{"id":50882,"date":"2023-04-04T11:49:51","date_gmt":"2023-04-04T10:49:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50882"},"modified":"2023-04-04T11:49:52","modified_gmt":"2023-04-04T10:49:52","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-storia-di-natale-di-elvira-siringo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50882","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Storia di Natale&#8221; di Elvira Siringo"},"content":{"rendered":"\n<p> <\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una notte senza luna e senza stelle. Spinto dal gelo di tramontana, Peppino percorre il vicolo, arriva allo slargo fuori paese. Ha la vista appannata dal residuo dei fondi di bicchiere, sanno d\u2019aceto e di tappo ma bastano a scaldarlo. L\u2019inserviente del bar glieli mischia in un boccale che lascia fuori, dopo chiusura, vicino al bidone dell\u2019immondizia. Per terra ha recuperato pure una fetta di panettone quasi intera, caduta a qualche distratto. Alla mensa dei poveri ha trovato pane, formaggio e avanzi di pollo. Ne ha messo via una parte nella busta di plastica, da dividere con i cani che gli scodinzolano intorno, o per domani. Ammesso che ci sia un domani per lui che ha visto andare in fumo tutta la vita. Vive fuori dal paese, in una delle grotte scavate nel costone della roccia, un tempo rifugio di briganti e contrabbandieri. Sistema i fogli di cartone chiazzati di umido e si rincantuccia sotto la coperta di sacco.<\/p>\n\n\n\n<p>Miriam viaggia da tre giorni e due notti. All\u2019alba \u00e8 passata a piedi oltre la frontiera, le \u00e8 sembrato un miraggio. Era partita sola in mezzo a tanti, nascosta nel ventre di una nave da carico diretta in Italia. \u201c<em>Italiani brava gente<\/em>\u201d dicevano le missionarie che le avevano insegnato il catechismo e molte parole utili. Fissando il buio della stiva, aveva rivisto il suo villaggio avvampare. Le fiamme avevano avvolto le piantagioni di mais e di zucche. Divorato i suoi familiari in pochi attimi. Lei era riuscita a scappare perch\u00e9 dormiva nel patio, fuori dalla capanna. Aperto il recinto, aveva messo in salvo i maiali e gli zeb\u00f9. Nell\u2019alba nera del giorno successivo non c\u2019era pi\u00f9 nessuno, solo capanne d\u2019argilla distrutte ai confini del deserto e morte. Senza il lusso di poter piangere, aveva ceduto gli animali in cambio del denaro per pagarsi il viaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un tempo senza tempo la nave era attraccata. Scesi a terra in silenzio assoluto, si erano inerpicati tutti insieme su un sentiero di montagna. Al valico per\u00f2 si erano sparpagliati nel chiarore incerto dell\u2019aurora. Una pagnotta e una bottiglia d\u2019acqua ciascuno per andare incontro al destino: \u201c<em>Divisi \u00e8 meglio, ognuno per la propria strada e la buona sorte a tutti<\/em>\u201d avevano pensato incrociando saluti smarriti.<\/p>\n\n\n\n<p>Miriam si era guardata intorno, aveva disceso da sola la pietraia ripida, camminato una giornata intera senza vedere anima viva, risaltando ad ogni fruscio col cuore in gola. Percossa da una pioggia livida e battente, incespicando fra rocce aguzze, sterpi e fango, a piedi scalzi, callosi ma lacerati.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo sterminio della sua famiglia nubiana non \u00e8 sopravvissuta che lei, sa che tutto ha uno scopo nell\u2019ordine cosmico degli eventi. La sorte l\u2019ha risparmiata perch\u00e9 le ha attribuito il compito di custodire <em>il vapore<\/em>. Il fantasma della sua gente si \u00e8 insinuato nel suo corpo come un\u2019ombra, si \u00e8 fatto carne, l\u2019ha resa scrigno di essenza, di nuova vita da preservare. Ma al tramonto ogni energia viene meno, cade sulle ginocchia, si piega, avrebbe voglia di giacere cos\u00ec raggomitolata, chiudere gli occhi e dire basta. Resa incondizionata. Invece stringe i denti, va avanti un passo dopo l\u2019altro. Il <em>vapore<\/em> segreto che custodisce in corpo le d\u00e0 forza, porta in seno l\u2019anima del suo popolo massacrato.<\/p>\n\n\n\n<p>A sera finalmente, luci lontane, la salvezza.&nbsp;C\u2019\u00e8 un sentiero tutto freddo e scosceso, in fondo ci sono delle case. La speranza brilla oltre le imposte appena accostate, la ringhiera del cancello \u00e8 adorna di fiocchi e mille luci colorate. C\u2019\u00e8 musica di festa che rianima il coraggio. Suona il campanello tremante, ha una fitta, si piega in due. Soffre, ma non le importa.<\/p>\n\n\n\n<p>La porta si apre, appare una sagoma che pronuncia frasi incomprensibili, richiude. Pochi attimi dopo riapre, un solo attimo, lascia uscire due belve che si avventano, latranti, contro le sbarre del cancello. Miriam impaurita corre via per un vicolo spazzato dal vento tagliente. Da una traversa sbuca un passante che squadra i suoi poveri indumenti lisi, alza il bavero del cappotto, affretta il passo, sparisce. Il portone sbatte col fragore di una condanna senza appello. Dai piani alti giungono note serene, canti e risa di brava gente. Lei bussa, suona, invano. Si trascina via, dilaniata dai dolori che vanno e vengono sempre pi\u00f9 frequenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Al centro deserto di una piazza troneggia un albero luccicante. Dirimpetto un locale illuminato emana calore di gente chiassosa che fuma, beve e balla. Tenta di entrate. La donna alla porta le fa segno di no, di andar via. Lei insiste, implora. Escono due uomini minacciosi, urlano. Miriam non capisce ma corre via. All\u2019uscita dal paese non si regge quasi in piedi. Le fitte lancinanti le squarciano la schiena. Corre.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, \u00e8 tutto buio.<\/p>\n\n\n\n<p>Peppino non riesce a dormire, non per il freddo ch\u00e9 c\u2019\u00e8 abituato. Piuttosto per i cani irrequieti che saltano, lo spingono, gli addentano le maniche. \u00ab<em>Via, bestiacce!<\/em>\u00bbli prende a sassate, guaiscono, si allontanano, tornano di nuovo. Si alza, bestemmia, li rincorre per cacciarli fuori dalla grotta. All\u2019improvviso una folata gelida pulisce il cielo, il buio pesto della notte si rischiara e una striscia lucente di luna gli svela un fagotto abbandonato al centro, proprio dove finisce la strada deserta, come un dono voluminoso.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece no. Non \u00e8 un dono, \u00e8 una donna e sembrerebbe incinta. \u00c8 gelida, forse \u00e8 morta o no, respira, si lamenta. Peppino d\u2019istinto l\u2019afferra, la porta di peso alla grotta, la copre con il suo pastrano, con il sacco e con i cartoni, accende un fuoco.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei si sveglia, lo fissa, ha paura, freddo, dolore, ma non si lamenta pi\u00f9. Lui le stringe le mani, la incoraggia. Impacciato si d\u00e0 da fare. Accoglie il mistero della vita. I cani smettono di ululare, ora sono quieti, si addossano a loro, tutti a scaldarsi in unico abbraccio.<\/p>\n\n\n\n<p>Al Comando dei Carabinieri, il brigadiere e l\u2019appuntato stanno brindando coi figli e le mogli. Hanno portato la cena da casa per festeggiare la notte di Natale tutti insieme in caserma.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChe hanno stanotte \u2018sti cani?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSono i cagnacci di Peppino \u201c<em>o\u2019 falegname<\/em>\u201d\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBasta che se ne vanno! Voglio andare alla messa e mi fanno spavento &#8211; la moglie dell\u2019appuntato \u00e8 preoccupata. &#8211; Perch\u00e9, poi, lo chiamano \u201c<em>o\u2019falegname<\/em>\u201d se \u00e8 solo un vagabondo?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome, non lo sai? &#8211; l\u2019altra \u00e8 pi\u00f9 informata &#8211; da giovane lavorava nella falegnameria del padre, era mastro rifinito&#8230;\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon mi dire &#8211; sgrana gli occhi \u2013 cio\u00e8, dimmi, dimmi\u2026\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGran brutta storia &#8211; interviene il marito brigadiere &#8211; aveva fatto debiti al gioco, qualche intemperanza, una frase risposta male. Insomma, qualcuno decise di insegnargli l\u2019educazione bruciandogli bottega e casa con tutti i genitori che dormivano dentro. Lui si salv\u00f2 per miracolo. Da allora \u00e8 diventato cos\u00ec, inutile come lo vedete.\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE che avranno da abbaiare tanto, che vogliono? Un poco di salsicce anche loro? Magari poi smettono\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec, s\u00ec, pap\u00e0 possiamo dare da mangiare ai cani? &#8211; I bambini insistono, ma il brigadiere non vuole: &#8211; se si abituano male, poi chi se li leva di dosso? Quelli selvaggi sono, come il loro padrone.\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE dai pap\u00e0, ti prego, \u00e8 Natale\u00bb insiste il pi\u00f9 grande.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa quando mai, levatevelo dalla testa!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019appuntato per\u00f2 ribatte perplesso: \u00abForse sta succedendo qualche cosa, \u00e8 cos\u00ec freddo, e se invece Peppino sta male? Non \u00e8 meglio che andiamo a vedere?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Escono, per scrupolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le nuvole si sono sfilacciate, la luna \u00e8 tramontata ma il cielo \u00e8 illuminato a giorno di astri sfavillanti. Davanti alla grotta c\u2019\u00e8 una folla di paesani. Peppino \u00e8 sbigottito, gli portano coperte, latte caldo, miele, vino e dolci. Lo elogiano, lo abbracciano tutti, chi gli promette un lavoro e chi gli promette ospitalit\u00e0, un riparo, una casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriva anche il parroco con la processione dei fedeli, si inginocchiano, cantano, ringraziano Dio davanti alla grotta sotto le stelle. In aria c\u2019\u00e8 gi\u00e0 lo scampanio di mezzanotte ma la messa pu\u00f2 aspettare, da lontano si avvicina una grandissima luce, rallenta, si ferma sfolgorante proprio davanti alla grotta. Lampeggia.<\/p>\n\n\n\n<p>Tre angeli coi camici verdi scendono a soccorrere la puerpera e il suo bambino.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQueste mani&#8230; &#8211; lui se le guarda commosso come se non le avesse mai viste prima, se le rigira &#8211; queste mani per la prima volta sono servite! &#8211; Guarda Miriam, mormora: &#8211; se vuoi, se vuoi, ora queste mani serviranno a lavorare per te e per lui &#8230; lui &#8230; come si chiama lui?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGi\u00e0, s\u00ec, come lo chiamate?\u00bb le donne curiose fanno coro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon so &#8211; Miriam \u00e8 smarrita, biascica stentata &#8211; lui non ha un nome&#8230; tu dici. Dici tu, tu padre, dici tu suo nome&#8230;\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSe vuoi, se vuoi&#8230; mio padre si chiamava Salvatore, se vuoi&#8230; se vuoi&#8230;\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE di cognome?\u00bb chiede una bimbetta che porta in dono un rametto di agrifoglio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDi cognome?\u00bb ripete lui, stordito fra lacrime che non sapeva pi\u00f9 di avere, quasi come se non se ne ricordasse pi\u00f9 allarga le braccia, guarda la donna con infinita tenerezza:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSe vuoi &#8211; le sussurra &#8211; se tu vuoi, lui di cognome potrebbe fare come me, io mi chiamo \u2026 come oggi! Mi chiamo Peppino\u2026 Di Natale.\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_50882\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"50882\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una notte senza luna e senza stelle. 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