{"id":49764,"date":"2022-05-31T21:55:18","date_gmt":"2022-05-31T20:55:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49764"},"modified":"2022-05-31T22:25:22","modified_gmt":"2022-05-31T21:25:22","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-watashi-ha-charuzu-desu-il-mio-nome-e-charles-di-matteo-di-vittorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49764","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Watashi ha Charuzu desu &#8211; Il mio nome \u00e8 Charles&#8221; di Matteo Di Vittorio"},"content":{"rendered":"\n<p>I sogni a volte sono frutto di un desiderio di evasione da ci\u00f2 che la quotidianit\u00e0 ti mostra, giorno dopo giorno, con tutte le sue spente sfumature. Quando cominci a vedere anche i vivi colori \u00e8 il momento in cui inizi a sognare, a lottare per invitarli a partecipare al piccolo ed insignificante gioco a cui sta partecipando la tua vita. \u00c8 il momento in cui nasce in te l\u2019ambizione di migliorare la tua condizione, quella da cui stai cercando di fuggire ma che ritrovi sempre accanto. Provi, riprovi e riprovi ancora, spesso senza raggiungere il tuo obiettivo. Sbagli, risbagli e soffri ma non demordi, perch\u00e9 ci\u00f2 che vuoi \u00e8 l\u00ec, davanti ai tuoi occhi, anche se non puoi ancora raggiungerlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 a cui aspirava Charles, un giovane ingegnere, era riuscire a visitare il Giappone, almeno una volta nella vita. Era figlio di un uomo francese, Loris, che si era trasferito in Italia per motivi di lavoro. Nel bel Paese aveva conosciuto una donna, con la quale aveva avuto un figlio, per l\u2019appunto, Charles e con cui vi aveva costruito la famiglia. Purtroppo, dopo un paio di anni dalla nascita del bambino, l\u2019uomo si ammal\u00f2 e dovette trasferirsi negli Stati Uniti d\u2019America per un trattamento medico sperimentale. Charles e la madre, Rossana, restia al trasferimento, rimasero in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec Charles crebbe vedendo il padre saltuariamente, ad esempio quando in estate tornava a casa un paio di settimane per le ferie. La madre, nel frattempo, educ\u00f2 il bambino allo studio e al rispetto verso il prossimo ma lei stessa, oltre ad avere solo il titolo di terza media, spesso mostr\u00f2 un comportamento opposto, soprattutto nei confronti del figlio stesso. Ad esempio, durante l\u2019infanzia non permetteva mai a Charles di andare a giocare in giardino con i coetanei che abitavano nel condominio dove viveva, salvo qualche eccezione nel weekend e rigorosamente senza sporcarsi nell\u2019erba, cos\u00ec come nell\u2019adolescenza gli fu impedito per quasi un anno di frequentare un centro ricreativo presente nella sua citt\u00e0, dove poter divertirsi nelle varie attivit\u00e0 programmate ed ampliare le proprie conoscenze. Anche i primi amori, assieme alle relative delusioni, furono difficilmente gestiti, con Charles che si chiuse sempre pi\u00f9 in s\u00e9 stesso, sempre meno compreso emotivamente dalla madre. Infine, la scelta della scuola superiore gli fu imposta in modo tale che fosse finalizzata, testuali parole della madre, a trovare in futuro \u201cun lavoro vero\u201d, cos\u00ec come avvenne con la facolt\u00e0 universitaria. Fu cos\u00ec che Charles si diplom\u00f2 prima come geometra e poi ottenne la laurea in ingegneria civile. Fortunatamente, tali studi coincisero con i suoi interessi ma, per Charles, tutto il resto dovette essere trascurato, dalle altre sue passioni a molte altre occasioni per imparare e per maturare.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, Loris e Rossana divorziarono, sia a causa della lontananza forzata sia per i dissapori sorti dal metodo di educazione della madre verso il figlio.<\/p>\n\n\n\n<p>In et\u00e0 adulta, Charles aveva maturato la consapevolezza di non aver avuto la possibilit\u00e0 di vivere molte esperienze, cos\u00ec come di aver trascurato per molti anni diversi interessi, oltre a quelli legati ai suoi studi. L\u2019unica cosa che gli fu concessa, fin dall\u2019infanzia, fu guardare alla televisione i cartoni animati. D\u2019altronde, permettevano alla madre di poter riposare sul divano senza essere disturbata.<\/p>\n\n\n\n<p>Furono diversi i cartoni a cui Charles si appassion\u00f2, quasi tutti realizzati in giappone e, pertanto, chiamati \u201canime\u201d. Inizialmente, il giovane li vide con i tipici occhi di un bambino e, per tale motivo, nell\u2019adolescenza se ne allontan\u00f2. Memore dei piacevoli momenti trascorsi davanti al televisore, per\u00f2, non passarono molti anni che ricominci\u00f2 a seguirne alcuni, anche mai visti prima, pur con il tempo libero che si assottigliava sempre di pi\u00f9. Quel \u201critorno di fiamma\u201d lo vide coinvolto diversamente da come gli accadde in et\u00e0 infante. Il cartone animato non era pi\u00f9 una storia con il personaggio da voler idolatrare o, ancor pi\u00f9, da voler incontrare e con cui fare amicizia nella realt\u00e0. Il cartone, ora conosciuto con il suo nome, anime, era diventato un\u2019opera artistica, frutto del lavoro e dell\u2019impegno dietro le quinte di uno o pi\u00f9 team di persone dedite ad una precisa attivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Dagli anime, Charles inizi\u00f2 ad interessarsi a diversi campi correlati, prima mai da lui considerati. Ad esempio, cominci\u00f2 a seguire sui social network diversi doppiatori, dai quali comprese, almeno in parte, il costante impegno necessario che porta, nei casi fortunati, una persona a lavorare in uno studio di registrazione: infatti, un doppiatore \u00e8 un professionista che ha studiato in un\u2019apposita scuola materie come dizione, recitazione e, solo successivamente, doppiaggio. Tra tutti gli studenti, pochi sono quelli che riescono a emergere e a fare della propria passione un lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Analogamente, le canzoni italiane di apertura e di chiusura dei vari anime erano fin dall\u2019infanzia solo qualcosa da cantare allegramente, compatibilmente con i tempi di riposo della madre. In et\u00e0 adulta invece, grazie al progresso tecnologico, Charles ebbe la possibilit\u00e0 di conoscere diverse sigle di apertura e di chiusura in lingua originale e si rese conto, in alcuni casi, di averle gi\u00e0 sentite come sottofondo all\u2019interno di alcune scene delle puntate di molti cartoni animati a lui noti.<\/p>\n\n\n\n<p>Da ricerche nella rete, il giovane ingegnere venne a conoscenza del fatto che molte delle opere conosciute, nel modo in cui venivano trasmesse dalla televisione, avevano subito diverse censure tali da destinarle specificatamente ad un pubblico di bambini. Quelle stesse opere, per\u00f2, erano reperibili in internet in lingua giapponese, con i sottotitoli in italiano e prive di ogni tipo di censura. Effettivamente, a quel punto, quegli anime potevano essere considerati maggiormente adatti ad un pubblico che fosse almeno adolescente.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, la sorpresa pi\u00f9 bella per Charles fu quella di scoprire una moltitudine di anime inediti in Italia, alcuni con un significato molto profondo. Uno tra i tanti parlava di un giovane studente restio, a causa di esperienze passate, a crearsi rapporti di amicizia con i coetanei, fino a quando venne costretto da una delle sue insegnanti a frequentare un club di volontariato, nel quale conobbe due ragazze con cui instaur\u00f2, lentamente e senza rendersene conto, un legame molto stretto, al punto da tenere a loro pi\u00f9 che a ci\u00f2 che lui chiamava \u201cindipendenza emotiva\u201d. Per Charles, quell\u2019anime fu uno degli innumerevoli spunti di riflessione relativi a ci\u00f2 di cui necessitava nella sua vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec Charles cominci\u00f2 a interessarsi anche alla lingua giapponese, comprando libri di grammatica e frequentando lezioni tenute da un insegnante madrelingua, il sensei Aku. Soprattutto potendo interagire con quest\u2019ultimo, il mondo della cultura generale giapponese gli si apr\u00ec davanti, scoprendo un popolo profondamente diverso a livello culturale da quello italiano. Per di pi\u00f9, quel popolo sembrava rispecchiare fedelmente quello che Rossana, la madre, gli insegnava quando era bambino, pur non comportandosi coerentemente. In quel caso invece il rispetto, nei fatti, sembrava essere un pilastro dell\u2019intera societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutte le informazioni ricevute trovarono riscontro successivamente anche nei racconti di altre persone italiane che erano state in Giappone. Cos\u00ec, il desiderio di Charles di visitare il Paese del Sol Levante crebbe sempre di pi\u00f9, contribuendo a renderlo quell\u2019ingegnere impegnato nel suo lavoro ma pieno di passioni da non trascurare.<\/p>\n\n\n\n<p>A circa cinque anni dalla sua laurea, Rossana si ammal\u00f2 e decedette in pochi mesi. Nessuno vide Charles versare una lacrima al funerale della madre ma, insieme al suo bagaglio di vita, all\u2019improvviso pi\u00f9 pesante, pochi mesi dopo conobbe tre persone, due uomini e una donna, con il suo stesso desiderio: visitare il Giappone.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu cos\u00ec che nel giro dei successivi due anni programmarono un tour di due settimane tra Kyoto, Nagoya, Hamamatsu, Shizuoka e Tokyo, lasciandosi anche qualche momento da improvvisare. Al netto di alcune difficolt\u00e0 dovute alla lingua, il popolo giapponese si dimostr\u00f2 accogliente e rispettoso anche pi\u00f9 di quanto sentito dire in Italia. Un\u2019anziana coppia che, fortunatamente, conosceva qualche parola di inglese insegn\u00f2 persino ai giovani turisti a presentarsi: \u201c&lt;&lt;Watashi ha Charuzu desu&gt;&gt; means &lt;&lt;my name is Charles&gt;&gt;\u201d \u2013 dicevano.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina del terzo giorno di permanenza Charles scomparve per qualche ora. Non lasci\u00f2 un avviso nemmeno al personale del Ryokan, la locanda di Kyoto nella quale i quattro alloggiavano. Gira voce che l\u2019uomo fosse stato avvistato nei pressi del santuario Fushimi Inari Taisha mentre piangeva attraversando gli antistanti Torii, dei portali sacri trilitici di colore arancione. Nessuno sapeva il motivo, nessuno poteva capire che, dopo anni di lotte, di sopportazioni, di delusioni e di silenzi che nascondevano un\u2019immensa voglia repressa di felicit\u00e0, quella mattina Charles stava percorrendo quella via pensando \u201cHai visto, mamma? Questo \u00e8 il posto di cui mi parlavi tanto quando ero un bambino. Tu hai scelto di abbandonarti all\u2019arroganza, alla saccenza e alla paura di cambiare. Hai scelto di allontanare le emozioni positive della vita e, alla fine, il tempo ti ha portata via. Io invece ho combattuto per viverle e oggi il mio posto \u00e8 qui\u2026 Oggi ti ricordo come non ho fatto nemmeno il giorno del tuo funerale, oggi lo faccio con il cuore che sorride. Oggi io sono qui e questo \u00e8 ci\u00f2 che finalmente, dopo tanto tempo, mi rende felice. Mamma, nonostante tutto, ti voglio bene e te ne vorr\u00f2 sempre, anche se mi hai fatto soffrire! E ne voglio anche a te, pap\u00e0, anche se sei lontano. Tu mi hai insegnato a lottare. Ora che sono qui, cercher\u00f2 di raggiungerti il prima possibile e poi torneremo insieme a visitare i Torii e il santuario!\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_49764\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49764\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I sogni a volte sono frutto di un desiderio di evasione da ci\u00f2 che la quotidianit\u00e0 ti mostra, giorno dopo giorno, con tutte le sue spente sfumature. 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