{"id":49647,"date":"2022-05-31T12:41:27","date_gmt":"2022-05-31T11:41:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49647"},"modified":"2022-05-31T12:41:28","modified_gmt":"2022-05-31T11:41:28","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-un-giorno-buono-di-luisa-patta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49647","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Un giorno buono&#8221; di Luisa Patta"},"content":{"rendered":"\n<p>Il citofono suon\u00f2. Guido scatt\u00f2 sulla sedia. Non aspettava nessuno, pens\u00f2 ad uno scherzo e si riappoggi\u00f2 sul cuscino. Il citofono suon\u00f2 di nuovo, pi\u00f9 a lungo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChi \u00e8?\u00bb domand\u00f2 l\u2019anziano, interrogando con curiosit\u00e0 lo schermo dell\u2019apparecchio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSono il corriere, c\u2019\u00e8 un pacco da ritirare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUn pacco per me? Impossibile!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGuardi signore, l\u2019indirizzo \u00e8 giusto. Glielo lascio qui, il pagamento \u00e8 gi\u00e0 stato fatto. Buona giornata.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il citofono si rabbui\u00f2, lasciando Guido interdetto. Era sicuro che il pacco non fosse per lui, ma non si lasci\u00f2 sfuggire una scusa cos\u00ec ben confezionata per scendere dopo tanto tempo le quattro rampe di scale. La discesa fu pi\u00f9 faticosa del solito, anche perch\u00e9 non sopportava di indossare la mascherina. Il respiro era corto e affannoso, le ginocchia gi\u00e0 doloranti dopo pochi gradini. Procedeva lento aggrappato al corrimano, come una ruspa arrugginita.<\/p>\n\n\n\n<p>Il corriere aveva ragione, sul pacco c\u2019era il suo nome. Per fortuna non era molto pesante, lo mise in una busta che leg\u00f2 al braccio e cominci\u00f2 la risalita. La pandemia aveva tolto il traffico anche l\u00ec, nessun \u00abBuongiorno, signor maestro\u00bb risuon\u00f2 per la tromba delle scale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pacco non era per lui, doveva essere un malinteso.<a> <\/a>Usc\u00ec fuori uno di quei marchingegni neri, lucidi, di ultima generazione. Sulla confezione c\u2019era scritto \u201cAmico Tablet 10.1 pollici con grandi icone\u201d. Guido si fece una risata stizzita, la parola amico su quella confezione era proprio uno sproposito. Cosa avrebbe dovuto farci lui con quell\u2019oggetto? Sapeva bene che ora il mondo comunicava solo attraverso quei piccoli schermi piatti, ma a Guido bastava la tecnologia del suo cordless, dove c\u2019erano memorizzati tre numeri in tutto: il dottore, l\u2019amministratore del condominio e la scuola, naturalmente. Anche se erano anni che quel nome non lampeggiava pi\u00f9 sul display. Perfino la linea telefonica era diventata avara di parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Prov\u00f2 a pensare a come disfarsi del pacco indesiderato, ma c\u2019era confusione sul pianerottolo. Un piastriccio di passi, un mormorio di voci sempre pi\u00f9 forte, che anche le sue orecchie un po&#8217; ovattate riuscivano a sentire distintamente. Guido si avvicin\u00f2 al portone e sussult\u00f2 di spavento quando sent\u00ec suonare il campanello. Non era ancora pomeriggio e quella giornata poteva gi\u00e0 essere annoverata come la pi\u00f9 movimentata dell\u2019ultimo semestre.<\/p>\n\n\n\n<p>La porta si apr\u00ec, lo sguardo di Guido scese fino all\u2019altezza del campanello e trov\u00f2 due occhi nerissimi, come due chicchi di caff\u00e8. Il resto del viso era nascosto dietro una mascherina rosa che impediva di cogliere qualsiasi lineamento. Fatic\u00f2 a riconoscerla, ma la porta accostata alle spalle della bambina gli diede un indizio. Era la figlia della nuova vicina, una ragazza peruviana in affitto nell\u2019appartamento di fronte. Erano arrivate l\u00ec prima di Natale, con due enormi valigie e poco pi\u00f9. Guido aveva seguito il loro ingresso nel palazzo dalla sua terrazza, con quella curiosit\u00e0 impertinente che si perdona solo agli anziani. Poi pochissime altre occasioni di incontro, la quarantena aveva rinchiuso tutti nelle proprie tane. Anche se quell\u2019appartamento sembrava ancora disabitato, mai nessuna voce o un rumore qualsiasi. A tradire la loro presenza erano solo l\u2019odore di soffritto e le spezie che largamente adoperavano in cucina, che invadevano il pianerottolo e arrivavano allo zerbino senza bisogno di presentazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSignor Guido, buongiorno. Io sono Luz, vivo qui davanti con la mia mamma. Non ci conosciamo, ma le mie maestre mi hanno parlato tanto di te! Hanno detto che posso chiederti aiuto.\u00bb La bambina parl\u00f2 tutto d\u2019un fiato e le parole sembravano ricamate tra loro, con quella graziosa inflessione spagnola che solo a sentirla faceva viaggiare lontano, senza nemmeno muovere un passo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPiacere di conoscerti, Luz. Come posso aiutarti?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa scuola ora \u00e8 chiusa e le mie maestre ci fanno lezione a distanza. Si chiama cos\u00ec perch\u00e9 loro sono a casa, anche noi siamo a casa e ci vediamo tutti dentro il computer. Noi per\u00f2 non lo abbiamo e facciamo con il cellulare\u2026 io sono brava con il cellulare, sono brava anche con il computer a scuola&#8230; ma il cellulare non va bene signor Guido, mi fa sbagliare i compiti. Ci vedo piccolo e quando la maestra parla si blocca tutto e rimango indiet\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChi sono le tue maestre, Luz?\u00bb la interruppe Guido, aggiustandosi la voce per mascherare l\u2019emozione. Si sent\u00ec percorso da uno slancio di tenerezza che trattenne a fatica. Riconosceva ancora a colpo d\u2019occhio i bambini in difficolt\u00e0, gli arrivavano dritti al cuore con una potenza disarmante. Avrebbe accarezzato il viso di Luz dicendole che non sarebbe pi\u00f9 rimasta indietro, ma non sapeva come impedirlo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa maestra Lara e la maestra Nella, le conosci vero?\u00bb La fresca voce di Luz lo riport\u00f2 alla conversazione. \u00abMi hanno detto che anche tu eri un maestro della mia scuola.\u00bb continu\u00f2 la bambina.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec, Luz, sono stato un maestro nella tua scuola per tanti anni.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni volta che un bambino pronunciava le parole \u00abla mia scuola\u00bb nella testa di Guido si apriva un mondo, un\u2019esplosione incontrollabile di empatia. Un bambino che sentiva propria la sua scuola era un bambino felice di farne parte. E questo per Guido era ancora la cosa pi\u00f9 importante.<\/p>\n\n\n\n<p>Luz lo fissava attentamente, strizzando i neri chicchi di caff\u00e8, per non perdere ogni sua singola parola. Ma lui ogni tanto restava in silenzio e lei non capiva se questo fosse un buon segno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAllora mi puoi aiutare con le lezioni a distanza? Mamma \u00e8 tornata al lavoro e non sa come fare, non pu\u00f2 lasciarmi il cellulare perch\u00e9 lo usa per lavorare. Le maestre hanno detto che tu ci puoi aiutare. Quello l\u00ec, sul tavolo, \u00e8 un tablet\u2026 \u00e8 un tablet, signor Guido?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCredo proprio di s\u00ec. Lo hanno appena consegnato, ma si tratta di un errore. Io non l\u2019ho mai ordinato, sicuramente lo devo dare indietro. Mi dis\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa le maestre mi hanno detto che tu hai un tablet e che puoi aiutarmi!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Allora Guido cap\u00ec. Sorrise, un sorriso sornione, accondiscendente. Ma Luz non lo vide, le mascherine non sorridono mai. \u00abLuz, tua mamma non c\u2019\u00e8, \u00e8 al lavoro ora?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La bambina annu\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abFacciamo cos\u00ec: metti il gel sulle mani e vieni con me.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Guido era emozionato, era da una vita che un alunno non metteva piede in casa sua. Era anche titubante per\u00f2, la pandemia gli aveva tirato fuori le paure pi\u00f9 incontrollabili e viscerali, seminando un vuoto sociale incolmabile intorno a lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel vuoto per Guido non era una novit\u00e0, ma in quegli ultimi mesi era diventato insostenibile. Gli aveva tolto anche il suo giro mattutino del quartiere, le chiacchiere con il giornalaio. Gli aveva rubato tutto. A poco a poco il vuoto era diventato letale, pi\u00f9 del virus. Era il momento di tornare a riprendersi qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Guido riordin\u00f2 velocemente tutti i dubbi che gli ronzavano in testa: <em>che distanza tenere dalla bambina, sar\u00e0 sicuro frequentarla, dovr\u00f2 disinfettare tutto quello che tocca<\/em>. Poi lasci\u00f2 spazio all\u2019unico pensiero che si faceva largo con prepotenza: aiutare Luz, con tutti i mezzi e le capacit\u00e0 di cui era in possesso. Di questa decisione, gi\u00e0 lo sapeva, non se ne sarebbe mai pentito. La voce della bambina, cos\u00ec musicale e vibrante, aveva gi\u00e0 riempito la stanza di speranza e di colore. Aveva rotto un silenzio assordante, anche da sotto la mascherina. Aveva aperto le danze ai ricordi pi\u00f9 belli di Guido.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHai detto che sai usare questo marchingegno, giusto? Prova ad accenderlo e vediamo cosa possiamo fare insieme. Intanto faccio una telefonata.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Guido prese in mano la rubrica che teneva all\u2019ingresso e scorse nomi di gente di cui non ricordava nemmeno l\u2019esistenza. Arriv\u00f2 alla lettera N e si ferm\u00f2. Compose il numero.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCiao Nella. Sono Guido. \u00c8 bello sentire di nuovo la tua voce. Immagino stessi aspettando la mia telefonata.\u00bb Guido cerc\u00f2 Luz con lo sguardo e continu\u00f2: \u00abS\u00ec, sto bene e non c\u2019\u00e8 niente che mi devi spiegare, ho capito tutto. Ricordi quando mettevamo pacchi di quaderni nuovi sotto il banco, quando lasciavamo sulla cattedra astucci di materiale a disposizione per tutti? Non ci siamo mai detti niente, lo facevamo e basta. Un gesto gentile, istintivo, come correggere un\u2019acca o appuntare una matita spuntata. Non lasciare soli i nostri bambini nelle loro difficolt\u00e0 \u00e8 il gesto pi\u00f9 nobile, il primo. La genesi di ogni nostro insegnamento. Ora tu e Lara non soltanto non lasciate sola Luz\u2026 non lasciate solo neanche me.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La telefonata prosegu\u00ec, finch\u00e9 Guido appoggi\u00f2 il cordless e torn\u00f2 in cucina. Le sue mani avevano bisogno di fare, si mise a preparare la moka. Quei gesti lenti e rituali lo aiutavano a raccogliere i pensieri. Osserv\u00f2 il suo viso riflesso sul coperchio alzato del piano cottura e si disse quello che per anni aveva ripetuto ai suoi bambini. \u00abIn un mondo in cui puoi essere qualsiasi cosa, sii gentile. Ogni giorno \u00e8 buono per ricominciare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019altra stanza provenne una musica. Luz era riuscita ad accendere il tablet. Aveva uno sguardo vispo e soddisfatto, i suoi occhi illuminavano la stanza come fosse mezzogiorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Guido la guard\u00f2 e sorrise intensamente. Cos\u00ec tanto intensamente che questa volta anche la mascherina sorrise.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_49647\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49647\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il citofono suon\u00f2. 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