{"id":50875,"date":"2023-04-03T11:27:24","date_gmt":"2023-04-03T10:27:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50875"},"modified":"2023-04-04T18:39:55","modified_gmt":"2023-04-04T17:39:55","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-ancora-per-un-po-di-elvira-siringo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50875","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Ancora per un po\u2019 &#8221; di Elvira Siringo"},"content":{"rendered":"\n<p>Davanti alla mia finestra \u00e8 appena passata una colomba, \u00e8 il regalo di Pasqua. Nessuno avrebbe scommesso sulla possibilit\u00e0 che ci arrivassi. Non che lo dicano apertamente, ma chi mi danza intorno lo ha scritto negli occhi. Leggere \u00e8 la mia professione, adesso in mancanza di scartoffie mi accontento di leggere gli sguardi.<\/p>\n\n\n\n<p>Me ne sto attaccato tenace, appeso al respiratore che con il sibilo monotono sembra che canti in anticipo la marcia funebre. Fa le prove generali. Noi malati anziani ce ne stiamo in seconda linea, quasi come se ci fosse una graduatoria di importanza per la quantit\u00e0 di vita attesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Io per\u00f2 non mi arrendo, voglio tornare a casa. Non che qui sia sgradevole, anzi, l\u2019<em>hospice<\/em> \u00e8 fin troppo elegante. Tinte pastello, fiori freschi, quadri e tappeti. Pulizia e quiete in un\u2019oasi di verde. Passi ovattati nel corridoio. Tendaggi eleganti, tiv\u00f9 e frigobar in camera. Siccome gli ornamenti sono inversamente proporzionali alle condizioni di noi degenti, e questo reparto sembra un albergo a cinque stelle, la conclusione non mi \u00e8 di gran conforto.<\/p>\n\n\n\n<p>La routine scandisce le giornate. Al mattino il primo giro di farmaci, che a volte confondo con l\u2019ultimo della notte perch\u00e9 \u00e8 ancora buio. Segue pulizia, colazione, poi niente. Le ore sgocciolano lente, appiccicate all\u2019umidit\u00e0 sul vetro, si dissolvono con l\u2019aumento d\u2019intensit\u00e0 della luce.<\/p>\n\n\n\n<p>La processione di amici \u00e8 limitata, per tutelare la nostra incolumit\u00e0, per conquistare qualche giorno di sofferenza in pi\u00f9. Soffrire \u00e8 bello. Non che io sia masochista, ma ormai \u00e8 la mia unica modalit\u00e0 di esserci. L\u2019essenza stessa della mia vita \u00e8 tutta all\u2019inseguimento di un bolo di felicit\u00e0 in cui avvolgermi. Invano.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure dovrebbe essere chiaro fin dal principio, se veniamo al mondo piangendo, la sofferenza dev\u2019essere il marchio di destinazione della vita. Non ci rassegniamo alla sofferenza che \u00e8 differente dal dolore fisico, che \u00e8 pure temibile per le ripetute aggressioni. L\u2019ultimo lembo di misericordia che mi preserva \u00e8 peggiore del male, \u00e8 la siringa che arriva pietosa, devasta la mia capacit\u00e0 di permanere in vita. Ridotto a un cupo rantolo, non sento pi\u00f9 il mio corpo. Ma l\u2019effetto dura troppo poco. Non appena riprendo coscienza il dolore bussa di nuovo. Sordo, a dire che lui \u00e8 sempre l\u00ec, stordito ma presente, che non mi faccia illusioni! Io intanto resisto, ho deciso di resistere e me ne sto attaccato tenacemente alla mia flebo condita di morfina. Con la lingua impastata ripeto che non mi arrendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriva il medico di turno, gli chiedo quando mi mander\u00e0 a casa. Biascico parole che lui finge di non capire. Sorride misurato, la sua visita \u00e8 breve: mi stringe la mano affettuoso. Tenta di assumere un\u2019aria paterna, malgrado abbia la met\u00e0 dei miei anni. Il camice bianco sparisce con il suo contenuto dal varco che divora tutti i frammenti della mia vita. La porta \u00e8 un buco nero da cui emergono frammenti, sogni del passato. Ai piedi del letto si materializzano nomi e volti della trascorsa esistenza che la memoria non conserva pi\u00f9 tanto bene. Vengono a trovarmi, rimettono in ordine il grande mosaico scomposto del ricordo, poi spariscono inghiottiti da viluppi di altre vite parallele, in un fluire inerte di sbrindellate testimonianze.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo giro di farmaci, pranzo, poi niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono stanco, vorrei andare a casa a riposare fra le mie cose di tutti i giorni che ho lasciato all\u2019improvviso, troppo in fretta. Sono uscito pensando di ritornare, ho dimenticato troppi libri fuori posto, appunti e carte sparpagliate sul comodino, calzini spaiati nel primo cassetto del com\u00f2, biancheria in disordine sulla poltrona, giacche e camicie da portare in lavanderia. In frigo la frutta ammuffita, la bottiglia del latte scaduta. La cassetta della posta sar\u00e0 colma di bollette da pagare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dolore riprende, soffoco. Aumentano l\u2019ossigeno, non basta. Questa volta soffoco davvero. Chiedo aiuto con gli occhi fuori dalle orbite, arrivano due infermieri, si agitano, armeggiano, iniettano. Ho tregua. Respiro. Il dolore \u00e8 ricacciato, \u00e8 sordo. Poi niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla porta fa capolino una ragazza che non ricordo. Infatti non la conosco affatto. Penso che sia un sogno o forse \u00e8 solo una volontaria che si dedica a far compagnia agli ammalati. \u00c8 giovane, avr\u00e0 s\u00ec e no vent\u2019anni. Alta, magra, pallida pi\u00f9 dell\u2019imbracatura che indossa. Ha uno sguardo fragile, smarrito, forse impaurito. Non sa da dove cominciare. Rompo io il ghiaccio, le chiedo com\u2019\u00e8 il tempo l\u00e0 fuori. Risponde che non mi sto perdendo un gran che, sembra bello ma \u00e8 ancora tanto umido. Continuo a masticare parole che lei sembra interpretare senza difficolt\u00e0. Incoraggiato, proseguo chiedendole di cosa si occupi nella vita. Mi risponde che \u00e8 un\u2019universitaria, studia Lettere, la sua passione \u00e8 scrivere e desiderava tanto conoscermi.<\/p>\n\n\n\n<p>Che cretino! Sono proprio un vecchio imbecille se per un istante mi sono illuso che una bella ragazza sia venuta qui solo per farmi una visita disinteressata. Avrei dovuto immaginarlo subito, anche se non mi capacito, non mi abituer\u00f2 mai. Eppure da una vita subisco continui assalti, evito gli ambienti promiscui e me ne sto barricato, da anni, neanche fossi un divo. Qui per\u00f2 sono in balia di chiunque, costretto ad abbassare la guardia. Anche qui gli opportunisti mi identificano, non mi lasciano in pace! Mentre chiudo gli occhi deluso, penso al modo pi\u00f9 veloce di sbarazzarmene. La sua voce esile approfitta del mio silenzio e torna all\u2019attacco:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHo pensato che potrebbe farle piacere se le leggessi qualcosa, perci\u00f2 ho portato &#8230;\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Non le rispondo, soffoco, levatemela davanti, soffoco! Schiaccio il pulsante d\u2019emergenza, arrivano le infermiere. Trambusto, un\u2019iniezione, un\u2019altra, mi aumentano l\u2019ossigeno. La ragazza sparisce nel vortice.<\/p>\n\n\n\n<p>Al risveglio c\u2019\u00e8 il solito prete. Che cosa vuole da me quest\u2019altro? Quante volte devo pentirmi, ancora? Gli ho gi\u00e0 detto che non lo gradisco, ma a quanto pare lui \u00e8 pi\u00f9 cocciuto di me. Oggi per\u00f2 sono troppo stanco per ribattere, vince lui. Sopporto ad occhi chiusi le sue giaculatorie smozzicate. Ha una pronuncia peggiore della mia, mi scappa da ridere ma lui per fortuna pensa che io abbia il singhiozzo. I mormorii veloci si concludono tutti scandendo <em>amen<\/em>, l\u2019unica parola comprensibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Visita medica pomeridiana, ultimo giro di farmaci, prelievo di sangue, medicazione, pulizia generale, cambio della flebo. Sguardo annoiato alla tiv\u00f9, notiziari: fatti degli altri che soffrono di stupide vicende. Gli altri sanno del mio dolore? Allora, perch\u00e9 mai io dovrei interessarmi del loro? Tanto, siamo tutti quanti condannati, prima o poi. Ed \u00e8 perfettamente inutile fare gli scongiuri. Ecco la notizia di un grave incidente: quattro ragazzi sono morti, due in fin di vita. Sorpresa! Fino a ieri nessuno li aveva avvisati. Sono un vecchio cinico, lo so, ma \u00e8 l\u2019unica soddisfazione che mi rimane. Mi attanaglia il cuore, provo sollievo solo quando sento di qualcuno che se n\u2019\u00e8 andato prima di me, senza preavviso.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 da quando mi hanno comunicato che il capolinea \u00e8 vicino mi meraviglia la lunga processione di anime che continua a precedermi. Avranno sofferto o magari non se ne sono neanche accorti, avranno lasciato pure loro qualcosa a met\u00e0, magari una maglietta sporca sotto il letto o mezza bottiglia di latte scaduto in frigo. Anime di chi ha avuto il privilegio di non saperlo prima. Io invece ho cominciato a soffrire in anticipo, giocandomi l\u2019ultima parte di vita affogato nell\u2019angoscia di aspettare il momento. Non poteva capitare anche a me un bell\u2019incidente all\u2019et\u00e0 di vent\u2019anni? Mi sarei tolto il pensiero senza passare da questo purgatorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Cena. Non ho pi\u00f9 fame. Vorrei tornare a casa, niente pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne ho percorsa parecchia di strada, affannandomi senza tregua. Sbagliando almeno met\u00e0 delle scelte, senza rimpianti. Forse con alcuni rimorsi. Ora vorrei avere il tempo di tornare a casa per fare alcune cose, ho in sospeso degli incontri di lavoro importanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il senso del vivere \u00e8 tutto racchiuso nel fare, fare cose che riempiono la vita di senso. Finch\u00e9 c\u2019\u00e8 un disegno da realizzare, un progetto da ultimare, non possiamo certo permetterci il lusso di mollare la presa! Dunque, me ne star\u00f2 tenacemente attaccato alla mia vita piena di cose da fare. Proprio stanotte ho avuto un\u2019idea, bella, per\u00f2 in questo momento non me ne ricordo pi\u00f9 perch\u00e9 arriva il dolore ed \u00e8 insopportabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Iniezione, poi niente pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Imperterrita, tenace pi\u00f9 di me, al risveglio davanti al letto c\u2019\u00e8 la ragazza.<\/p>\n\n\n\n<p>Se le capitasse un incidente? Come sono cattivo! Per espiare il malvagio pensiero decido di concederle qualche minuto, in fondo non ho nulla da fare. I suoi occhi si illuminano ma il fondo resta stanco, acquoso di malinconia. Forse appartiene alla generazione di quelle giovani perennemente depresse, che sprecano il tempo migliore a piangersi addosso. Fanno un\u2019arma delle loro lacrime. Ne ho incontrate tante, spaventate dal mondo che le respinge. A volte fanno volontariato proprio per sfuggire alle crisi esistenziali, per trovare egoisticamente il senso, riempire una vita che non sanno tenere in piedi. Altre, pi\u00f9 sfacciate e senza scrupoli, si servirebbero di qualsiasi espediente pur di afferrare le occasioni giuste. Questa impudente ci sta provando, anche se con me non caver\u00e0 un ragno dal buco!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Comincia a leggermi un racconto surreale, non riesco a seguirla bene, mi pare di capire che ai confini della sua pi\u00f9 sfrenata fantasia ci siano delle bizzarre creature aliene, forse marziane che, su un tappeto nero trapunto di stelle d\u2019oro, chiacchierano amabilmente con alcune conchiglie sparse sulla riva del nostro mare. Dopo un tempo incalcolabile si ferma, il primo capitolo \u00e8 finito l\u00ec. <em>Grazie a Dio!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Domani mi legger\u00e0 il secondo. <em>E pazienza!<\/em> Non mi chiede niente, ma si capisce che ci terrebbe ad avere un mio giudizio. Quando sta per uscire mi sorprendo nel sentire la mia stessa voce che si prende la libert\u00e0 di mormorarle: \u00abbello, interessante, davvero interessante!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il volto splende dietro la mascherina, sprizza felicit\u00e0 e mormora un <em>grazie, a domani<\/em>. Penso che i suoi piedi non tocchino pi\u00f9 per terra. Io invece mi prenderei a schiaffi! Ma sono diventato scemo? Cosa mi \u00e8 passato in mente di farle un complimento? Ora non me la lever\u00f2 pi\u00f9 di dosso! Ben mi stia, cos\u00ec espier\u00f2 il peccato di grandissima ipocrisia. Ultima morfina e pensiero poetico: la mia finestra \u00e8 un tappeto nero trapunto di stelle d\u2019oro.<\/p>\n\n\n\n<p>Riposo. Sogno che mi stanno soffocando, aiuto, arriva l\u2019infermiera, aumenta l\u2019ossigeno, un\u2019iniezione, poi niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Fuori \u00e8 nuvolo. Mi dicono che stanotte ho avuto tre crisi, ne ricordo una sola. Stamattina hanno chiamato pure i miei parenti per avvertirli che non ci vuole molto. Lo so, li ho sentiti piangere mentre fingevo di dormire. Non \u00e8 una novit\u00e0. Sar\u00e0 la terza o la quarta volta che li avvisano, ormai potrebbero anche rassegnarsi. Le crisi respiratorie sono sempre pi\u00f9 frequenti, non posso pi\u00f9 deglutire, mi hanno provvisto di una sonda per l\u2019alimentazione. Provo tanto dolore diffuso, ho continui crampi.<\/p>\n\n\n\n<p>Al pomeriggio naturalmente c\u2019\u00e8 di nuovo la ragazza, mi fa compagnia per un paio di ore in rassegnato silenzio. Si rende conto della situazione, con molto tatto si astiene dal leggere. Scampata la minaccia del secondo capitolo, le esprimo un profondo senso di gratitudine con gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono stanco, ora vorrei solo andare a casa mia, a riposare.<\/p>\n\n\n\n<p>Devo aver superato il momento critico, contro ogni previsione mi ostino a migliorare. Riesco a stare di nuovo seduto sul letto anche se non sento pi\u00f9 le gambe. L\u2019angiologa mi ha detto che \u00e8 un difetto di circolazione. Avrebbe potuto rincuorarmi con un <em>non-si-preoccupi-passer\u00e0<\/em>, ma bench\u00e9 abbia teso l\u2019orecchio non gliel\u2019ho sentito dire.<\/p>\n\n\n\n<p>Le visite pomeridiane della ragazza mi concedono brecce tra svago e ilarit\u00e0. Lo scotto da pagare \u00e8 ascoltare le sue insulse letture fingendo un minimo di gradimento. Quando diventa insopportabile mi invento una piccola crisi, cos\u00ec lei tace e va via. La storia \u00e8 proprio stramba o sono io che non ci presto troppa attenzione. Forse capirei meglio se tentassi di rileggere tutto il romanzo di fila.<\/p>\n\n\n\n<p>Leggere \u00e8 il lavoro che ho svolto durante tutta la mia lunga e onorata carriera di editore. Per\u00f2 adesso la mia vista \u00e8 sempre pi\u00f9 appannata, non ci riuscirei nemmeno con i migliori occhiali. Per\u00f2, in uno slancio di perfetta imbecillit\u00e0, le chiedo di lasciarmi il testo. Prometto di provarci, almeno come intenzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei si illumina, non sta pi\u00f9 nella pelle dalla gioia, piange, dice che sono il suo primo lettore autorevole e che dalla vita non poteva desiderare un regalo pi\u00f9 grande. Mi promette che il giorno successivo mi far\u00e0 avere la copia completa del romanzo stampato a grossi caratteri.<\/p>\n\n\n\n<p>Di notte ho avuto una crisi pi\u00f9 grave del solito. C\u2019\u00e8 stato molto trambusto anche in corridoio ma non ricordo quasi nulla, solo di aver sognato le strane creature nate dalla fantasia della ragazza: si erano adunate intorno al mio letto in piccola e disciplinata folla, volevano conoscermi, parlarmi, ma io non rispondevo. Non potevo, non avevo tempo da perdere con loro, avevo tante altre cose pi\u00f9 importanti da fare. Esse allora cominciavano a dialogare con gli oggetti inanimati della mia stanza. Prendevano vita la bombola dell\u2019ossigeno, la boccia della flebo, i quadri alle pareti, le poltrone e il tavolino. Ad un tratto il tendone di raso verdino mi cadeva sugli occhi, sul naso, sulla bocca. Io soffocavo, gridavo aiuto. Poi niente.<\/p>\n\n\n\n<p>In alto, l\u2019ombra lunga della ragazza volteggiava sul soffitto con i suoi tanti fogli ordinati sottobraccio. Non riuscivo a vederla in volto ma so che sotto la mascherina chirurgica mi stava sorridendo appagata. Agitava le mani soddisfatta. Quasi un saluto di commiato.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi pomeriggio non \u00e8 venuta, e dire che l\u2019aspettavo per raccontarle del mio buffo sogno. Si dev\u2019essere stancata anche lei. Pazienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Si dice spesso che ci vuole pi\u00f9 coraggio a vivere che a morire. Sono tutte balle! Piango in silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>La madre della ragazza \u00e8 emersa tutta nera dal buco nero del corridoio, mi ha consegnato una busta gialla, voluminosa, uguale ad altre centomila che avr\u00f2 ricevuto e aperto e cestinato nel corso della vita. Mi ha detto che sua figlia prima di addormentarsi si \u00e8 raccomandata tanto di farmela avere. Non era una giovane volontaria ma un\u2019altra paziente dell&#8217;<em>hospice<\/em>, se ne \u00e8 andata stanotte.<\/p>\n\n\n\n<p>A morire ci vuole vero coraggio, a riconoscere e ammettere quando a conti fatti il senso si \u00e8 compiuto. Coraggio a lasciarsi andare, a scivolare via verso l\u2019ignoto, a mollare la presa tenace.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non \u00e8 ancora il mio momento, adesso io non posso davvero. Ho un\u2019ultima cosa da fare. Adesso, contro ogni pronostico medico, me ne star\u00f2 aggrappato tenacemente alla bozza del suo romanzo. Ancora per un po\u2019, almeno finch\u00e9 non l&#8217;avr\u00f2 pubblicato.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_50875\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"50875\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Davanti alla mia finestra \u00e8 appena passata una colomba, \u00e8 il regalo di Pasqua. Nessuno avrebbe scommesso sulla possibilit\u00e0 che ci arrivassi. Non che lo dicano apertamente, ma chi mi danza intorno lo ha scritto negli occhi. Leggere \u00e8 la mia professione, adesso in mancanza di scartoffie mi accontento di leggere gli sguardi. Me ne [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_50875\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"50875\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":25251,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[657],"tags":[],"class_list":["post-50875","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2023"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50875"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/25251"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=50875"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50875\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":50889,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50875\/revisions\/50889"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=50875"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=50875"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=50875"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}