{"id":51354,"date":"2023-05-11T17:56:13","date_gmt":"2023-05-11T16:56:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51354"},"modified":"2023-05-11T17:56:14","modified_gmt":"2023-05-11T16:56:14","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-il-blocco-della-scrittrice-di-aurora-biagini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51354","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Il blocco della scrittrice&#8221; di Aurora Biagini"},"content":{"rendered":"\n<p>Fin da quando ho memoria, ho sempre scritto. Non ricordo come sia iniziato, per\u00f2 ricordo che scrivevo qualsiasi cosa, comunque e dovunque. Ho imparato a leggere e quasi subito dopo ho imparato a scrivere. Questa si \u00e8 ben presto rivelata una genuina vocazione.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec perch\u00e9, tante fasi della mia vita si sono susseguite, e in un modo o nell\u2019altro mi hanno sempre riportato alla scrittura.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno di ormai una vita fa, in soffitta a casa dei nonni trovai una macchina da scrivere, di quelle di una volta, con la carta da caricare a mano e i tasti durissimi da battere. Era la Olivetti del nonno. Di l\u00ec a poco iniziai a scrivere la mia prima storia. Avevo dodici anni.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019amore, per\u00f2, sbocci\u00f2 molto prima. Alle scuole elementari ero appassionata di storia, arte, misteri, perci\u00f2 quando studiammo gli egizi rimasi ammaliata dalle loro usanze, le piramidi, il culto delle divinit\u00e0 e molto altro, a tal punto che riscrissi pagine piene di appunti su quella cultura che esercitava su di me tanto fascino. Stessa cosa per gli Etruschi, gli Aztechi, i Maya\u2026 Sentivo un particolare interesse per le civilt\u00e0 perdute e gli enigmi che si celavano dietro di esse. Cos\u00ec mi trascrivevo lunghe relazioni su qualsiasi cosa suscitasse la mia curiosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso degli anni la mia penna ha toccato i generi pi\u00f9 disparati. Da piccola tenevo un diario, di quelli a cui le adolescenti confessano ogni segreto, del tipo \u201cCaro Diario, oggi la mia amica \u00e8 stata proprio cattiva con me\u201d. Decine di anni di scrittura privata su quaderni dove annotavo letteralmente ogni cosa. Una mole inimmaginabile di volumi su cui trascrivevo le (dis)avventure di una pubescente, catalogavo cronache bizzarre e inverosimili, i pensieri pi\u00f9 strani e pazzeschi, avvicendamenti romanzati, paure, desideri, sogni. Perch\u00e9 s\u00ec, gira tutto attorno ai sogni.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle medie e alle superiori presi a scrivere temi di letteratura da record. Erano lunghissimi poemi didascalici, somigliavano a tutti gli effetti a dei lenzuoli con merletti e trine, e mi fruttavano voti altissimi. A dimostrazione del mio amore per la scrittura, ho sempre avuto un rendimento migliore nelle prove scritte rispetto a quelle orali, almeno fino a un certo punto della mia carriera educativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Di pari passo, divoravo le mie letture. Estati intere, nella mia stanza o in camera di mia madre, sdraiata sul letto e con un libro sulle gambe. Romanzi storici, d\u2019avventura, fantastici, i miei gusti si diversificavano.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi avvicinai in seguito anche alla stesura di poesie. \u00c8 una forma che mi affascina, amo leggerle. Ecco, come direbbero gli inglesi, \u201cnon \u00e8 la mia tazza di t\u00e8\u201d: non riesco a condensare in un componimento poetico ci\u00f2 che ho da dire, per quanto apprezzi quelli altrui. Un amore breve, ma posso dire di averci provato.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante i primi anni di liceo poi aprii un blog in cui vomitavo i miei pensieri, per lo pi\u00f9 pieni di rabbia. D\u2019altra parte si sa com\u2019\u00e8 l\u2019adolescenza, e su quel sito artigianesco scrivevo pezzi, il pi\u00f9 delle volte sconnessi e senza senso, ma servivano a ci\u00f2 per cui erano pensati, ovvero, mi facevano sfogare e stare meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho approfondito dunque il genere epistolare, perch\u00e9 questa mia vena creativa mi impone di scrivere, quasi ossessivamente, perfino numerose lettere d\u2019amore. Sono una fan accanita delle lettere. Sempre intorno agli anni del liceo, avevo amici di penna con cui tenevamo una corrispondenza. Ci scrivevamo tra compagni di campeggio e ci spedivamo missive per posta prioritaria. Poi con dei colleghi di college, conosciuti durante una vacanza studio, annovero uno sporadico scambio di email.<\/p>\n\n\n\n<p>Finch\u00e9, come dicevo all\u2019inizio, non successe qualcosa che cambi\u00f2 per sempre il mio modo di scrivere, e rivoluzion\u00f2 in un certo qual modo tutta la mia vita: la macchina da scrivere.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu amore a prima vista, seppur molto scomoda. Mi dava un\u2019aria importante, da vera scrittrice; odorava di vecchio, mi sporcava le mani d\u2019inchiostro. Era divertente quando si inceppava un tasto. O quando una lettera bucava il foglio. Oppure se pasticciavo tutto e non potevo cancellare. Insomma, un\u2019esperienza davvero indimenticabile. Dopo un paio di pagine, rimisi tutto in soffitta e tornai a carta e penna, la mia passione.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel momento iniziai a lavorare alla mia storia, aggiungendo personaggi, inserendo <em>plot twist<\/em>, complicando la trama e tessendo abilmente l\u2019intreccio. Ci lavoravo nei momenti liberi, cercando ispirazioni diverse, compiendo ricerche, affinando le mie tecniche narrative.<\/p>\n\n\n\n<p>Quaderni pieni di parole. Oltre al compiacimento nell\u2019osservare quelle pagine scritte in bella calligrafia, redigere a mano la mia storia costituiva un vero e proprio esercizio catartico.<\/p>\n\n\n\n<p>Potrei condensare in numerosi volumetti tanti aneddoti riguardo la mia carriera di scrittrice. Per esempio, i luoghi in cui ho scritto: a scuola, in camera, a mano e poi al computer. Ho scritto alla scrivania, ma la cosa che ancora oggi trovo pi\u00f9 piacevole \u00e8 scrivere sul letto, nelle posizioni pi\u00f9 astruse. Distesa e appoggiata su un gomito, oppure con le gambe incrociate e accartocciata su me stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo le nottate infinite passate a scrivere durante gli anni del liceo. L\u2019ho sempre amato, perch\u00e9 di notte la mia creativit\u00e0 sembra sprigionarsi a un livello superiore. L\u2019unico inconveniente \u00e8 lo sfasarsi dei ritmi. A riprova di ci\u00f2, c\u2019\u00e8 chi consiglia di scrivere la mattina, in modo che quanto scritto possa sedimentare nel pomeriggio, e il giorno dopo si possa rileggere e revisionare. Per quanto riguarda la mia storia, ho sempre scritto dal pomeriggio in poi. E soprattutto, io odio editare.<\/p>\n\n\n\n<p>In base al pezzo che sto scrivendo, a volte ascolto la musica. Mi aiuta a trovare l\u2019ispirazione e le parole. Solo ogni tanto per\u00f2: potrei distrarmi facilmente e ho bisogno di silenzio per non volare troppo con la mente e rimanere l\u00ec, ancorata alle pagine e alle parole che ho sotto le dita. Fantasticare. Anche questo \u00e8 molto importante per il processo di scrittura. S\u00ec, direi, fantasticare, ma non troppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrivere \u00e8 liberatorio. A volte faticoso. \u00c8 strapparsi un pezzo di carne per depositarlo su carta.<\/p>\n\n\n\n<p>Col tempo, ho iniziato ad affezionarmi ai miei personaggi. Poter governare il piccolo mondo che creo suscita nella sottoscritta un certo compiacimento. I miei personaggi amano, a volte soffrono, altre volte muoiono. Non ne ammazzo troppi per\u00f2. D\u2019altronde questa \u00e8 la vita, anche nell\u2019universo in miniatura creato da me medesima.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho sviluppato diversi \u201ccapitoli\u201d della storia che ho scritto, intendo che il materiale \u00e8 tanto che un solo libro non \u00e8 sufficiente. Ho affrontato diversi generi nel corso della mia esperienza di autrice, ma la mia autentica predilezione \u00e8 il fantasy. Come mai? Non c\u2019\u00e8 un perch\u00e9 vero e proprio. Le cose che ci piacciono, ci piacciono e basta. Forse perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 facile raccontare di fatti impossibili piuttosto che parlare di \u201ccose normali\u201d. O forse perch\u00e9 la vita di tutti i giorni fa gi\u00e0 abbastanza paura, allora \u00e8 bello immaginare l\u2019esistenza di creature fantastiche e poteri magici, che aggiungano un tocco speciale in pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, mi sono cimentata anche nel non-fantasy. Ritengo per\u00f2 che non lasci abbastanza spazio alla mia creativit\u00e0. Potrei scrivere migliaia di pezzi; tantissimi monologhi, di ogni tipo. Sul rumore della pioggia, sull\u2019amore (ormai banale), sull\u2019amicizia, sulla morte\u2026 ma il fantasy non si batte. Forse \u00e8 solo una questione di comfort zone e di uscirne.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho letto centinaia di libri su migliaia di treni diversi nei miei lunghi anni da pendolare. Ho scritto nel mio giardino preferito dell\u2019Universit\u00e0, quello del dipartimento di Filosofia. Ho scritto due tesi, una di cui vado particolarmente orgogliosa. Perch\u00e9 poi uno ci tiene sempre molto alle proprie creature, come se fossero davvero dei figli.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel giardino mi sedevo sulle panchine, quando c\u2019era il sole, o quando era nuvoloso, e il pi\u00f9 delle volte leggevo. Avevo una panchina per studiare, una per leggere e il muretto dove scrivevo la tesi. Quando pioveva scrivevo nelle aule del Dipartimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la mia creatura\u2026 potrei proseguire con l\u2019elenco dei miei scritti, ancora e ancora\u2026 non potrei, invece, parlare di come si conclude un romanzo. Non so scrivere delle buone chiusure per i pezzi, e non mi riferisco solo agli explicit.<\/p>\n\n\n\n<p>Non so terminare un racconto. Oltre al mio \u201cromanzo\u201d, ho iniziato molte storie. Ho delle buone idee, tantissime buone idee, che poi si infrangono l\u00ec, nella marea della mia immaginazione, travolte da tsunami che le inabissano nei meandri pi\u00f9 remoti dell\u2019inconscio. Tutti quei racconti sono l\u00ec, racchiusi nella mia testa, imprigionati, in attesa di liberazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la mia storia \u00e8 l\u00ec\u2026 Io devo solo metterla nero su bianco.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto \u00e8 che, a un certo punto di tutto questo mio scrivere, ho sperimentato la cosa pi\u00f9 disastrosa che possa accadere a un autore. Succede a molti; a me \u00e8 capitato pi\u00f9 di quanto meritassi.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono imbattuta nel famigerato e terrificante blocco dello scrittore.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0, sono sprofondata nelle sabbie mobili del blocco in questione per tanto di quel tempo da non saper andare avanti nel pi\u00f9 corto dei pezzi.<\/p>\n\n\n\n<p>La sensazione che questo fenomeno lascia \u00e8 la paura, l\u2019orrore di non riuscire mai pi\u00f9 a scrivere neanche un\u2019insignificante lista della spesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ore e ore ipnotizzata da quel cursore lampeggiante sulla pagina digitale. Minuti interminabili a fissare i fogli bianchi sulla scrivania. Provavo a rileggere quanto gi\u00e0 scritto per sbloccare il tutto, per trovare nuove idee e stimolare la fantasia.<\/p>\n\n\n\n<p>Niente. Quella storia proprio non ne voleva sapere.<\/p>\n\n\n\n<p>In molti suggeriscono, quando proprio non si riesce a sciogliere la trama, di staccare completamente per qualche ora. Andare a fare una camminata. Fare due passi, osservare le persone. S\u00ec, le persone\u2026 Amo cercare di immaginarne i pensieri, osservarne le emozioni. Ascoltare i discorsi, inventare le loro storie. Rubo i loro dettagli, i loro profumi&#8230; Le persone sono tra le mie pi\u00f9 grandi fonti di ispirazione. Senza sconfinare nell\u2019invadenza. Anche se, ammetto, il rischio c\u2019\u00e8. A volte mi ritrovo a fissare qualcuno senza rendermene conto, quasi da sembrare insistente. La mia \u00e8 pura curiosit\u00e0. Una deformazione professionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la mente conosce modi a noi ignoti per trovare idee nuove e stimolanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi adesso per sbrogliare la mia storia andr\u00f2 a fare una passeggiata. Osserver\u00f2 le persone che mi passano accanto, che mi superano in bici, che si fermano a prendere un caff\u00e8 al bar, forse una brioche\u2026 e lascer\u00f2 che la mente vaghi. Che i pensieri fluiscano, che le idee mi inebrino. Come un sempiterno flusso di coscienza.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, adesso devo rientrare e andare subito a scrivere, ho avuto un\u2019idea per chiudere il romanzo che non pu\u00f2 assolutamente aspettare.<\/p>\n\n\n\n<p><em>A Paolo e Laura,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00e8 cos\u00ec che \u00e8 cominciata.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E alle mie stelline,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E ai sogni.<\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51354\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51354\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fin da quando ho memoria, ho sempre scritto. 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