{"id":50196,"date":"2022-11-21T19:17:00","date_gmt":"2022-11-21T18:17:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50196"},"modified":"2022-11-21T19:17:01","modified_gmt":"2022-11-21T18:17:01","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-ledicola-di-santantonio-ovvero-armando-gaina-e-pondus-pueri-di-antonella-bertoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50196","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;L\u2019Edicola di Sant\u2019Antonio&#8221; ovvero \u201cArmando Gaina e Pondus pueri&#8221; di Antonella Bertoli"},"content":{"rendered":"\n<p>Era l\u2019anno 1927, Maria aveva appena dato alla luce Elva, una bella bimba dagli occhi&nbsp;azzurri come il cielo quando \u00e8 primavera. Il parto non era stato facile: Maria stringeva&nbsp;in bocca le lenzuola per non urlare e si strappava i capelli dal dolore, cos\u00ec la levatrice&nbsp;aveva guardato in faccia il dottore che aveva scosso la testa. Volevano portarla&nbsp;all\u2019ospedale perch\u00e9 le ovaie erano atrofizzate, e Maria anche se stava malissimo aveva&nbsp;chiesto di non privarla del tutto della possibilit\u00e0 di avere altri figli, sapeva quanto ci&nbsp;teneva il marito Enrico Ermanno. All\u2019ospedale le diedero l\u2019anestesia e le lasciarono&nbsp;mezza ovaia, quella che sembrava pi\u00f9 sana. A casa la aspettavano Bianca, la maggiore&nbsp;che era nata il 7 agosto del 1921 ed Elvo che era arrivato il 7 settembre del 1925. Maria&nbsp;piangeva calde lacrime mentre stringeva al seno l\u2019ultima piccola, perch\u00e9 guardandola&nbsp;ripensava all\u2019altra Elva che era spirata pochi giorni dopo essere nata. Al collo Maria&nbsp;portava una catenina con il ciondolo doppio: da una parte la foto della piccola&nbsp;scomparsa e dall\u2019altra l\u2019effige di Sant\u2019Antonio, il Santo protettore a cui la famiglia del&nbsp;marito Bordon era devota da sempre. Ma a nulla erano valse le preghiere e le novene,&nbsp;nemmeno il pellegrinaggio che il consorte aveva compiuto a piedi fino a Padova, alla&nbsp;Basilica a deporre un Voto d\u2019oro zecchino che era costato il salario di due mesi. La&nbsp;piccola Elva era spirata dopo pochi giorni. Enrico Ermanno, soprannominato in paese&nbsp;\u201cArmando Gaina\u201d perch\u00e9 sua nonna per sopravvivere, dopo che il marito Menego&nbsp;(Domenico Bordon), tornato dal Brasile, allevava e scambiava \u201cgaine e polastri\u201d con beni di altro genere, aveva giurato di costruire un\u2019Edicola a Villadose, in via Liona&nbsp;dove abitava, se il Santo gli avesse fatto la grazia di donargli un altro figlio. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec era nata Elva, ma i dottori gli avevano raccomandato di fare attenzione con Maria,&nbsp;perch\u00e9 un\u2019altra gravidanza, dopo l\u2019operazione e l\u2019ultimo parto, sarebbe stata&nbsp;pericolosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Tornati dall\u2019ospedale, Bianca e Elvo accolsero con grida di gioia la piccola Elva che&nbsp;sembrava la sorellina che se n\u2019era andata in cielo ed ora era ritornata perch\u00e9 sembrava&nbsp;proprio lei, tanto le assomigliava.<\/p>\n\n\n\n<p>Enrico Ermanno scav\u00f2 una buca profonda davanti a casa, proprio sul ciglio della strada:&nbsp;gett\u00f2 le fondamenta ed eresse una piccola cappella a semicerchio, con una cupola&nbsp;azzurra come gli occhi delle sue figliolette, disegn\u00f2 col gesso una corona di alloro e di&nbsp;foglie dorate e verdi a basamento della nicchia dove avrebbe posto la statua di&nbsp;Sant\u2019Antonio, chiss\u00e0 che gli facesse la grazia di avere un altro bambino e di far&nbsp;sopravvivere Elva, l\u2019ultima nata. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel tempo libero che gli lasciava il suo lavoro di postino del paese, si era messo a\u00a0modellare una statua proprio come quella che aveva visto nella basilica padovana, in\u00a0modo che potesse stare dentro l\u2019Edicola che aveva eretto davanti a casa. Mentre\u00a0modellava la creta, \u201cArmando Gaina\u201d ripensava a ci\u00f2 che gli raccontava sempre la sua\u00a0mamma quand\u2019era piccolo, la storia del miracolo che il Santo aveva compiuto e che\u00a0chiamava\u00a0<em>Pondus pueri<\/em>, anche se non sapeva cosa volesse dire e recitava il verso con la voce piena di devozione mistica. Lui aveva poi scoperto che voleva dire\u00a0<em>Peso del\u00a0bambino<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Tanto tempo fa, &#8211; raccontava la mamma &#8211; quando il Santo Antonio non era ancora&nbsp;conosciuto da tutti, un piccolo di nome Tommasino che non aveva ancora compiuto i&nbsp;due anni era figlio di buoni genitori che abitavano vicino alla chiesa di Padova. Un&nbsp;giorno, avendolo la madre lasciato solo, cominci\u00f2 a baloccarsi vicino ad un grosso&nbsp;recipiente di acqua. Forse vi vide rispecchiata la sua figura e, nel desiderio di&nbsp;raggiungerla, cadde nell\u2019acqua a testa in basso e vi per\u00ec miseramente. Quando la madre,&nbsp;che accudiva ad alcune faccende, ritorn\u00f2, vide il suo piccino senza pi\u00f9 segno di vita,&nbsp;diede nei pi\u00f9 alti e dolorosi gemiti e grida, per i quali accorsero vicini ed alcuni frati&nbsp;che erano intenti ad osservare i lavori della basilica in costruzione. Tutti furono intorno&nbsp;a Tommasino e usarono ogni arte per fargli riacquistare i sensi; ma visto che la morte&nbsp;si era ormai impossessata di quell\u2019Angioletto, presero a confortare la madre e poi si&nbsp;partirono, dolenti di un caso tanto lacrimevole. La madre invece, che maggiormente&nbsp;era invasa dall\u2019amarezza e dal dolore, ebbe anche maggior fede di tutti, e confidando&nbsp;nei meriti di Sant\u2019Antonio, fece voto a lui di distribuire ai poveri tanto grano, quanto&nbsp;era il peso del bambino, se fosse ritornato in vita. Erano passate alcune ore dal triste&nbsp;caso, quando ad un tratto, mentre la donna rinnovava con fervore il suo voto, il bimbo&nbsp;emise un grido. Era ritornato in vita! Da allora si cominci\u00f2 a diffondere il credo di&nbsp;Sant\u2019Antonio e si cominci\u00f2 l\u2019usanza di fabbricare il pane per il mese di giugno dedicato&nbsp;al Santo che aveva compiuto il miracolo e a distribuirlo a coloro che ne avevano&nbsp;bisogno. &#8211; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni sera la famigliola di Enrico Ermanno e Maria si radunava intorno alla tavola e&nbsp;prima di cena spezzava il pane che Maria impastava appositamente ringraziando&nbsp;Sant\u2019Antonio per tutto ci\u00f2 che aveva donato loro e gli chiedeva di far loro la grazia di&nbsp;avere un altro bambino a cui avrebbero messo proprio il nome del Santo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cArmando Gaina\u201d era nato a Villadose il 17 luglio del 1895 e a vent\u2019anni aveva dovuto\u00a0andare in guerra, in quella che poi avevano chiamato \u201cLa Grande Guerra\u201d per la\u00a0distruzione, i disastri e i morti che aveva causato. In un\u2019azione di assalto ad una trincea\u00a0austroungarica, era stato colpito ad una gamba da una scheggia di mina e, nonostante\u00a0facesse fatica ad avanzare, riusc\u00ec a trascinarsi dietro il compagno di milizia portandolo\u00a0lontano dal fuoco nemico. Per questo gli avevano conferito la \u201cCroce al Valor Militare\u201d\u00a0che ora si teneva sempre nel taschino del gilet, vicino all\u2019effige del Santo, ma lui sapeva\u00a0in cuor suo che a salvarlo era stata la sua fede in Sant\u2019Antonio: era Lui che gli aveva\u00a0donato la forza di issarsi sulle spalle il compagno ed era sempre Lui che aveva condotto\u00a0gli infermieri proprio nel luogo dove erano caduti entrambi esausti e feriti. Ed era\u00a0sempre stato Lui se, dopo essere stato ferito cos\u00ec gravemente da renderlo zoppo, questa\u00a0menomazione gli era valsa la fortuna di essere assunto come postino proprio nel suo\u00a0paese. Ogni sera, il pap\u00e0 raccontava gli episodi che aveva vissuto: la guerra terribile\u00a0che lo aveva ferito, gli aerei di legno e ferro che aveva visto per la prima volta volare\u00a0nel cielo, la storia che gli raccontava la sua mamma del bambino guarito miracolosamente da Sant\u2019Antonio e dell\u2019usanza di fare il pane a giugno, ma anche in\u00a0altri periodi dell\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n<p>Passarono gli anni, i piccoli crescevano ed Enrico Ermanno, finito di modellare la&nbsp;statuetta del santo, la color\u00f2 e la mise nell\u2019Edicola che aveva edificato,&nbsp;raccomandandosi che non mancassero mai fiori freschi davanti alla statua.<\/p>\n\n\n\n<p>I paesani cominciarono a fermarsi a pregare davanti all\u2019Edicola di via Liona: la voce&nbsp;si sparse e oltre a loro arrivava gente anche dal circondario, da Canale, Ceregnano,&nbsp;persino da Rovigo. Nel mese di maggio davanti all\u2019Edicola di Armando si celebrava il&nbsp;\u201cfioretto\u201d e tutti i bambini delle case vicine vi partecipavano. Quando scoppi\u00f2 la&nbsp;seconda guerra mondiale e Villadose fu bombardata, l\u2019Edicola fu quasi l\u2019unica cosa&nbsp;che rimase intatta dei casotti di via Liona\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>A giugno del 1934 Maria durante la cena annunci\u00f2 a tutta la famiglia che aspettava un&nbsp;bambino. Grandi furono le esclamazioni di gioia di tutti quanti. Le bimbe aiutarono&nbsp;subito la madre a impastare il pane in onore del Santo e lo distribuirono ai vicini e a&nbsp;coloro che pregavano davanti all\u2019Edicola. La gravidanza and\u00f2 bene, Maria coglieva&nbsp;gigli bianchi e rossi che sapeva erano i preferiti di Sant\u2019Antonio e li metteva nel vaso&nbsp;accanto a quelli di tante altre persone che si fermavano a pregare il Santo.<\/p>\n\n\n\n<p>E fu cos\u00ec che il 25 gennaio del 1935 nacque Antonio Bordon, nella casa di via Liona,&nbsp;tra lo stupore della levatrice che si meravigli\u00f2 della facilit\u00e0 con cui quel bambinone era&nbsp;uscito dal ventre materno. E Maria e Armando che lo tenevano in braccio dissero&nbsp;all\u2019unisono: &#8211; E\u2019 stato un miracolo: il miracolo di Sant\u2019Antonio -.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il pane di sant\u2019Antonio \u00e8 stata ed \u00e8 una devozione che ancora oggi, sia pure con meno&nbsp;<\/em><em>intensit\u00e0, manifesta la sua forte vitalit\u00e0 per tutto l\u2019anno liturgico, principalmente&nbsp;<\/em><em>durante la pratica dei marted\u00ec di sant\u2019Antonio soprattutto a Padova. A Villadose&nbsp;<\/em><em>ancora oggi il vaso dell\u2019Edicola ha fiori freschi, anche se l\u2019usanza di fabbricare il&nbsp;<\/em><em>pane del Santo \u00e8 caduta in disuso. \u00c8 rimasta solamente nella famiglia Bordon-&nbsp;<\/em><em>Dall\u2019Ara. &nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_50196\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"50196\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era l\u2019anno 1927, Maria aveva appena dato alla luce Elva, una bella bimba dagli occhi&nbsp;azzurri come il cielo quando \u00e8 primavera. 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