cosa sia davvero la felicit\u00e0\u2026io penso a te. Solo tu riesci a farmi stare bene. Penso a tutte le cose che ci piace fare insieme. Mi tieni sempre per mano\u2026mi accompagni in ogni piccolo passo di questo mio percorso ingarbugliato.<\/p>\n\n\n\n<p>Non preoccuparti Ruby\u2026 \u00e8 il mio cuore che lo vuole.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec\u2026 il punto \u00e8 che mi aiuti ogni giorno, un po\u2019 per volta a\u2026 almeno a fingere di guarire. A fingere di star meglio. Forse si tratta solo di convincersi di certe cose\u2026 e se io mi convinco di star meglio, di fare progressi, di essere almeno un po\u2019 felice o anche solo contenta\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Rubina, non devi forzarti a fare niente\u2026 nemmeno a essere felice per finta. Ci penso io a te, sono qui per questo. Ora e sempre\u2026 ora, e sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Zaffiro la accarezzava dolcemente, seduti per terra sul tappeto, le teneva le braccia intorno alla schiena mentre lei gli stava seduta in braccio. Rubina si asciugava alcune lacrime dalle guance col dorso della mano, ogni tanto dava a lui dei baci dolci sul viso. Zaffiro continuava, senza mai smettere, ad accarezzarla. E poggiava le labbra sulla sua fronte.<\/p>\n\n\n\n<p>Zaffiro\u2026 tienimi sempre per mano. Insegnami a sorridere anche quando la vita non sorride a me.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51360\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51360\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ai Pinguini Tattici Nucleari, Che accompagnano tutte le mie giornate. 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