{"id":51211,"date":"2023-05-08T10:40:05","date_gmt":"2023-05-08T09:40:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51211"},"modified":"2023-05-08T10:40:06","modified_gmt":"2023-05-08T09:40:06","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-voglia-di-pulito-di-simona-rossi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51211","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Voglia di pulito&#8221; di Simona Rossi"},"content":{"rendered":"\n<p>Con la posta in una mano e il vassoio take-away tiepido e aromatico in equilibrio sull\u2019altra, Veronica sale le scale. L\u2019imminenza dell\u2019incontro con Gianluca rende gradevole l\u2019affanno, la prova di equilibrismo invece la irrita. \u2018Perch\u00e9 svuoti proprio ora la buca delle lettere, se sai che contiene solo pubblicit\u00e0?\u2019. Tenere casa pulita per cancellare ogni appiccicaticcio dei residui matrimoniali era un conto, ma che la sua forza abrasiva e rinnovatrice si spingesse ogni volta sino alla cassetta delle lettere!<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, superato l\u2019ultimo gradino, il braccio anchilosato che da solo aveva portato la cena per lei e Gianluca, \u00e8 soddisfatto, perch\u00e9 dalla confezione si ergono ancora originali e distinti, l\u2019odore dolciastro e pungente di curry giallo con uvetta, l\u2019umido neutrale del riso bianco e l\u2019unto salutare del sesamo che incrosta il pollo. Gianluca adora il mangiare indiano raffinato, quello che non affoga tutte le pietanze in un unico pappone, e lei adora il ristorante \u2018Ganesha\u2019 che prepara piatti indiani raffinati a portar via.<\/p>\n\n\n\n<p>A uscio di casa spalancato Veronica si dice: \u201cE questa \u00e8 fatta. Fase uno: caccia al cibo &#8211; conclusa\u201d. Sfilandosi soprabito e scarpe si complimenta con il suo fisico atletico e si raffigura mentalmente le altre fasi della serata con Gianluca. Fase due: cena perfetta. Fase tre: ballo sfrenato. Fase quattro &#8230; davanti all\u2019occhio dell\u2019immaginazione compare il nero. Dalla scarpiera appena aperta era fuoriuscito un odore di lacca agglomerato e violento che le era impattato contro. Max, il suo ex marito, portava stivaletti di marca e il suo spray per lucidarli era un\u2019aggressione chimica al cervello ogni volta che uscivano in tenuta elegante. Quante volte gli aveva detto di trattare le scarpe fuori dal balcone e lasciarle l\u00ec a disperdere la puzza tossica, e lui aveva riso, replicando che l\u2019odore di nuovo dava fastidio solo a lei e a chi come lei si accontentava di certezze piccole-piccole. Con occhi chiusi e il naso tappato Veronica butta dentro l\u2019armadietto le scarpe dell\u2019ufficio e afferra il decolt\u00e9, quello finemente procace, con punta stondata-gentile e tacco aggressivo. Altro che paura del nuovo, dal plateau di quelle scarpe era il mondo a essere piccolo-piccolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lentamente, perch\u00e9 insieme alla tenuta da lavoro cadano anche le preoccupazioni, Veronica si sveste. La sferzata di acqua tiepida dal diffusore sistemato su \u2018massaggio\u2019, le conferma quanto gi\u00e0 dal mattino sentiva sistemarsi sotto gli strati pi\u00f9 interni dell\u2019epidermide. La massa corporea si stava preparando a portare un capo preciso del guardaroba, e cio\u00e8 il tubino nero, che per spessore e aderenza poteva essere una muta da sub. Ancora sotto l\u2019effetto-antiet\u00e0 della crema-corpo Veronica appoggia il tubino sul letto, prende al primo colpo le calze color-nudo dal groviglio nella cesta e si aggiusta la lingerie, tirando bene le bretelle del reggiseno. Una le rimane attaccata al pollice e le scocca sulla clavicola. Il dolore proviene per\u00f2 dall\u2019interno del naso, nel posto che normalmente occupa il raffreddore. Veronica si siede sul letto e il malore si intensifica. Le serve un\u2019aspirina, che \u00e8 nell\u2019armadio in cucina. Gi\u00e0 nel corridoio il dolore sparisce, rimane il capogiro di chi si \u00e8 perso in un bosco. Reggendosi al muro Veronica torna in camera da letto e comprende. Il tubino emana flutti di bergamotto e geranio, come se la busta della lavanderia che lo conteneva fosse stata piena di petali e frutti di Calabria. Gli aromi dell\u2019eau de toilette di Max si erano permessi di resistere al lavaggio a secco, al ferro da stiro e ai venti euro pagati. Veronica scaccia lo shock con una serie di imprecazioni rumorose. L\u2019effetto \u00e8 catartico. Veronica si vede avvolta nell\u2019abito vestale verde bottiglia, i cui drappeggi di seta seguiranno seducenti il suo corpo, mentre lei e Gianluca ballano sul ritmo sfrenato di un ballo indiano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBenvenuto Gianluca, accomodati, gi\u00f9 in fondo \u00e8 il salotto\u201d. Veronica chiude la porta pi\u00f9 lentamente del necessario per ammirare il passo del suo collega. Lo fa quasi ogni mattina. Arriva appositamente prima in azienda per aspettare in garage che Gianluca scenda dalla macchina e si diriga verso l\u2019ascensore con il suo andamento continuo, da lancetta di orologio meccanico. Con quei passi leggeri, ingranati e calmi, sembra padroneggiare il tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVedo che hai dei bei batik, oltre che degli eleganti drappeggi al vestito. Ti piace l\u2019India?\u201d. La voce di Gianluca \u00e8 quella di uno speaker radiofonico notturno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi diverte Bollywood. Non ci sono ancora stata. Tu invece?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Con affermazioni affascinanti Gianluca conduce il racconto dall\u2019Himalaya fino al Kerala e Veronica, che annuisce francamente interessata, si inserisce nel flusso solo per indicare il vano-bar della libreria e il salotto: \u201cQui ci vuole un gin tonic! Prendi la bottiglia, per favore, io porto il resto\u201d. Lei si tiene lontana dal vano-bar, perch\u00e9 conteneva i whiskey scozzesi del suo ex, e le sembra ancora pieno di torba.<\/p>\n\n\n\n<p>La frutta a spicchi &#8211; un omaggio alla tradizione orientale &#8211; e le olive nostrane sono gi\u00e0 sul tavolino basso. Veronica riempie i bicchieri e si siede accanto a Gianluca che sembra compiacersi della vicinanza tra le loro gambe e della sottigliezza della seta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGianluca fumi o posso togliere il posacenere?\u201d. Come mai puzza di sigaro adesso? Non lo fa mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Gianluca si allenta il risvolto del collo alto: \u201cTi ho appena detto che non fumo pi\u00f9 da quando sono tornato dall\u2019India\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei glielo ripeteva a Max di non spegnere i toscani dentro il posacenere di pietra. Cento volte gli aveva spiegato che era stata la sua compagna di stanza all\u2019universit\u00e0 a regalarglielo per farla sentire una dura e aiutarla a smettere di fumare. Quel posacenere, cos\u00ec granitico, simboleggiava il suo auto-controllo. Lei glielo ripeteva costantemente di non sporcarlo e Max lo ignorava! Lei lo aveva salvato, il posacenere. Dopo averlo lasciato immerso nell\u2019acqua che la pietra scava, ne aveva grattato alacremente il fondo e i bordi con la spugna di ferro e la cenere del camino. Era sicura che lei e il granito avessero vinto la guerra contro l\u2019onta del tabacco bruciato. Ecco perch\u00e9 il posacenere troneggiava ancora sul tavolino basso del salotto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi senti bene, Veronica? Hai gli occhi spenti, vuoi che torni un\u2019altra volta?\u201d. Gianluca si spinge di colpo sul bordo del cuscino e una ciocca della sua folta chioma scura si distacca dal resto nonostante il gel.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, scherzi? La cena \u00e8 pronta. Ascoltandoti, mi sono scordata di mangiare qualcosa prima di bere. Accomodati a tavola\u201d. Veronica solletica il ginocchio contratto di Gianluca e si alza con slancio per far fluttuare tutta la lunghezza della seta e dei capelli. \u201cMetti su un po\u2019 di musica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre Gianluca si intrattiene allo stereo, Veronica sistema sulla tavola i fiori, l\u2019omaggio dell\u2019ospite, e la cena calda, miracolo del microonde.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTutti quei dischi\u2026. La collezione del tuo ex?\u201d. Gianluca punta la forchetta con sopra solo riso bianco nella direzione di Veronica.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver infilzato un pezzetto di pollo e accennando un fendente nella direzione di Gianluca, Veronica risponde: \u201cMa neanche per sogno. Considerala il mio lato maschile. Ho anche una collezione di farfalle\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Veronica si gode l\u2019espressione di Gianluca. All\u2019aria pensosa e scettica che accompagna il Gianluca della mattina quando scende dalla macchina nel garage dell\u2019ufficio, si aggiunge in quel momento l\u2019autoironia di un sorriso che svela con convinzione lo spazietto tra i denti frontali e che intenzionalmente fa risaltare l\u2019assenza pi\u00f9 della presenza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAh, ma allora nascondi molte cose\u201d, dice Gianluca con le esse che si intrufolano nello spazietto.<\/p>\n\n\n\n<p>Veronica alza il capo con una contrazione, come se il collo fosse stato esposto a uno spiffero e domanda: \u201cBalli? Perch\u00e9 so anche ballare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>I suoni striduli del sirtaki sciolgono il primo imbarazzo. Esercitandosi con gli sghignazzi, quelli a piena dentatura che tutti i ballerini indiani si devono stampare in viso, Veronica e Gianluca dimenticano le remore dei primi incontri a due. Ed \u00e8 seguendo le percussioni bollywoodiane, elettroniche e rintronanti, che i corpi trovano movimenti e ritmo coordinati. Quando il loro ballo diventa sensuale e accaldato i loro vapori si mischiano. Veronica inebriatasi di quell\u2019alchimia, che \u00e8 la stessa che si liberava nelle notti d\u2019amore con Max, sviene.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo qualche ora, Veronica si risveglia da sola. Su un post-it c\u2019\u00e8 scritto in bella calligrafia: \u201cTi lascio dormire tranquilla, Gianluca\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La rabbia cresce incontrollabile. L\u2019aria che respira in quell\u2019appartamento le toglie il respiro. Veronica corre in cucina, accende tutti i fornelli del gas, chiude porta e finestra. Aspetta mezz\u2019ora, poi prende l\u2019ultimo accendino di Max, ne apre il coperchio, lo fa illuminare e lo butta in cucina. Veronica non ricorda chi ha chiamato i pompieri, il viaggio in ambulanza. Per quanto si sforzi, non riesce a concentrarsi, perch\u00e9 tutto in quella stanza di ospedale, ordinata e sterile, odora di Max.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51211\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51211\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la posta in una mano e il vassoio take-away tiepido e aromatico in equilibrio sull\u2019altra, Veronica sale le scale. 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