{"id":51068,"date":"2023-04-27T19:56:07","date_gmt":"2023-04-27T18:56:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51068"},"modified":"2023-04-27T19:56:08","modified_gmt":"2023-04-27T18:56:08","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-inumano-di-federico-valente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51068","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Inumano&#8221; di Federico Valente"},"content":{"rendered":"\n<p>53-4N era un androide. La sua nomenclatura lo indicava come il cinquantatreesimo esemplare della serie 4N, che fu a lungo considerato il modello di androide pi\u00f9 avanzato del mondo, prima che nel 2360 venisse inventato il modello 1P. Lui si faceva chiamare Sean, e viveva a Parigi, capitale dell\u2019Alleanza della Terra Nord, la maggiore potenza del pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p>Come tutti gli androidi, Sean possedeva il cosiddetto cervello artificiale biogelatinoso, un dispositivo costruito con un modello geometrico frattale che funzionava mediante il neurogel, il quale reagiva agli impulsi elettromagnetici esterni ed interni in modo simile al cervello biologico. Sean aveva coscienza del fatto che esso gli consentiva la facolt\u00e0 del pensiero creativo tipicamente umano, poteva cio\u00e8 pensare ed avere coscienza di s\u00e9, ma sentiva che mancava qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Sean non aveva un corpo in fibra di carbonio e microcellule bioplastiche, come gli 1P, ma era costituito principalmente da titanio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cClang clang clang\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Questo era il suono che Sean sentiva ogni volta che si muoveva. Quando andava al lavoro, passeggiava per strada, persino quando faceva l\u2019amore era sempre costretto a sentire quel fastidioso suono metallico. Lui lo detestava, perch\u00e9 non faceva altro che ricordargli che non era umano.<\/p>\n\n\n\n<p>Per legge era uguale a tutte le altre persone, certo, la Carta Iuris Universalis aveva esteso da ormai cinque anni i diritti umani agli androidi, ma lui si accorgeva sempre degli sguardi che gli venivano rifilati per strada. Ogni qual volta i passanti sentivano quel \u201cclang clang clang\u201d si giravano verso di lui, cambiavano strada, e i genitori allontanavano i propri figli come se temessero potesse esplodere da un momento all\u2019altro. Sean conosceva la ragione di quei timori, gli umani avevano sempre sospettato del diverso e la loro letteratura era piena di esseri artificiali che si ribellavano ai loro creatori per assumere il controllo, ma lui non era cos\u00ec. Non desiderava strappare il controllo del mondo a quegli esseri che con grande maestria lo avevano creato, quelle creature cos\u00ec eccezionali da aver colonizzato duemila pianeti diversi nonostante le loro brevi vite e i loro fragili corpi. Bastava cos\u00ec poco agli umani per essere distrutti, e il loro cervello era cos\u00ec lento, eppure avevano compiuto imprese che parevano al di l\u00e0 di ogni immaginazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui rispettava gli umani, no, li invidiava. Invidiava la loro grande inventiva, la loro capacit\u00e0 di estendere i limiti della loro programmazione all\u2019infinito fino a poter cambiare totalmente nell\u2019arco di pochi decenni.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre Sean camminava in una strada deserta, a notte fonda, con quello sgraziato \u201cclang clang clang\u201d che gli infestava l\u2019apparato uditivo, consultava per l\u2019ennesima volta le opere del suo scrittore preferito, Isaac Asimov. Si sentiva particolarmente affine al personaggio di R. Daneel Olivaw, un androide che come lui tentava di avvicinarsi il pi\u00f9 possibile alla condizione umana, e rileggeva di continuo le sue imprese attraverso i numerosi racconti e i romanzi di Asimov. Gli dava un senso di speranza, in qualche modo, il pensiero che un essere umano vissuto cos\u00ec tanti secoli nel passato potesse aver compreso cos\u00ec bene la sua condizione, gli faceva pensare che forse un giorno anche gli umani del suo tempo avrebbero potuto provare per lui quella stessa empatia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cClang clang clang\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Di nuovo quel dannato suono. Non si stup\u00ec quanto sent\u00ec un gruppo di persone ridere dietro di lui, che erano certamente umani, sapeva che non appena il cozzare sgraziato delle sue giunture lo identificava come androide poteva attirare lo scherno di chi gli stava intorno. Li ignor\u00f2, non voleva creare problemi, ma il rumore di quelle risate risuon\u00f2 nel suo cervello artificiale mischiandosi all\u2019odiato \u201cclang clang clang\u201d, e non pot\u00e9 fare a meno di struggersi silenziosamente dal dolore. Ah, se solo fosse stato un umano. Non avrebbe emesso alcun suono metallico, ma solo quello dei suoi passi e del suo respiro, e il rumore morbido della pelle e della carne degli arti che strusciavano contro la stoffa dei vestiti. Quelli sarebbero stati gli unici suoni che emetteva, e non sarebbero neanche stati avvertiti dall\u2019udito inferiore degli altri esseri umani. E invece chiunque gli fosse vicino poteva sentire quell&#8217;orrendo suono metallico.<\/p>\n\n\n\n<p>Le risate continuarono, erano pi\u00f9 vicine, e avvert\u00ec chiaramente il rumore di numerosi passi dietro di lui. Erano forse altre persone? No, la falcata e il suono della voce erano gli stessi. Probabilmente andavano nella sua stessa direzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Prov\u00f2 a immaginarsi da umano, come faceva spesso. Sarebbe forse diventato un filosofo, o un grande poeta? Magari si sarebbe dilettato di pittura, oppure avrebbe imparato a suonare uno strumento. Come androide poteva produrre arte, certo, poteva tracciare disegni su una tela e replicare bellissime melodie, ma ogni opera che poteva produrre mancava sempre di quella scintilla creativa tipica degli umani, quella che trasformava un\u2019opera in versi in una poesia di Baudelaire. Nemmeno lui sapeva bene come spiegarlo, non c\u2019era nei database n\u00e9 riusciva a farsene un\u2019idea precisa, ma era come se gli umani fossero in possesso di una vena creativa che permetteva loro di andare oltre la semplice opera artistica e renderla viva, come se le donassero il respiro.<\/p>\n\n\n\n<p>I passi dietro di lui si fecero ancora pi\u00f9 vicini, sentiva chiaramente gli insulti che gli umani gli rifilavano. Testametallica, Falso Uomo, Imitatore\u2026 erano sempre i soliti, quelli che si leggevano cos\u00ec di frequente sui social media e che sentiva mormorare per strada. Ma gli umani dietro di lui erano pi\u00f9 sfacciati, non fingevano neanche che lui non li sentisse.<\/p>\n\n\n\n<p>Continu\u00f2 a ignorarli, concentrandosi ancora sulla sua vita da umano. Il vento sulla pelle gli avrebbe provocato una sensazione diversa? Forse i micropori della sua epidermide sintetica non erano in grado di replicare perfettamente il senso del tatto delle persone biologiche? E i suoni? Quelli sarebbero stati certamente diversi, pi\u00f9 tenui, magari pi\u00f9 dolci. E avrebbe vissuto ogni situazione con pi\u00f9 gioia, pi\u00f9 energia, perch\u00e9 come umano avrebbe avuto il dono di una vita breve e l\u2019avrebbe quindi vissuta al meglio delle proprie possibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Sent\u00ec una mano strattonargli la spalla.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013Ehi Imitatore, sei forse sordo?\u2013 disse una voce, una di quelle che ridevano.<\/p>\n\n\n\n<p>Si volt\u00f2, sempre con quel \u201cclang clang clang\u201d, e vide sei umani ben vestiti che lo guardavano con scherno. Il pi\u00f9 grosso di loro, con i capelli neri e un occhio bionico che emanava una luce verde, era quello che lo aveva strattonato.<\/p>\n\n\n\n<p>Sean non disse nulla, cerc\u00f2 di rimanere immobile per evitare di emettere ancora quel suono metallico.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013Anche l\u2019apparato vocale \u00e8 difettoso?\u2013 scherz\u00f2 un altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello con l\u2019occhio bionico lo spinse indietro, senza tuttavia riuscire a smuoverlo pi\u00f9 di pochi millimetri, e quando vide che non aveva sortito effetto lo spinse ancora, per poi tirargli un calcio al lato del ginocchio.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u00ec c\u2019era una delle sue giunture, e per questo Sean fu costretto a piegarsi di lato per evitare di finire al suolo. Gli umani risero.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013Vi prego\u2013 fece l\u2019androide, con un filo di voce \u2013non voglio ferirvi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non era una minaccia, la logica indicava chiaramente che avrebbe potuto ucciderli tutti e sei facilmente, ma lui non voleva far loro del male.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013Ti credi migliore di noi, Testametallica?\u2013 chiese uno di loro, con un malcelato astio nella voce. Sean prov\u00f2 un grande dolore al pensiero di aver dato quella impressione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013No, ve lo assicuro. Vi prego\u2013 ripet\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello con l\u2019occhio bionico lo colp\u00ec di nuovo alla giuntura della gamba, e l\u2019androide cadde con il ginocchio al suolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013Vi prego\u2013 disse ancora, ma quelli finsero di non sentirlo. Presero a colpirlo da ogni parte, strappandogli la pelle con le unghie e schiacciandogli le giunture dove sentiva pi\u00f9 dolore. Sapevano come ferirlo, conoscevano i suoi punti deboli e li colpivano con grande precisione. Gli incrinarono la giuntura del collo, proprio sotto al mento, gli schiacciavano le costole di titanio con le scarpe fino a piegargliele all\u2019indietro.<\/p>\n\n\n\n<p>A Sean sarebbe bastato cos\u00ec poco per difendersi, per liberarsi da quella situazione, ma il desiderio di non far loro del male era infinitamente pi\u00f9 grande della ferita nel suo orgoglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel che era peggio era che ad ogni percossa, a ogni colpo, era costretto a sentire quello straziante \u201cclang clang clang\u201d, che non faceva altro che sottolineare la sua inumanit\u00e0. Quando gli umani venivano pestati non suonavano come un tostapane che viene gettato a terra, dannazione!<\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei ragazzi estrasse un cacciavite. Lo infil\u00f2 nella sua orbita, bucando l\u2019epidermide, e gli cav\u00f2 un occhio. Il dolore era atroce, e ancora di pi\u00f9 lo era il suono del metallo che graffiava altro metallo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sean url\u00f2, di dolore e disperazione, ma continu\u00f2 a rimanere immobile. Se avesse tirato anche un solo pugno, se anche per sbaglio li avesse colpiti con il gomito, li avrebbe uccisi. L\u2019androide non riusc\u00ec a pensare a niente di pi\u00f9 terribile che uccidere un umano.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec rimase immobile, mentre quelli continuavano a pestarlo, mentre la sua pelle veniva strappata via esponendo il suo corpo metallico, sentendo un dolore pi\u00f9 grande di quanto chiunque potesse sopportare. Il reattore a fusione che aveva nel petto pulsava all\u2019impazzata.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli fu strappato via un braccio, e con quello presero a colpirgli la testa fino a che i \u201cclang clang clang\u201d non si trasformarono nel suono sordo di qualcosa che si rompeva. Appena il suo cervello fu esposto, quello col cacciavite prese a bucherellargli il neurogel, staccandone via interi pezzi. Fu in quel momento che Sean smise di vedere. Dopo pochi secondi anche il suo apparato uditivo and\u00f2 fuori uso, seguito da quello sensoriale, e non sent\u00ec pi\u00f9 dolore. Poi ci fu il buio.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec \u00e8 morto 53-4N, detto Sean, l\u2019androide gentile che agognava l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51068\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51068\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>53-4N era un androide. 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