{"id":50591,"date":"2023-02-06T20:18:30","date_gmt":"2023-02-06T19:18:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50591"},"modified":"2023-02-06T20:18:54","modified_gmt":"2023-02-06T19:18:54","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-la-battaglia-di-citta-giardino-di-marco-simonetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50591","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;La battaglia di citt\u00e0-giardino&#8221; di Marco Simonetti"},"content":{"rendered":"\n<p>(liberamente tratto dall\u2019incompleto poema epico \u201cLa battaglia di Maldon\u201d)<\/p>\n\n\n\n<p>I<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Il Barone era ritto in piedi sull\u2019alto muro di cinta della Scuola, fiero ed imperioso come al solito.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrutava in lontananza le gru del Porto.<\/p>\n\n\n\n<p>Sapeva che prima o poi sarebbero arrivati anche qui.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La voce circolava ormai da diverse settimane: i ragazzi del Porto stavano facendo razzie in tutti i quartieri della Citt\u00e0, si stavano espandendo. Ne sapevano qualcosa quelli della Stazione e quelli delle Poste, pestati e vessati qualche giorno fa, costretti a subire umilianti depredazioni.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Giungevano con le loro vespe e motorini \u201ctruccati\u201d e \u201csmarmittati\u201d, in due o tre per sella. Si raccontava anche di una FIAT 127 guidata senza l\u2019et\u00e0 e, ovviamente, senza patente con sei di loro a bordo, ma era una notizia non confermata o forse pura leggenda. Quasi tutti ripetenti, pi\u00f9 volte sospesi, gente con il \u201csette\u201d in condotta, che \u201csalava\u201d <a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a> un giorno si, uno no. Armati fino ai denti: bastoni, fionde, catene.<\/p>\n\n\n\n<p>Quelli del Porto erano abituati a menare, a prevaricare, allo scontro fisico e all\u2019uso della forza. Non avevano regole, non temevano nemmeno la Pula<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, la sfidavano.<\/p>\n\n\n\n<p>Citt\u00e0-Giardino era il prossimo bersaglio delle loro incursioni.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Citt\u00e0-Giardino era il nostro quartiere, il quartiere della riconversione al<\/p>\n\n\n\n<p>verde pubblico, dopo anni di mattoni e cemento. Non era di lusso, di quelli \u201calti\u201d come si suol dire, ma era stato concepito per \u201cdare pi\u00f9 aria\u201d. C\u2019era pi\u00f9 spazio tra i palazzi, riempito spesso da piccoli parchi e giardini. Numerose strade avevano conosciuto una abbondante piantumazione. L\u2019ampio cortile della Scuola, con alberi, aiuole e il campetto da calcio, era il nostro luogo di ritrovo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nelle riunioni delle settimane precedenti non s\u2019era parlato d\u2019altro: le scorribande di quelli del Porto.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevamo deciso di stare allerta e di affrontare uniti il loro imminente attacco. Sapevamo di doverci preparare alla battaglia, era incombente.<\/p>\n\n\n\n<p>In quelle occasioni avevamo dichiarato al Barone di poter contare su di noi. Il Tombino, Spiridione e persino Dormidormi mostrarono la loro fermezza nel rimarcare che a costo di combattere fino allo stremo non avremmo dovuto cedere a quei vandali. Avremmo combattuto impavidi sotto il suo comando, al suo fianco, nessuno si sarebbe tirato indietro. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il Barone aveva quasi l\u2019et\u00e0 per la moto con la targa. Alto, ben piazzato, spalle larghe, muscoli definiti. Godeva di una agilit\u00e0 invidiabile, era coordinato e armonioso. Aveva pi\u00f9 esperienza e coraggio di tutti noi messi insieme. Amava il contatto fisico. Aveva gi\u00e0 partecipato a veri e propri scontri corpo a corpo, con il fratello maggiore, nelle manifestazioni studentesche.&nbsp; Era l\u2019unico fra noi che frequentava la novit\u00e0 assoluta della Citt\u00e0: la Palestra. Ci raccontava di macchine per i dorsali, per i pettorali, per le gambe. Di pesi, bilancieri, di kili alzati sulla panca.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo ascoltavamo affascinati.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ci mostrava i movimenti delle discipline orientali imparati ai corsi a cui partecipava: judo, karate, aikido. Maneggiava con disinvoltura le armi orientali. In tutti i quartieri gli veniva riconosciuta grande abilit\u00e0 e lealt\u00e0. Si compiaceva nel vantarsi della sua forza quando lottava con noi, per mostrarci le tecniche del combattimento corpo a corpo, ma smaniava all\u2019idea di poter avere fra le mani un nemico vero, un\u2019opportunit\u00e0 per lasciare un segno nella storia del quartiere, per arrivare alla gloria. Nonostante l\u2019aspetto imponente, manteneva un atteggiamento signorile, non perdeva mai occasione per dimostrare la sua nobilt\u00e0 d\u2019animo, anche se&nbsp;&nbsp; a volte appariva un po\u2019altezzoso ed egocentrico. Vestiva alla moda: pantaloni a zampa di elefante, camicie con colletti larghi e, di tanto in tanto, non disdegnava la giacca. Soprattutto con le ragazze si mostrava sempre molto galante. Da tutto questo traeva origine il suo soprannome.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Con noi si poneva in modo fermo e sicuro, non strafottente, mai arrogante. Era autorevole e carismatico, ma guai a sfidarlo apertamente, non avrebbe tollerato il bench\u00e9 minimo accenno di sfida pur di battersi, con chiunque.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il Barone credeva molto nella legalit\u00e0, aveva rigidi principi di lealt\u00e0 morale. Nelle assemblee sottolineava spesso che il nostro modo di comportarci doveva essere per noi motivo di vanto e di forza: la nostra correttezza, il nostro rispetto per le altre bande della Citt\u00e0, l\u2019osservanza delle norme. Noi eravamo dalla parte giusta, dalla parte della legalit\u00e0, non dovevamo temere, dovevamo avere fiducia come l\u2019aveva lui.<\/p>\n\n\n\n<p>La Giustizia era con noi.<\/p>\n\n\n\n<p>II<\/p>\n\n\n\n<p>Venne il giorno tanto atteso e temuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Era uno di quei pomeriggi assolati che preannunciano l\u2019estate.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Arrivarono in tanti, tantissimi, accompagnati dal rumore sinistro delle loro moto. Si schierarono uno di fianco all\u2019altro lungo il muro della Scuola. Non se ne vedeva la fine. Il loro aspetto angosciante rivelava la loro natura di combattenti incalliti e le tracce evidenti delle battaglie precedenti. Magliette strappate, coperchi dei bidoni usati come scudi visibilmente ammaccati, ginocchiere da pallavolo macchiate d\u2019erba indossate su braccia e gambe, manici di scopa spezzati.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Erano guidati dal loro celebre capo, il Mostro, piazzato due passi pi\u00f9 avanti rispetto all\u2019interminabile fila. Il Mostro stava ripetendo per la terza volta la prima media, aveva fama di picchiatore spietato, ma anche di fine stratega nei combattimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Li guardammo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non avevamo alcuna possibilit\u00e0 di vittoria nello scontro diretto corpo a corpo, eravamo tre volte meno.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo il Barone lo sapeva bene.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci schierammo anche noi. Tutti sul muro di cinta, al sicuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Quelli delle elementari ai due estremi, poi su su in ordine di altezza verso il centro dove c\u2019erano il Barone e i suoi sub-comandanti, il Minotauro, Sghi e il Rospo.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche noi bardati per la battaglia, ma le nostre bardature erano intonse. Il Chiarugino indossava addirittura il completo da portiere di hockey del fratello.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli sguardi minacciosi si incrociarono dall\u2019alto al basso e viceversa.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ci mandarono a dire che se volevamo eravamo ancora in tempo ad evitare lo scontro, bastava consegnare loro le cose pi\u00f9 preziose. Pretendevano le reti delle porte, due palloni, quelli di cuoio, e infine la richiesta pi\u00f9 offensiva: il nostro completo per le partite.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMai\u00bb proruppe il Barone, rifiutando sdegnosamente da far suo l\u2019inaccettabile offerta: \u00abAnzi la morte che cedere al disonore di una resa tanto umiliante e per di pi\u00f9 senza combattere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La battaglia si profilava inevitabile all\u2019orizzonte.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche i ragazzi del Porto sapevano che l\u2019unico modo per raggiungerci ed<\/p>\n\n\n\n<p>attaccarci era attendere la sera, quando la vecchia Valcoria, la bidella della Scuola, apriva l\u2019ampio cunicolo che univa il cortile all\u2019esterno per far mangiare i suoi innumerevoli gatti. Il cunicolo rappresentava l\u2019unica via di accesso al campo e di contatto tra gli schieramenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Attesero.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Barone predispose tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Rib\u00f2, la Peste e il Piffero, i tre delle medie pi\u00f9 tosti e capaci, presero posizione all\u2019uscita del cunicolo pronti a ricevere nella maniera dovuta gli indesiderati ospiti. Noi fummo schierati in buona parte a presidiare il muro, pi\u00f9 per ostentazione di forza che per necessit\u00e0. Alcuni invece come seconda linea nei pressi del cunicolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla solita ora, la vecchia Valcoria apr\u00ec l\u2019unico varco e si allontan\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>I ragazzi del Porto si precipitarono urlanti, ma, costretti ad entrare uno alla volta, furono sistematicamente malmenati e facilmente respinti, Ad ogni tentativo di ingresso il nostro valoroso trio scaric\u00f2 una gragnola di colpi sul primo malcapitato che spuntava dal cunicolo, inducendo a desistere i successivi.<\/p>\n\n\n\n<p>La tattica funzion\u00f2 e il pericolo parve scampato.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;Il Mostro, scaltro e perfido, conosceva bene l\u2019arte della provocazione. Dopo aver realizzato che in tal modo era impossibile espugnare il nostro territorio, sollecit\u00f2 le corde pi\u00f9 sensibili del Barone, nel frattempo rimasto sul muro ad osservare, superbo e soddisfatto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTi dai tante arie da guerriero leale, ma alla fine sei un codardo che evita di battersi\u00bb disse il Mostro sogghignando.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Barone si ferm\u00f2 all\u2019istante. Rimase immobile a lungo. Il suo corpo statuario sembr\u00f2 vibrare attraversato da una rabbia a stento contenibile. Ferito nell\u2019orgoglio. nei sentimenti pi\u00f9 nobili, sfidato davanti a tutti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La sua figura tesa si stagliava sul muro tra gli ultimi raggi del sole al tramonto.<\/p>\n\n\n\n<p>Sembr\u00f2 si fosse fermato anche il tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Momenti interminabili.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Conoscendolo sapevamo quanto desiderasse battersi, misurarsi nello scontro, dimostrare la sua forza, ostentare il suo eroismo, rimanere ricordo indelebile nelle nostre menti e in quelle delle ragazze che l\u2019avrebbero ammirato da lontano. Ci preparammo alla decisione che avrebbe consentito ai ragazzi del Porto di affrontarci faccia a faccia.<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente, quasi di scatto, si mosse e ci guard\u00f2 altero.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Barone pass\u00f2 in rassegna la \u201ctruppa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci arring\u00f2 con veemenza, uno ad uno. Ci parl\u00f2 col cuore al cuore. Si sofferm\u00f2 in particolare con Olivol\u00ec, Serricciolo e il Minosse, i pi\u00f9 giovani delle elementari. Infine si rivolse a tutti noi con parole sferzanti e cariche di nobile spirito di battaglia. Ripeteva di rimanere compatti, uniti, di combattere uno per l\u2019altro, di non mollare mai, nemmeno di un centimetro. Chiam\u00f2 a raccolta i suoi attendenti, confabul\u00f2 con loro e ordin\u00f2 di metterci in posizione da combattimento, quindi scomparve dalla nostra vista.<\/p>\n\n\n\n<p>Cal\u00f2 il silenzio nell\u2019attesa della battaglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Si udiva soltanto la sirena di qualche ambulanza di passaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Inquietante presagio.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019improvviso: frastuono, grida, lamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>III<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sono trascorsi ormai pi\u00f9 di nove mesi dal giorno della battaglia.<\/p>\n\n\n\n<p>A Citt\u00e0-Giardino tutto \u00e8 cambiato.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019erba nel campetto da calcio cresce alta.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ancora oggi si parla di quel giorno. Dei denti che battevano per la paura, della tensione, degli sguardi di sostegno, delle pacche sulle spalle, del ringhiare, del sentirsi un corpo unico, di quella reciprocit\u00e0 che ci aveva trasmesso il Capo. Ma soprattutto ancora si commentava quella frase pronunciata dal Barone con voce tonante prima di sparire: \u00abQualsiasi cosa accada, attenzione, dico qualsiasi &#8211; rimarc\u00f2 minaccioso &#8211; nessuno lasci la propria posizione fino a mio ordine. Continuate a presidiare il cunicolo e non fate entrare nessuno. Chi disobbedir\u00e0 dovr\u00e0 fare i conti con me\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora vivido \u00e8 il ricordo di ci\u00f2 che accadde poco dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rombo, il grido agghiacciante lanciato mentre si scagliava a tutta velocit\u00e0 in sella alla sua vespa contro il Mostro, piazzato in mezzo ai suoi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Barone si gett\u00f2 all\u2019assalto.<\/p>\n\n\n\n<p>Da solo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel silenzio carico di tensione si era dileguato, era uscito, probabilmente, dalla porta principale della Scuola, ingannando con una scusa la vecchia Valcoria. Aveva lasciato la vespa in una stradina adiacente di scarso valore strategico per quelli del Porto e proprio per tale ragione ideale per il suo intento di coglierli di sorpresa, come poi avvenne.<\/p>\n\n\n\n<p>Doveva lavare l\u2019onta dell\u2019oltraggio subito dalle parole del Mostro e doveva farlo nel modo a lui pi\u00f9 congeniale: da eroe.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Elegante e poderoso nei movimenti, guerriero esperto, dimostr\u00f2 finalmente tutto il suo valore nello scontro, il coraggio di chi ha dentro l\u2019impeto del combattente e la fiducia assoluta di essere nel giusto. Lasci\u00f2 una scia di corpi doloranti dietro di s\u00e9. Si batt\u00e9 come un leone. Riusc\u00ec a raggiungere il Mostro. Lo colp\u00ec pi\u00f9 volte con colpi da maestro, lo fece rotolare per terra. Si avvent\u00f2 su di lui come una furia. Poi scomparvero entrambi sommersi da quella massa di barbari esagitati nel frattempo accorsi dalle retrovie.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora fresco \u00e8 il ricordo del nostro sbigottimento.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Per il Barone troppo ardua era la scelta tra i due sacrifici.<\/p>\n\n\n\n<p>Sacrificare l\u2019incolumit\u00e0 della sua banda e il suo territorio, accettando lo scontro in campo aperto, conducendo i suoi a sicura sconfitta, sebbene onorevole. Oppure, sacrificare la sua natura di combattente nato, orgoglioso, mai domo. Il suo onore di Capo, la sua fame di fama imperitura.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sacrific\u00f2 nessuna tra le due alternative.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel gesto estremo e disperato c\u2019era tutta la tensione orgogliosa che attraversava l\u2019animo del Barone.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec concili\u00f2 il lacerante contrasto interiore.<\/p>\n\n\n\n<p>Scelse di non scegliere.<\/p>\n\n\n\n<p>Appag\u00f2 entrambe le spinte che lo spaccavano in due, che lo tiravano in direzioni diametralmente opposte.<\/p>\n\n\n\n<p>Segu\u00ec la sua indole di guerriero in cerca di gloria sul campo e nelle memorie. Cerc\u00f2 disperatamente il contatto, i corpi, l\u2019onore delle armi. Per lui, in quell\u2019impresa improbabile, vittoria e sconfitta si confondevano, risaltava e rimaneva soltanto la gloria di chi aveva osato.<\/p>\n\n\n\n<p>Al contempo non rinunci\u00f2 alla responsabilit\u00e0 di Capo giudizioso, alla coscienza del suo ruolo guida della collettivit\u00e0. Mai avrebbe potuto mettere a repentaglio inutilmente la sua banda e il suo \u201cregno\u201d. Non espose i suoi all\u2019inevitabile massacro dello scontro in campo aperto.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu unico e solo. Come i grandi condottieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Trov\u00f2 la gloria.<\/p>\n\n\n\n<p>Si rese indimenticabile.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il Barone non si present\u00f2 pi\u00f9 a Citt\u00e0-Giardino dopo che, per la prima volta, l\u2019avevamo visto soccombere, sebbene in condizioni impari.<\/p>\n\n\n\n<p>Non l\u2019avrebbe sopportato.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si sa che fine abbia fatto. Girano voci che ora viva da una delle nonne, non si sa in quale quartiere e quale scuola frequenti.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Certo \u00e8 che, fra noi, restati padroni del quartiere, quella fu una giornata memorabile.<\/p>\n\n\n\n<p>La giornata della battaglia di Citt\u00e0-Giardino.<\/p>\n\n\n\n<p>La battaglia che non fu.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> marinare la scuola, non andare a scuola<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> la Polizia<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_50591\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"50591\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(liberamente tratto dall\u2019incompleto poema epico \u201cLa battaglia di Maldon\u201d) I \u00a0\u00a0\u00a0 Il Barone era ritto in piedi sull\u2019alto muro di cinta della Scuola, fiero ed imperioso come al solito. Scrutava in lontananza le gru del Porto. Sapeva che prima o poi sarebbero arrivati anche qui. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La voce circolava ormai da diverse settimane: i ragazzi [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_50591\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"50591\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":24661,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[657],"tags":[],"class_list":["post-50591","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2023"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50591"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/24661"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=50591"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50591\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":50600,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50591\/revisions\/50600"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=50591"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=50591"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=50591"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}