{"id":5126,"date":"2011-01-18T17:36:16","date_gmt":"2011-01-18T16:36:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5126"},"modified":"2011-01-18T17:36:16","modified_gmt":"2011-01-18T16:36:16","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-giorno-di-pancakes-di-patti-turetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5126","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Giorno  di pancakes&#8221; di Patti Turetta"},"content":{"rendered":"<p>Era giorno di pancakes. Un addensamento di nubi rosa tratteggiava la linea della costa. Attraversava i raggi delle pale eoliche fino a sfiorare l\u2019oceano. Al di sotto il traffico di auto elettriche e piste ciclabili, pannelli solari e vetrate. Niente camini o parabole, fili elettrici o antenne in citt\u00e0. I ripetitori Wimax conducevano direttamente il segnale tv all\u2019interno delle abitazioni sostituendo i brutti cavi grigi dell\u2019alta tensione. Il verde era ovunque come se il mondo fosse direttamente seduto su di un mantello d\u2019erba dalle frange blu.<\/p>\n<p>Ogni terzo sabato del mese la signora Lobos setacciava la farina e il lievito in una terrina, aggiungeva sale, olio, un uovo sbattuto e il latte. Non bisogna lavorare molto l\u2019impasto per fare i pancakes se no si induriscono. Lizzy e Lorenzo la guardavano scaldare la padella con un filo d\u2019olio, versarci tre mestolini di composto e attendere che la superficie si cospargesse di bolle d\u2019aria fino a bucherellarsi. La signora Lobos adagi\u00f2 i pancakes dorati nel piatto, li ammorbid\u00ec con il burro, il miele e la marmellata e, ancora caldi, li inzupp\u00f2 di sciroppo d\u2019acero. Ci\u00f2 nonostante i suoi occhi erano lucidi.Lorenzo prese una frittella e dopo averla avvolta in un tovagliolo di carta se la mise in tasca, poi come ogni sabato mattina, insieme a Lizzy si diresse al faro. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0Il nuovo faro non custodiva cavi, lampadine, cursori, bens\u00ec un museo del surf. Nei mesi estivi Lizzy e Lorenzo sedevano sulla sua terrazza a guardare i ragazzi veleggiare con le tavole sulla cresta delle onde, stendevano la lista dei desideri e sognavano di volare insieme a loro. Nei mesi invernali, invece, aspettavano impazienti l\u2019arrivo della farfalla monarca da loro soprannominata Marta.Conoscete la storia della farfalla monarca?<\/p>\n<p>La notte dell\u2019equinozio autunnale nelle fredde terre del nord iniziava la migrazione dopo che in estate nascevano quattro generazioni di farfalle, ma solo l\u2019ultima era speciale. L\u2019ultima viveva pi\u00f9 a lungo, spinta da un istinto che le ordinava di accumulare energia. Si alimentava di nettare e si asteneva dall\u2019accoppiarsi. In questo modo era longeva otto volte tanto rispetto alle precedenti generazioni e immagazzinava la forza necessaria per completare la migrazione. Marta in genere percorreva 120 km al giorno e dal freddo nord raggiungeva la terra dei suoi antenati. Insieme a lei 5 miliardi di farfalle viaggiavano verso sud, percorrevano quasi 5 mila chilometri, ma soltanto un quinto ce la faceva. Qualcuna sceglieva il Messico e le altre la California\u00a0per poi oziare sugli alberi di sequoia per tutto l\u2019inverno. Dopo di ch\u00e9, in primavera, ritornavano al nord e una generazione futura cresceva per intraprendere il volo misterioso. Ma negli ultimi anni le farfalle faticavano a tornare, deforestazioni e cambiamenti climatici le depistavano, rendevano ardua la loro sopravvivenza e gli abitanti della citt\u00e0 si preoccupavano. Lorenzo confondeva le file di macchie bianche che caratterizzavano le loro ali, eppure erano importanti, era come per un bambino avere due orecchie, o due occhi, o due mani. Un particolare per\u00f2 ricordava: che era il sole e l\u2019orologio cicardiano dentro le farfalle a farle tornare. Era l\u2019alternanza del giorno e della notte a scandire il ritmo biologico di tutti gli animali. Lorenzo amava le farfalle e come loro desiderava volare.<\/p>\n<p>Volare era stato il lavoro di suo padre.<\/p>\n<p>Lui sapeva che occorrevano cento ore di corso teorico, oltre quattro mesi di frequenza, e alla fine, un corso pratico per poter volare. Quindici ore di volo, pi\u00f9 altre quarantacinque con il maltempo e a quota molto alta. Occorreva, insomma, conoscere un\u2019enormit\u00e0 di regole. Gli piaceva il parapendio, per il quale bastavano sette giorni di pratica, e pesava solo cinque chili; una volta chiese a suo padre di lanciarsi dalla terrazza del faro ma suo padre era scoppiato a ridere: \u201cUna collina serve, non un faro\u201d, esclam\u00f2. Allora gli propose di fare pratica con il kitesurf, ma suo padre gli spieg\u00f2 che il vento doveva soffiare oltre i dieci km\\h, e che la bizzarria delle correnti ascensionali non era mai facile da gestire. Senza contare che raramente il vento era perfetto e \u00a0la direzione e l\u2019intensit\u00e0 erano fattori complessi.<\/p>\n<p>Ma Lorenzo voleva volare.<\/p>\n<p>Tanto fece che un giorno riusc\u00ec a convincere suo padre. Quanta emozione! A stento trattenne le urla di gioia; i bambini si esaltano in fretta. A fatica tenne nascosto il volo a sua madre; le madri si preoccupano. A malapena riusc\u00ec a convincere Lizzy a restare a terra; gli amici, in genere sono permalosi. E Lizzy imbronciata li guard\u00f2 planare e veleggiare su di un biposto a motore, e tutto fu meraviglioso finch\u00e9 un\u2019ala estranea, sottile e prepotente si intromise tra il biposto del signor Lobos e la base delle nuvole. Lizzy sapeva che non si sarebbero spaventati facilmente, che avrebbero mantenuto la calma per riprendere quota, ma il vento quel giorno rendeva impossibile gestire la bizzarria delle correnti ascensionali. E Lizzy\u00a0 sbigottita li guard\u00f2 precipitare sulla cresta di un onda.<\/p>\n<p>In quel punto della costa le onde erano alte, forti, le pi\u00f9 maestose della California, quasi del mondo. Nel fare surf quando un\u2019onda grande ti abbraccia, sembra di raggiungere la velocit\u00e0 della luce e quando ti libera, ti da la sensazione di essere diventato pi\u00f9 giovane. Ma se si resta intrappolati, il\u00a0corpo ne diventa parte integrante e l\u2019anima plana incontrollabile lungo pareti d\u2019acqua che scorrono verso la riva. Le onde furono gentili con Lorenzo, non con suo padre.<\/p>\n<p>\u00a0Era giorno di pancakes, Lizzy e Lorenzo salirono in cima al faro.Per loro quella terrazza era la torre di controllo da cui i sogni libravano. Da lass\u00f9 i due amici abbracciavano silenziosi l\u2019oceano verso est ammirando un mondo stupendo dove soltanto la neve sarebbe stata altrettanto bella, ma non nevicava mai in quel punto della costa in California. Abbracciavano con lo sguardo la spiaggia dei gabbiani, dei leoni marini e del Luna Park dove il sole tramontava e, nelle fantasie di Lorenzo l\u2019arcobaleno tratteggiava un pentagramma di note al cioccolato, al latte di giorno e fondente di sera, mentre i Girocotteri, elicotteri cabrio senza vetro n\u00e9 copertura, rollavano grintosi su piste di zucchero.<\/p>\n<p>Lorenzo ripensava allo sguardo lucido negli occhi di sua madre, soltanto un miracolo li avrebbe asciugati, ma non credeva ai miracoli, artificiosi pi\u00f9 delle favole a Natale. No, non ci credeva. Credeva che i pancakes fossero le frittelle migliori del mondo, che il Girocottero prima o poi lo avrebbe riavvicinato all\u2019intensit\u00e0 del blu.\u00a0 Credeva che il suo pentagramma contenesse note alte, che i bambini sedevano sul podio della scala gerarchica dell\u2019umanit\u00e0 per qualche merito innato. Lui credeva che i genitori fossero immortali e che Lizzy, la sua inseparabile lucertola, avrebbe per sempre abitato nelle sue tasche. Si erano incontrati una mattina sul bordo di un davanzale di fronte al via vai stradale e l\u2019orizzonte del mare e da allora lei lo accompagnava a scuola, come a letto o sulla terrazza del faro.<\/p>\n<p>Lorenzo si agit\u00f2.Lo scompiglio fece annaspare Lizzy tra le briciole di pancake. La fece ballonzolare sul fondo della tasca come uno yo yo nelle mani di un giocoliere. Guizzare tra le pieghe della stoffa come in fuga dalle grinfie di un gatto, poi, finalmente Lorenzo si calm\u00f2. Sopra di loro, un velivolo simile a un deltaplano planava e veleggiava; la tela era formata da una livrea arancione e i cavi dalle nervature costali di ali di farfalle. Marta e migliaia di farfalle monarca erano tornate!<\/p>\n<p>\u00a0\u201cLizzy \u00e8 incredibile\u2026, Lorenzo farfugli\u00f2.<\/p>\n<p>Dall\u2019emozione fece nuovamente capitombolare l\u2019amica sul fondo della tasca, ma la lucertola piroett\u00f2 veloce e torn\u00f2 a fare capolino all\u2019aria aperta. Lorenzo aveva la bocca spalancata e il naso all\u2019ins\u00f9. Lizzy pens\u00f2 che se nonostante le deforestazioni e i cambiamenti climatici Marta aveva compiuto un viaggio di 72 giorni per quasi 5.000 chilometri, la tristezza negli occhi della signora Lobos si sarebbe alleggerita. Se una minuta farfalla aveva affrontato il vento, la pioggia e la grandine per raggiungere il loro faro \u00a0\u00a0\u00a0Lorenzo sarebbe tornato a volare. Se l\u2019essere pi\u00f9 esile e pi\u00f9 abile nella metamorfosi si era dimostrato il pi\u00f9 forte nelle intemperie allora i miracoli accadevano! E Lizzy lo intu\u00ec esattamente nell\u2019attimo che colse una punta di eccitamento colorare il viso dell\u2019amico e l\u2019eco delicato del suo stupore triste trasformarsi in sorriso.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5126\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5126\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era giorno di pancakes. 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