{"id":51085,"date":"2023-04-28T11:54:38","date_gmt":"2023-04-28T10:54:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51085"},"modified":"2023-04-28T11:54:39","modified_gmt":"2023-04-28T10:54:39","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-bebo-di-tommaso-beccarini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51085","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Bebo&#8221; di Tommaso Beccarini"},"content":{"rendered":"\n<p>Morto Bebo, Jessie smise di parlarmi.<\/p>\n\n\n\n<p>Bebo era il nostro cane \u2013 o meglio, il suo cane. Non che io provassi meno affetto e non che l\u2019affetto si possa misurare, ma fu lei ad acquistarlo in un allevamento di bull-terrier in campagna come si faceva ai vecchi tempi. Era del tipo piccolo, detto miniatura, che all\u2019atto pratico \u00e8 un nano e io lo amavo proprio in quanto nano, privo di chance di sopravvivenza in qualsiasi teatro di competizione naturale, figuriamoci contro un Pok\u00e9mon.<\/p>\n\n\n\n<p>Era affettuoso e buffo, un impasto di frolla e peti. Quel cane faceva ridere. La sua genetica balzana si traduceva in un muso oblungo, nel nasone a forma di cuore e in una rigidit\u00e0 articolare che conferiva alla sua corsa slancio da lepre piombata, le zampe posteriori gravate dall\u2019incarico di propellere il botolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno tornai verso ora di pranzo in un\u2019assolata giornata primaverile. Il profumo della brace mi accolse, forse i vicini grigliavano o forse il loro mostro incandescente aveva preso un\u2019altra pantegana. No. Aveva preso Bebo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo trovai in giardino, carbonizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>Gambe all\u2019aria nella posa che aveva di solito nella cuccia. Dalle orbite fumanti colavano gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Restai immobile.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi riscosse il vicino.<\/p>\n\n\n\n<p>Si scus\u00f2 moltissimo, sua moglie avrebbe dovuto tenerlo nella sfera, frignava. Mi port\u00f2 da bere e conferm\u00f2 che la sua assicurazione avrebbe coperto il danno in maniera pi\u00f9 che congrua, sbrig\u00f2 la pratica e mi lasci\u00f2 ciondolare verso casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Respiravo dalla bocca. Pensavo a come fosse lucido il pavimento. Mi ci potevo specchiare. Listelli incastravano listelli formando tessiture spigate ripetute uniformemente nell\u2019onda rigida che si svolgeva sotto i miei piedi, interrotta soltanto dal riflesso di un babbeo.&nbsp;Me.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovevo riprendermi, rendermi utile.<\/p>\n\n\n\n<p>Jessie arriv\u00f2 insieme all\u2019azienda urbana per lo smaltimento dei rifiuti a cui consegnai il cadaverino imbustato. Poteva uscirmi una parola gentile, compassionevole, affranta, una cosa normale, invece dissi: \u00abLe passeggiate alla sera tardi sono finite.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Jessie alz\u00f2 gli occhi dalla sagoma annerita impressa sulle piastrelle.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi fiss\u00f2 a lungo.<\/p>\n\n\n\n<p>Entr\u00f2 in casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Le andai dietro seguito dallo scalpiccio di suole invischiate nella carne sciolta. Raspai lo zerbino per non imbrattare il parquet.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>Col lutto me la cavavo, la vita proseguiva e io mi ero prescritto una terapia a base di videogiochi. Aggredivo gli stick quando Jessie&nbsp;sbatt\u00e9&nbsp;la porta d\u2019ingresso carica di sacchi della spesa. Organizzava le scansie libere della credenza. Aveva gettato ogni scatola di cibo per cani, ogni giocattolo mangiucchiato e tutte le cucce, stuoie, ciotole erano scomparse, una presenza festosa cancellata per non incappare in memorie scomode, tipo buttare il cerotto del pollice che ti sei affettato con le zucchine. Sul momento mi parve una risposta razionale e certo un migliore utilizzo dello spazio; se credevo di gestire abilmente le emozioni Jessie si dimostrava pi\u00f9 organizzata. Era il caso di sfaccendare, conclusi. Lei riempiva la dispensa e io pensai al freezer, che di norma \u00e8 il primo di cui occuparsi. Una volta finito la raggiunsi ai fornelli, ma lei mi scans\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal rag\u00f9 di carne una nota rosolata insidiava la gola, o forse non avevo fame. Alla prima forchettata un fiotto acido sal\u00ec la gola.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardai Jessie, una maschera spenta che fissava il vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p>Masticai due, tre, quarantasette volte. Deglutii solo grazie al bicchier d\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl risarcimento potrebbe farci comodo\u00bb, dissi. Ragionavo a voce alta, finto distratto.<\/p>\n\n\n\n<p>Jessie arrotol\u00f2 l\u2019ultima tagliatella, la ficc\u00f2 in bocca e si alz\u00f2 da tavola.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimasi per qualche minuto davanti alla pastasciutta prima di rovesciarla nell\u2019umido e cogliere un forte odore, ma il sacchetto era nuovo. A emanare quel tanfo poteva essere il mio cervello avariato, non i pezzi di Bebo incastrati nella gomma tassellata della suola.<\/p>\n\n\n\n<p>Sparecchiai.<\/p>\n\n\n\n<p>Per ritrovare la mia Jessie dovevo escogitare il riavvicinamento con ambizione e con cautela: la vedevo imbacuccata con me, sotto il piumone, si lasciava stringere, accarezzare e singhiozzava incontrollata sul cuscino. Avrei cambiato io le federe.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il primo compito era profumare camera con l\u2019incenso al sandalo, disporre i boccioli e lanciare la meta shock per il weekend. Salii le scale.<\/p>\n\n\n\n<p>Jessie, puntellata alla finestra coi pugni, digrignava. Sorvegliava il giardino che aveva cosparso di inutili esche velenose.<\/p>\n\n\n\n<p>Da sotto il Salazzle trangugiava i bocconi di pollo impanati nella stricnina e ruttava nuvole viola a forma di teschi. I vapori chimici esalati dal mostro fluttuavano in cielo e sfumavano in volute tese nella direzione del vento, ghigni rivolti al tentativo d\u2019intossicazione. Giunse un gorgogl\u00eco, poi delle scintille e la coda triforcuta sibil\u00f2 oltre la siepe.<\/p>\n\n\n\n<p>Di soppiatto allacciai Jesse con due mazzi di fiori. Da un lato strabordava la composizione di Interflora e dall\u2019altro, piegate dalla vergogna, le margherite del parchetto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMeritiamo una pausa.\u00bb, parlavo con la voce pi\u00f9 bassa e calda possibile. \u00abUna vacanza!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Speravo in una esplosione euforica di possibili mete che non arriv\u00f2 mai.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSe ti proponessi due settimane di totale relax maldiviano?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuna risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>Rilanciai: \u00abSud America itinerante!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Jessie si divincol\u00f2 e corse via.<\/p>\n\n\n\n<p>Non reagiva alla grande insomma.<\/p>\n\n\n\n<p>Volendo trovare il lato positivo stavolta mi dimostravo solido, razionale, organizzato. Reagivo e avevo cura della mia donna. O almeno ci provavo.<\/p>\n\n\n\n<p>Deposi i bouquet sul com\u00f2, esalavano fragranze che dal naso passavano a strangolare la bocca dello stomaco.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>Cercai Jesse in casa, in garage, in soffitta, poi mi tuffai sul divano. Rincas\u00f2 mentre davo battaglia dal televisore. Non si ferm\u00f2 a salutare, n\u00e9 ad abbracciarmi, scomparve subito; serv\u00ec pi\u00f9 di un attimo per lasciare il controller. La raggiunsi in corridoio che svuotava gli armadi e stipava i trolley di pigiami, caricabatterie, creme corpo, cumuli di biancheria, fermacapelli a forma di paguro, maglie, accappatoi e tutti gli orecchini che non le avevo regalato io.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTe ne stai andando\u2026\u00bb farfugliai.<\/p>\n\n\n\n<p>Con un grido Jessie scaravent\u00f2 la scatola degli scarponi da trekking al pian terreno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon fare cos\u00ec&#8230; Adesso vado a prendere otto chili di stracciatella, e di pistacchio, cos\u00ec ci sentiamo meglio.\u00bb dissi. Giocavo con le dita, nervoso, scrocchiavo i mignoli coi pollici e li intrecciavo. \u00abSolo vagamente meglio magari, ma almeno un pochino\u2026 \u00c8 l\u2019effetto degli zuccheri, \u00e8 transitorio, ma funziona per forza!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Jesse riempiva il borsone da palestra con violenza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abFacciamo due passi. Schiariamoci le idee. Parliamo\u2026\u00bb la mia voce si spense.<\/p>\n\n\n\n<p>Scesi a prendere aria.<\/p>\n\n\n\n<p>Il gelo annientava ogni piet\u00e0 che potessi provare per me stesso; serrava sulla faccia, e basta.<\/p>\n\n\n\n<p>Sbuffai una boccata che condens\u00f2 senza delineare un profilo preciso. Spirali grigie, banali, si perdevano nell\u2019oscurit\u00e0 spezzata dai faretti nell\u2019erba. Coprivo la luce con il piede, come quando accompagnavo Jessie a fumare, ma con malinconia, copiavo un rituale dedicato ai momenti felici, piegavo il riverbero sulla punta delle ciabatte e osservavo la rugiada impregnarmi calze. Spinsi il tallone sul faro smorzando il bagliore e urtai qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Una zampa artigliata, bianchissima.<\/p>\n\n\n\n<p>Dai cespugli sbucava quella caricatura di rettile sputafiamme, congelata. Il coccoloso coccodrillo del vicino, adorabile per design, era cristallizzato. Le iridi fissavano la bombola di azoto liquido collegata all\u2019esca serrata nelle sue mandibole.<\/p>\n\n\n\n<p>Jessie venne in giardino, da me.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSei immune al veleno, vero cucciolo?\u00bb, Jessie si rivolgeva al Pok\u00e9mon, che anche in condizioni normali poteva al massimo cinguettare il proprio nome con la vocina rauca.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa come i tuoi simili di Tipo Fuoco sei vulnerabile al freddo&#8230;\u00bb aggiunse.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChe peccato.\u00bb tir\u00f2 un calcio alla bestiola cristallizzata.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi un altro.<\/p>\n\n\n\n<p>La coda irrigidita si spezz\u00f2 con un c<em>rack<\/em>, rote\u00f2 in aria stillando una scia di sangue dai tessuti mutilati. Pulsavano ancora. <\/p>\n\n\n\n<p>Allora c\u2019era battito! Poteva ancora salvarsi!<\/p>\n\n\n\n<p>Jessie lo decapit\u00f2 a pedate.<\/p>\n\n\n\n<p>Corsi dentro in preda ai conati.<\/p>\n\n\n\n<p>Vedevo il mio fido compagno Bebo inseguirmi per avergli rubato il pupazzo; i balzelli che faceva, spensierato; il suo nasone. Lo vedevo squagliarsi. Vedevo le Pok\u00e9ball dilaniate a morsi mentre noi, per scherzo, provavamo a spingerlo dentro, capitava quando non avevamo voglia di portarlo a spasso per i suoi bisogni, ma alla fine si andava comunque. Mi mancava il suo alito fetido. Il borbottio incerto e pauroso quando sentiva rumori da fuori e le corse pazze tra le gambe per tuffarsi nei cumuli di foglie e la foga quando preparavamo le pappe, la sua danza maniaca col muso all\u2019ins\u00f9 per gustarne gli odori. Il gorgogl\u00eco sgraziato quando beveva dalla ciotola e innaffiava dappertutto. Le pozzanghere sul tappeto. Le asciugavo sempre volentieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Immagini, sensazioni, precipitavano su di me, inerti. Non sapevo reagire alle memorie felici su cui si depositavano quelle recenti, e brutte.<\/p>\n\n\n\n<p>Jessie mi avvolse.<\/p>\n\n\n\n<p>Singhiozzavo incontrollato su di lei.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51085\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51085\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Morto Bebo, Jessie smise di parlarmi. 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