{"id":50187,"date":"2022-11-21T12:59:44","date_gmt":"2022-11-21T11:59:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50187"},"modified":"2022-11-21T12:59:44","modified_gmt":"2022-11-21T11:59:44","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-vivi-e-lascia-vivere-di-damiano-battistoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50187","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Vivi e lascia vivere\u2026&#8221; di Damiano Battistoni"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Ancora \u00e8 notte fonda, e Sandokan non riesce a prendere sonno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 triste, e immobile sta nel suo giaciglio con occhi sbarrati e persi nel nulla\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Per un attimo pare scuotersi, odora l\u2019aria intorno a s\u00e9, ma ancora niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo piccolo amico sono due giorni che non viene a trovarlo, e che, di nascosto, anche se solo per poco viene a giocare con lui. La sua mancanza ruggisce sempre di pi\u00f9 dentro di s\u00e9, al punto da non sentire pi\u00f9 n\u00e9 sonno, n\u00e9 fame.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultima volta lo ha visto per mano alla madre, piangente, mentre a forza lo portava dentro un carro- ringhiante.<\/p>\n\n\n\n<p>Sandokan, il piccolo tigrotto, non capisce perch\u00e9 il suo amico non torna, eppure era sempre stato buono con lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Non comprende neppure il motivo per cui si senta cos\u00ec. Ancora \u00e8 troppo piccolo per capire cosa sia l\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Sente solo una voglia matta di fuggire che ruggisce in lui, tanto gli manca il suo buon odore; ma anche tanta \u00e8 la paura del fuori.<\/p>\n\n\n\n<p>Di colpo un rumore. Gemendo, la porta della gabbia si spalanca. \u00c8 il padrone. Si avvicina barcollando, e alterna canto a pianto. Si fa cadere seduto accanto a lui. Il piccolo tigrotto non ha paura: sa che anche di lui si pu\u00f2 fidare; inoltre il cucciolo di uomo e il suo padrone hanno quasi l\u2019identico odore, anche se ora, ha un odore diverso: nauseabondo. Il padrone continua a piangere e cantare, mentre ogni tanto da una bottiglia che stringe in mano ingoia qualche sorso, e con l\u2019altra lo accarezza. Solo per pochi minuti, poi non canta pi\u00f9, non piange pi\u00f9: ora dorme.<\/p>\n\n\n\n<p>Come non sentire quell\u2019impulso fino allora sconosciuto cos\u00ec amplificato, amplificato e forte al punto da vincere la paura del <em>fuori<\/em>, e, piano piano, alzarsi, guardingo, un\u2019ultima occhiata al padrone, e sgattaiolare via; andare per chiss\u00e0 dove, ma con la speranza di poter trovare almeno qualche traccia che lo porti dal suo caro cucciolo di uomo. Troppo forte \u00e8 la voglia di vederlo ancora, annusarlo, leccarlo; magari con lui finalmente potersi assopire, senza pi\u00f9 paura alcuna, paura che adesso sente farsi ancora pi\u00f9 grande. Ma non pu\u00f2 fermarsi proprio adesso\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019orizzonte, i primi bagliori del nuovo giorno stanno prendendo timidamente il posto del nero della notte. Il piccolo tigrotto, dopo esser stato assalito da milioni di nuovi odori, meno di quello del suo piccolo amico, \u00e8 ora rinfrancato dalla luce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 sul ciglio di una polverosa strada, davanti a s\u00e9 un largo scuro edificio, e molti e grandi carri-ringhianti. Spossato, trova riparo sotto uno di questi, e in breve, vinto dalla debolezza, si assopisce.<\/p>\n\n\n\n<p>Di colpo il risveglio brusco, disorientante: il carro sopra la sua testa ha preso a ringhiare. Subito, d\u2019istinto, si rifugia sotto un altro carro; e finalmente ricorda perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Appiattito al terreno, rapido si guarda intorno, mentre mille terrificanti rumori lo circondano. Quando vede un carro-ringhiante, della dimensione come quello dove ha visto entrare il suo piccolo amico l\u2019ultima volta. Dietro, le due porte sono spalancate. Senza indugio si fionda dentro, sicuro che anche lui sar\u00e0 trasportato dal suo cucciolo di uomo. In fretta, ma cercando di fare il minor rumore possibile, si nasconde facendosi posto e rintanandosi in fondo tra una moltitudine di maleodoranti scatole e pacchi e pacchetti e buste, ma anche l\u00ec, della traccia del suo piccolo amico, niente. Pochi minuti, e sente il carro muoversi. Il piccolo tigrotto \u00e8 felice e sicuro, fin qui niente di nuovo: la stessa buffa sensazione che sempre prova ogni volta che la sua gabbia prende a muoversi, a cullarlo; solo ancora tanta voglia di dormire, ma ora non pu\u00f2 farsi vincere dal sonno, deve stare vigile, sta ritornando dal suo piccolo amico.<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente il carro si arresta. Sente i portelloni aprirsi e il suo cuore battere a mille. Vicino a lui un rapido rumore. Pochi attimi, poi pi\u00f9 niente. Fulmineo si tuffa fuori, dove sovrastanti edifici lo circondano, e, alzato il muso, un solo spicchio di cielo gli appare.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi la porta di una tana degli uomini lo invita a entrare. Con cautela e tutti i sensi amplificati, entra. Ma anche qui, traccia del suo amato cucciolo di uomo, nessuna.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, sicuro che non pu\u00f2 essere che l\u00ec, nella lontana casa degli uomini, continua a girare tra mille maleodoranti stanze; fino a quando, trovata una calda tana, provato ancora dalla debolezza, decide di acciambellarsi sopra dei morbidi sacchi, <em>solo un poco<\/em>, si dice. E nonostante la lotta, sbadigliando, ancora cede alla stanchezza.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>********<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Luca \u00e8 un corriere. La sua ditta di trasporti ha sede in un quartiere della immediata periferia della citt\u00e0. Al mattino, caricato il furgone, parte per le consegne. Un poco per il sonno arretrato, un poco per la fretta che il suo lavoro richiede, non si \u00e8 reso conto che nel fare su e gi\u00f9 con il carrello per caricare, un tigrotto, da poco fuggito da un vicino circo, un attimo prima che ritornasse al furgone, si \u00e8 nascosto nel suo interno.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla prima consegna arriver\u00e0 dal retro del palazzo di una nota Societ\u00e0 di assicurazioni. L\u2019addetto all\u2019economato, che \u00e8 gi\u00e0 al lavoro un\u2019ora prima dell\u2019apertura, prender\u00e0 in consegna i colli, non accostando subito il portone. Nel frattempo, il tigrotto, non visto, scender\u00e0 dal furgone, e, nascosto dalle molte auto parcheggiate nel cortile, entrer\u00e0 di soppiatto nell\u2019edificio.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>********<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Davide, impiegato in una grande Societ\u00e0 di assicurazione, come tutte le mattine si accinge a prendere servizio nella sua azienda, ma quella mattina, appena sceso dalla corriera, nota subito qualcosa di insolito. Una enorme calca sta asserragliata davanti al palazzo dove ha sede la sua Societ\u00e0. Giusi, una collega che ha un debole per lui, appena lo ha visto, subito gli si fa incontro, e, ridendo, lo informa sui fatti.<\/p>\n\n\n\n<p>Antonio, il fattorino dell\u2019ufficio economato, era da poco uscito urlando, non prima di aver serrato il portone d\u2019ingresso del palazzo:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUNA TIGRE! UNA TIGRE! Che nessuno entri negli uffici\u201d, ridendo ancora ha poi aggiunto. \u201cSono stati avvertiti i carabinieri, o i pompieri, o addirittura il circo qui vicino: non pu\u00f2 essere che di loro la bestia, almeno cos\u00ec credo di aver capito. Sar\u00e0 poi vero, o Antonio ha dato di matto stamani, che dici Davide?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Davide non dice niente. Fa il giro del palazzo. Si porta nel cortile di quest\u2019ultimo, e, trovato come sperava il portone accostato, entra nello stabile. Vigile, gira per gli uffici e i corridoi, finch\u00e9 si affaccia sulla soglia dell\u2019Ufficio Economato. L\u00ec, acciambellato, sopra dei morbidi sacchi di juta contenenti della carta da macero, come un micio qualsiasi, in un angolo della stanza, sta un cucciolo di tigre. \u00c8 assopito, profondamente, con la testa appoggiata a una zampa.<\/p>\n\n\n\n<p>Davide \u00e8 ora fuori dal palazzo, che dice rivolto all\u2019incredula ressa di persone che lo ha appena visto apparire:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTutto sotto controllo, e comunque non si tratta di una tigre, ma di un <em>cucciolo<\/em> di tigre, di certo fuggito dal circo giunto da poco in citt\u00e0\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Davide, preso un attimo di tempo, osserva la folla che ancora lo guarda con attenzione, e infine continua a dire:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon pensiamo sempre e solo a noi stessi; \u00e8 solo una povera creatura che ha trovato un suo angolo di pace, e ora sta dormendo. Facciamo che il suo risveglio, il suo ritorno alla realt\u00e0, sia il pi\u00f9 dolce possibile&#8230; Vivi e lascia vivere. Questa \u00e8 la pi\u00f9 alta forma d\u2019Amore\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lo avevano capito, non lo avevano capito? Era forse scaduto nella retorica? Poco gli importava!, e pensassero di lui quel che volevano. Certo era che se fosse morto adesso se ne sarebbe andato felice; pienamente soddisfatto di aver detto, d\u2019esser riuscito a dire di fronte a un discreto gruppo di persone, lui che era un timido per natura, qual era il suo pi\u00f9 profondo credo.<\/p>\n\n\n\n<p>Fuori, che si accalcava tra la folla, c\u2019era anche una madre con in braccio il suo bambino. Si era trovata l\u00ec per caso, e si era fermata, come i pi\u00f9, curiosa di vedere cosa stava accadendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sentite quelle parole, ripens\u00f2 al suo uomo. Alla loro ultima discussione. Alla fuga con il suo bambino trascinato via a forza.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Vivi e lascia vivere..<\/em>. Gi\u00e0 da un po\u2019 se lo stava ripetendo da s\u00e9, dunque tutto ci\u00f2 era un segno?!<\/p>\n\n\n\n<p>Guard\u00f2 il piccolo negli occhi, e, rimirandolo, per la prima volta vide se stessa\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Comprese che doveva finirla di pensare <em>davvero<\/em> solo a se stessa, che il suo posto era accanto al suo uomo; e, sorridendo, baci\u00f2 teneramente il figlio.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il bambino sorrise, perch\u00e9 i bambini, che lo crediamo o no, capiscono tutto, sempre, anche quando niente diciamo loro; e il sasso che aveva sul cuore di colpo era sparito, e ritorn\u00f2 a battere amorevolmente alla Vita\u2026<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_50187\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"50187\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora \u00e8 notte fonda, e Sandokan non riesce a prendere sonno. \u00c8 triste, e immobile sta nel suo giaciglio con occhi sbarrati e persi nel nulla\u2026 Per un attimo pare scuotersi, odora l\u2019aria intorno a s\u00e9, ma ancora niente. 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