{"id":51202,"date":"2023-05-08T10:10:19","date_gmt":"2023-05-08T09:10:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51202"},"modified":"2023-05-08T10:10:20","modified_gmt":"2023-05-08T09:10:20","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-drag-queen-di-clelia-tonini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51202","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Drag Queen&#8221; di Clelia Tonini"},"content":{"rendered":"\n<p>La vista si oscura di un liquido rosso e caldo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono al mio funerale e di certo avrei voluto campare meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi vedo tutti. La famiglia, i colleghi, loro e lui. Sguardi silenziosi e vuoti. Sguardi fissi per terra, sguardi di sfida, sguardi di paura. Sguardi.<br>Mia madre piange nella sua compostezza di sempre. La stessa compostezza con cui mi \u00e8 stata accanto. In ogni attimo, anche oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella sua abituale eleganza \u00e8 vestita di nero in un tailleur di Pierre Cardin. Nel suo ostinato coraggio il foulard arcobaleno \u00e8 al collo annodato con classe.<\/p>\n\n\n\n<p>Mio padre, anche lui solo, \u00e8 in fondo, ha gli occhi umidi e non riesce a piangere. Adesso, forse, \u00e8 troppo tardi.<\/p>\n\n\n\n<p>I miei colleghi ossequiosi, voi affranti e lui gelido.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho creduto di dover esistere e basta. Invece ho scoperto che non \u00e8 sufficiente, che ho dovuto riscoprirmi, conoscermi meglio, reinventarmi.<\/p>\n\n\n\n<p>Fin da piccolo mi piaceva travestirmi. Mi piacevano i vestiti di mia sorella e le sue scarpe con i tacchi alti. Mi piacevano le collane della mamma e i suoi anelli che mettevo ai pollici, perch\u00e9 troppo grandi. Mi piaceva mettermi il rossetto e lo smalto alle unghie. Smalto che non andava pi\u00f9 via e i compagni di classe che mi prendevano in giro. Non so come mai non ci rimanevo male, anzi ne ero orgoglioso. L\u2019orgoglio che indica la strada per andare avanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Da adolescente sono stato affascinato da un film, non mi ricordo neanche pi\u00f9 il titolo, singolare esempio di una coppia felice di gay, al contrario dei miei genitori.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019arte pulsava dentro. Sono andato avanti tra l\u2019universit\u00e0 di informatica e il mondo del teatro. In solitudine tra due universi distanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Osservo i colleghi, stretti nei completi giacca e pantaloni, impiccati nelle cravatte.<\/p>\n\n\n\n<p>Per loro sono stato credibile come uomo, il responsabile dei servizi informativi dell\u2019azienda.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono stato all\u2019altezza di ogni situazione, di ogni problema e dei loro problemi. Non mi sono mai scomposto. Ho avuto la mia vita in borghese, che mi ha tenuto ancorato al suolo e alla normalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardano incuriositi il mio mondo nascosto. Voi. La mia vita vera che mi ha dato la possibilit\u00e0 di celebrare la donna in me, senza compromessi e senza ipocrisie. Per voi sono stata credibile come donna, con i miei pregi e con i miei difetti di questa fragile verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Avrei voluto trovare l\u2019uomo della mia vita che mi amasse per quello che sono.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece \u00e8 arrivato lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci siamo conosciuti, per caso, in una riunione di lavoro. Ti presentasti come direttore commerciale di una software house di prodotti gestionali per buste paghe. I nostri occhi si sono capiti subito.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla riunione, allo Spritz al pub vicino, al mio appartamento e infine al mio letto. \u00c8 stato un attimo veloce, senza paracadute. In bilico tra passione e curiosit\u00e0. Non ci \u00e8 voluto molto che la tua curiosit\u00e0 lasciasse il posto all\u2019incomprensione pi\u00f9 feroce.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevi percepito che c\u2019era un turbamento fra noi. Uno scoglio da cui tuffarsi per comprendere la mia naturale profondit\u00e0. Finch\u00e9 non apristi la porta, quella porta difficile da richiudere.<\/p>\n\n\n\n<p>Vestiti di paillettes. Boa di piume di struzzo colorate. Scarpe con i tacchi alti di pelle lucida. Sandali di raso di tutti i colori con strass. Calze di rete. Collane. Collari neri con borchie dorate. Catene. Moschettoni. Ciglia finte. Unghie finte. Rossetti. Smalti. Ciprie. Mascara. E un ventaglio rosso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe cazzo \u00e8 \u2018sta roba? Dove vai con \u2018sta roba, Antonio?\u201d Il tuo urlo incredulo.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevi cominciato a sfasciare tutto con un\u2019aggressivit\u00e0 irriconoscibile.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe cazzo stai facendo? Vattene, vattene subito.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il tuo schiaffo violento e inaspettato. La tua rabbia. La tua vergogna.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cRagazzi, voi vi state ancora divertendo?\u201d <\/em>aveva chiesto Cobain agli atri Nirvana la sera prima di spararsi.<\/p>\n\n\n\n<p>La guancia scotta, \u00e8 dolorante. Mi alzo dal divano con fatica. La testa mi scoppia, ho i brividi freddi. Guardo il delirio lasciato da lui e il ventaglio rosso in tanti pezzi.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia verit\u00e0 e la mia certezza. Stasera sono la Drag Queen Marion sul palco del Bombon Bijoux e mi sento me stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>La musica a tutto volume, la mia preferita, Paris 1985<em>. <\/em>Luci psichedeliche che si riflettono sui volti truccati e convinti. \u00c8 ritmo nella pelle, \u00e8 movimento di corpi colorati e sensuali, \u00e8 atmosfera calda di effusioni, \u00e8 forza travolgente. E io l\u00ec che gioisco con tutti. Sono la loro star, sono la mia star.<\/p>\n\n\n\n<p>Esco dal locale con un cliente e sorseggiamo un Gin Tonic tra una parola e una risata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un gruppo di ragazzi e di ragazze cominciano a insultarmi, a sputarmi addosso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEhi frocio di merda, che ci fai con uno schifo cos\u00ec?\u201d Il cliente spaventato fugge via di corsa.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi strappano i capelli, la parrucca cade per terra. Ridono e ridono e ridono. Le loro voci cattive, la mia voce indifesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi tirano per la collana e cado in ginocchio. Sento calci da tutte le parti. Stramazzo al suolo. Dolore allo stomaco, alle costole, alla testa, in mezzo alle gambe.<\/p>\n\n\n\n<p>Ti vedo in un angolo con la sigaretta alla bocca. Lo sguardo disumano. La tua risata crudele. Te ne vai con il tuo imbarazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio funerale \u00e8 reale adesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Non torner\u00f2 pi\u00f9 al mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho imparato qualcosa. <\/p>\n\n\n\n<p>Antonio e Marion hanno ballato assieme, da sempre<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51202\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51202\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vista si oscura di un liquido rosso e caldo. 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