{"id":51357,"date":"2023-05-11T18:38:29","date_gmt":"2023-05-11T17:38:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51357"},"modified":"2023-05-13T19:49:25","modified_gmt":"2023-05-13T18:49:25","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-come-le-rondini-di-maria-de-arcangelis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51357","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Come le Rondini&#8221; di Maria De Arcangelis"},"content":{"rendered":"\n<p>Dopo un\u2019estate spensierata insieme a tanti giovani tornati a villeggiare nel paese dei loro nonni, arrivava il giorno della partenza. Tante erano state le serate a narrare i loro progetti, i loro sogni e noi ragazze ad ascoltare rapite ma con un piccolo velo di invidia. Un\u2019invidia sana, quella che ti d\u00e0 la spinta per non rimanere inerme ma ti sprona per darti da fare, per migliorare. I saluti della partenza avvenivano spesso in un posto che sembrava essere messo l\u00e0 dalla mano benigna della natura, era il luogo per contemplare, per parlare, divertirsi e d\u2019estate, per ballare, per questo era chiamato \u201cBelvedere\u201d, nome appropriato perch\u00e9 da l\u00ec si poteva scorgere da lontano un piccolo spicchio di mare e tutto intorno, un verdeggiare di alberi e cime innevate. A valle, un andirivieni di curve ombrose. Si seguiva il percorso delle auto, piano piano, fino a scomparire.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli anni passavano, i giovani partivano. Due forze dentro di me si combattevano: restare, partire. Lasciare questo posto incantevole, incontaminato e puro, per andare dove? Quando si hanno conoscenze in testa, tutto diventa pi\u00f9 facile. Io, inesperta e senza esperienze lavorative, avevo solo la forza della ricca povert\u00e0, quella che poi ha generato la mia modesta ricchezza. Il silenzio della notte mi aveva parlato, consigliato, incoraggiato. L\u2019alba mi aiut\u00f2 a schiarire e fugare le ultime incertezze. Poco dopo, partii con la mia valigia piena di sogni. Arrivai in una citt\u00e0 ricca e laboriosa, ero l\u00ec, solo con la mia ombra, accecata dai mille volti di una citt\u00e0 sconosciuta. Ma, proprio nei momenti di angoscia, si sveglia in te la forza del guerriero che affronta la battaglia senza nessuna arma. Avevo una corazza invisibile, ero pronta e da l\u00ec ho cominciato a mettere i mattoni per costruire la piramide della riscossa. Ho voluto sfidare il destino che decide per te. Non ho permesso di stare a guardare impotente e vinta. Avevo la citt\u00e0 che mi stava accogliendo, non dovevo, non potevo fallire. Passai la notte in un piccolo albergo, la padrona si chiamava Anna, lei, abituata ad accogliere le persone, si accorse che ero impacciata, mi offr\u00ec la colazione e cominci\u00f2 a parlarmi con tono materno. Sentivo il suo sguardo che mi accompagnava mentre uscivo per cercare lavoro, le occasioni erano tante, mi affrettai e alla fine scelsi un lavoro da un fioraio, mi piaceva lavorare l\u00ec, ma ci\u00f2 che guadagnavo, non bastava per vivere. <\/p>\n\n\n\n<p>Scelsi anche un altro lavoro, cos\u00ec con due introiti potevo cavarmela. Di mattina dal fioraio, pomeriggio in un ristorante, almeno l\u00ec, potevo mangiare. Ero felice, la stanchezza si faceva sentire ma una volta tornata nella mia stanza, tutto si stemperava. Su quel letto combattevo la fatica e il pianto. Finalmente, la mattina, mi regalava un po\u2019 di consolazione. La signora Anna, aspettava che io scendessi per consumare insieme la colazione, delle volte mi puntava gli occhi, il suo sguardo sembrava rubare i miei pensieri, voleva conoscermi bene. Una mattina dopo il caff\u00e8, mi propose di lasciare i miei due lavori per lavorare con lei, la guardai incredula, mi confid\u00f2 che cercava da tempo qualcuno che si prendesse cura del suo albergo, piccolo ma grazioso. Accettai perch\u00e9 potevo lavorare in un solo posto senza correre da una parte all\u2019altra. Le condizioni erano buone, camera gratis e stipendio. Avevo imparato tanto stando con i miei, sapevo cucinare, organizzare, improvvisare. Dopo un po\u2019 di tempo, chiesi timidamente ad Anna se si potesse aggiungere una sala ristorante. Sembrava tutto predisposto per poterlo fare, l\u2019idea piacque alla signora e mi disse che anche lei, quando era giovane, aveva avuto la stessa intenzione, ma essendo sola, aveva abbandonato il progetto dell\u2019albergo ristorante. Cominciammo subito a stilare i piani e poi il cambiamento. Il notaio, le maestranze ci aiutarono tanto e in breve tempo tutto si concluse. La casa della mia famiglia, ormai vecchia, aveva bisogno di aggiustamenti, ma quel periodo di gioiosa confusione mi sugger\u00ec di pensare al lavoro. Mia madre, essendo rimasta sola, espresse il desiderio di avvicinarsi a me. La felicit\u00e0 mi venne incontro e in poco tempo avevo tutto, il lavoro, la mia famiglia. Una volta arrivata mia madre, si allacci\u00f2 un rapporto stretto di affetti, la signora Anna, la mamma ed io. Le vedevo spesso raccontare i loro sogni di giovent\u00f9, era bello respirare un po\u2019 di serenit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Mesi dopo, ci venne proposto l\u2019acquisto della casa, ci pensammo, la distanza per arrivarci era tanta, il tempo per trattenerci l\u00ec era poco. Alla fine la casa fu venduta. Passarono i tempi delle belle stagioni vissute insieme. Un giorno Anna ricominci\u00f2 a scrutarmi, ormai conoscevo il linguaggio dei suoi occhi. Dopo colazione, senza tentennamenti, mi propose di vendermi il suo piccolo albergo, con la clausola incisiva che lei avrebbe avuto sempre la sua camera, il suo spazio, il suo mondo. Ormai lei era diventata la mia seconda madre, non sarei stata felice saperla lontano. Ci pensai a lungo, alla fine decidemmo insieme l\u2019acquisto del ristorante. La vendita della casa, della terra, ci permisero di portare avanti il lavoro con serenit\u00e0. Avevo tre dipendenti nel ristorante e due nell\u2019albergo.<\/p>\n\n\n\n<p>Passarono alcuni anni felici, tutto andava bene. Poi, come un fulmine a ciel sereno, la malasorte buss\u00f2 e si port\u00f2 via mia madre. La cosa pi\u00f9 cara che avevo. Un ictus fulmineo sconvolse la vita di noi tre. Mi trovavo con lei nel letto dell\u2019ospedale, seduta vicino, le stringevo la mano, le chiesi scusa ma non sapevo neanche io a quale cosa\u2026 Lei accenn\u00f2 con uno sguardo indebolito, capii che mi aveva ascoltato, vidi una lacrima scendere dai suoi occhi, mi chinai per baciarla, le mie lacrime incontrarono le sue suggellando cos\u00ec per sempre le nostre anime. Se ne and\u00f2 lasciandomi il ricordo struggente dell\u2019ultimo saluto. In quel periodo, Anna divent\u00f2 ancora pi\u00f9 materna, era bello stare vicino a lei, mi riempiva di consigli, di attenzioni, era orgogliosa del nostro lavoro, delle nostre migliorie. Mi sentivo protetta. Venne a trovarci un giorno il nipote di Anna, educatissimo e dolce come lei. Mi disse che era giunto il giorno di cambiare vita e lasciare che la nonna potesse vivere insieme ai fratelli e sorelle, anch\u2019essi anziani. \u201cAvrei potuto farlo prima\u201d, disse Anna, \u201cma non potevo lasciarti da sola dopo la morte di tua madre. E\u2019 arrivato il momento giusto\u201d. Tutto si concluse in poco tempo. Ero rimasta sola di nuovo. La vita ricominciava e si adattava al nuovo ritmo. Ogni tanto tornava il desiderio di rivedere la mia gente, il mio paese, la mia vecchia casa. Anche se tutto era stato venduto, i miei ricordi, i miei affetti, erano ancora l\u00ec. Finalmente tornavo nel posto del cuore, della bellezza che consola ma non potevo farlo subito, serviva chi potesse prendersi cura del mio albergo. Avevo da tempo come ospite un giovane ragazzo in cerca di lavoro, si adattava a tutto, era molto sveglio ed anche io, come Anna, puntai gli occhi sulla persona che in mia assenza potesse imparare e portare avanti il lavoro. Quando gli proposi l\u2019offerta, rimase confuso e incerto, sembrava imbarazzato ma non tard\u00f2 a darmi una risposta positiva. Il ragazzo, che si chiamava Carlo, impar\u00f2 presto. Notai che era diventato troppo esigente con il personale, lo invitai ad essere comprensivo, solo cos\u00ec si ha il meglio dalle persone che collaborano.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriv\u00f2 il giorno della partenza. Dopo un lungo viaggio, giunsi a sera. Dormii in un albergo non lontano dalla vecchia casa. Passai una notte agitata e smaniosa, avevo la sensazione di un innamorato che rivede gli occhi del primo amore, come era cambiato, come stava. Prima dell\u2019alba ero gi\u00e0 l\u00ec, andavo verso casa mia, il rifugio della mia mente, andavo l\u00ec per cercare conforto ma mentre mi avvicinavo, nei dintorni, tutto era cambiato, diverso, guardai ancora, non c\u2019era pi\u00f9 nulla, la casa, il salice, la collina. Quel luogo, ormai, era diventato il sepolcro dei miei sogni. Tutto era stato spazzato, al suo posto un supermercato con davanti una scritta appariscente: \u201cL\u2019Isola del Tesoro\u201d. La collinetta, ormai sparita, dava spazio ad un grande parcheggio. Restai su una panchina pensosa mentre la gente entrava ed usciva con le loro buste gonfie, tutti erano frettolosi, avevano perso la serenit\u00e0 di un tempo. Avevo bisogno di un caff\u00e8, mi avviai verso il bar dove un giorno ormai lontano, insieme a mia madre, avevo assaporato la prima cr\u00eape inondata di cioccolato, giro tra le viuzze affollate, finalmente ritrovo il mio bar ma anche qui, al posto dell\u2019insegna dove c\u2019era scritto Bar Centrale, troneggiava una scritta: \u201cKebab for You\u201d. Mi avventurai lungo il corso, conoscevo bene i suoi negozi, erano quasi tutti spariti, inghiottiti dalla vorace bocca di un altro supermercato sorto poco lontano con enormi parcheggi e, all\u2019interno, negozi di ogni genere. Mi consolai pi\u00f9 tardi con i miei parenti, tante erano le cose da raccontare. Il piccolo universo contadino si stringeva intorno a me, facendomi riassaporare il tempo che ora non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriv\u00f2 il giorno del distacco, dovevo partire, tante cose da sistemare. Quando arrivai in citt\u00e0, trovai ad attendermi il mio fidato Carlo, ma non era solo. Da tempo lo vedevo che si attardava con una ragazza, ospite del mio albergo, anch\u2019essa in cerca di lavoro. Il destino forse, stava intessendo un prezioso merletto che pianificava le sorti di noi tre. Vedevo in loro il proseguimento, le persone giuste per continuare la staffetta della vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il passare delle stagioni si acuiva in me il desiderio di rivedere la mia gente. Cos\u00ec, come le rondini che volano verso il loro primo nido, anche io nelle verdi stagioni ripercorrevo la strada che portava verso la mia terra, il mio paese, il mio nido.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51357\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51357\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo un\u2019estate spensierata insieme a tanti giovani tornati a villeggiare nel paese dei loro nonni, arrivava il giorno della partenza. 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