{"id":50428,"date":"2023-01-11T11:40:38","date_gmt":"2023-01-11T10:40:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50428"},"modified":"2023-01-11T11:40:39","modified_gmt":"2023-01-11T10:40:39","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-silenzio-di-francesco-gaetano-caolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50428","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Silenzio!&#8221; di Francesco Gaetano Caolo"},"content":{"rendered":"\n<p>Non ricordava come e quando fosse nata la sua ossessione.<\/p>\n\n\n\n<p>Viveva in uno storico palazzo, affacciato sul lungomare di Salerno, da sempre. Un appartamento di famiglia, ereditato dal nonno paterno che a sua volta l&#8217;aveva avuto in dote dalla moglie.<br>Ne era sempre stato orgoglioso, ma quella che era la sua pi\u00f9 grande fortuna, col tempo, si era rivelata anche la sua pi\u00f9 grande ossessione.<\/p>\n\n\n\n<p>Poteva osservare il mare, sentire le onde infrangersi sugli scogli, i gabbiani stridere pattugliando i flutti in cerca di prede. E ancora, sentire l&#8217;odore della salsedine, mentre il sole, silenzioso, andava a nascondersi dietro la Costiera, regalando colori caldi e inimitabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Poteva.<br>O meglio, avrebbe potuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9, e questo era il suo pi\u00f9 grande cruccio (divenuto col tempo un chiodo fisso), quel lungomare, quel lungo tratto di strada che al tramonto si tramutava nel corridoio che conduce al paradiso, era insozzato da un continuo e inarrestabile viavai di persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Un vociare ininterrotto copriva i suoni a lui cari, rendendoli impercettibili o, peggio, distorcendoli, riducendo cos\u00ec la poesia ad una macchietta.<\/p>\n\n\n\n<p>Per non parlare, poi, delle automobili, rumorose, dotate di clacson sgraziati azionati da conducenti disgraziati, e ingombranti. E -peggiore delle cose- fetide, al punto di cancellare completamente la fragranza marina.<\/p>\n\n\n\n<p>Fino a tarda notte la situazione non cambiava. Certo, l&#8217;andirivieni andava man mano affievolendosi. Le auto divenivano pi\u00f9 rade, le persone sempre pi\u00f9 sparute.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, paradossalmente, il fastidio era ancora peggiore perch\u00e9 i pochi rumori prodotti dai disturbatori erano amplificati dalle strade semivuote. Pareva quasi che i ragazzi, che amavano tardare passeggiando sul suo amato lungomare, si divertissero ad alzare la voce per parlare tra di loro, al fine di far ascoltare le loro frivole conversazioni finanche a lui che abitava al quarto piano.<\/p>\n\n\n\n<p>In un momento di rabbia arriv\u00f2 addirittura a pensare che lo facessero apposta; che lo avessero adocchiato sbirciare tra le palme, nascosto dietro le imposte, e volessero cos\u00ec indispettirlo. Tuttavia non era pazzo e da solo sorrise (solo per un attimo, sia chiaro) della sua paranoia e torn\u00f2 a crucciarsi della cattiva educazione dei giovani d&#8217;oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi, anche se il lungomare fosse rimasto deserto per una decina di minuti (tanto agognava per goderne finalmente la sua essenza), di notte non c&#8217;erano gabbiani e la poesia sarebbe risultata monca.<\/p>\n\n\n\n<p>Cominci\u00f2, cos\u00ec, a cercare quei dieci minuti di pace durante l&#8217;arco della giornata.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiedeva permessi al lavoro, sfruttava malattie e ferie per trovare il \u201csuo\u201d momento e diventare tutt&#8217;uno con il \u201csuo\u201d lungomare.<\/p>\n\n\n\n<p>Dapprima tent\u00f2 orari comodi: le 7 del mattino, poi le 6; infine le 14, le 15, le 15,30. C&#8217;era sempre qualcosa che lo disturbava. Di primo mattino c&#8217;erano runner che puzzavano di sudore ed emettevano buffi sbuffi. E poi i cani, con i loro proprietari, che quando non abbaiavano, gli si avvicinavano per fargli le feste, attorcigliandosi con i loro guinzagli attorno alle gambe.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi scusi signore, vuole solo giocare, spero non l&#8217;abbia infastidita&#8230;\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 una domanda retorica, la sua?\u201d avrebbe voluto rispondere. Invece si limitava ad un sardonico \u201cNessun problema\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo pranzo, sperava che le persone si dedicassero ad una pennichella, ad un po&#8217; di sano ozio sul divano di casa. E invece anche a quell&#8217;ora un rumoroso andirivieni, gente in giacca e cravatta che consumava fugaci caff\u00e8 nei bar affacciati sul mare o anziani dediti s\u00ec al riposo, ma sulle panchine all&#8217;ombra degli alberi.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva quindi spostato la sveglia. Prima alle 5, poi alle 4. Era riuscito a cronometrare fino a 2,35 minuti di beatitudine. I gabbiani gi\u00e0 volteggiavano, la salsedine gli inebriava le narici, le onde si infrangevano ritmando inedite melodie. Poi, di volta in volta, un camion dei rifiuti, uno scooter, un autobus, il solito cane a passeggio col padrone (alle 5 del mattino ti scappano i bisogni?), due barboni che litigavano fra di loro, spezzavano il meraviglioso idillio.<\/p>\n\n\n\n<p>Andava cos\u00ec al lavoro assonnato e gi\u00e0 nervoso di primo mattino.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi il Covid 19.<br>Inizialmente seguiva la cosa con distratta curiosit\u00e0. Sembrava prima una faccenda lontanissima, poi lontana: nulla che potesse intaccare la sua singolare routine.<br>Col passare dei giorni, tuttavia, ecco i primi casi in Campania, i consigli a limitare gli spostamenti, lo smart working, la cassa integrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto accadde cos\u00ec velocemente che non fece in tempo a realizzare le conseguenze di quell&#8217;emergenza. Finch\u00e9, un giorno, dopo l&#8217;ennesimo telegiornale, spense la tv. Erano le 18,30 e una piacevole sensazione lo avvolse.<br>Non cap\u00ec immediatamente cosa fosse, infine realizz\u00f2: il silenzio.<br>Corse alla finestra ed ebbe finalmente la tanto agognata visione, il lungomare era vuoto, popolato solo dai gabbiani e ravvivato dagli schizzi delle onde che sbattevano violentemente sui frangiflutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Sorrise, stavolta pienamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Finch\u00e9 un terribile fischio prima lo terrorizz\u00f2 poi, come un violento schiaffo, lo svegli\u00f2 dal sogno ad occhi aperti. Il signor Palumbo, l&#8217;imbecille del piano di sopra, aveva collegato lo stereo all&#8217;amplificatore facendo partire lo sgradevole suono. Pochi secondi dopo, ecco partire dal balcone del quinto piano l&#8217;inno di Mameli, trasmesso a volume altissimo mentre altri decerebrati applaudivano convintamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Fortunatamente lo strazio dur\u00f2 poco e pot\u00e9 tornare al suo sogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Doveva uscire di casa, doveva godere di quel momento, ma una volante della polizia lo riport\u00f2 coi piedi in terra: come avrebbe eluso i controlli?<br>Pass\u00f2 altri quattro giorni a studiare i movimenti delle forze dell&#8217;ordine, appuntandosi orari e percorsi. Ma, con somma delusione, si rese conto che le \u201cronde\u201d erano casuali.<br>Decise allora di rischiare. Sarebbe uscito al tramonto, per godere del lungomare nella sua massima espressione di bellezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Si fece la doccia, si vest\u00ec con abiti leggeri affinch\u00e9 nemmeno il peso degli stessi gli desse alcun fastidio e lo distogliesse dalla visione. Ed infine usc\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Erano le 19,05, e tutto era perfetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Si posizion\u00f2 di fronte al mare, con gli occhi socchiusi e le narici ben aperte, inebriandosi di salsedine e bellezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Pass\u00f2 i primi 6 minuti in un profondo stato d&#8217;estasi.<br>Poi cominci\u00f2 a sentire un turbamento.<br>\u201cChe succede?\u201d pens\u00f2 \u201cNon \u00e8 possibile. No, no, ho i minuti contati. Potrebbe passare una pattuglia dei Vigili Urbani, o un autobus. Non posso sprecare il tempo con pensieri negativi\u201d.<br>Ma niente, il malessere si faceva sempre pi\u00f9 forte.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne fu travolto, infine sopraffatto.<br>Fu costretto a sedersi su una panchina, a capo chino, mentre il sole lentamente si nascondeva dietro i Monti Lattari.<br>Cercava il tramonto perfetto, trov\u00f2 solo il crepuscolo dentro di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel momento cap\u00ec. Le citt\u00e0 erano create per le persone. Il lungomare, le strade, le scale, i vicoli, erano tutti creati per la gente.<br>Senza di essa, perdevano di funzione, smarrivano il senso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gli spazi deserti avevano s\u00ec un certo fascino.<br>Cos\u00ec come pu\u00f2 essere affascinante una foto di Chernobyl ai giorni nostri: dopo un po&#8217; l&#8217;attrazione lascia inevitabilmente spazio all&#8217;angoscia.<\/p>\n\n\n\n<p>Torn\u00f2 a casa triste ma allo stesso tempo sollevato.<br>Si tolse le scarpe, si lav\u00f2 le mani e accese la televisione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Stava per parlare Conte, chiss\u00e0 quando sarebbe finito il lockdown.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_50428\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"50428\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non ricordava come e quando fosse nata la sua ossessione. Viveva in uno storico palazzo, affacciato sul lungomare di Salerno, da sempre. Un appartamento di famiglia, ereditato dal nonno paterno che a sua volta l&#8217;aveva avuto in dote dalla moglie.Ne era sempre stato orgoglioso, ma quella che era la sua pi\u00f9 grande fortuna, col tempo, [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_50428\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"50428\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":24392,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[657],"tags":[],"class_list":["post-50428","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2023"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50428"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/24392"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=50428"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50428\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":50435,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50428\/revisions\/50435"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=50428"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=50428"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=50428"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}