{"id":51111,"date":"2023-04-29T19:24:12","date_gmt":"2023-04-29T18:24:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51111"},"modified":"2023-04-29T19:24:12","modified_gmt":"2023-04-29T18:24:12","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-suburban-lovestory-chiusura-di-feliciana-chiaradia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51111","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;(Sub)Urban (Love)Story: {[CHI(USURA)]?}&#8221; di Feliciana Chiaradia"},"content":{"rendered":"\n<p>(Non) siamo arrivati alla fine di questa avventura perch\u00e9 alla fin fine vera, di parentesi ne restano che poche, sopraffatte dalla sintassi lineare, che, per essere nata come invenzione, \u00e8 diventata una convenzione, convinzione all\u2019occasione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La verit\u00e0 \u00e8 che J. non si chiama J. e non vive a Verona ma ha vissuto (non troppo) vicino al caff\u00e8 Pedrocchi mentre il bar pi\u00f9 vicino a casa mia era una pasticceria siciliana. Poi io a Bologna, lui sempre dove l\u2019avevo lasciato. Quando poi sono andata a Barcellona, l\u2019ho saputo in giro per il in Brasile. Io in Germania, lui nei pressi di Santiago. Infine io a Parigi. E lui era rientrato in italia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto mi riguarda, negli anni che seguono J., ho chiuso e aperto parentesi quadre e graffe. La tonda \u2013 che \u00e8 quella che ha la precedenza su tutte \u2013 la prima da risolvere, la pi\u00f9 importante, quella che c\u2019\u00e8 sempre- \u201cguardate se ci sono parentesi tonde prima\u201d, ci metteva in guardia la professoressa di matematica del liceo-, ha proseguito negli anni con all\u2019interno l\u2019incognita x che si elevava a potenza n ogni volta che le parentesi di una vita si chiudevano: tra y e z, la tonda, con il termine incognito x, restava.<\/p>\n\n\n\n<p>In verit\u00e0 avrei voluto essere una xy con lui. Non sono Will Hunting, non sono riuscita mai a soluzionare il problema e forse per questo risultava difficile ridurmi in parentesi quadre e graffe. Il problema J. \u00e8 diventato difficile da risolvere per una con un B.A.; come le equazioni di terzo grado elevate a potenza, poich\u00e9 il termine \u201cqualsiasi\u201d, se ci fosse stato lui, non sarebbe esistito. Non mi sarei accontentata di alcuna soluzione anche prossima a quella reale. Ma anche i numeri reali sono (ir)razionali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Poi parlano di te come una \u201cminestra riscaldata\u201d \u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>(Continuo a chiedermi se ti si possa veramente definire una \u201cminestra riscaldata\u201d se nel piatto non c\u2019\u00e8 mai stata una minestra e come sia possibile che nel mio ci fosse, e, alla fine, non sia neanche riuscita a digerirla. L\u2019ultima volta era la prima volta che stavo per riuscire a buttar via la tua minestra ma alla fin fine non ce l\u2019ho fatta. Qualcosa si \u00e8 mosso e ho cominciato a paragonare la minestra passata con quella&nbsp;<em>pr\u00eat-\u00e0-manger<\/em>&nbsp;che avevo deciso di non assaggiare avendo, per\u00f2, gi\u00e0 deciso a priori di renderla immangiabile).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u2026e delle parentesi come impedimento all\u2019 (in)comprensione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Allora le tolgo (quasi) tutte.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo \u201cLa mia piccola rivoluzione\u201d, i titoli dei Sikitikis sono cambiati. Un breve stacco del 2017 quando fanno uscire due album, per poi scomparire. Il primo si chiama \u201cLe belle cose\u201d e l\u2019altro \u201cAbbiamo perso\u201d. \u201cLe belle cose\u201d l\u2019avevamo ascoltato quando c\u2019eri pure tu, \u201cAbbiamo perso\u201d (l\u2019)ascoltiamo \u201cSoli\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo perso la guerra che avevamo vinto per i \u201cLo Stato Sociale\u201d, nella tua auto che prendevamo per andare a vedere il mare dalla montagna di Broglio e ci sembrava la Route 66, dove mi facevi chiudere gli occhi e ci baciavamo come due cretini. \u201cAbbiamo vinto la guerra, che neanche ce n\u2019eravamo accorti\u201d ma invece l\u2019abbiamo persa perch\u00e9 dopo anni sono qui a scrivere un libro a quattro mani con te che non ci sei pi\u00f9. Ho cambiato 7 citt\u00e0 e 4 stati per dimenticarti ma non ci riesco neanche cos\u00ec. Penso spesso a quella volta che ci siamo incontrati a Bologna e c\u2019era Clavio vestito da Capitan America e mi avevi detto che piaceva anche a te quando eri bambino. Alloggiavo in un hotel della stazione, (non) ero venuta all\u2019Alma Orienta. Anche se avevo partecipato -ed incontrato Giancarlo che diventer\u00e0 un personaggio chiave della mia vita universitaria bolognese ed emblematico nel capire che la pasta insipida piace solo a me ed \u00e8 meglio non offrirla all\u2019ospite che inviti per cena-, ero venuta soprattutto per vedere te. Non sapendo cosa portare, avevo pensato a del pane che mi avevi raccontato di aver diviso in due e che una met\u00e0 l\u2019avevi congelata. Il bagnoschiuma alle more. Un\u2019agenda vecchia a cui avevo raccontato di te. Per dartele e salire in camera abbiamo dovuto lasciare alla reception la tua carta d\u2019identit\u00e0. Era una delle prime volte che uscivo di casa da sola e mi sentivo in imbarazzo. Allora avevamo inventato che eri mio cugino. E quando dopo ero venuta nel tuo appartamento da studente, ti avevo anche scritto qualche parola su un quaderno che avevi ritrovato la settimana successiva. Letto e sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi boh.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La tua incognita ha cominciato ad elevarsi ad esponenti per me (s)conosciuti e le parentesi non sono servite pi\u00f9 a nulla. Senza (mezzi)termini noti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ti ho scritto una decina di lettere. Te ne ho inviate alcune. Due volte mi hai risposto a tuo modo. Poi, una mattina, ho preso il primo treno e sono venuta a dirti niente, ti ho scritto un messaggio e tu mi aspettavi mentre io non me lo aspettavo. Sei arrivato e abbiamo mangiato la porchetta accompagnata da uno\/una spritz. Abbiamo preso il sole. Mangiato la pasta con tonno e zucchine che \u00e8 anche il tuo gusto di pizza preferita. Mi hai riaccompagnata alla stazione e, quando gi\u00e0 eravamo fuori (tempo), mi avevi confessato quanto fosse difficile per te vedere qualcuno andar via che vorresti restasse di pi\u00f9. Non so se avremmo avuto ancora molto da dirci. So per certo che ne avremmo.ora.<\/p>\n\n\n\n<p>Non mi piacciono pi\u00f9 le storie con un lieto fine. Allora ti do il nome di J. e mi (ri)prendo quello che (non) mi hai dato. Ti faccio vivere a Verona anche se non c\u2019\u00e8 Kenny Random e la caccia al tesoro \u201cThe Gift\u201d che organizzano con le biciclette, poco prima di Natale, onestamente non so se ogni anno, ma sicuramente nel 2013. Ti porto con me in ogni storia a malincuore perch\u00e9 non so se tu ci pensi mai ma ne dubito, se ti ricordi. Una volta c\u2019ero quasi riuscita a fare come quello di \u201cSe mi lasci ti cancello\u201d ma poi, verso la fine, mi sono resa conto di non avere alcun potere decisivo con le parentesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi dicono che \u201cla minestra scaldata\u201d non sia il massimo. Lo dicono proprio a me che odio il forno a microonde. La storia sarebbe dovuta finire con il (ri)trovarci al matrimonio dei due amici in comune che ci hanno fatto (r)incontrare in un bar, quel Natale. Ma quando sono tornata a casa da Parigi l\u2019ho visto per la prima volta in compagnia di un\u2019altra ragazza. Lei me lo aveva gi\u00e0 accennato. Lo sapevo da un po\u2019 di tempo ma tu lo sai che (se non vedo) non credo. Anche se fa un p\u00f2 troppo \u201cBianca\u201d di Moretti, era gi\u00e0 successo con altri due nostri amici. Prima noi, poi loro, poi gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dicono che tu sia potenzialmente felice.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tediato, testardo, provocatore come al solito, di quando alla mia migliore amica chiedevi a sfott\u00f2 di lavare i piatti per ripagare l\u2019ospitalit\u00e0 del tuo migliore amico il quasi giorno del mio compleanno di qualche anno fa. Ed ascoltare \u201cAll I need\u201d, questa volta live.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo perso la guerra perch\u00e9 quando avremmo potuto vincerla ci hanno mandati in missione come in \u201c1917\u201d e tu sei quello che \u00e8 sopravvissuto. Io sono rimasta sotto l\u2019albero di melo, come una pera cotta. E quando finalmente ho ricominciato a camminare, sulla strada del (non) ritorno, ho incontrato tanta gente, migliore e peggiore di te.<\/p>\n\n\n\n<p>(Non) ho fatto tesoro di tutte le volte che mi hai ignorata, insultata mai, ma paradossalmente lo avrei preferito perch\u00e9 mi sarei sentita meno stupida, inutile, meno sola con te. Nonostante ci\u00f2 preferisco finire la prima parte de la storia-che-scrivo-a-quattro-mani-senza-di-te con un\u2019ultima conversazione (bella). Libera da parentesi e (pre)giudizi. Perch\u00e9 alla fine si sa, quello che resta \u00e8 una pillola amara tra solitudine e tristezza che, anche se ci far\u00e0 sentire meglio a modo nostro, sar\u00e0 soltanto per via dell\u2019effetto-placebo.<\/p>\n\n\n\n<p>(Tra)scrivo questa storia che, come legge del contrappasso, render\u00e0 eterno ci\u00f2 che a me sembra (im)possibile, per te effimero. Ci do la \u201cseconda possibilit\u00e0\u201d che la vita non ci da(r\u00e0).<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 per questo che (ti) scrivo. Perch\u00e9 quello che (non) siamo \u00e8 troppo bello per finire nel dimenticatoio, nel serbatoio per farsi gas, nei bidoni della differenziata che, come il treno alta velocit\u00e0, quando noi c\u2019eravamo, non c\u2019era. Faccio un lavoro su di me con te. Per ricondurti ad un\u2019equazione di primo grado, risolverti, dissolverti ma appunto passaggio per passaggio il procedimento che mi ha portato alla soluzione. In modo da non dimenticar(lo).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>{La ragione [non sei pi\u00f9 (tu)]}<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>F: Caro John, ti scrivo qui perch\u00e9 gioca la juve e forse sarai da tuo fratello e non mi va di disturbarti. Mi puoi leggere quando vuoi, o mai. Sono a letto, ho di nuovo la febbre. L\u2019ultima volta che l\u2019avevo mi sono addormentata sentendoti vicino a me, che mi abbracciavi da dietro e ti stringevo le mani. Tra qualche giorno partir\u00f2 e chiss\u00e0 cosa la vita mi riserver\u00e0. Oggi pensavo a cosa mettere in valigia e mi \u00e8 capitato di riprovare il vestito bianco e nero con le forme organizzate stile Mir\u00f2. Ricordi? Era il 21 di dicembre. Abbiamo chiuso gli occhi per essere davanti al Taj Mahal. Non freno le emozioni, non lo so fare, non l\u2019ho mai fatto e spavento chi mi \u00e8 accanto. Mi manchi. Non lo dico spesso. Mi darebbe piaciuto scriverti semplicemente \u201cMi manchi. Punto.\u201d Ma la&nbsp;<em>concinnitas<\/em>&nbsp;e la&nbsp;<em>brevitas<\/em>&nbsp;non sono mai stati il mio forte. Abbiamo i chilometri contro e non puoi leggere che io anche il \u201cmi manchi\u201d l\u2019ho scritto dappertutto. Sugli alberi, nel cielo, sulle macchine, sui gatti che dormono sotto le macchine, tra le stelle e sulle pareti, sulle braccia e negli occhi, sulle persiane abbassate e sui vetri. Nel riflesso degli specchi e sull\u2019albero di Natale che mia madre non ha mai disfatto da quando la nonna \u00e8 stata ricoverata. \u00c8 l\u00ec, in soggiorno, quasi senza addobbi a ricordarmi che il Natale \u00e8 passato, ma il ricordo \u00e8 vivo, le luci sono spente, ma non nel cuore e negli occhi. Fosse stato vero sarebbe appassito, ma \u00e8 finto e resta sempreverde. Resta sempre uguale, cambiano le stagioni, si chiudono le luci, si accendono, si tolgono e mettono addobbi, si monta, si smonta, si fa a pezzi, e poi si rimonta rimettendo i rami corrispondenti nelle lettere corrispondenti. E l\u2019albero ci ricorda che \u00e8 Natale o che Natale \u00e8 passato. Ma \u00e8 Natale ogni giorno se ci sei tu che prendi un 29 ad un esame in cui il massimo voto era stato 28. Mi manchi. Come dici tu, non c\u2019\u00e8 bisogno di risposte. Avevo voglia di dirti queste cose perch\u00e9 le sento. Forte. Buonanotte.<\/p>\n\n\n\n<p>Una notte passata tra le novit\u00e0 di&nbsp;<em>FilmIn<\/em>&nbsp;in cui incappo nel secondo lungometraggio di Valerio Mieli appena caricato. Titolo? \u201cRicordi?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La mattina dopo mi sono svegliata ed era ufficiale. Mi era chiaro che la nostra equazione non ammettesse soluzione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Siamo monomi.<\/p>\n\n\n\n<p>Parentesi tonde (di)funzionali a s\u00e9 stesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo elevo a teorema, forse anche a postulato.<\/p>\n\n\n\n<p>Sembra paradossale ma siamo stati anche<\/p>\n\n\n\n<p>sistema,<\/p>\n\n\n\n<p>modello,<\/p>\n\n\n\n<p>binomio,<\/p>\n\n\n\n<p>xy<\/p>\n\n\n\n<p>ma anche<\/p>\n\n\n\n<p>x<\/p>\n\n\n\n<p>e<\/p>\n\n\n\n<p>y<\/p>\n\n\n\n<p>(Non) Ricordi?<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra notte \u00e8 il turno della nostra prima canzone che una volta ho fatto ascoltare ad un\u2019altra persona mentre attraversavamo Villa Borghese, alle tre di notte, ma non l\u2019ha capita. Me ne sono subito pentita.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non eri tu. Non ero (pi\u00f9) io. Non era pi\u00f9 \u201cTonight, tonight\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>The more you change the less you feel<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Believe, believe in me, believe<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tonight<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Siamo grunge del nostro tempo che non \u00e8 mai tempo. <\/strong><strong>E anche se il sound era orchestrale rester\u00e0 per sempre la notte. Il giorno arriver\u00e0 e l\u2019album continuer\u00e0 a chiamarsi \u201cMellon Collie and the Infinite Sadness\u201d. Uno dei capolavori rock dei novanta. \u201cXY and the Infinite Sadness\u201d ricalcher\u00e0 le orme della traccia madre dopo venticinque anni. Un\u2019agenda 2030 per lo sviluppo (in)sostenibile.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>{[CHI(USURA)]?}<\/p>\n\n\n\n<p>Niente, resteremo una storia (d\u2019amore) (sub)urbana, di quelle con le metro che prendiamo in direzioni opposte, con i treni in ritardo e gli aerei persi perch\u00e9 non troviamo l\u2019imbarco giusto. Sui traghetti abbiamo il mal di mare, non li prendiamo. Perch\u00e9 in fondo io sono Parigi, tu Lione. Tu preferisci l\u2019oriente andaluso, io il gotico catalano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non avremmo mai potuto trovare un compromesso al di fuori della promessa:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Believe in me as I believe in you<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Stanotte.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51111\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51111\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Non) siamo arrivati alla fine di questa avventura perch\u00e9 alla fin fine vera, di parentesi ne restano che poche, sopraffatte dalla sintassi lineare, che, per essere nata come invenzione, \u00e8 diventata una convenzione, convinzione all\u2019occasione. La verit\u00e0 \u00e8 che J. non si chiama J. e non vive a Verona ma ha vissuto (non troppo) vicino [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_51111\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51111\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":25783,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[657],"tags":[],"class_list":["post-51111","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2023"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51111"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/25783"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=51111"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51111\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":51118,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51111\/revisions\/51118"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=51111"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=51111"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=51111"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}