{"id":50142,"date":"2022-11-07T11:55:37","date_gmt":"2022-11-07T10:55:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50142"},"modified":"2022-11-07T11:55:38","modified_gmt":"2022-11-07T10:55:38","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-diverso-da-chi-di-elisa-caramagno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=50142","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 \u201cDiverso da chi\u201d\u00a0di Elisa Caramagno"},"content":{"rendered":"\n<p>Mi svegliai come sempre all\u2019alba per prendere servizio al campo di concentramento di Auschwitz. Indossai la mia divisa da guardia e mi diressi verso il campo mentre dal cielo cominciavano a cadere tanti bianchi fiocchi di neve.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno io e il mio amico Karl dovevamo soprintendere al lavoro dei prigionieri nel campo di Monowitz.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Era inverno e dopo un paio di ore era comune notare qualche corpo che si accasciava nella neve e che veniva subito ripreso dalle guardie, vivo o morto che fosse. Era per me un lavoro noioso che non sopportavo, la mia ripetitiva routine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio mentre Karl si allontanava per una pausa, vidi un vecchio fermo in mezzo al sentiero di neve. Innervosito, mi diressi verso l\u2019uomo e lo spinsi, facendolo cadere. Il vecchio mi guard\u00f2, era un semplice anziano dalla pelle nera con una lunga barba bianca e qualche ruga nel viso , ma i suoi occhi erano lucidi, svegli, e puntavano dritti nei miei.&nbsp; L\u2019uomo rimase per terra a fissarmi mentre, improvvisamente, sent\u00ec una forte fitta alla testa e cominciai a barcollare, allontanandomi dal gruppo, mentre stringevo il cranio tra le mani per paura che potesse esplodere. Chiusi gli occhi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando li riapr\u00ec, mi ritrovai disteso nella neve, ma in un altro punto del campo. Come ero arrivato fino a l\u00ec? Mi guardai i vestiti e restai inorridito. Indossavo un uniforme a righe e su di essa spiccava un triangolo nero, generalmente attribuito ai malati mentali, i disabili, i senzatetto e tutti gli altri individui considerati appartenenti a una classe inferiore. Era un incubo. Io ero un tedesco di razza ariana!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Improvvisamente notai Karl che si avvicinava verso di me. Cominciai a chiamarlo, fiducioso, ma non feci in tempo a completare la frase, che un forte calcio mi stese a terra. Biascicai, provando a convincerlo della mia identit\u00e0 ma lui continu\u00f2 a colpirmi. Karl vedeva solo un emarginato, un diverso. I suoi occhi erano accecati dall\u2019odio. Eppure io ero pur sempre l\u2019amico con cui Karl aveva bevuto una birra la sera prima, e che egli considerava suo pari. Cosa mi rendeva diverso ai suoi occhi? Un triangolo nero, un maledetto triangolo nero sui miei vestiti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro calcio, un altro pugno e mi risvegliai nuovamente nella neve. Stavolta ero circondato da altri prigionieri. Continuavo a ripetermi che prima o poi quell\u2019incubo sarebbe finito. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cominciai a girare intorno al cortile, osservando gli uomini presenti: c\u2019era chi provava goffamente a medicarsi le ferite, chi parlava in modo sconnesso, chi mangiava minuscole briciole di pane, chi giaceva per terra addormentato o mezzo morto, e chi invece era morto per davvero. Non mi ero mai fermato ad osservare le persone in quel campo, non avevo mai fatto caso a tutte quelle sofferenze, perlomeno non le avevo mai viste cos\u00ec da vicino. Magari bisogna davvero mettersi nei panni degli altri per capirli a fondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ad un certo punto un uomo mi fece cenno di avvicinarmi e io mi sedetti accanto a lui. Egli mi porse un trancio di pane dicendomi che per lui non c\u2019era pi\u00f9 molto da fare. Rimasi completamente spiazzato da quel raro gesto di gentilezza e riusc\u00ec solo a balbettare un grazie. E cos\u00ec cominciai a chiedermi:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa mi rendeva diverso da quell\u2019uomo accanto a me?\u201d \u201cCosa rendeva me superiore e lui inferiore?\u201d Non riusc\u00ec a trovare una risposta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma allora eravamo davvero cos\u00ec diversi come tutti credevano? Che cosa significava razza? Pu\u00f2 una semplice differenza fisica o etnica ostacolare la solidariet\u00e0, l\u2019amicizia, la fratellanza?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per la prima volta nella mia vita mi accorsi che quelle domande non avevano alcun senso. Avevo creduto alla storia delle razze per troppo tempo, mi accorsi in quell\u2019istante che nel mondo esisteva solo una grande famiglia: quella umana.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi risvegliai di soprassalto. Avevo la mia divisa da tutti i giorni ed ero disteso nella neve. Un velo di nebbia avvolgeva il paesaggio circostante. Saltai in piedi, non mi importava se quello era stato un incubo, un sogno, se era stato reale o irreale. Corsi subito verso la squadra di lavoro della mattina, ma scorsi solo il vecchio, accasciato davanti a un masso. Gli andai incontro, scoraggiato, ma appena gli fui vicino quello apr\u00ec gli occhi. Gli porsi il braccio, egli lo afferr\u00f2 e io lo aiutai a rimettersi in piedi. Il vecchio rispose solo con un \u201cGrazie, fratello\u201d, prima di sparire tra la nebbia.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_50142\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"50142\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi svegliai come sempre all\u2019alba per prendere servizio al campo di concentramento di Auschwitz. Indossai la mia divisa da guardia e mi diressi verso il campo mentre dal cielo cominciavano a cadere tanti bianchi fiocchi di neve.&nbsp; Quel giorno io e il mio amico Karl dovevamo soprintendere al lavoro dei prigionieri nel campo di Monowitz.&nbsp; [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_50142\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"50142\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":22047,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[657],"tags":[],"class_list":["post-50142","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2023"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50142"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/22047"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=50142"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50142\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":50149,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50142\/revisions\/50149"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=50142"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=50142"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=50142"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}