{"id":50862,"date":"2023-03-31T11:05:41","date_gmt":"2023-03-31T10:05:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50862"},"modified":"2023-03-31T11:05:42","modified_gmt":"2023-03-31T10:05:42","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-loasi-di-nurat-di-gerardo-marletto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50862","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;L\u2019oasi di Nurat&#8221; di Gerardo Marletto"},"content":{"rendered":"\n<p>Tanti anni fa, nella piccola oasi di Nurat, in una delle zone pi\u00f9 aride del deserto del Sinai, viveva un uomo di nome Abdallah. Era vedovo e padre di quattro figli: Nadine, Karim, Raouf e Yvette.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unico pensiero di Abdallah era fare in modo che i suoi quattro figli crescessero forti e sani. Era per questo motivo che per lui ogni alba non era altro che l\u2019inizio di un nuovo giorno di lavoro che sarebbe durato fino al tramonto. Si dedicava al suo piccolo orto, alle poche capre col cui latte preparava un gustoso yogurt, ma soprattutto si occupava del pozzo. Con l\u2019acqua del pozzo alimentava delle piccole cisterne dove si abbeveravano \u2013 a pagamento \u2013 i cammelli delle carovane di passaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma un giorno, di colpo, tutto cambi\u00f2. Guardando verso il sole che sorgeva Abdallah fu preso da un irrefrenabile desiderio di partire, di viaggiare verso Oriente per visitare quei paesi lontani le cui bellezze venivano decantate la sera intorno al fuoco dai carovanieri di passaggio. La notte successiva Abdallah non dorm\u00ec, dilaniato tra la voglia di partire \u2013 che lo faceva sentire leggero come se avesse le ali \u2013 e il senso di colpa che lo prendeva alla sola idea di abbandonare i suoi quattro figli. Un senso di colpa che lo schiacciava a terra, come se portasse sulle spalle una pesantissima incudine.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina successiva chiam\u00f2 i figli e disse loro che si accingeva a partire e che non sapeva quando sarebbe tornato. Alla notizia della sua prossima partenza i suoi figli restarono impietriti e cos\u00ec rimasero anche quando Abdallah infine si avvi\u00f2, portando con s\u00e9 un paio di cammelli che trasportavano le provviste per i primi giorni di viaggio e i piccioni viaggiatori che in tutti quegli anni Abdallah aveva addestrato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni settimana un piccione viaggiatore arrivava a Nurat portando una breve lettera di Abdallah per i suoi figli. Ogni settimana i quattro si riunivano per leggere quelle lettere e per piangere; piangevano la gioia di saperlo ancora vivo, piangevano il dolore di saperlo ancora lontano. E cos\u00ec, settimana dopo settimana, lettera dopo lettera, pianto dopo pianto, passarono gli anni, molti anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Finch\u00e9 un giorno arriv\u00f2 l\u2019ennesimo piccione viaggiatore che finalmente annunciava il prossimo rientro di Abdallah a Nurat, a casa, dai suoi figli. Quando Abdallah arriv\u00f2 in prossimit\u00e0 di Nurat non credette ai propri occhi: quella che una volta era una piccola oasi circondata dall\u2019arido deserto, era diventata una terra verde, lussureggiante, con piccoli corsi d\u2019acqua, laghetti, orti, frutteti, palme, e campi coltivati a perdita d\u2019occhio. Fatic\u00f2 a riconoscere in lontananza il suo vecchio pozzo e subito dopo intravide quattro figure che con passo sicuro gli stavano andando incontro; gi\u00e0 da lontano cap\u00ec che si trattava di due donne e due uomini, forti e sani. Quando ormai era molto vicino riconobbe nei loro occhi \u2013 e ancor di pi\u00f9 nei loro sorrisi \u2013 i suoi quattro figli, che aveva lasciato ragazzi e che ora ritrovava adulti.<\/p>\n\n\n\n<p>Passati i lunghi e commoventi momenti dei saluti, dei baci e degli abbracci, dei racconti, finalmente Abdallah riusc\u00ec a trovare il tempo per chiedere ai suoi figli come mai la loro piccola oasi si era cos\u00ec meravigliosamente trasformata. Fu Nadine \u2013 la pi\u00f9 grande dei quattro \u2013 a raccontare che cosa era successo: \u201cQuando ci siamo riuniti la prima volta per leggere la tua lettera abbiamo iniziato a piangere; abbiamo pianto per ore, fino a formare un piccolo laghetto nel punto preciso dove ci eravamo ritrovati. Nei giorni successivi intorno a quel laghetto inizi\u00f2 a crescere un prato spontaneo, dove si intravedevano i primi germogli di tante piccole piantine. E fu cos\u00ec che decidemmo di spostarci ogni volta in un punto diverso per leggere le tue lettere e piangere. E ogni volta questo piccolo miracolo si \u00e8 ripetuto. Settimana dopo settimana, lettera dopo lettera, pianto dopo pianto, questa terra che era brulla e arsa \u00e8 diventata quel paradiso che ora hai davanti agli occhi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Incredulo e commosso Abdallah riusc\u00ec a pronunciare una sola stentata frase: \u201cMa allora&#8230; se io non fossi stato via per tutto questo tempo&#8230; qui ci sarebbe ancora solo deserto\u201d. A quelle parole i cinque si abbracciarono e cominciarono a piangere, smettendo solo dopo diverse ore. In quel punto esatto \u00e8 cresciuta la palma pi\u00f9 alta di Nurat, che ancora oggi \u2013 dopo tanti anni \u2013 consente alle carovane di individuare l\u2019oasi a chilometri di distanza.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_50862\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"50862\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tanti anni fa, nella piccola oasi di Nurat, in una delle zone pi\u00f9 aride del deserto del Sinai, viveva un uomo di nome Abdallah. 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