{"id":50481,"date":"2023-01-20T18:56:53","date_gmt":"2023-01-20T17:56:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50481"},"modified":"2023-01-24T20:03:36","modified_gmt":"2023-01-24T19:03:36","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-viaggio-in-corriera-di-ave-moretti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50481","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Viaggio in corriera&#8221; di Ave Moretti"},"content":{"rendered":"\n<p>La portiera si era aperta con lungo soffio e l&#8217;aria del primo mattino era entrata gelida e insistente . L&#8217;autista aveva preso con impazienza una sigaretta dal pacchetto, si era girato verso L&#8217;uomo e, quasi a giustificarsi, aveva bofonchiato: \u201cTanto siamo in anticipo,\u201d poi era sceso e aveva preso a misurare a grandi passi la distanza dall&#8217;autobus al margine della strada; una folata di vento aveva fatto entrare il fumo dolciastro, ma al passeggero non dispiaceva. Nessuno era entrato, le prime persone, sarebbero salite , probabilmente, alla fermata del paese che si scorgeva in lontananza, sulla collina. Tonino sorrise, ricordava ancora il nome di quella manciata di case. Nella campagna intorno, quasi nulla era cambiato, era poco pi\u00f9 che bambino quando, su un autobus blu, percorreva ogni mattina quelle strade.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella stessa notte, avrebbe stupito Sara, l&#8217;avrebbe incantata con i dettagli pi\u00f9 minuziosi. Ripensandoci, si era accorto che, nel resoconto sul viaggio del giorno precedente, aveva tralasciato la descrizione degli ambienti. Cos\u00ec, mentre il movimento meccanico riprendeva a cullarlo, le immagini di ieri, della costa e dei pini marittimi, che nel sogno aveva omesso, si sovrapponevano a quella campagna dove i casolari bianchi sembravano giocattolini gettati a caso dalla mano di un gigante. Neppure dell&#8217;odore della salsedine, le aveva parlato, ma come si pu\u00f2 raccontare un odore? Del resto, Sara, per la prima volta, era rimasta con lui fino all&#8217;alba e aveva riso di gusto quando lui, imitando il ragazzo che era salito senza timbrare il biglietto, aveva ciondolato le braccia come uno scimmione svogliato. Al mattino, prima di lasciarlo, lo aveva addirittura pregato di rifare la vocetta inviperita della ragazza che, nel sedile dietro, confidava all&#8217;amica la lite con il fidanzatino. Certo, aveva anche dimenticato di dirle che le rondini erano tornate e non aveva saputo descriverle il profumo delle tamerici e dei pini, ma non vedeva l&#8217;ora di rimediare.<\/p>\n\n\n\n<p>Si concentr\u00f2, inspirando con forza, ed ebbe la netta sensazione che le immagini entrassero dalla punta del suo naso. La vallata era cosparsa di grandi cuscini colorati, cuscini profumati, ora di erba, ora di terra fresca, ora della nebbiolina del primo mattino e l\u00e0, dove i primi raggi del sole faticavano ad entrare, quasi si poteva percepire un odore tiepido che si confondeva con quello aspro e olioso della corriera.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa corriera\u201d, decise che l&#8217;avrebbe chiamata cos\u00ec, quando nel sogno le avrebbe raccontato questo viaggio, e Sara avrebbe sorriso di quel nome vecchio e desueto, poi avrebbe scosso la testa e quella luce antica avrebbe riacceso i suoi grandi occhi verdi. S\u00ec, quella notte sarebbe stato capace di farle sentire anche i profumi. Per troppi mesi, quando lei sussurrava \u201cRaccontami qualcosa di bello\u201d , lui restava muto.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte, frugando fra i ricordi sbiaditi della giornata, era riuscito a parlarle solo dei giochi d&#8217;acqua della fontana della stazione che si alzavano in pinnacoli ritmati e disuguali e delle facce tristi dei magrebini e degli africani che lo salutavano davanti al solito bar. Non poteva raccontarle all&#8217;infinito quelle poche, misere immagini; in fondo, anche le parole con cui le aveva descritto la gioia dei bambini nei lunghi pomeriggi al parco giochi, erano state dette e ripetute troppe volte. Cos\u00ec ogni notte, da pi\u00f9 di un mese, a quella domanda, lui restava muto, le stringeva con forza la mano e lei spariva , il fondo del sogno diventava improvvisamente bianco, come un quadro ancora da dipingere e lui spalancava gli occhi sulla luce gialla dell\u2019abajour che lasciava sempre accesa. Poi, Tonino, rimaneva ad osservare le ombre proiettate nella stanza fino all&#8217;alba e, quando la prima luce del giorno tagliava in due l&#8217;angolo del comodino, allora , e soltanto allora, allungava faticosamente la mano per spegnere quell&#8217;innaturale compagnia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad ovest, il sole stava diradando la spessa coltre di nuvole e, ad intervalli quasi regolari, le macchie verde scuro delle sughere spezzavano il colore uniforme del grano appena nato. Lo strid\u00eco dei freni lo distrasse da quel cupo ricordo. Del resto, da ieri tutto era cambiato; poco dopo l&#8217;alba, dopo l&#8217;ennesima notte insonne, era salito sulla prima corriera che andava verso il mare, senza pensare, senza biglietto, come se una mano lo avesse sollevato e depositato l\u00ec. In un primo momento aveva pensato che forse era il luogo ideale per farsi una santa dormita, ma niente di tutto questo era successo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE&#8217; gioved\u00ec, giorno di mercato. \u201d Comment\u00f2 il conducente riportandolo alla realt\u00e0, poi azion\u00f2 il pulsante e indic\u00f2 con un cenno della testa le due donne che stavano salendo. Queste armeggiarono un po&#8217; per timbrare i biglietti e si accomodarono pesantemente nel sedile dietro a quello di Tonino.<\/p>\n\n\n\n<p>Successe anche quella mattina, ci\u00f2 che era accaduto il giorno precedente.<\/p>\n\n\n\n<p>Era come se, sedendosi, quelle robuste signore di mezza et\u00e0, avessero rovesciato le valige della loro vita tutto intorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Tonino sorrise, anche se fossero rimaste in un silenzio perfetto, gli odori che avevano sparso in quel piccolo rettangolo di spazio, raccontavano gi\u00e0 abbastanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiuse gli occhi e la campagna rumena prese facilmente il posto di quella che scorreva dal finestrino, era abbastanza facile, perch\u00e8 prima di conoscere Sara, l&#8217;aveva visitata in lungo e in largo con due amici. Era primavera come adesso, ricord\u00f2 il verde, che sembrava un verde diverso, le staccionate basse, infinite, e lo stupore dei pagliai; campi disseminati di pagliai, come qui non si vedevano pi\u00f9. Adesso gli sembrava quasi di sentire l&#8217;odore dei camini delle piccole case in pietra con i lunghi tetti spioventi.<\/p>\n\n\n\n<p>Squill\u00f2 un cellulare, una delle due donne inizi\u00f2 una conversazione a bassa voce, parlava in maniera perentoria e concitata, come quando si vuole assolutamente convincere qualcuno .Tonino si disse che forse aveva sbagliato le generalit\u00e0 delle passeggere, in fondo quella che stava ascoltando , non sembrava una lingua latina, aveva pi\u00f9 la durezza del russo o dell&#8217;ucraino.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiuse di nuovo gli occhi e prov\u00f2 ad immaginare gli spazi illimitati dell&#8217;Ucraina. Stavolta non era semplice, le poche conoscenze che possedeva di quei paesi, risalivano a qualche lontano documentario televisivo, ma si fece guidare volentieri dalla fantasia. In fondo, che importanza pu\u00f2 avere la realt\u00e0 oggettiva, se chi ne ascolter\u00e0 la narrazione, non appartiene pi\u00f9 a questo mondo?<\/p>\n\n\n\n<p>La donna chiuse la conversazione, poi lasci\u00f2 andare un lungo sospiro comprensibile in tutte le lingue. Tonino realizz\u00f2 che, probabilmente, aveva parlato con il figlio; un figlio abbastanza grande dal quale poter esigere attenzione e disciplina.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto la corriera, ballonzolando, gi\u00e0 si inerpicava fra le strette viuzze del paese. Alla fermata, oltre all&#8217;aria frizzante che sapeva di erba appena tagliata, sal\u00ec un gruppo di adolescenti. Le facce insonnolite e gli occhi bassi, lo riportarono indietro ad una mattina di quaranta anni fa, quando, angosciato e infreddolito, cercava di ripassare a memoria chiss\u00e0 quale dimenticata formula per chiss\u00e0 quale dimenticato professore di matematica.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;uomo sorrise di quelle paure lontane e scosse la testa, come solitamente faceva Sara, quando lui, prima di quella notte, non sapeva cosa raccontarle.<\/p>\n\n\n\n<p>I ragazzi si erano sistemati negli ultimi sedili, con un ordine e un silenzio che a Tonino parve innaturale, Nei suoi ricordi, l&#8217;autobus di quella stessa linea, era tutto un fremere di discorsi, scherzi e risate, ma non avrebbe saputo dire quanto questo corrispondesse alla realt\u00e0, o se fosse uno scherzo della memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto le due donne dietro di lui avevano iniziato a chiacchierare con voci sostenute ed allegre: era la loro giornata di libert\u00e0, l&#8217;uomo immagin\u00f2 che si mettessero d&#8217;accordo su ci\u00f2 che avrebbero fatto in citt\u00e0; poi i toni si abbassarono per dare vita ad una conversazione pi\u00f9 mesta, confidenziale. Frasi intercalate da brevi silenzi, piccole esclamazioni, facevano aleggiare fra i sedili il vapore umido delle cucine, il sapore delle stanze anguste e sicuramente un po&#8217; tristi del loro quotidiano. Nelle consonanti scivolate e stanche si poteva leggere la pazienza che dovevano somministrare costantemente, assieme alle medicine, a coloro che accudivano. Nei suoni gutturali, quasi troncati a met\u00e0, gli sembrava di leggere la rabbia di frasi non dette o il rigurgito di lacrime mai piante. Pens\u00f2 che era una vita amara la loro, ma neanche questo riusc\u00ec a scalfire la leggerezza che provava in quel momento: la gioia di poter reindossare il mondo. Un mondo che avrebbe raccontato a qualcuno felice di ascoltare.<\/p>\n\n\n\n<p>Non mancava molto, dopo la curva, se non ricordava male, sarebbero apparsi i forti bastioni e le mura. All&#8217;improvviso un&#8217;esplosione di colore lo lasci\u00f2 senza fiato, era la fioritura di quegli alberi che, impropriamente, nella zona chiamavano sicomori e che, ad intervalli quasi regolari, costeggiando i lati della strada offrivano le loro meraviglie ai viaggiatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Tonino scosse la testa e sorrise, perch\u00e9 quella notte, dopo aver spento con un gesto antico l&#8217;abajour, si sarebbe abbandonato al sogno e, appena lei si fosse distesa accanto, lui le avrebbe regalato, dipinte dal fucsia dei sicomori, le sue parole pi\u00f9 belle.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_50481\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"50481\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La portiera si era aperta con lungo soffio e l&#8217;aria del primo mattino era entrata gelida e insistente . L&#8217;autista aveva preso con impazienza una sigaretta dal pacchetto, si era girato verso L&#8217;uomo e, quasi a giustificarsi, aveva bofonchiato: \u201cTanto siamo in anticipo,\u201d poi era sceso e aveva preso a misurare a grandi passi la [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_50481\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"50481\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":24440,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[657],"tags":[],"class_list":["post-50481","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2023"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50481"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/24440"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=50481"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50481\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":50482,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50481\/revisions\/50482"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=50481"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=50481"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=50481"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}