{"id":4977,"date":"2010-12-31T12:08:11","date_gmt":"2010-12-31T11:08:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4977"},"modified":"2010-12-31T12:08:11","modified_gmt":"2010-12-31T11:08:11","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-il-vuoto-di-gian-cosimo-grazzini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4977","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Il vuoto&#8221; di Gian Cosimo Grazzini"},"content":{"rendered":"<p>Si ferm\u00f2 davanti all\u2019insegna della PROMETEUS, ebbe solo un breve istante d\u2019esitazione poi entr\u00f2 con quel suo fare deciso. Il responsabile dottor Staino, Franco Staino, la accolse nel suo ufficio che trasudava ricchezza da tutti gli oggetti, si vedeva che gli affari andavano a gonfie vele. Erano ormai tanti anni che la ditta operava nel settore, la richiesta non mancava, gli androidi ormai erano diventati oggetti di cui i benestanti non potevano pi\u00f9 fare a meno. Lei, che abitava in una bella casa con giardino in una delle zone residenziali pi\u00f9 \u201cin\u201d della citt\u00e0, ne possedeva due, entrambi di \u201csesso\u201d maschile, uno programmato per i lavori domestici ed ogni altra attivit\u00e0 all\u2019interno della casa, l\u2019altro per i lavori all\u2019esterno. Ormai la rassomiglianza con gli esseri umani era impressionante e questo le aveva dato l\u2019idea per il suo progetto.<\/p>\n<p>&#8211; Ho qui un reperto dal quale estrarre il DNA, sono dei capelli, possono andare? \u2013<\/p>\n<p>&#8211; Dal punto di vista tecnico non ci sarebbero problemi, ma come le ho gi\u00e0 detto, la legge anticlonazione ci proibisce di riprodurre la fisionomia di un singolo essere umano. Come lei sicuramente sapr\u00e0 noi ricorriamo a incroci con metodi casuali tra vari genomi per costruire i nostri androidi, riproduciamo in pratica ci\u00f2 che avviene in natura. Nel suo caso potremmo tentare di produrne uno molto somigliante&#8230;-<\/p>\n<p>&#8211; Se farete un\u2019eccezione vi assicuro che l\u2019uso che ne far\u00f2 sar\u00e0 tale per cui non avrete da temere nessuna conseguenza, e poi sono una vostra cliente&#8230; sono disposta a pagare un extra, la prego mi accontenti&#8230; \u2013 e sfoder\u00f2 il suo sorriso al quale sapeva che molti uomini non rimanevano indifferenti. La regola si dimostr\u00f2 confermata senza che il dottore ne costituisse l\u2019eccezione&#8230;<\/p>\n<p>Erano due mesi che Andrea l\u2019aveva lasciata, cos\u00ec su due piedi ed apparentemente senza ragione. La ferita era tutt\u2019altro che rimarginata. E\u2019 vero che si erano promessi, all\u2019inizio della loro storia, di dirsi sempre la verit\u00e0, \u00e8 vero che si erano detti che la loro storia doveva essere senza impegno per entrambi, ma quell\u2019annuncio fu cos\u00ec brutale&#8230; e poi lei non se lo aspettava&#8230;<\/p>\n<p>-Mi dispiace, ma la nostra storia finisce qui&#8230;- si era sentita bruciare dentro. L\u2019orgoglio, l\u2019amor proprio ferito, ma oltre a tutto questo lei, pur non volendolo ammettere nemmeno con se stessa, nonostante il suo carattere forte ed indipendente, aveva bisogno di lui. Ed ora vedeva come una prospettiva cupa e triste la vita di tutti i giorni senza lui vicino. Riusc\u00ec a comportarsi come si suol dire civilmente, disse che la cosa la coglieva di sorpresa, ma che rispettava i patti che erano tra loro&#8230; Lui raccolse le sue poche cose che aveva in casa di lei, le caric\u00f2 in macchina e scomparve senza dire molto di pi\u00f9&#8230;<\/p>\n<p>Iniziarono giorni di sofferenza. Era indispettita con se stessa, non avrebbe voluto provare quel dolore, la sua parte razionale le diceva che non doveva, ma all\u2019inconscio non si comanda.<\/p>\n<p>Dopo circa tre settimane vide per caso Andrea in un bar, lui non se ne accorse, era con una ragazza, carina, molto pi\u00f9 giovane di lei. Il dolore si trasform\u00f2, suo malgrado, in rabbia, rabbia sorda, profonda. Ovviamente si era immaginata che Andrea potesse averla lasciata per un\u2019altra, e d\u2019altronde non sapeva cosa ci fosse tra i due, ma subito scatt\u00f2 la molla della gelosia. E la gelosia come la calunnia: passa presto da venticello a uragano, a colpo di cannone, non va tanto per il sottile, entra nel profondo delle viscere come una lama tagliente. E da allora la mente le fu occupata spesso da desideri, da propositi e da progetti di vendetta, tremenda vendetta.<\/p>\n<p>Nei momenti in cui riusciva a ragionare freddamente si diceva che non era giusto, che ognuno doveva essere libero di comportarsi come voleva, che i patti con Andrea erano stati chiari e reciproci sin dall\u2019inizio, ma tutto questo veniva spazzato presto da un desiderio di fare male a chi aveva fatto male, a chi aveva ferito per godersi una libert\u00e0 che era lecita per la ragione, ma non per il resto del suo essere; non siamo fatti di sola ragione. Quando la sera si coricava e si ritrovava sola in quel letto che aveva condiviso per due anni con lui, dove con lui aveva goduto dei frutti di un amore che non pensava potesse finire cos\u00ec, la sua mente vagava, scorreva su elenchi di possibili vendette; avrebbe voluto una vendetta che arrecasse un danno ( non grave perch\u00e9 non solo lo desiderava ancora, ma ancora lo amava Andrea), ma senza che lui avesse la certezza che il colpo fosse venuto da lei. Pi\u00f9 il tempo passava pi\u00f9 iniziava per\u00f2 a razionalizzare e finalmente si rese conto che non sarebbe mai stata capace di fare del male alla persona insieme alla quale aveva percorso un cos\u00ec importante e bel tratto di strada. Ma sentiva anche come rimanesse represso il suo istinto di vendicarsi&#8230; Voleva provare a colmare in qualche modo il vuoto che sentiva dentro di s\u00e9. Fu cos\u00ec che matur\u00f2 l\u2019idea del suo progetto&#8230;<\/p>\n<p>Quando l\u2019androide, poche settimane dopo, fu pronto fu chiamata per verificare che fosse come lei lo voleva. Rimase esterrefatta, la rassomiglianza era perfetta! Ebbe un tuffo al cuore, le sembrava davvero di essere accanto ad Andrea e questo le fece capire quanto ancora sentiva per lui e quanto fosse stata giusta la sua idea&#8230;<\/p>\n<p>Pag\u00f2 il conto (salato) al dottore che continuava a profondersi in esortazioni a non metterlo nei guai, in interessate gentilezze e in velate, ma nemmeno troppo, allusioni ai molti usi degli androidi&#8230; D\u2019altronde era voce comune che molti usassero queste splendide invenzioni per scopi un po\u2019 pi\u00f9 intimi di quelli dei lavori domestici&#8230;<\/p>\n<p>Riusc\u00ec a congedarsi dal sempre pi\u00f9 invadente dottore con il quale concord\u00f2 la consegna dell\u2019\u201dopera\u201d per l\u2019indomani.<\/p>\n<p>La sera dopo apr\u00ec l\u2019imballaggio che era arrivato nel pomeriggio, disattiv\u00f2 gli altri due androidi, programm\u00f2 con molta cura il \u201csuo Andrea\u201d, si fece seguire in cantina, gli ordin\u00f2 di sedersi su una vecchia sedia poi, facendogli vedere il coltello che aveva preso in cucina, gli disse: &#8211; Forse non lo sai Andrea, ma mi hai fatto tanto male&#8230; ma ora sei in mio potere e ti ammazzer\u00f2, ti voglio sgozzare&#8230;-<\/p>\n<p>La risposta arriv\u00f2 con una voce che assomigliava a quella di Andrea come un\u2019eco:<\/p>\n<p>-S\u00ec, lo so, mi sono comportato male con te, ti ho fatto soffrire, lo so che merito una punizione&#8230;-<\/p>\n<p>Appoggi\u00f2 l\u2019acciaio lucido sulla carne spessa del collo. Non si aspettava fosse cos\u00ec reale e consistente.<br \/>\nMentre lui deglutiva sentiva la lama passare sopra i peli corti e duri della barba, anche l\u2019odore era quello di lui. In mano il manico del coltello era caldo, le riempiva il palmo, sentiva le righe dell\u2019impugnatura sotto i polpastrelli. Non fu facile, ricordava da quando aveva tagliato della carne spessa che bisogna essere decisi, imprimere la lama con forza.<\/p>\n<p>Appoggi\u00f2 il coltello dove la corda blu del collo si gonfiava. L\u00ec mise la parte della lama che stava vicino all\u2019impugnatura. Il resto sporgeva.<\/p>\n<p>La fece scorrere con cura, premendo, attenta a torcere il polso nel frattempo perch\u00e9 entrasse profonda.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4977\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4977\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si ferm\u00f2 davanti all\u2019insegna della PROMETEUS, ebbe solo un breve istante d\u2019esitazione poi entr\u00f2 con quel suo fare deciso. 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