{"id":50847,"date":"2023-03-27T12:06:20","date_gmt":"2023-03-27T11:06:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50847"},"modified":"2023-03-27T12:06:21","modified_gmt":"2023-03-27T11:06:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-goodoo-di-gerardo-marletto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50847","title":{"rendered":"&#8220;Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Goodoo&#8221; di Gerardo Marletto"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cPasse la balle, Goodoo! Alez Goodoo, passe-la! Arr\u00eate de jouer tout seul!\u201d. Non c\u2019\u00e8 niente da fare, non so quante volte gliel\u2019ho detto che il football \u00e8 un gioco di squadra, ma non c\u2019\u00e8 niente da fare, quando prende la palla non la molla pi\u00f9 e pensa di fare tutto da solo fino al goal. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEt alors Goodoo, mon Dieu, passe la balle!\u201d, ecco mi \u00e8 scappato di nuovo, ho di nuovo violato la regola della missione \u2013 niente parolacce e ricordarsi il secondo comandamento: non nominare il nome di Dio invano. Speriamo che nessuno mi abbia sentito e invece no, eccola l\u00ec Maria con i pugni sui fianchi e gli occhi azzurri sgranati che mi rimproverano in silenzio, ma gi\u00e0 lo vedo che le sta scappando un mezzo sorriso, i suoi rimproveri durano sempre poco. <\/p>\n\n\n\n<p>Maria \u00e8 una missionaria laica; sempre vestita uguale: sandali sportivi, pantaloni grigi, una t-shirt pi\u00f9 o meno spiegazzata e sbucazzata e al collo il cordino di cuoio con appeso il crocefisso di legno che indossa sempre. Beh, proprio sempre no, perch\u00e9 quando delle volte ci vediamo la notte nella mia capanna il crocefisso se lo toglie, lo appende col viso rivolto al muro a un chiodo che c\u2019\u00e8 accanto alla porta della mia baracca. \u201cI don\u2019t want Him to see what I do with you\u201d, questa la spiegazione che mi diede la prima volta. Io da poco avevo cominciato a frequentare la missione, forse da un paio di settimane; lei l\u2019avevo notata subito, non \u00e8 che ci volesse molto, in mezzo a tutti i missionari barbuti e le miriadi di ragazzini che venivano alla missione, lei si distingueva al primo colpo d\u2019occhio. Forse per lo stesso motivo lei aveva notato me. Senza fare troppe storie avevamo cominciato a tenerci compagnia, ci piacevamo fisicamente e conoscendoci avevamo anche scoperto che c\u2019era qualcosa di pi\u00f9, un\u2019affinit\u00e0 nei caratteri e nei modi di fare, ma ce l\u2019eravamo detto che avremmo vissuto alla giornata perch\u00e9 sarebbe venuto il momento \u2013 prima o poi \u2013 di separarci, perch\u00e9 lei veniva assegnata a una nuova missione chiss\u00e0 dove o perch\u00e9 io dopo aver finito di scontare la mia condanna me ne sarei tornato a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>I comboniani li avevo conosciuti in carcere, loro l\u00ec venivano non solo a prestare i servizi religiosi \u2013 la messa, le confessioni, delle volte persino i battesimi di qualche recluso che si convertiva \u2013 ma anche a gestire le attivit\u00e0 ricreative, culturali e lavorative. Due di loro tenevano un corso per imparare a creare piatti, anfore e tutto il vasellame che ancora oggi si usa nei villaggi rurali del Madagascar, un altro gestiva la piccola biblioteca del carcere e dava qualche lezione di francese e un altro ancora \u2013 padre Joseph \u2013 ci faceva fare un po\u2019 di ginnastica nel cortile. Proprio a padre Joseph avevo chiesto se poteva convincere il direttore a farci avere le attrezzature per fare qualche sport di gruppo; ci servivano le porte per il calcio, la rete per la pallavolo e i canestri per il basket, e poi le palle, senza le palle non potevamo fare niente. Alla fine ci diedero solo la rete e un paio di palloni per la pallavolo, ma noi ci giocavamo anche a calcio facendo i pali delle porte con le nostre magliette. Padre Joseph si accorse che io ero riuscito a spiegare a tutti i fondamentali della pallavolo e gli schemi minimi per non giocare a casaccio, avevo anche insegnato i rudimenti del calcio a quei pochi che non li conoscevano, cos\u00ec riusc\u00ec a convincere il direttore a darmi l\u2019incarico di responsabile delle attivit\u00e0 sportive del carcere. Per me fu una grande liberazione, per me l\u2019attivit\u00e0 sportiva era sempre stata importantissima, ma non era solo divertimento, era anche un momento di liberazione dalla cupezza che mi seguiva costantemente da quando \u2013 ero poco pi\u00f9 che un ragazzino \u2013 era morto mio padre. E cos\u00ec mi diedi da fare, per qualche settimane feci dei gruppi di allenamento che si avvicendavano nel corso della settimana e poi da questi gruppi creai delle squadre che si confrontavano in veri e propri tornei con le partite di andata e di ritorno, la classifica e la cerimonia di premiazione finale. La mia energia e capacit\u00e0 organizzativa colp\u00ec padre Joseph che mi chiese se avevo voglia di fare la stessa cosa coi ragazzini che venivano alla missione e che svogliatamente facevano gli esercizi di ginnastica che lui gli proponeva ogni tanto. Io ovviamente dissi di s\u00ec, perch\u00e9 era sempre sport e soprattutto perch\u00e9 voleva dire uscire dal carcere.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando arrivai alla missione rimasi scioccato, ero pronto a ritrovare la povert\u00e0 che gi\u00e0 avevo incontrato non so pi\u00f9 quante volte nelle metropoli africane, asiatiche e sudamericane, ma non di vedere cos\u00ec tanti ragazzini mutilati: a chi mancava un piede o l\u2019intera gamba, altri avevano perso un occhio o entrambi le mani. Per un motivo o per l\u2019altro quasi tutti sono passati per l\u2019ospedale di Medecins sans frontieres che c\u2019\u00e8 a pochi chilometri dalla missione, specializzato nella chirurgia di guerra e affiancato da un laboratorio protesico all\u2019avanguardia. Per molti di questi ragazzini lo sport da praticare non \u00e8 una scelta ma una necessit\u00e0, chi ha problemi con le mani gioca a calcio, chi ha problemi coi piedi gioca a basket o a pallavolo, mentre a quelli che proprio non possono fare nulla perch\u00e9 sono inchiodati su una sedia a rotelle ho insegnato ad arbitrare. Ho dovuto anche allentare un po\u2019 le regole: due passi in pi\u00f9 con la palla in mano nel basket, la possibilit\u00e0 di bloccare la palla prima di ripassarla nella pallavolo, i tempi di quindici minuti a calcio&#8230;Goodoo \u00e8 uno di loro, in fondo \u00e8 fortunato, il proiettile che era destinato a farlo fuori l\u2019aveva mancato di pochissimo, per\u00f2 aveva fatto schizzare dritta nel suo occhio destro una scheggia del tronco dietro al quale si stava proteggendo. Con la sua benda da pirata \u00e8 il pi\u00f9 forte a calcio, ma giuro che se non impara lo spirito di squadra lo metto in panchina a cuocersi nella sua stessa rabbia.<\/p>\n\n\n\n<p>I ragazzini che vengono in missione hanno tutti avuto a che fare con la guerra, molti hanno perso la famiglia e hanno dovuto abbandonare il loro villaggio finendo in qualche campo profughi e poi nella rete di assistenza delle ONG o di qualche missione; a questi ragazzini i comboniani offrono istruzione e \u2013 a quelli pi\u00f9 grandicelli \u2013 l\u2019avviamento a una professione. Alcuni erano soldati e sono quelli pi\u00f9 difficili, di loro si occupa Maria che infatti \u00e8 una psicologa, lei li prende in carico dopo che hanno fatto un periodo in ospedale per disintossicarsi di tutte quelle sostanze di merda che gli davano per tenerli svegli e allucinati e riuscire a fare quello che hanno fatto, ammazzare, seviziare, torturare. Io ne so qualcosa, io li ho visti all\u2019opera, delle piccole ed efficientissime macchine da guerra. Tutti i ragazzini \u2013 tranne gli ex-soldati \u2013 vengono qui la mattina e poi il pomeriggio se ne tornano al villaggio o al campo profughi da cui sono venuti; gli ex-soldati invece dormono qui, quasi ogni notte dal loro dormitorio sento arrivare le urla dei loro incubi. Ho visto Maria come ci lavora, all\u2019inizio sono quasi ingovernabili e servono due o tre missionari per trattenerli ed evitare che Maria venga aggredita e malmenata, ma lei non arretra neanche di un millimetro e continua a proporre loro delle attivit\u00e0, sono dei giochi semplicissimi o qualche lezione per imparare a scrivere e leggere. Dopo un po\u2019 \u2013 quando si sono quasi del tutto calmati \u2013 comincia a farli disegnare, non solo per farli sfogare in un\u2019attivit\u00e0 creativa, ma anche perch\u00e9 i disegni le servono per capire che cosa ribolle nelle loro menti traumatizzate. Io li ho visti questi disegni, sono agghiaccianti, sempre scurissimi, con facce mostruose, pezzi di corpi, occhi giganteschi; spesso i particolari di questi disegni sono innaturalmente neri, \u00e8 nero il sole, o le nuvole, o gli alberi. Delle volte Maria arriva con gli occhi carichi di commozione per farmi vedere dei disegni in cui finalmente s\u2019intravede un po\u2019 di normalit\u00e0, un po\u2019 di serenit\u00e0; come ha detto lei una volta: \u201cLet\u2019s celebrate a rebirth\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Piano piano anche gli ex-soldati vengono a praticare gli sport con me, alcuni si avvicinano da soli, incuriositi, con la voglia di divertirsi cogli altri; altri me li porta per mano Maria e io devo poi darmi da fare per convincerli a giocare e a partecipare, ma all\u2019inizio quasi sempre non riescono a fare nulla, se ne stanno l\u00ec fermi in mezzo al campo disinteressati al gioco, persi in chiss\u00e0 quali visioni atroci. Anche Goodoo aveva cominciato cos\u00ec, anzi peggio di cos\u00ec, lui alternava momenti di assenza a momenti in cui senza preavviso agguantava un compagno per poi prenderlo a morsi. Ma poi si \u00e8 calmato anche lui ed \u00e8 diventato la nostra piccola star del calcio, devo solo trovare il modo di farlo uscire dal suo individualismo sfrenato. Potrei provare a fargli allenare i nuovi arrivati, chiss\u00e0 che qualche responsabilit\u00e0 e un ruolo riconosciuto non gli facciano ammorbidire quella testa dura che si ritrova, cos\u00ec non dovr\u00e0 pi\u00f9 sorbirsi la canzoncina provocatoria che gli canto di continuo: \u201cGoodoo t\u00eatu, Goodoo t\u00eatu, continues comme \u00e7a e tu ne joues plus\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_50847\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"50847\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cPasse la balle, Goodoo! 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