{"id":49679,"date":"2022-05-31T17:13:23","date_gmt":"2022-05-31T16:13:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49679"},"modified":"2022-05-31T17:13:24","modified_gmt":"2022-05-31T16:13:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-il-preside-piu-giovane-di-costanza-de-luca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49679","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Il preside pi\u00f9 giovane&#8221; di Costanza De Luca"},"content":{"rendered":"\n<p>Gianni G. \u00e8 un\u2019anima chiara, nitida, come un vetrino consumato dal mare, dal quale si pu\u00f2 guardare attraverso. La sua voce \u00e8 tanto profonda da riempire le cose. Le parole, nette e composte, si fanno spazio, snodandosi al telefono.<\/p>\n\n\n\n<p>Nasce a Genova nel pieno della primavera, ma con lo scoppio della guerra \u00e8 costretto a rifugiarsi subito a Camogli. Ricorda poche immagini di quel periodo, ma sento che i suoi occhi s\u2019infiammano ancora davanti ai <em>fuochi d\u2019artificio<\/em> <em>dal terrazzo<\/em>: le esplosioni delle bombe degli inglesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizia la scuola e poi, finita la guerra, si trasferisce con la famiglia in un podere in Toscana, <em>un posticino ameno e piacevole<\/em>. Qui vive <em>il periodo spensierato della<\/em> <em>fanciullezza<\/em>: ai piedi gli zoccoli di legno, intorno la natura, al fianco il fratello pi\u00f9 grande, a dirigere le esplorazioni. Cresce tra i campi <em>allo stato brado<\/em>, gioca con tutto quello che trova per strada, costruendo carretti e scovando animali. I mesi corrono come la ruota di una bicicletta in discesa. I vestiti sono i soliti, gi\u00e0 vissuti e dismessi dal fratello; le scarpe ora sono di cuoio, con le lunette di ferro per non consumare la suola; la voglia d\u2019avventura \u00e8 la stessa di sempre. Scopre un deposito bellico dentro al buio di una galleria; corre libero, abbracciando l\u2019aria aperta, dietro le urla di un contadino, con una manciata di ciliegie spiaccicate nella maglia bianca regalatagli dalla madre.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Le risorse erano poche<\/em>, ma forse quelli erano i tempi migliori, <em>quando si trovava sempre un modo per passare il tempo,<\/em> <em>non come i bambini di oggi, che non sanno pi\u00f9 usare la fantasia<\/em>, non come noi che per vivere cerchiamo sempre un pretesto.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la morte del padre, la madre lo iscrive alle Magistrali: <em>un muro altissimo<\/em> contro il quale va a sbattere; un nuovo mondo, lontano dal suo, al quale \u00e8 costretto con forza a adattarsi. Per molto tempo, leggendo libri di avventura, sogna la Marina militare e di fare il capitano di nave (<em>tirate su le vele!<\/em>), ma alla visita per il corso da comandante viene scartato, a causa di quei maledetti occhiali da miope che portava fin da piccolo. Lo avrebbero preso come commissario di bordo, ma lui rifiuta categoricamente. Poi, per\u00f2, lo chiamano militare e <em>resta fregato<\/em>: 28 mesi in Marina alla Spezia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 il suo primo vero cambiamento: crescere \u00e8 <em>adattarsi alla societ\u00e0<\/em>, dimenticare certe abitudini, trovare un nuovo modo di vivere, lontano dai giochi all\u2019aria aperta nelle campagne dell\u2019infanzia. Il trasferimento taglia quel <em>cordone ombelicale <\/em>che lo legava stretto stretto alla madre; rimane <em>il pacco di 5 cm di biglietti postali<\/em>, gi\u00e0 marcati con l\u2019indirizzo di casa, che gli aveva infilato a forza nella valigia, fiduciosa di leggere sue notizie ogni giorno; e poi restano i periodi di festa dalla famiglia, in licenza, nel paese in cui era cresciuto.<\/p>\n\n\n\n<p>La citt\u00e0 sul mare gli sorride fin da subito, non si era mai allontanato: <em>una vera e propria liberazione<\/em>. Grazie ai suoi studi, si ritrova nella segreteria della caserma a battere a macchina e a tenere in ordine documenti su documenti, ma con molto tempo libero da colmare. Finito il servizio, dopo oltre due anni da militare, sarebbe tornato a casa e poi chiss\u00e0&#8230; Il destino, invece, bussa alla sua porta e ancora una volta la madre ne tira le fila, prevedendone le mosse da lontano: lo spinge a fare domanda al concorso magistrale; perch\u00e9 <em>a quei tempi, si sa, comandavano le mamme e bisognava ubbidire<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Guadagnando due mesi di congedo anticipato, come vincitore di concorso, da un giorno all\u2019altro viene <em>sballottato<\/em> nella scuola: passa dalla scrivania dell\u2019ufficio, in divisa militare, alla cattedra seduta stante, davanti a tanti giovani occhi che lo guardano.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima destinazione \u00e8 una piccola scuola elementare in un paesino sperduto tra le montagne, dove d\u2019inverno, con temperature glaciali, la neve cade fitta e disperde le tracce del sentiero<em>. <\/em>Gli alunni sono pochi ed \u00e8 difficile comunicare: quell\u2019oscuro dialetto ligure \u00e8 cos\u00ec lontano dalla lingua di Gianni che quasi non riescono a capirsi. Eppure, il posto \u00e8 piacevole, ha uno stipendio, la libert\u00e0 tanto sognata, e <em>i bambini alla fine imparano in fretta. <\/em>L\u2019anno successivo insegna in un orfanotrofio e si iscrive a Materie letterarie a Genova. Poi, dopo sei lunghi anni di insegnamento in luoghi diversi, vince il concorso da direttore didattico e si ritrova a essere <em>il preside pi\u00f9 giovane di tutta Italia<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto, il tempo tesse le sue trame nascoste. Gianni si sposa presto, diventa padre, la vita corre, ma la moglie, dopo tanto, decide di andarsene, lasciandolo solo con quello che per lui <em>\u00e8 il gioiello pi\u00f9 prezioso, suo figlio.<\/em> La ferita \u00e8 profonda, le responsabilit\u00e0 si moltiplicano, ma <em>il cuore<\/em> di Gianni <em>\u00e8 tanto forte da reggere il colpo<\/em>. Sar\u00e0 il destino, poi, a tornare dal suo nascondiglio e a regalargli quella che lui stesso chiama <em>una seconda vita<\/em>. Nel tragitto che percorre ogni giorno in treno per il suo nuovo lavoro, incontra una donna, una maestra, che come lui fa avanti e indietro, stessi orari, stessa carrozza. <em>Galeotto fu il treno<\/em>: i due parlano, si conoscono, si piacciono fin da subito e si sposano.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi stanno insieme da quarant\u2019anni, hanno condiviso tanto e tanto condividono ogni giorno che passa, legati piacevolmente allo stesso ingranaggio. La moglie parla in sottofondo: suggerisce aneddoti e ricordi. <em>Stiamo invecchiando bene come due bottiglie di Barolo<\/em>, mi dice Gianni ridendo. I suoi occhi luccicano: forse davvero la vita \u00e8 stata una strada per arrivare a lei.<\/p>\n\n\n\n<p>I giorni insieme e la pensione lo riempiono di felicit\u00e0: tutto \u00e8 pi\u00f9 facile con qualcuno accanto e il tempo libero risveglia le sue passioni. Prima di tutto i viaggi, <em>la cosa pi\u00f9 bella del mondo<\/em>, dalla luna di miele alle crociere nei paesi lontani, a conoscere nuove tradizioni, in un\u2019infinit\u00e0 di luoghi meravigliosi che scorrono davanti ai suoi occhi come cartoline. Poi il gioco del bridge, con la compagnia di sempre, e infine la musica: <em>sinfonica, classica, coristica<\/em>, come quella di suo padre, pianista e direttore d\u2019orchestra sulle navi, che non aveva mai voluto insegnargli nulla, perch\u00e9 da quel mondo, diceva, <em>era stato tradito<\/em>; la guerra si era portata via la vecchia musica e aveva dimenticato anche le sue note.<\/p>\n\n\n\n<p>Gianni parla e mette in fila gli eventi come in un romanzo: le cose brutte da una parte, le cose tristi dall\u2019altra, le cose allegre al centro; nei piccoli scrigni della mente, in un vortice che trova l\u2019ordine, da sempre cercato, nella calma del tempo. Parlare \u00e8 scrivere, mettere nero su bianco i pensieri, definire l\u2019oscura traiettoria del vivere. Raccontando, scivola con tenerezza nelle immagini dei suoi giorni, immortalate in una fotografia mai sbiadita, e mi ripete che la sua vita<em> non \u00e8 stata un granch\u00e9<\/em>. Eppure, nella sua storia c\u2019\u00e8 qualcosa di nuovo, che spesso tendiamo a dimenticare: l\u2019orgogliosa responsabilit\u00e0 verso le proprie scelte, il peso ben definito delle parole e la certezza che, guardando all\u2019indietro, si pu\u00f2 sempre trovare qualcosa di buono.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi le crepe della vita sono ancora tutte l\u00ec, a segnare la strada battuta dei giorni, il cammino scavato dalle onde del tempo; ma quel vetrino, approdato sulla spiaggia, a distanza di anni, non porta addosso alcuna incrinatura: \u00e8 sempre cos\u00ec limpido e chiaro come le giornate d\u2019estate. Beato chi ha avuto la fortuna di guardarci attraverso.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_49679\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49679\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gianni G. \u00e8 un\u2019anima chiara, nitida, come un vetrino consumato dal mare, dal quale si pu\u00f2 guardare attraverso. 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