{"id":50626,"date":"2023-02-14T12:57:54","date_gmt":"2023-02-14T11:57:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50626"},"modified":"2023-02-14T12:57:55","modified_gmt":"2023-02-14T11:57:55","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-la-fuga-di-adelaide-gioci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50626","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;La fuga&#8221; di Adelaide Gioci"},"content":{"rendered":"\n<p>Mi insegue ancora, corro, affanno ma continuo a correre. Sento il cuore in gola, i muscoli delle gambe mi fanno male, avr\u00f2 l\u2019acido lattico in sovra produzione.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 buio , la strada \u00e8 deserta, il vento gelido di dicembre mi taglia la faccia, ma ho ugualmente la schiena bagnata di sudore.<\/p>\n\n\n\n<p>Continuo a correre, giro appena la testa per guardare dietro, sono riuscita a distanziarlo di molto<\/p>\n\n\n\n<p>ma lo intravedo in lontananza che continua a inseguirmi.<\/p>\n\n\n\n<p>I miei passi rimbombano&nbsp; sui sampietrini , da lontano avvisto un uomo con un cane al guinzaglio<\/p>\n\n\n\n<p>mi dirigo verso di loro, ci distanzia&nbsp; un grande spiazzato di auto parcheggiate, mi accovaccio dietro una di queste per riprendere fiato, guardo in direzione dell\u2019uomo con il cane, spariti.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cMaledizione! \u201c, penso.<\/p>\n\n\n\n<p>Potrei urlare, ma mi manca il fiato per farlo . Mi guardo intorno, per capire da che parte fuggire.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla mia sinistra vi sono dei giardinetti, alla mia destra la stazione ferroviaria, opto per quest\u2019ultima.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho i battiti accelerati, ma non posso fermarmi ora, mi raggiungerebbe e mi dirigo verso la stazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche se sono le due del mattino, spero di trovare qualcuno .<\/p>\n\n\n\n<p>Guizzo fuori da dietro l\u2019auto , dove mi ero nascosta, ho le gambe pesanti e la mia corsa \u00e8 pi\u00f9 lenta.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono davanti all\u2019entrata della stazione&nbsp; e intravedo un\u2019ombra in&nbsp; lontananza che mi cerca tra le auto.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensavo di averlo distanziato, ma sembra senta il mio odore, non&nbsp; riesco a far perdere le mie tracce<\/p>\n\n\n\n<p>mi perseguita, instancabile, ossessivo.<\/p>\n\n\n\n<p>La biglietteria \u00e8 chiusa, passo oltre e arrivo ai binari, non c\u2019\u00e8 anima viva.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimango ferma, le gambe iniziano a tremarmi,&nbsp; guardo intorno, mi dirigo verso la scritta , BAR<\/p>\n\n\n\n<p>anche qui chiuso, un cartello avvisa che aprir\u00e0 alle cinque.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltrepasso i bagni, di certo non vi entro, sarebbe come chiudermi in una trappola.<\/p>\n\n\n\n<p>Corro pi\u00f9 forte, scendo le scale che portano ai vari binari, se potessi, userei il cellulare ma \u00e8 scarico.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sento persa, avverto un senso di soffocamento, il panico sale dal torace fino alla gola, ho il fiato corto.\u201d Calma, calmati \u201d,&nbsp; la mia mente mi urla, \u201ccalmati o sei fregata per sempre\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel tunnel si susseguono i numeri dei binari, mi accorgo che c\u2019\u00e8 un\u2019altra uscita, affretto il passo<\/p>\n\n\n\n<p>mi ritrovo in un parcheggio, a destra un grande cancello che fa da entrata ad un parco.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cancello \u00e8 chiuso da una grossa catena, in cima termina con punte a forma di pugnali, verso sinistra ne mancano tre, bene, penso, sono facilitata per&nbsp; scavalcarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi arrampico, su un mezzo muretto di cinta&nbsp; che sporge appena, metto un piede su un archetto<\/p>\n\n\n\n<p>che crea un disegno a ghirigori a met\u00e0 del cancello, mi spingo stando attenta a non cadere, riesco a scavalcare, sono dall\u2019altra parte, all\u2019interno del parco.<\/p>\n\n\n\n<p>Sento rumore di passi, sicuramente \u00e8 lui, mi ritorna l\u2019angoscia, scappo via.<\/p>\n\n\n\n<p>Percorro un grande viale, delimitato da entrambi i lati da alberi altissimi, immagino siano dei&nbsp; pioppi, forse tigli, in questo buio pesto non riesco a distinguerli. I lunghi rami assomigliano a braccia tese verso il cielo, sembrano cercare aiuto, vorrei sapere volare per posarmici sopra e non farmi trovare.<\/p>\n\n\n\n<p>Continuo a correre, avverto maggiormente il freddo, ho le tempie che pulsano come due tamburi<\/p>\n\n\n\n<p>se avessi un foro al centro del cranio, mi schizzerebbe fuori il cervello come magma incandescente.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019improvviso il viale si illumina, la luna \u00e8 fuoriuscita da una grossa nuvola nera che la copriva del tutto. Mi volto indietro, da lontano vedo una sagoma piccolissima, \u00e8 riuscito a scavalcare, in questa luce sar\u00f2 visibile, devo nascondermi. Balzo dietro un albero, un gufo bubola accompagnando i miei<\/p>\n\n\n\n<p>passi. Sussurro alla luna&nbsp; di sparire, mentre una lacrima scivola sul mio viso.<\/p>\n\n\n\n<p>La luna, sembra ascoltare la mia preghiera, scompare di nuovo dietro lo stesso nuvolone.<\/p>\n\n\n\n<p>Sarei felice, se fossi un gatto,&nbsp; cosi riuscire a vedere anche in questo buio fitto.<\/p>\n\n\n\n<p>Corro di nuovo, ora sono su un prato, dove i miei passi sono attutiti dall\u2019erba.<\/p>\n\n\n\n<p>Inciampo in un piccolo tronco, forse spezzatosi dal forte vento dei giorni passati, riesco ad attutire il colpo portando, istintivamente le mani d\u2019avanti, ma ugualmente batto il ginocchio.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi rialzo, le mani bruciano e il ginocchio duole, a piccoli saltelli raggiungo un grosso cespuglio e<\/p>\n\n\n\n<p>mi intrufolo dentro.<\/p>\n\n\n\n<p>Vorrei piangere ed&nbsp; urlare, ma ingoio le lacrime, ho i palmi delle mani tutti graffiati e il jeans strappato all\u2019altezza del ginocchio che sanguina.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi accovaccio a terra, la visione del sangue , mi ricorda&nbsp; quel giorno maledetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il volto di Liliana mi ritorna alla mente, il suo sorriso,la sua vitalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Vorrei che quel giorno, non fosse mai esistito, \u00e8 passato pi\u00f9 di un anno ma il ricordo \u00e8 ancora vivido<\/p>\n\n\n\n<p>come se fosse accaduto ieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella mattina d\u2019Aprile, eravamo felici, il cielo era di un&nbsp; azzurro intenso.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevamo programmato quella gita da settimane, ci aspettava un escursione sui Monti Sibillini.<\/p>\n\n\n\n<p>Il racconto di alcuni amici che vi si&nbsp; erano recati l\u2019anno prima, aveva solleticato la nostra curiosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuna delle due, prima di quel giorno, si era cimentata in una camminata in montagna e la voglia di sperimentare qualcosa di nuovo era tanta.<\/p>\n\n\n\n<p>Sentivamo il bisogno di staccare la spina, io per il troppo lavoro, lei per una storia d\u2019amore finita male. Quando passai a prenderla, saltellava dalla gioia, come una bambina alla sua prima gita scolastica, scaric\u00f2 lo zaino sul sedile posteriore e la presi in giro, dicendole che il peso dello zaino era troppo e mi avrebbe fatto cappottare l\u2019auto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il viaggio fu un susseguirsi di risate, di piccole e grandi confidenze ma soprattutto la gioia reciproca di ritrovarci a condividere qualcosa di piacevole.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivate sul posto, ci unimmo al gruppo per l\u2019escursione, eravamo le ultime della fila. Camminavamo a passo lento, gustandoci il panorama stupendo che ci si mostrava da ogni lato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci inoltrammo su un sentiero di un bosco, la guida ci indicava dove volgere lo sguardo spiegandoci alcune piante che ne facevano parte, l\u2019aria profumava di fresco, il sole faceva capolino attraverso la fitta coltre d\u2019alberi.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla nostra destra, costeggiavamo un dirupo , da cui la guida, ci aveva caldamente raccomandato di&nbsp; stare lontani.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo portato la macchina fotografica, ero eccitata solo all\u2019idea che tutte quelle meraviglie che mi circondavano, sarebbero divenute, con uno semplice scatto, ricordi indelebili.<\/p>\n\n\n\n<p>Liliana era un passo dietro di me, la mia attenzione fu catturata da uno scoiattolo, che sentendo i nostri passi scapp\u00f2 via, su un albero, ma senza nascondersi, fu un tutt\u2019uno l\u2019idea di fotografarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lasciai il sentiero dirigendomi verso destra, Liliana si ferm\u00f2,\u201dChe fai ?\u201d mi chiese, le feci segno di stare in silenzio e le indicai lo scoiattolo, allora mi sorrise.<\/p>\n\n\n\n<p>Volevo fotografarlo il pi\u00f9 vicino possibile, il gruppo nel frattempo proseguiva&nbsp; portandosi avanti .<\/p>\n\n\n\n<p>Liliana mi osservava, feci altri tre passi, ma scivolai cadendo seduta, scivolai ancora, ora verso il dirupo, continuando istintivamente , a tenere stretta tra le mani la macchina fotografica.<\/p>\n\n\n\n<p>Liliana emise un \u201cODDIO\u201d e mi corse incontro stendendo una mano&nbsp; verso di me, per aiutarmi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci guardammo negli occhi terrorizzate , Liliana inciamp\u00f2 in un sasso e&nbsp; fu spinta in avanti , scivol\u00f2, la vidi ruzzolare fino al dirupo, urlai con tutto il fiato che avevo in gola, scomparve oltre il vuoto accompagnata dalle mie e dalle sue urla.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu un attimo e vidi la guida e gli altri intorno, avevano i volti sgomenti, io li fissavo immobile.<\/p>\n\n\n\n<p>La guida mi lanci\u00f2 una corda , mi disse di afferrarla di passarmela intorno alla vita, il terreno dov\u2019ero era troppo scivoloso per avvicinarsi, dovette ripetermelo tre volte, perch\u00e9 focalizzassi quello che mi stava accadendo. Mi tirarono verso di loro, ero come pietrificata,.<\/p>\n\n\n\n<p>Vedevo d\u2019innanzi a me, ancora gli occhi terrorizzati di Liliana, mentre volava gi\u00f9 dal precipizio.<\/p>\n\n\n\n<p>Riusc\u00ec a piangere dopo tre giorni, quando ne ritrovarono&nbsp; il corpo.<\/p>\n\n\n\n<p>I giorni che seguirono, furono un alternarsi di crisi isteriche e mutismo. Il mio cervello era ossessionato da un solo pensiero, se non avessi scattato quella foto, se non mi fossi avvicinata al dirupo, se fossi caduta io, se e ancora se,&nbsp; ma ormai Liliana non c\u2019era pi\u00f9, e la causa della sua morte ero io.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel giorno, fuggo dal rimorso che mi insegue, mi dilania, mi ossessiona.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche oggi \u00e8 qui, ha scavalcato il cancello e mi ha raggiunta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, la sua ombra nera mi fissa, mi condanna, mi tortura. Piango, ma non si impietosisce, non mi scagiona. Mi si \u00e8 seduto accanto, sento le gambe tremarmi, ho freddo, sono raggomitolata su me stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella mente, odo la voce di Liliana, sembra dirmi, \u201cperdonati, io l\u2019ho fatto non \u00e8 stata colpa tua saresti potuta cadere tu, perdonati \u201c.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha iniziato a nevicare, albeggia, l\u2019ombra scura del rimorso si sta allontanando.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora la parola \u201cperdonati \u201c mi rimbomba nel cervello come un mantra, nevica sempre pi\u00f9 forte e un vento gelido mi avvolge, ho sempre pi\u00f9 freddo, rimango ferma, non riesco a muovere pi\u00f9 ne amba ne braccia, tutto intorno \u00e8 coperto di neve e anch\u2019io sono divenuta un tutt\u2019uno con il cespuglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ho pi\u00f9 paura, il rimorso \u00e8 lontano, qui accanto a me, in questo bianco che mi avvolge, ora vedo Liliana che mi prende per mano.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_50626\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"50626\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi insegue ancora, corro, affanno ma continuo a correre. 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