{"id":49775,"date":"2022-06-01T11:54:08","date_gmt":"2022-06-01T10:54:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49775"},"modified":"2022-06-01T11:54:09","modified_gmt":"2022-06-01T10:54:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-la-gente-di-12-anni-e-saggia-di-angela-brunello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49775","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;La gente di 12 anni \u00e8 saggia&#8221; di Angela Brunello"},"content":{"rendered":"\n<p>La polvere tornava invadente e \u2026non avrei dovuto passare un altro giorno in pigiama. <\/p>\n\n\n\n<p>Quella cipria farinosa mi spiava contro luce, annoiata come io lo ero di me stesso. Fu l\u2019odore stantio delle stanze non arieggiate che mi spinse ad alzare la tapparella in cucina alla ricerca di ossigeno.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Guardando di sotto vidi che era gi\u00e0 l\u00ec. Forse la scuola era finita prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Come suo solito armeggiava con il cellulare e rivolgeva qualche cenno distratto al ragazzo che le era accanto. Quell\u2019abitudine al nero era ormai scomoda visto che il caldo pizzicava, ma lei non ci badava, non pi\u00f9 di tanto. Lei sotto il sole, lui all\u2019ombra del tiglio invaghito dai suoi capelli la guardava curioso, sulla maglietta bianca aveva disegnata una stampa colorata, simbolo di qualche culto intellettuale di moda. D\u2019un tratto le prese il braccio, con garbo la tir\u00f2 verso di s\u00e9 scostandola dal volo di un insetto minaccioso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Scambiarono altre parole, poi lui attravers\u00f2 verso la fermata del bus. Lei lo guard\u00f2 salire come se non le dispiacesse e si avvi\u00f2 verso il portone. Non aveva torto, non le serviva un ragazzo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel giro dell\u2019ultima settimana avevo fatto progressi. Il dolore era diminuito e riuscivo a muovervi senza bisogno di assistenza. Sul lato destro della testa avevo ancora la ferita da medicare, ma andava molto meglio: i punti si erano asciugati e l\u2019odore del disinfettante era meno intenso. La gamba era ancora dolente ma potevo indossare dei pantaloni ampi e morbidi perch\u00e9 adesso la pelle non pativa pi\u00f9 come prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Il corpo reagiva, ma quanto tempo ci avrei messo a riprendermi&#8230; non lo sapevo ancora.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono quii!\u201d. Ecco che entrava. Da quel guscio di indumenti neri usciva una voce briosa come vegetazione dalla lava. Era la sveglia a quel fuso orario emotivo e mi faceva rotolare verso i pensieri buoni. Per me la giornata iniziava solo quando lei ritornava.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo l\u2019incidente aveva imparato a muoversi silenziosamente per non svegliarmi e al mattino usciva di casa che a mala pena la sentivo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le ore solitarie mi passavano accanto per le medicine, per un po\u2019 di tv e per soffocare la paura di non farcela, acquattato delle stanze mi tranquillizzavo perch\u00e9 sembrava fosse ancora notte e il buio mi consolava dopo il trauma della fiammata violenta che mi aveva rovinato.<\/p>\n\n\n\n<p>Con lei in casa tutto era pi\u00f9 facile anche dimenticare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni giorno lo zaino di scuola cadeva a terra in un posto diverso e cos\u00ec le scarpe, oggi per\u00f2 aveva solo una sacca sportiva. La luce amabile entr\u00f2 nelle stanze con lei.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cC\u2019\u00e8 cibo?\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questa era sempre una tra le sue prime domande. Lena non era ancora arrivata e io non avevo proprio idea di cosa potesse esserci in frigo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa scuola \u00e8 finita prima?\u201d chiesi alzando un po\u2019 la voce per farmi sentire.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cC\u2019erano i giochiii in campo\u201d rispose lei dalla camera come abituata a dover ripetere le cose.<\/p>\n\n\n\n<p>Avrei dovuto prepararle qualcosa, ma la fasciatura alla mano destra non me lo permetteva, cos\u00ec mi sedetti al tavolo in cucina: dalla finestra aperta veniva l\u2019aria quasi estiva, il rumore delle auto e la gente in moto indaffarata nel via vai delle faccende quotidiane.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sent\u00ec armeggiare nella serratura dell\u2019ingresso. Lena entr\u00f2 decisa come suo solito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBuongiorno! Sono arrivataa!\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Probabilmente la dimensione femminile imponeva di annunciarsi all\u2019ingresso: da quando ero costretto in casa notavo questi dettagli che prima non avrei per nulla considerato.<\/p>\n\n\n\n<p>Lena appoggi\u00f2 la borsa in entrata, tolse le scarpe e prese a ciabattare dopo aver riposto il suo tradizionale sacchetto di plastica azzurro. I capelli lisciati e in ordine la facevano subito pi\u00f9 giovane. Per fortuna c\u2019era lei. Senza non sarebbe andato avanti niente l\u00ec dentro. Era stata di grande aiuto anche nei giorni dell\u2019ospedale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSei gi\u00e0 tornata?\u201d le chieste mentre Sara le veniva incontro dal corridoio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cC\u2019erano le gare, senza la sesta ora\u201d spieg\u00f2 lei distratta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHai vinto?\u201d chiese curiosa col suo modo fermo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa gente normale vince tuttii i giorni, Lena! Ti ricordi?\u201d Si guardarono complici di discorsi segreti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAdesso ti preparo qualcosa\u201d le disse sorridendo e le accarezz\u00f2 una ciocca di capelli ondeggianti.<\/p>\n\n\n\n<p>Lena si assicur\u00f2 che io stessi bene e si mise ai fornelli, mentre Sara sistemava il tavolo e si versava un bicchiere d\u2019acqua. Raccont\u00f2 di atletica e di quello che avevano detto i prof, della sua amica Cami e del ragazzo della maglietta bianca. Era gentile a coinvolgermi nelle sue faccende, dall\u2019altro lato non avevo grandi avventure da riportare e quindi finii per ascoltare quello che dicevano: il mercato, il tempo, i lavori sulla linea 8.<\/p>\n\n\n\n<p>Se non fosse stato per loro sarei stato in qualche ricovero per lungodegenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Mangiai anch\u2019io un po\u2019 di frittata e di insalata poi andai a stendermi sul divano.<\/p>\n\n\n\n<p>Per qualche minuto vagai distratto nei miei pensieri fino a quando le loro parole attirarono la mia attenzione. In quel pomeriggio di maggio, discutevano.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovevano scegliere una foto, una di quelle spontanee, dicevano, dov\u2019era venuta bene: un selfie d\u2019effetto. Non avrebbero fatto fatica a trovarne, il telefono ne era zeppo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa questa \u00e8 troppo scura!\u201d diceva Sara.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCerchiamo un\u2019altra\u2026Quella di profilo\u2026no\u2026 no \u00e8 adatta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cA me piaceva quella del lago\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il discorso si fece risoluto senza arrivare a una decisione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon ho molto tempo, ho gi\u00e0 appuntamento\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPap\u00e0, a te quale piace di pi\u00f9?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Sara si avvicin\u00f2 col cellulare, pronta e concludere col placet della mia autorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLena dice che deve fare l\u2019epigrafe. Quale ti piace?\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La richiesta mi lasci\u00f2 senza commenti, ancor pi\u00f9 disarmato perch\u00e9 Lena era una donna energica e in salute, ma si capiva prudente e assai previdente. Il tono disteso di Sara prendeva gli eventi della vita come un fluire di fatti inevitabili era ancor pi\u00f9 pacato, ancor pi\u00f9 disarmante.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi confondeva la sua serenit\u00e0 mista a quell\u2019energia adolescenziale capace di generare risate a non finire per le cose pi\u00f9 banali come scatenare turbini vocianti per i temi pi\u00f9 profondi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver swippato nel cellulare ne individuammo una dove risaltavano gli occhi verdi di Lena.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Rilassate, tornarono alle loro occupazioni serene come se non ci fosse molto altro da dire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi insegni la torta con le fragole?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe tu finisci a spolverare, s\u00ec\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Le ascoltavo e mi sentivo immerso in un volo solitario, in attesa di arrivare prima o poi a qualche&nbsp;&nbsp;&nbsp;approdo decisivo che avrebbe trasformato la mia condizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto seguiva la routine che si erano date come se replicare i gesti quotidiani potesse dar conforto, quell\u2019assoluto sollievo che si trova semplicemente perch\u00e9 le cose occupano la stessa posizione di sempre. Quasi sentisse i miei pensieri prima di avviarsi di nuovo in cucina mi venne accanto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon sembri male oggi, stai diventando di nuovo bello\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 da tanto che non mi guardo\u201d cercai di rispondere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGli specchi ci sono in tanti posti, in quello di casa si vede chi sei davvero. Sei qui pap\u00e0 e vedrai che guarisci\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La saggezza atipica dei 12 anni, era parte di una certezza genuina, piantata come un monolite di granito su un piano che non prevedeva ostacoli. Potevo provare a ripartire frastornato ma sospinto a piccoli passi verso il futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il piumino cattura polvere mi misi lentamente a passare i ripiani.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_49775\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49775\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La polvere tornava invadente e \u2026non avrei dovuto passare un altro giorno in pigiama. 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