{"id":51316,"date":"2023-05-10T12:38:11","date_gmt":"2023-05-10T11:38:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51316"},"modified":"2023-05-10T12:38:12","modified_gmt":"2023-05-10T11:38:12","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-lettera-a-mia-sorella-di-manuela-fucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51316","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Lettera a mia sorella&#8221; di Manuela Fucci"},"content":{"rendered":"\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>                <\/code><\/pre>\n\n\n\n<p>Me a Tea<br>20 Giu \u2013 20:44<br>Oggetto: lettera a mia sorella<\/p>\n\n\n\n<p>Cara sorella, tu e l\u2019estate entrate insieme nella mia mente oggi.<br>Non so se sar\u00f2 cos\u00ec fortunata da raggiungerti, se hai ancora lo stesso indirizzo. Ho tentato.<br>Ecco che a scriverti adesso mi sento stupida. Inizio da un fatto: sono andata al parco con Lea, ieri. Il sole bruciava tutte le panchine di ferro tranne una, era all\u2019ombra del vecchio casolare del guardiano. Mi sono seduta a respirare. Stavo comoda e potevo guardare Lea. La sua testa era una piccola pesca che odorava di buono. Alla fine, ho chiuso gli occhi.<br>Un bambino \u00e8 passato accanto a noi, piangeva disperato. Ho aperto gli occhi. L\u2019ho visto appeso per un braccio alla mano della mamma. In quel momento, ti sembrer\u00e0 assurdo, niente \u00e8 stato pi\u00f9 come prima.<br>La panchina era diventata orribile, ricoperta di scritte a pennarello, sembrava volesse cacciarmi. Era sparito l\u2019ossigeno intorno. In quell\u2019istante mi sono ricordata di\u2026 lo sai.<br>Poi, ho guardato Lea. Dormiva ancora, affidata a me, a me madre. Le voci degli altri erano diventate stridii di pipistrelli e io sentivo che dovevo salvarci. Allora mi sono chiesta cosa avrei potuto fare. Alzarmi sarebbe stata una soluzione. L\u2019ho fatto e ho corso, ho corso mentre le ruote del passeggino saltavano sui ciottoli; sono arrivata all\u2019uscita del parco e l\u00ec mi sono accorta che Lea si era svegliata.<br>La sera ho sbirciato nella libreria che Roberto e io abbiamo riempito. Nel prendere un libro, un altro mi \u00e8 caduto sulla punta della pantofola, col dorso sul pavimento, aperto. C\u2019era odore di muffa, le pagine erano ingiallite, alcune irrimediabilmente macchiate. Poi, ho visto un triangolo che sbucava tra due pagine oltre met\u00e0 libro. Il sospettato di Simenon. Pap\u00e0 lo considerava uno tra i suoi preferiti. Non sapevo dell\u2019esistenza di quel pezzo di carta.<br>Appena ho visto di cosa si trattava, mi sono seduta, senza guardare dove. Tremavo pensando a lei\u2026 Ho preso quel pezzo di carta e ho appoggiato il libro sulle gambe.<br>Quanto tempo io sia rimasta in quella posizione, con le ginocchia strette, solo la casa lo sa.<br>Ho taciuto, quando Roberto \u00e8 rientrato; mi \u00e8 venuto naturale fare ci\u00f2 che ho fatto. Il libro e ci\u00f2 che conteneva erano spariti dal salotto, nascosti nel buio del mio comodino. Abbiamo cenato, noi tre, tutto \u00e8 tornato familiare. Lea non avrebbe potuto raccontare a Roberto ci\u00f2 che era successo al parco, e io l\u2019ho dimenticato, dovevo farlo.<br>Roberto e io siamo diventati due bravi attori. \u00c8 strano, non mi ferisce pi\u00f9 pensarlo. Non facciamo pi\u00f9 sesso, figuriamoci l\u2019amore; le mie amiche hanno gi\u00e0 un amante. Con uno sconosciuto \u00e8 pi\u00f9 facile rimanere nudi.<br>Anna<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:28px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Me a Tea<br>20 Giu \u2013 21:57<br>Oggetto: lettera a mia sorella.<\/p>\n\n\n\n<p>Ah, ho dimenticato di parlarti di pap\u00e0. Mi domanda di te, sempre, a volte anche con una scusa. Oggi, per esempio, l\u2019ho accompagnato al bar, aveva bisogno di fare una colazione pi\u00f9 corposa prima di prendere le pillole. Mentre eravamo l\u00ec, davanti al bancone, una signora ha detto che stanotte c\u2019\u00e8 stata una scossa di terremoto. Le conosci le razioni di pap\u00e0 alle brutte notizie. \u00c8 rimasto immobile col cornetto in mano e la tazzina di caff\u00e8 che aveva smesso di fumare. Ha ripreso a parlare solo quando siamo tornati in strada. Ha detto all\u2019aria, non a me, ma all\u2019aria: \u201cChiss\u00e0 se tua sorella si \u00e8 spaventata.\u201d<br>L\u2019ho rassicurato. Come potevo confessare la verit\u00e0, la nostra verit\u00e0?<br>Tu l\u2019avresti fatto. Sei una tosta, una che non le manda a dire, tu. Io come sono? Non riesco a vedermi.<br>Sono passati due anni dall\u2019ultima volta che ti ho incontrata, per caso, mentre passeggiavi sulla nostra spiaggia, la stessa che calpestavamo da bambine.<br>Ci lanciavamo a fare le ruote, appena arrivate al lido. Pap\u00e0 aveva quella fissa di essere il primo cliente. E la sabbia era fredda. L\u2019odore del mare non c\u2019era ancora.<br>Contavamo le impronte dei gabbiani e seguivamo il loro percorso. A un certo punto finiva nel nulla e allora mi ricordo che alzavo gli occhi al cielo pensando che fossero sopra di noi. Eri la pi\u00f9 coraggiosa, la pi\u00f9 acquatica tra le due. Ti immergevi tutta. Io entravo cauta, prima le caviglie, dopo le ginocchia e poi, quando l\u2019acqua arrivava alla vita, allargavo le braccia convinta che quella posizione mi aiutasse a sentire meno freddo. Per incoraggiarmi pensavo: \u201cButtati, dai!\u201d me lo ripetevo tre volte; oggi \u00e8 ancora cos\u00ec quando devo convincermi a fare una cosa. Ogni tanto guardavo nella direzione del nostro ombrellone. Vedere pap\u00e0 seduto sulla sdraio con uno dei suoi libri mi faceva sentire sicura.<br>Vorrei che avesse ancora la forza di portarci l\u00ec, un tempo in cui le uniche pillole che prendeva erano le vitamine per il raffreddore.<br>Sono passati due anni da quando tu e io ci siamo incontrate sulla spiaggia. Sette dall\u2019ultima volta che ci siamo guardate, che lei ha parlato.<br>Appena ti ho vista ho pensato: siamo diventate due perle. Ma non \u00e8 stato abbastanza, tra noi c\u2019era la fredda consapevolezza di essere diventate delle semplici conoscenze. Ho tolto le mani dalle tasche, tu hai infilato le mani nelle tue.<br>Poco fa ho preso dal comodino quel libro e l\u2019ho aperto e chiuso pi\u00f9 volte, poi ho sfilato la nostra foto. L\u2019ha scattata pap\u00e0 alla Reggia di Caserta, proprio accanto alle vasche dei pesci, lungo il vialone. Tu e io cos\u00ec vicine; hai entrambe le mani sulle mie spalle, gi\u00e0 mi proteggevi.<br>Ho girato la foto sperando di trovare una data, una frase che ci identificasse. Niente.<br>Avrei voluto chiudermi in camera e trovarti l\u00ec, ancora. Come quando le urla malate di nostra madre coprivano le voci della tv, quando il fracasso delle porte che sbattevano lanciavano il cuore a mille e mi nascondevo sotto le coperte per paura che la casa potesse crollarmi addosso.<br>Ecco che la casa non \u00e8 stata pi\u00f9 sicura; \u00e8 stato il momento dell\u2019armadio. Abbracciata alle mie gambe. Tu chiss\u00e0 dov\u2019eri.<br>Pap\u00e0 non ha mai capito che noi avevamo paura delle urla, dei litigi, dei silenzi improvvisi dopo le litigate. Il terremoto.<br>Oggi, vorrei fare il punto della situazione\u2026 mi aiuta una frase che mi ha spezzata in due. Dicesti: \u201cSto per crollare\u201d. Io ti risposi: \u201cnon \u00e8 vero!\u201d<br>Quel pomeriggio di sette anni fa sei corsa via come se qualcuno avesse sparato in aria un colpo di pistola. Impossibile dimenticare la tua immagine. Sotto lo stipite della porta del salotto hai guardato prima lei, poi me e di nuovo me, e me. Ti sei voltata di scatto, ho sentito i tuoi passi fino alla porta e poi il cigolio dei cardini.<br>Dimmi che adesso ridi, che il tuo corpo ti piace, che stai bene. Leggi questa lettera, stracciala, regalala. Io ho tentato.<br>Anna<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:27px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Me a Anna<br>20 Giu \u2013 23:12<br>Oggetto: R: lettera a mia sorella.<\/p>\n\n\n\n<p>Hai un bel coraggio, sai?<br>Pensi che ti creda? Se tu avessi tentato veramente avresti scritto questa mail, prima.<br>Ci sono molte cose del nostro passato che non ricordi, oppure\u2026 fai solo finta?<br>Cosa devi pensare di te stessa? Tralascio le offese che meriteresti. Possibile che sia stata l\u2019immagine vecchia di noi a farti nascere una coscienza?<br>Ricordi bene: ti sono sempre stata vicina. Da quando pap\u00e0 mi disse, il giorno stesso in cui nascesti, che avrei dovuto proteggerti come una sentinella. Quanta energia mi diede quella frase, ma ci volle poco a capire che era una trappola. Ti controllavo a mare, cercavo di distrarti col gioco delle impronte sulla sabbia. Cara mia, fui io a dirti di nasconderti nell\u2019armadio mentre facevo la guarda alla nostra stanza.<br>Ti sei mai chiesta che diamine di fine io abbia fatto, dopo quel giorno? Be, semmai te ne freghi qualcosa\u2026 andai in banca e prelevai una parte di ci\u00f2 che avevo. Il giorno stesso cercai un posto dove sistemarmi. Prima ho passato due cazzo di notti in macchina per\u00f2. Antonella, forse te la ricordi, mi offr\u00ec un alloggio. Era cos\u00ec osceno che nemmeno le blatte ci volevano stare. Senza mutande, senza il pigiama, ho ricominciato comprando uno spazzolino da denti. Ancora lo conservo.<br>Mi scrivi come se quell\u2019unica volta in cui ci siamo incrociate sulla spiaggia, bastasse a coprire tutto.<br>Non hai il coraggio di dirlo neanche dopo sette anni. Ricordati: eri gi\u00e0 sposata all\u2019epoca. Scoprii dalla bocca di nostra madre che eri incinta. Eppure nostra madre sapeva, sapeva quanto fossi stracciata dalla possibilit\u00e0 che non avrei potuto avere figli. Mi diede la notizia con tutto il veleno della sua malattia: a lei l\u2019ho perdonata, per questo.<br>Sei stata tu. Tu eri maledettamente inespressiva quel giorno. Avresti potuto abbracciarmi, dire qualcosa, magari gridare anche. Ma Anna la \u2018perfetta\u2019 non si spreca!<br>Per cui, no cara mia, non avrai la mia comprensione.<br>Tea<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:27px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Me a Tea<br>21 Giu \u2013 10:46<br>Oggetto: R: R: Lettera a mia sorella.<\/p>\n\n\n\n<p>E va bene, hai ragione,<br>non sono la sorella coraggiosa e sette anni sono un\u2019eternit\u00e0!<br>Tu puoi dire di non aver fatto mai nulla di sbagliato contro di me?<br>Ricordo ancora quando portavo un ragazzo a casa e ti lanciavi in mille fusa per attirare la sua attenzione. Ti riusciva facile: bionda, occhi azzurri e pelle d\u2019ebano. Solare com\u2019eri sapevi come fare cadere ai tuoi piedi chiunque volessi. Io, invece, quella introversa. Mi sono sentita la tua ombra, per anni. Andavo bene a scuola, nello sport e risultavo simpatica ed educata, nulla di pi\u00f9. Mi sentivo anonima, per questo ti ammiravo.<br>Lasciami dire per\u00f2, che a noi due il passato non deve pi\u00f9 riguardare.<br>Vorrei incontrarti, conoscere la parte della tua vita dopo che sei andata via. Avresti voluto nascere in un\u2019altra famiglia? Dimmi se hai incontrato l\u2019uomo che volevi e chi sono i tuoi amici.<br>Abbiamo combattuto molte battaglie e di certo ne abbiamo vinte alcune, ma la guerra non lo so.<br>Anna<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:28px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Me a Anna<br>15 luglio \u2013 15:00<br>Oggetto: R: R: R: Lettera a mia sorella.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalle tue parole sembra tutto molto superficiale.<br>Su una cosa mi trovi d\u2019accordo: il passato non ci riguarda pi\u00f9. Ma il passato, Anna, l\u2019abbiamo fatto anche noi.<br>Non sono la stessa Tea di cui ti ricordi. Spesso mi chiedo se malati si diventa o se lo sono sempre stata. I segni ci sono tutti, e sembrano uguali a quelli di nostra madre.<br>Una volta, ricordo che ero appena tornata dal lavoro, avevo ancora la giacca e le scarpe. Le accennai di un problema con una collega. Lei mi guard\u00f2, senza vedermi, gli occhi erano di vetro. Mi disse: \u201c\u00e8 tutta la vita che mi deludi.\u201d In quel momento sono implosa.<br>\u00c8 diventato difficile affrontare lo specchio quando si tratta di spogliarmi. Mi chiudo nel bagno. La prima parte del corpo che guardo \u00e8 il viso. Poi scendo. Prima la maglietta poi la canottiera, abbasso le bretelle, una alla volta. Il seno \u00e8 gi\u00e0 cadente, i capezzoli sono asimmetrici. Eccomi l\u00ec, mezza nuda, flaccida. Qualcosa attira i miei occhi. Quel rigonfiamento sotto al seno sinistro. Una piccola palla ovale. La tasto, la misuro con la mano a cucchiaio. Dico a me stessa che non \u00e8 niente, ma magari \u00e8 qualcosa di importante. Provo a stirarla, inspiro, caccio il petto in fuori, sollevo il seno con entrambe le mani. Non se ne va. Quella cosa mostruosa dorme con me, mangia con me, viene a fare la spesa, \u00e8 l\u00ec mentre chiacchiero con le amiche. Queste sono cose di cui si parla con una mamma o con una sorella.<br>Tea<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:28px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Me a Tea<br>15 luglio \u2013 18:02<br>Oggetto: R: R: R: R: Lettera a mia sorella.<\/p>\n\n\n\n<p>Eccomi, io ci sono!<br>Te la guardo io quella cosa sotto al seno. Ne ho avuta una simile poco prima si sposarmi, alla fine era solo una cisti di grasso. Se ti fa sentire pi\u00f9 tranquilla ti accompagner\u00f2 dal medico. Sono certa che non \u00e8 nulla di preoccupante, fidati!<br>Mi chiamerai?<br>Anna<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:24px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Me a Anna<br>15 luglio \u2013 18:33<br>Oggetto: R: R: R: R: R: lettera a mia sorella.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, mio marito si chiama Valerio e s\u00ec ho tanti amici, adesso.<br>Hai parlato di guerra. Non ho pensato a questo negli ultimi tempi; ho vissuto ogni giorno senza aspettarmi un fottuto niente dalla vita. Era gi\u00e0 un miracolo che fossi uscita viva dal passato.<br>Quando ho trovato una casa decente, quando sono venuta a vivere in questo nuovo quartiere, e poi \u00e8 arrivato Valerio, ho vinto.<br>Perch\u00e9 non dirtelo\u2026 Sono mamma di una meravigliosa bambina: Margherita.<br>Anche a Margherita piace molto quel parco. Forse un giorno le nostre figlie si incontreranno.<br>Comunque il mio numero non l\u2019ho mai cambiato.<br>Fai tu.<br>Tea<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51316\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51316\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Me a Tea20 Giu \u2013 20:44Oggetto: lettera a mia sorella Cara sorella, tu e l\u2019estate entrate insieme nella mia mente oggi.Non so se sar\u00f2 cos\u00ec fortunata da raggiungerti, se hai ancora lo stesso indirizzo. Ho tentato.Ecco che a scriverti adesso mi sento stupida. Inizio da un fatto: sono andata al parco con Lea, ieri. Il [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_51316\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51316\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":26004,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[657],"tags":[],"class_list":["post-51316","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2023"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51316"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/26004"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=51316"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51316\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":51320,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51316\/revisions\/51320"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=51316"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=51316"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=51316"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}