{"id":50248,"date":"2022-11-30T22:47:07","date_gmt":"2022-11-30T21:47:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50248"},"modified":"2022-12-01T13:03:30","modified_gmt":"2022-12-01T12:03:30","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-linfanzia-nascosta-di-cesare-pavese-di-ivano-cimatti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50248","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;L\u2019infanzia nascosta di Cesare Pavese&#8221; di Ivano Cimatti"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Torino<\/em> \u2026 <em>citt\u00e0<\/em> \u2026 <em>dove sono nato spiritualmente, arrivando di fuori: mia amante e non madre n\u00e9 sorella <\/em>(17 novembre 1935). <strong>Cesare Pavese<\/strong>, <em>Il mestiere di vivere<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina dell\u201911 giugno 1911 Torino si sveglia con un cielo parzialmente nuvoloso. La temperatura \u00e8 di 13 gradi. La temperatura, quella mattina, era in leggero aumento e dopo essere rimasta stabile per diversi giorni su 20\/21 gradi, la mattina del 11 giugno 1911 era arrivata ai 23. Nel corso della giornata raggiuse, verso le 11, la cifra massima di 24,5. Per l\u2019epoca sicuramente una giornata calda. Gli eventi atmosferici di quelle giornate accidentalmente evidenziano una apparente eccezionalit\u00e0 del 11 giugno 1911. Ed invero, nelle settimane successive, come riportato dalle relazioni dell\u2019Osservatorio di Torino, non furono pi\u00f9 raggiunte quelle vette di calore. Ed inoltre,&nbsp; la temperatura, per diverse settimane, nel corso della stessa giornata era capace di variare sensibilmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno, Cesare Pavese, all\u2019et\u00e0 di quasi&nbsp; tre anni e Vittoria Scaglione, la sorella di Pinolo, compaesano, amico e confidente di Cesare Pavese, il Nuto del Salto del romanzo La luna ed i fal\u00f2, raggiunsero la famiglia Pavese a Torino. Sino ad allora avevano vissuto a Santo Stefano Belbo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal portone di Via Sant\u2019Agostino 12 angolo Via Corte d\u2019Appello, alle ore 8 si affaccia una donna minuta, lievemente claudicante, che tiene per mano una bambina sui 9 anni di nome Maria Angela Giuseppina Pavese. La madre \u00e8 Consolina Fiorentina Mesturini coniugata con Eugenio Pavese. Dal 1897 la casa dei coniugi Pavese era situata in Via Sant\u2019Agostino al civico n. 12, in un edificio ora diverso perch\u00e9 interessato dal bombardamento del 20 novembre 1942. L\u2019abitazione era all\u2019epoca vicinissima alla sede degli uffici giudiziari torinesi e cio\u00e8 l\u2019isolato composto dal grosso immobile suddiviso da Via Corte d\u2019Appello, Via Sant\u2019Agostino appunto, Via San Domenico e Via delle Orfane. Il padre Eugenio Pavese infatti sino al mese di aprile del 1908 fu alunno cancelliere. Entrato in servizio nel 1886, terminato il lungo servizio militare, nel 1889, fu immesso in servizio nella Pretura di Santo Stefano Belbo e dal 1894 presso diversi uffici giudiziari di Torino.<\/p>\n\n\n\n<p>Le due donne, percorrono la stretta via in direzione di Via Garibaldi e l\u00ec svoltano a sinistra. In quel preciso momento, il tram 8 sferraglia dinnanzi loro. Raggiungono, dopo poche decine di metri, il civico 14, ove, nel 1911, vi era l\u2019Ufficio di Stato civile del Comune di Torino.<\/p>\n\n\n\n<p>La donna reca in mano il foglio di famiglia del censimento generale della popolazione al 10 giugno 1911.<\/p>\n\n\n\n<p>La donna chiede all\u2019usciere dove si trovi l\u2019ufficio dell\u2019avv. Carlo Borbonese, applicato di concetto del X Ufficio. \u201c<em>Al<\/em> <em>Secondo piano<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La donna, una volta bussato alla porta ed entrata nell\u2019ufficio, chiede all\u2019uomo che ha dinnanzi una montagna di carte: \u201c<em>Buongiorno \u00e8 Lei, l\u2019avv. Carlo Borbonese?\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cSi sono io\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cSono Consolina Pavese. Spero si ricordi di mio marito Eugenio; fu cancelliere nella Corte di Cassazione. Le devo consegnare la scheda famigliare<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Mi ricordo di Suo marito, stimato da tutti gran lavoratore.<\/em> <em>Signora, mi perdoni ma<\/em> <em>lui non \u00e8 venuto? Io non dovrei accettare il modulo visto che Lui \u00e8 il capofamiglia<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Mio marito non esce da casa di nuovo da mesi e mi ha incaricata di provvedere al disbrigo di questa faccenda<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Avvocato<\/em>\u201d, con un sottile tono di voce, quasi parlottando \u201c\u2026<em>mio figlio Cesare, da qualche tempo, vive con noi, prima stava nel paese dove \u00e8 nato, assieme a lui \u00e8 arrivata anche la sua bambinaia sempre proveniente da Santo Stefano Belbo. Inoltre, io ed i miei genitori &#8230; mio marito \u2026 vogliamo trasferirci in un altro alloggio, in Via Ponza<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Da poco, l\u2019ultimo suo figlio, Cesare Luigi Camillo Quinto Pavese, proveniente da Santo Stefano Belbo ove era nato il 9 settembre 1908 risiede con la mamma, il padre e la sorella. Assieme a lui \u00e8 arrivata la giovane Vittoria Scaglione incaricata di continuare ad accudirlo anche a Torino.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>L\u2019ex cancelliere Pavese non potr\u00e0 che giovarne del ricongiungimento della famiglia e questa ragazza vi aiuter\u00e0 nel disbrigo delle quotidiane faccende. Quanto alla nuova residenza, la questione \u00e8 semplice. Al 10 giugno 1911 se, come ho capito, l\u2019intero nucleo famigliare vive tutt\u2019ora in Via Sant\u2019Agostino, 12, il modulo deve recare quell\u2019indirizzo. Mi dia il foglio del censimento. Mi saluti suo marito, spero proprio si rimetta. Dispiacque a tante persone quando dovette licenziarsi<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio del novecento la salute di Eugenio Pavese cominci\u00f2 a peggiorare rapidamente. Ed invero, in quasi vent\u2019anni di servizio, riusc\u00ec a lavorare al massimo 13 anni pieni in quanto sin dal mese di ottobre 1901 richiese lunghissime aspettative per malattia ed alla fine, nel luglio del 1908, dovette rassegnare le dimissioni. Stato clinico che traeva origine dall\u2019infanzia; tanto \u00e8 vero che, in occasione della visita medica per il servizio militare, gli fu diagnosticato un grosso tumore cistico all\u2019orecchio sinistro.<\/p>\n\n\n\n<p>Con voce bassa e senza tentennamenti, la donna dice: \u201c<em>Eugenio dovette licenziarsi il 7 aprile 1908 perch\u00e9, a causa della lunga malattia non poteva pi\u00f9 conservare il suo posto di lavoro<\/em>. <em>Fu un giorno molto duro e molto triste e da allora le cose non sono affatto migliorate\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Madre e figlia scendono quindi le scale del palazzo e proseguono per via Garibaldi direzione Piazza Castello.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Maria oggi voglio festeggiare l\u2019arrivo di Cesare. Stamattina ho chiesto a Vittoria di preparare la base per il fritto misto. Io e te dobbiamo acquistare l\u2019occorrente. Avrei pensato di preparare anche il Bonet<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cMamma che bello e che buono! Sar\u00e0 proprio una bella giornata<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Per pap\u00e0 compreremo del seirass che a lui piace tanto<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La madre, tenendo stretta la mano della figlia, ripensa alla sua vita dal 1901, da quando cio\u00e8 la salute del marito improvvisamente inizi\u00f2 a peggiorare. Da quel giorno Eugenio prese sempre pi\u00f9 spesso aspettative dal lavoro. Consolina ramment\u00f2 dei suoi continui mal di testa accompagnati da debolezza e stati mentali di progressiva confusione e debilitazione. Il 9 febbraio 1901, i suoi genitori, Luigi Mesturini ed Angela Scagliotti vennero a vivere a Torino in Via Sant\u2019Agostino 12 per \u201cprendersi cura\u201d di lei e della sua famiglia. La malattia del marito aveva comportato il mancare improvviso dell\u2019unico stipendio ed i Mesturini dovettero vendere, in un lampo, le loro propriet\u00e0 immobiliari di Ticineto, nell\u2019Alessandrino.<\/p>\n\n\n\n<p>Assorta nei suoi ricordi, Consolina ripens\u00f2 ai suoi figli morti. Laura Bertilde, nata il 15 settembre 1894&nbsp; a Ticineto, eppure registrata all\u2019anagrafe di Torino ed avendo una vita sofferente mor\u00ec il 16 giugno 1899 a Torino. L\u2019anno prima, il 26 novembre 1898, a Torino, era nato il secondo figlio della coppia, Luigi Fiorenzo Costantino Pavese, morto a Santo Stefano Belbo neppure un mese dopo il 17 dicembre 1<\/p>\n\n\n\n<p>898. Nel 1900 e precisamente il 12 agosto era nata la terza figlia, Chiarina Angiola Maria Pavese, anch\u2019essa deceduta a Santo Stefano Belbo il 30 dicembre 1900. Nel giro di tre anni i coniugi Pavese perdettero tre figli. Finalmente, il 9 novembre 1902 nacque un\u2019altra figlia, Maria Angela Giuseppina Pavese l\u2019unica dei cinque che ebbe una vita intera apparentemente regolare, morendo nel 1982. Il marito, Guglielmo Sini, soldato della grande guerra, fu prigioniero in un campo di prigionia \/ lager in Ungheria dal 1916 sino alla fine della guerra, tornando in famiglia nel 1919 inoltrato.<\/p>\n\n\n\n<p>Consolina ricord\u00f2 infine il giorno che disse al marito di essere incinta di Cesare, quasi nello stesso periodo delle forzate dimissioni determinate dalla malattia che progrediva. Il bimbo fu affidato, subito dopo la nascita ad una balia d\u2019un comune langarolo, Moncucco e poi alle cure di Vittoria Scaglione in Santo Stefano Belbo. Per questo, volendo far entrare in famiglia il suo figliolo, Consolina richiese alla giovane di seguirlo a Torino.<\/p>\n\n\n\n<p>Madre e figlia percorrono alcune centinaia di metri e quindi pervengono in Via XX Settembre ove girano a destra. Le loro mete sono la drogheria di Giovanni Battista Gobetti in Via Bertola 9 angolo Via XX Settembre 53 ed il negozio di primizie alimentari (fornitore ufficiale di Casa Reale) di Giacomo Prospero. Rispettivamente il padre di Piero Gobetti e di Ada Prospero in Gobetti. Qui Consolina compra parte dell\u2019occorrente per il fritto misto ed il bonet. Il resto del necessario, sempre su Via XX Settembre, direzione Corso Regina Margherita, in una non distante macelleria.<\/p>\n\n\n\n<p>Completata le spesa madre e figlia imboccano via della Basilica, quindi Via Santa Chiara ed, all\u2019angolo, ritornano su Via Sant\u2019Agostino ove, nell\u2019appartamento di casa, Vittoria \u00e8 ai fornelli e si accinge a preparare il pranzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo neppure la nuova abitazione in Via XX Settembre 97 recher\u00e0 ai coniugi Pavese fortuna. Il 23 febbraio 1912 morir\u00e0 Luigi Mesturini, il 2 gennaio 1914 Eugenio Pavese ed il 25 marzo 1914 la madre. Consolina, all\u2019et\u00e0 di 46 anni, si trover\u00e0 sola con due minori, senza un reddito, una qualsivoglia professione, con variegati debiti ma diversi crediti verso gli acquirenti degli immobili alienati dal proprio genitore. Il nucleo famigliare nel 1914 avr\u00e0 una sola propriet\u00e0, in condivisione con il cognato Olimpio, la famosa cascina di Santo Stefano Belbo che dette i natali allo scrittore. La quale, con atto trascritto nella Regia Conservatoria dei Registri Immobiliari di Torino del 9 marzo 1914, perverr\u00e0 in successione a Cesare e Maria Pavese avendo Consolina rinunciato alla sua quota di eredit\u00e0. Essendo i figli minorenni, il Tribunale di Torino, con decreto del 15 gennaio 1914, nominer\u00e0 loro curatore il notaio Giovan Battista Cassinis (nipote del famoso ministro di Grazia e Giustizia Giovanni Battista, intimo del conte Camillo Benso di Cavour).<\/p>\n\n\n\n<p>Le biografie ufficiali riportano che il piccolo Cesare, in ragione della malattia di tifo della sorella, frequent\u00f2 la prima elementare a Santo Stefano Belbo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1917 infine la famiglia, composta di madre, due figli e governante, si trasferir\u00e0 in Via Ponza 3.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_50248\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"50248\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino \u2026 citt\u00e0 \u2026 dove sono nato spiritualmente, arrivando di fuori: mia amante e non madre n\u00e9 sorella (17 novembre 1935). 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