{"id":50173,"date":"2022-11-14T18:58:07","date_gmt":"2022-11-14T17:58:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50173"},"modified":"2022-11-14T18:59:44","modified_gmt":"2022-11-14T17:59:44","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-viva-il-sindaco-di-francesco-greco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50173","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Viva il sindaco&#8221; di Francesco Greco"},"content":{"rendered":"\n<p>Fu in una sera di primavera che si lev\u00f2 il grido \u201cViva il sindaco! Viva lu sindacu!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel paesino calabrese ogni cinque anni si sentiva sempre la solita esclamazione, come un rito, mentre chi aveva sostenuto l\u2019opposta fazione politica si rinchiudeva nelle proprie case e non si faceva vedere in giro per qualche tempo, quasi come un\u2019autopunizione perch\u00e9 il proprio candidato non aveva raggiunto l\u2019amb\u00ecto risultato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abViva lu sindacu!\u00bb ripetevano i bambini e anche gli anziani che sostavano perennemente nella piazza, qualcuno dei quali non ricordava nemmeno il simbolo della lista a cui aveva dato il suo voto.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre le varie consorterie che patteggiavano per i propri candidati c\u2019era anche una considerevole fetta di persone che aspettava il vincitore per salire sul suo carro, immaginando che nessuno potesse sapere a chi aveva dato il proprio voto.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2, facendo due calcoli e leggendo i vari umori tra la complicatissima rete di parentele del piccolo borgo, si poteva ben capire, con una buona approssimazione, chi e come aveva espresso la preferenza nel seggio elettorale. Comunque costoro, come al solito, si spostarono in massa verso la piazza dove il neo eletto primo cittadino e i suoi sostenitori stavano festeggiando gridando anche loro: \u00abViva lu sindacu!\u00bb. I numerosi opportunisti di turno volevano accaparrarsi le sue simpatie per soddisfare privilegi o interventi e favoritismi nelle singole propriet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOra vogghiu u viu se mi menti a luci davanti a casa!\u00bb disse sottovoce comare Rita a comare Nunzia, tra un\u2019esclamazione e un\u2019altra, sperando che si sistemasse finalmente un lampione vicino alla sua abitazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Per pi\u00f9 di un mese nelle case dei vincitori e dei vinti si fecero calcoli su calcoli fino a che non si ebbe una mappa abbastanza coerente con i risultati delle elezioni e delle alleanze. Restarono fuori solo una diecina persone delle quali non si riusciva a capire a chi avessero assegnato il proprio voto. Tra queste certamente c\u2019era maestro Giacomino, insegnante di scuola elementare in pensione, che in pratica aveva istruito per cinque anni la maggior parte degli abitanti del borgo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo, pur esprimendo le sue opinioni politiche non faceva mai trasparire in nessun modo la simpatia per una determinata lista e non si riusciva nemmeno lontanamente ad intuire a chi avesse dato il suo voto. Infatti il suo \u00abViva il sindaco!\u00bb, espresso in perfetta cadenza, aveva un\u2019espressione e un senso diverso: in qualche modo lasciava inebetiti gli ascoltatori, proprio perch\u00e9 non si sapeva se fosse un grido di esultanza o un grido di ironia.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso maestro Giacomino, che conosceva bene il neo eletto, cominci\u00f2 a raccontare delle punizioni che gli aveva dato, poich\u00e9 da piccolino era un vero e proprio discolo iperattivo, ma si vedeva chiaramente che ne era orgoglioso.<\/p>\n\n\n\n<p>Si diffuse la notizia che il primo cittadino rifiut\u00f2 di guardare la mappa dei voti, n\u00e9 aveva voluto sapere il nome di coloro che pur assicurando il proprio appoggio &#8211; secondo gli improvvisati analisti paesani &#8211; avevano messo un segno nella lista opposta. E subito i cos\u00ec detti \u201cleva-e-porta\u201d, i pettegoli incalliti, comunicarono a maestro Giacomino il fatto cercando di comprendere se fosse una cosa buona o no, per intessere notizie particolari da far girare in paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non ci fu nessun commento, sembrava che il vecchio apprezzasse veramente il rifiuto del neosindaco, anche perch\u00e9 aveva commentato pi\u00f9 volte il fatto, ricordando come nei cinque anni di scuola elementare avesse insegnato il rispetto degli altri e l\u2019importanza di diventare un cittadino onesto. Era la prima volta che si esprimeva in un determinato modo sbilanciandosi in un giudizio.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo qualche mese le congetture sui presunti voti espressi dalle famiglie e sulle varie alleanze \u201csegrete\u201d &#8211; che segrete proprio non erano &#8211; finirono. Gli animi si rasserenarono per la nuova amministrazione che avrebbe gestito il paesino per cinque anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Le cose sarebbero andate come al solito se in una sera d\u2019inverno don Michelino, un facoltoso imprenditore del posto, in un ristorantino del paese, dopo aver bevuto parecchio e dopo una lunga diatriba sul perch\u00e9 un gruppo politico avesse vinto le elezioni per pochi voti di scarto, fece una clamorosa scommessa: il sindaco sarebbe caduto prima della scadenza naturale.<\/p>\n\n\n\n<p>La scommessa, fatta in un momento in cui l\u2019alcool aveva offuscato le menti, sarebbe rimasta un semplice ricordo innocuo; ma il giorno dopo per un misterioso motivo, il fatto fece il giro del paese e ad accendere la miccia furono due impertinenti ragazzini, che come tutti i coetanei, spesso hanno orecchie particolarmente attenti sui commenti degli adulti. Quando Michelino comparve in piazza, ironicamente, senza farsi vedere, al suo passaggio cominciarono a gridare: \u00abViva lu sindacu!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo, che non aveva mai sopportato essere considerato un perdente, cerc\u00f2 in tutti i modi di individuare dove e chi fossero gli insolenti ragazzini. Ma gli stessi erano troppo furbi, si nascondevano nelle tante viuzze che spuntavano nel corso principale o si sporgevano dalla finestra delle case scomparendo un attimo dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>La cosa and\u00f2 avanti per pi\u00f9 di un mese. La collera dell\u2019uomo era evidente e questo fatto, ovviamente ebbe l\u2019effetto di incitare a continuare il gioco perverso, anche perch\u00e9 Michelino non poteva fare a meno di andare in paese a sbrigare le sue faccende. E si sa\u2026 la rabbia sostiene lo scherzo e lo stesso, come in un circolo vizioso, la fa aumentare, come se si gettasse benzina sul fuoco.<\/p>\n\n\n\n<p>Ormai tutti nel borgo quando vedevano Michelino aspettavano di vedere il suo volto accigliato nell\u2019ascoltare quell\u2019esclamazione che lo metteva di malumore, alcune volte espressa ad alta voce anche da qualche stupido adulto.<\/p>\n\n\n\n<p>Nello spazio di pochi mesi, l\u2019attenzione del popolo invece di essere sul sindaco che in poco tempo aveva cambiato in positivo la vita del paesino, si concentr\u00f2 sulla scommessa. Per Michelino divent\u00f2 questione di vita o di morte, doveva salvare ad ogni costo la sua faccia, fino a che prese una decisione: doveva fare di tutto per far cadere il sindaco e non sentire pi\u00f9 l\u2019odiosa esclamazione; se le cose restavano cos\u00ec avrebbe perso la sua dignit\u00e0. L\u2019uomo aveva conoscenze importanti grazie al patrimonio ingente che aveva accumulato e decise che era venuto il momento di chiedere favori a persone altolocate.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo il mondo a volte va cos\u00ec, le persone non vigilano sulle cose veramente importanti: la scommessa divent\u00f2 in poco tempo l\u2019argomento principe nelle case e nella piazza. In paese &#8211; in attesa di come si sarebbero evoluti i fatti &#8211; nessuno si impegn\u00f2 a reagire quando si seppe che alcuni personaggi nei posti di potere tramavano a favore di Michelino per far destituire il neo eletto.<\/p>\n\n\n\n<p>Un faccendiere, a cui l\u2019imprenditore aveva fatto un grosso favore riusc\u00ec ad individuare una strada per far accusare il sindaco di aver compiuto un atto illegale. Di per s\u00e9 si trattava di una banalit\u00e0, ma le persone giuste al posto giusto, fanno la differenza. Part\u00ec una denuncia dettagliata redatta da un famosissimo avvocato di Reggio Calabria di cui si diceva non avesse mai perso una causa.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando la notizia si sparse, in paese aument\u00f2 il mormorio non sulla questione dell\u2019accusa &#8211; poich\u00e9 tutti sapevano l\u2019onesta e la buona fede del politico &#8211; ma sul fatto se Michelino avesse o no la possibilit\u00e0 di vincere la scommessa. Pass\u00f2 tranquillamente in secondo piano il merito della questione, si stava semplicemente in attesa di sapere come quel perverso gioco avesse un esito positivo o negativo. E fu cos\u00ec che in una mattinata di primavera, il paese si ritrov\u00f2 improvvisamente senza amministratori e da una oscura automobile scesero i commissari che non salutando nessuno entrando nel Comune. Il primo cittadino, non era riuscito a giustificare il suo agire anche se tutti sapevano quello che era stato ordito alle sue spalle!<\/p>\n\n\n\n<p>Michelino fece il suo ingresso nella piazza del paese domenica dopo la messa, in una giornata calda, davanti alla gente. Trionfante avanzava tra una folla di persone. Alcuni si avvicinarono per stringergli la mano. Era al centro dell\u2019attenzione di tutti, anzi lui stesso aveva gi\u00e0 comunicato che alle prossime elezioni si sarebbe candidato e la vasta schiera di coloro che salivano da sempre sul carro del vincitore lo ossequiarono con dei sorrisini di compiacimento come per dirgli che era stato bravo a vincere la scommessa.<\/p>\n\n\n\n<p>In una panchina stava seduto maestro Giacomino, con il bastone in mano. Aveva, stranamente, la barba lunga e \u2013 osservandolo attentamente \u2013 in preda ad una certa agitazione. Sembrava quasi che fosse fuori posto in quella piazza in cui tutti fremevano per i fatti accaduti, come se fosse normale far destituire il sindaco ed essere amministrati dalla commissione prefettizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Michelino dispensava sorrisi a destra e a sinistra e vedendo il maestro seduto che stava con lo sguardo in gi\u00f9, pensieroso, ebbe l\u2019idea di avvicinarsi, voleva conoscere le sue considerazioni sull\u2019accaduto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando gli fu davanti maestro Giacomino lo fiss\u00f2. Il suo volto divent\u00f2 arcigno e accigliato e con tutta la voce che aveva in corpo grid\u00f2: \u00abViva il sindaco!\u00bb per poi fermare il suo sguardo severissimo all\u2019uomo che aveva davanti a s\u00e9 che si trov\u00f2 spiazzato e senza sapere come reagire.<\/p>\n\n\n\n<p>Si fece uno strano silenzio quel giorno. Michelino scomparve come per magia e per almeno un\u2019ora in piazza non fiat\u00f2 nessuno. Il grido di colui che fu maestro di quasi tutti gli abitanti del paese era stato abbastanza significativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Molti pensarono al senso di quella esclamazione e di come fossero stati superficiali e inconsapevoli protagonisti della caduta dell\u2019uomo democraticamente eletto.<\/p>\n\n\n\n<p>Altri aprirono gli occhi su quello che era successo ammettendo la superficialit\u00e0 e la gravit\u00e0 del fatto: una semplice scommessa aveva provocato un danno difficilmente riparabile. Nei giorni successivi recarono come in processione dall\u2019ex sindaco per dargli conforto.<\/p>\n\n\n\n<p>La stessa processione si verific\u00f2 a casa del maestro che non andava pi\u00f9 in piazza ma stazionava su una sediolina davanti al portoncino di casa sua. A tutti spiegava, come quando lo faceva a scuola, che con la democrazia non si scherza e per un gioco perverso i cittadini del paese avevano perso la possibilit\u00e0 di essere amministrati da un cittadino liberamente eletto e soprattutto onesto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni tanto gli spuntava una lacrima e qualcuno cap\u00ec il dispiacere che sentiva per l\u2019ex ragazzo discolo diventato sindaco. In lui il vecchio maestro aveva visto i frutti pi\u00f9 belli dei suoi insegnamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>In pochi festeggiarono la vittoria della scommessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno seppe mai chi fossero, e si ritrovarono a banchettare in un ristorante sconosciuto, lontano, lontanissimo dal piccolo paese.<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-preformatted\">\n\n<\/pre>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_50173\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"50173\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fu in una sera di primavera che si lev\u00f2 il grido \u201cViva il sindaco! 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