{"id":5073,"date":"2011-01-12T18:41:28","date_gmt":"2011-01-12T17:41:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5073"},"modified":"2011-01-12T18:41:28","modified_gmt":"2011-01-12T17:41:28","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-vedova-di-angelo-vanzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5073","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Vedova&#8221; di Angelo Vanzi"},"content":{"rendered":"<p>Sono una donna, ho 35 anni e sette fratelli pi\u00f9 grandi di me, ma solo di et\u00e0, perch\u00e9 in altezza li supero tutti almeno di una spanna; non che io sia particolarmente alta, sono loro decisamente bassi. La nostra \u00e8 una famiglia di agricoltori e viviamo tutti insieme, con i genitori, in una grande casa alla periferia di un paese della bassa padana.<\/p>\n<p>Nessuno dei miei fratelli si \u00e8 mai sposato. Io invece sono cinque volte vedova, un bel primato, e senza figli; pure questo \u00e8 abbastanza strano, ma chi avr\u00e0 la voglia e la pazienza di leggere la mia storia ne scoprir\u00e0 il motivo.<\/p>\n<p>Da ragazzina amavo la scuola e lo studio, leggevo tutto quello che mi capitava fra le mani, sognavo di diventare una grande scrittrice. Invece, terminata la scuola media, mia madre decise che dovevo restare a casa per aiutarla nelle faccende domestiche.<\/p>\n<p>Capirete, sette figli maschi, pi\u00f9 mio padre e mio nonno paterno, in casa non mancava certo il lavoro!<\/p>\n<p>Gli anni passavano e io non facevo altro che rassettare camere, pulire pavimenti, lavare, stirare e \u2026.lamentarmi del destino crudele. Quando volevo fare arrabbiare i miei fratelli, mi mettevo in testa una corona di fiori e giravo per casa con aria altezzosa, sostenendo di essere Biancaneve, circondata dai miei sette nani, ma di solito il mio umore era pi\u00f9 vicino a quello della povera Cenerentola. Vedevo una sola via d\u2019uscita: trovare un principe azzurro, e al pi\u00f9 presto.<\/p>\n<p>E invece dovetti aspettar di compiere 18 anni, perch\u00e9 in famiglia non volevano neppure sentire pronunciare la parola matrimonio.<\/p>\n<p>Il mio primo marito non era propriamente un principe, ma pur di lasciare la casa paterna avrei preso anche un rospo. Era un ragazzone impacciato, unico figlio dei panettieri del paese.<\/p>\n<p>Il matrimonio non dur\u00f2 neppure lo spazio di un giorno. All\u2019uscita dalla chiesa, cercando di schivare il riso che i miei fratelli gli tiravano a manciate, il tontolone inciamp\u00f2 nello strascico del mio vestito, cadde a terra, picchi\u00f2 la testa sul gradino di pietra e mor\u00ec sul colpo.<\/p>\n<p>Davvero una bella uscita! Avevo lasciato la casa natale al mattino, vestita da sposa, con la ferma intenzione di non metterci pi\u00f9 piede, vi feci ritorno quello stesso pomeriggio, vestita a lutto, metaforicamente parlando, s\u2019intende, perch\u00e9 non ebbi neppure il tempo di cambiarmi d\u2019abito.<\/p>\n<p>Qualcosa per\u00f2 era cambiata: avevo pi\u00f9 soldi di tutti i miei setti fratellini messi insieme. Il matrimonio era stato comunque celebrato e, in cambio della mia rinuncia ad ogni ulteriore pretesa sulla eredit\u00e0, i miei suoceri di quelle poche ore accettarono di pagarmi un generoso indennizzo.<\/p>\n<p>Non era quello che cercavo, ma dal lato puramente finanziario non fu un cattivo investimento. Avrei potuto permettermi di riprendere gli studi, vagheggiavo di iscrivermi ad una scuola privata, prendere il diploma e poi frequentare l\u2019universit\u00e0, ma mia madre era di tutt\u2019altra idea, si aspettava che continuassi la mia vita di Cenerentola. Necessitavo di un altro principe, non importa di quale colore.<\/p>\n<p>Misi gli occhi su un giovane insegnante di lettere. Dopo nemmeno un anno di vedovanza ero pronta per il secondo matrimonio, che si risolse nel secondo disastro. Il neo sposo sopravvisse all\u2019uscita dalla chiesa, ma non al banchetto nuziale. L\u2019incidente avvenne subito, al momento dell\u2019ingresso nella sala da pranzo; tutti e sette i miei fratelli, scortandoci verso il tavolo, improvvisarono una sorta di trenino, spingendoci con un po\u2019 troppo entusiasmo. Il mio secondo marito and\u00f2 a sbattere con violenza contro una colonna e mor\u00ec all\u2019istante.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Il professorino era senza parenti e senza un soldo; mi lasci\u00f2 per\u00f2 in eredit\u00e0 una grande quantit\u00e0 di libri, che avrebbero potuto soddisfare per anni la mia sete di sapere, se solo avessi avuto il tempo di leggerli. Al momento si pose solo il problema di come sistemarli nella mia casa paterna dove, giocoforza, ero costretta a restare, poco pi\u00f9 che ventenne, bi-vedova, con sette nani ancora tra i piedi e montagne di camicie, maglie, calzini e calzoni da lavare, stirare e riporre negli armadi.<\/p>\n<p>La ricerca del successivo marito richiese ben sei anni. Non che io non ci mettessi impegno, ma i miei fratelli non rendevano certo la vita facile ai possibili candidati sui quale di volta in volta mettevo gli occhi. Finalmente riuscii ad accalappiare un bel ragazzo, figlio dei proprietari dell\u2019unica sala cinematografica del paese. Il matrimonio avvenne un sabato di fine agosto. Anche questa volta la cerimonia in chiesa si svolse senza incidenti. Pure il ricevimento, nel parco della villa dei miei terzi suoceri, sembrava procedere nel migliore dei modi, ma ad un certo punto da qualche parte sbuc\u00f2 fuori un pallone da calcio, i ragazzi improvvisarono una partitella tra i tavolini, coinvolgendo anche il novello sposo che, in un violento contrasto con tre dei miei fratelli, batt\u00e9 la testa contro il bordo di una sedia e mor\u00ec sul colpo.<\/p>\n<p>E tre, tre volte vedova! Il terzo matrimonio accrebbe di diversi milioni la mia fortuna, ma mi attribu\u00ec la fama di iellata. Ormai non era neppure pi\u00f9 necessaria l\u2019azione dissuasiva dei miei fratelli; nonostante la mia indubbia avvenenza, al mio solo apparire, gli uomini si dileguavano come d\u2019incanto. A quel punto anche mia madre dovette convenire sulla opportunit\u00e0 che mi allontanassi dal paese, almeno per un po\u2019, e mi sped\u00ec a Venezia presso una sua sorella.<\/p>\n<p>La zia aveva cinque figli maschi, tutti scapoli, tutti ancora in casa, e quindi mi accolse con particolare entusiasmo, due buone braccia aggiuntive per le faccende domestiche! Avevo compiuto il classico salto dalla padella alla brace. \u00a0<\/p>\n<p>Che altro potevo fare, se non cercarmi un altro marito? Avevo 27 anni, una bellezza che toglieva il fiato a ogni uomo che incontravo e la mia reputazione non era ancora giunta fino a Venezia; cos\u00ec, nel giro di un anno, riuscii a combinare un nuovo matrimonio e, incredibile a dirsi, addirittura con un principe vero, unico erede di una famiglia che vanta illustri antenati.<\/p>\n<p>Dopo il matrimonio in Basilica, attraversammo a piedi piazza San Marco, tra piccioni e turisti, e raggiungemmo l\u2019imbarcadero; era previsto un corteo sul Canal Grande fino al palazzo del mio nobile marito. Quel giorno ero veramente splendida; pur avendo smesso da tempo di credere alle favole, per una volta mi parve davvero di essere una principessa. Mi accomodai sulla gondola, sistemando con cura il meraviglioso abito bianco. Il principino stava per salire a sua volta, circondato dai miei fratelli e cugini; aveva gi\u00e0 appoggiato il piede sinistro sul bordo dell\u2019imbarcazione, il destro era sollevato a mezz\u2019aria, all\u2019improvviso, non si sa come, la gondola ondeggi\u00f2 violentemente, lui manc\u00f2 la presa e cadde in acqua dritto come una candela, sbattendo la nuca sul molo. Quando lo ripescarono, era gi\u00e0 morto. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>La sera stessa tornai al paese natale, scortata dai genitori e dai fratelli. Avevo quattro sfortunati matrimoni alle spalle e un sacco di soldi, che in parte vennero impiegati per ampliare e migliorare l\u2019azienda agricola.\u00a0<\/p>\n<p>I successivi cinque anni li passai in stato di vedovanza, per lo pi\u00f9 chiusa in casa. Trovavo conforto solo nei libri, perfino mia madre ormai aveva rinunciato all\u2019idea di fare di me una donna atta a casa e si era rassegnata ad avere un aiuto esterno per le faccende domestiche. Ce lo potevamo ben permettere, al mio gi\u00e0 considerevole patrimonio si era aggiunta l\u2019eredit\u00e0 ricevuta dalla famiglia del nobile veneziano, che non fu poca cosa.<\/p>\n<p>Spesso a sera ricevevamo la visita di un nostro vicino, un quarantenne ricco sfondato, anche lui vedovo, anche lui senza figli; non era neppure eccessivamente brutto, nonostante l\u2019altezza, che lasciava davvero a desiderare.<\/p>\n<p>Che ironia!\u00a0 Stavo seriamente considerando l\u2019eventualit\u00e0 di sposare un uomo perfino pi\u00f9 basso del pi\u00f9 basso dei miei sette fratelli nani. I quali, per una volta, sembravano veramente interessati a questo matrimonio; avevano calcolato che, unendo la nostra propriet\u00e0 a quella di lui, avrebbero ottenuto una estensione di quasi 60 ettari di ottima terra coltivabile. \u00a0<\/p>\n<p>Ci sposammo un pomeriggio di settembre, mancavano pochi giorni al mio trentatreesimo compleanno. In chiesa, e poi al ristorante, tutti trattenevamo il fiato, in attesa dell\u2019inevitabile. E invece tutto si svolse senza intoppi. \u201cStai a vedere &#8211; dicevo tra me e me, mentre raggiungevamo a piedi il casale del mio nuovo marito, scortati da una lunga fila di parenti e amici &#8211; che fra tutti i bei ragazzi che avrei potuto avere, il destino mi ha riservato per marito proprio un nano!\u201d<\/p>\n<p>Arrivati davanti a casa, non so bene cosa mi prese, mi vedevo cos\u00ec alta e forte accanto a quel piccoletto. Agii d\u2019istinto, lo giuro: mi chinai e lo presi in braccio prima di varcare la soglia, nemmeno fosse stato un bambino! Lui si schern\u00ec, cercando di divincolarsi da quell\u2019umiliante abbraccio, e sbatt\u00e9 con violenza la testa contro lo stipite della porta. Stecchito sul colpo. E cinque!<\/p>\n<p>Giornali e televisioni, non solo locali, si buttarono a pesce sulla notizia e dovetti di nuovo chiudermi in casa.<\/p>\n<p>Sono passati gi\u00e0 due anni da allora, ma ancora oggi da tutti vengo indicata come la vedova nera, il ragno femmina che, dopo l\u2019accoppiamento, si dice che uccida il proprio maschio. Appellativo del tutto inappropriato e il motivo \u00e8 presto detto: in 35 anni, ho convissuto con i miei cinque mariti per un totale di cinque giorni e neppure una notte, mai avuta l\u2019opportunit\u00e0 di generare figli!<\/p>\n<p>Adesso posso leggere tutti i libri che voglio, ho ampi mezzi e vivo come una regina, circondata da domestici e dai miei setti fratelli nani. Ho rinunciato, almeno al momento, ad un sesto matrimonio e mi dedico alla scrittura. La mia bellezza per\u00f2 non \u00e8 affatto appassita, cos\u00ec, se qualche lettore di bella presenza, dotato di un buon patrimonio, amante del rischio e con la testa particolarmente dura se la sentisse di farsi avanti\u2026<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5073\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5073\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono una donna, ho 35 anni e sette fratelli pi\u00f9 grandi di me, ma solo di et\u00e0, perch\u00e9 in altezza li supero tutti almeno di una spanna; non che io sia particolarmente alta, sono loro decisamente bassi. 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