{"id":50865,"date":"2023-04-03T11:26:10","date_gmt":"2023-04-03T10:26:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50865"},"modified":"2023-04-03T11:26:11","modified_gmt":"2023-04-03T10:26:11","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-romeo-e-giulietta-di-roberto-rapastella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50865","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Romeo e Giulietta&#8221; di Roberto Rapastella"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il prima.<\/h3>\n\n\n\n<p>Il giorno che arrivarono stavo lavorando in cantina.<\/p>\n\n\n\n<p>Era passato da poco mezzogiorno quando sentii Hortensia chiamarmi: \u00abEccomi arrivo&#8230; lavo le mani e sono da te\u00bb gridai dallo scantinato, perch\u00e9 la cucina era due rampe di scale pi\u00f9 su e con il macchinario acceso temevo che non mi sentisse.<\/p>\n\n\n\n<p>Di sopra mi aspettava il fiasco di Frascati e un bel piatto di <em>tonnarelli cacio e pepe<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Hortensia era la donna delle pulizie, una brava rumena con la testa sulle spalle e un bel culo di dietro. Veniva tre volte alla settimana per mettere in ordine in casa e in quei giorni mi preparava il pranzo. Il venerd\u00ec a mattina l\u2019andavo a prendere a casa sua e, grazie ad un adeguato extra sulla paga mensile, ci scappava pure qualcos\u2019altro: mi aspettava nuda sotto alle coperte del suo letto, al calduccio, per un servizio completo. Era un lusso che solo allora potevo permettermi, prima mi dovevo accontentare di un viaggetto sulla piazzola di sosta della statale una volta al mese, con una di pelle scura, che costavano di meno delle puttane nostrane.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiusi a chiave la porta che dava allo scantinato e mi misi a tavola. Mentre mi sedevo mi soffermai a pensare al mio conto in banca che, dopo anni di scoperto, era di qualche migliaio di euro sopra lo zero. Per contrappunto il cervello mi port\u00f2 indietro agli anni passati, al lavoro da operaio con un misero stipendio che, pagata la rata del mutuo, ci consentiva di arrivare a malapena alla fine del mese.<\/p>\n\n\n\n<p>I progressi economici erano sopravvenuti da quando avevo conosciuto <em>Romeo e Giulietta<\/em>. I miei inquilini avevano risposto all\u2019annuncio di affitto ed erano venuti ad abitare nell&#8217;appartamento di sopra. Quando si presentarono per la prima volta con quei nomi assurdi li guardai di traverso, come a dire che non amavo essere preso per il culo. Ma loro rimasero impassibili e misero sul tavolo un acconto in contanti di tre mensilit\u00e0 e l\u2019assicurazione che non avevano bisogno di contratti scritti. Gli dissi che a quel punto si potevano chiamare pure Topolino e Minnie, per me non faceva nessuna differenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Erano persone riservate che non davano confidenza, tuttavia si facevano apprezzare per la loro precisione e correttezza nei pagamenti dell\u2019affitto e delle prestazioni lavorative che a volte mi richiedevano. In ogni caso i loro affari erano appunto <em>loro<\/em> e non intendevo intromettermi.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno maledetto, un attimo prima di mettere in bocca la prima forchettata di cacio e pepe, fui interrotto dal campanello di casa. S<em>trano<\/em>, pensai&#8230; <em>a quest\u2019ora<\/em>. Mi alzai e mi diressi verso la porta, guardai dallo spioncino e dietro al cancelletto vidi Giovannino, il postino del quartiere. Forse, da rincitrullito qual era sempre stato, mi aveva dimenticato nel suo giro di mattina. Schiacciai il pulsante di apertura e aprii l\u2019uscio per andare incontro al portalettere.<\/p>\n\n\n\n<p>Con immensa sorpresa, non appena fuori, mi ritrovai circondato da uomini con tute nere, anfibi, caschi, guanti e passamontagna. Tutti mi puntavano contro fucili mitragliatori automatici e pistole, mentre un elicottero volteggiava basso sopra le nostre teste.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSiamo carabinieri&#8230; non ti muovere&#8230; sdraiati per terra con le mani dietro la schiena, subito!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Ci misi un bel po\u2019 per mettere a fuoco ci\u00f2 che stava succedendo. Mi sembr\u00f2 di vivere in un incubo. Sconcertato, ubbidii ai comandi ricevuti. Infine, in pochi attimi, mi chiusero le manette ai polsi e mi portarono via di peso. Mentre mi trasportavano in caserma a sirene spiegate, mi stupii ritrovandomi a pensare non ai miei figli, ai nipoti o al mio futuro. No, pu\u00f2 sembrare strano, ma in quel momento mi vennero in mente solo due cose che ancora ricordo bene. La prima riguard\u00f2 il piatto di cacio e pepe lasciato sul tavolo che non avrei potuto gustare; la seconda fu sollecitata dagli sguardi carichi d\u2019odio e di schifo dei quattro militari che mi scortavano.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa avevo fatto di cos\u00ec <em>sbagliato<\/em> per meritarmeli?<br><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I fatti.<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><em>Il Gazzettino della Ciociaria<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><em>\u201cRomeo e Giulietta\u201d accusati degli omicidi di otto giovani scomparsi tra le provincie di Roma e Frosinone<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">Il \u201cMacellaio di Acquacupa\u201d ha confessato<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">__________________<\/p>\n\n\n\n<p>Ieri mattina, dopo due giorni passati in cella d\u2019isolamento il \u201cMacellaio\u201d ha confessato.<\/p>\n\n\n\n<p>Davide Prosetti, vedovo, operaio in pensione impiegato per 40 anni presso il Macello comunale di Acquacupa, ha confessato di aver \u201cmacellato\u201d i corpi di otto cadaveri di persone a lui sconosciute. Uno dei corpi dei malcapitati giovani \u00e8 stato ritrovato nella cella frigorifera della cantina dell&#8217;abitazione: un senzatetto di origini calabresi ancora in fase di &#8220;lavorazione&#8221;, con gli arti mancanti rinchiusi a pezzi in due sacchi di plastica neri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I coniugi Herbert Hassel, di origini tedesche, ma cittadino italiano, e sua moglie Emma Vallani gli fornivano, a suo dire, \u201cla materia prima\u201d. I due sono riusciti a fuggire e attualmente sono ricercati con l&#8217;accusa di omicidio plurimo premeditato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Prosetti, di anni 67, veniva retribuito dalla coppia, che lui conosceva con i nomi di <em>Romeo e Giulietta<\/em>, per far scomparire i corpi delle vittime. Il macellaio provvedeva&nbsp;a eseguire l\u2019incarico nello scantinato attrezzato con sega a nastro, piccole celle frigorifere e altre apparecchiature da macellazione. Il reo confesso sezionava i cadaveri in parti pi\u00f9 piccole e provvedeva a rinchiuderle in sacchi di plastica. I resti umani venivano successivamente sotterrati in zone impervie e nascoste nei boschi sui Monti Lepini, non troppo distanti dalla sua abitazione ad Acquacupa.<\/p>\n\n\n\n<p>Le indagini degli investigatori hanno rivelato che la coppia adescava i malcapitati (cittadini stranieri irregolari senza permesso di soggiorno, clochard senza fissa dimora e tossici di lunghissima data) promettendo loro laute ricompense per delle serate di sesso promiscuo. Una volta abbordati li portavano nell&#8217;appartamento&nbsp;preso in affitto dal Prosetti. L\u00ec erano prima drogati, poi legati e orrendamente trucidati. Gli omicidi, perpetrati con armi da taglio o tramite impiccagione, venivano filmati e trasmessi in diretta online sui siti del mercato nero del web, il fantomatico &#8220;Deep Web&#8221;. La deposizione \u00e8 stata resa con estrema calma e freddezza. Fonti anonime del palazzo di giustizia raccontano stupite di una persona ignara della gravit\u00e0 dei fatti che gli vengono contestati. L\u2019uomo si difende dicendo che ad ammazzare non era lui, ma i due affittuari; che lui era responsabile \u201csolo\u201d del sezionamento e dell\u2019occultamento di persone gi\u00e0 decedute; che non sapeva nulla delle uccisioni perpetrate nell&#8217;appartamento&nbsp;al primo piano. Il sedicente <em>Romeo<\/em> aveva messo a tacere i suoi timidi scrupoli raccontandogli, molto genericamente, di delitti frutto di regolamento di conti tra organizzazioni criminali avversarie. <\/p>\n\n\n\n<p>Loro erano semplicemente i becchini, i ripulitori delle scene del delitto.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il dopo.<\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 quasi sera nella casa di Davide ad Acquacupa. \u00c8 passata poco pi\u00f9 di una settimana da quando il proprietario \u00e8 stato arrestato. Nastri e guanti di lattice blu della polizia scientifica sono sparpagliati un po\u2019 ovunque. Sulle porte d\u2019ingresso sono stati applicati i sigilli della magistratura: \u201cAbitazione sotto sequestro\u201d. Entrando due cose colpiscono subito: un odore nauseabondo e un rumore sottotraccia. Ascoltando con attenzione si percepisce che il rumore \u00e8 composito, due suoni distinti: un ronzio incessante, basso e profondo e un altro acuto a tratti, come migliaia di minuscoli martelletti che battono incessanti dei colpi secchi: pick-pick-pick&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Sul tavolo in cucina il piatto dove c\u2019erano i tonnarelli si intravede ancora al suo posto, con la forchetta appoggiata sul bordo, il bicchiere di vino davanti e il fiasco accanto. La scena \u00e8 nascosta da una nuvola nera che sembra respirare: la nube allargandosi si dirada e permette di vedere i contorni dell\u2019apparecchiatura, poi concentrandosi la occulta facendola sparire dietro di essa. Avvicinandosi ci si accorge che il fenomeno \u00e8 dato dalle migliaia di mosconi che gli ronzano intorno avvolgendola a guardia della moltitudine di larve mescolate con i tonnarelli all\u2019interno del piatto. Moltissime ancora si devono schiudere. Alcune sono gialle, la maggioranza ha raggiunto il colore rosso scuro, quasi marrone, segno che la metamorfosi \u00e8 arrivata al suo termine. Molte di queste sembrano muoversi a scatti: per uscire dal pupario, la mosca si serve di una vescicola posta sulla fronte, l\u2019organo si gonfia e sgonfia grazie a delle contrazioni ritmiche, aumentando di volume ed esercitando una pressione sulla parete interna del bozzolo. Finch\u00e9 non riesce a uscire.&nbsp; Appena sfarfallata, la mosca presenta ali molto piccole ed umide, rapidamente queste si distendono e si irrigidiscono, consentendole di volar via.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella casa \u00e8 buio, non tanto per la sera imminente o per le persiane accostate, ma per il fitto strato di mosconi che ricopre la superficie delle finestre. Le migliaia di insetti tentano di uscire, picchiando impazziti sui vetri&#8230; pick-pick-pick, ma invano, tanto che uno strato di questi, morti, ricopre uniformemente il pavimento, formando un funereo tappeto nero. Cibo buono per gli scarafaggi che uscendo senza pi\u00f9 inibizioni dai vecchi battiscopa in legno, si ingozzano con i mosconi morti; e per i ragni, che sulle loro fitte ragnatele, apparse come per incanto sugli angoli formati dalle pareti e sui mobili, avvolgendo tutto come un sudario grigio, intrappolano le mosche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla sala da pranzo una nuvola nera di insetti volanti si dirige, attraverso la porta ora aperta che separa il piano terra dal primo, su per le scale, nell\u2019appartamento di sopra. Guidati dal fetore di morte qui ancora pi\u00f9 pungente, entrano nel locale dove venivano realizzati gli <em>snuff movie<\/em>. Le due catene ancora appese al soffitto si muovono sinistramente, andando a cozzare tra di loro sebbene nessuno, apparentemente, le tocchi. L\u00ec venivano appese le povere vittime di <em>Romeo<\/em> che con il torace scoperto, il viso nascosto da una maschera di cuoio, un collare costellato di chiodi e un coltello in mano, sfogava la rabbia che aveva dentro sul corpo dei ragazzi inermi mentre <em>Giulietta<\/em> curava le riprese video. Alla fine, quando la vittima aveva esalato l\u2019ultimo respiro, si auto riprendevano mentre si accoppiavano come bestie nella stessa stanza, rotolandosi sul sangue della vittima, sovraeccitati dal lavoro eseguito.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo vano il paesaggio e diverso: una moltitudine di puntini rossi, nel buio del locale senza finestre, simili a lucciole infernali, si muovono veloci zigzagando sulle pareti. Sono gli occhi di decine di ratti che salendo sul soffitto servendosi delle catene, sbranano il materiale fono assorbente di cui \u00e8 foderata la stanza, impregnato dal sangue schizzato dai corpi martoriati. Al basso ronzio dei mosconi e al loro ticchettare sui vetri, in questo luogo di tortura e di morte si aggiunge il borbottio prodotto dal rumore della masticazione dei topi e quello aritmico delle catene che cozzano tra di loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Se il diavolo dovesse mai scegliere una colonna sonora per rappresentare il male sulla terra, questa orribile miscellanea di suoni sarebbe senz\u2019altro la sua preferita.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_50865\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"50865\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il prima. 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