{"id":49645,"date":"2022-05-31T12:40:09","date_gmt":"2022-05-31T11:40:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49645"},"modified":"2022-05-31T12:40:10","modified_gmt":"2022-05-31T11:40:10","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-lezioni-di-vento-di-luisa-patta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49645","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Lezioni di vento&#8221; di Luisa Patta"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00abTeo, nun ristari davanti a\u2019porta. Trasi, ca sta arrivannu u malutiempu.<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>\u00bb Turi non ha uno zerbino all\u2019ingresso, ma un sorriso che sa di benvenuto e di caff\u00e8 appena fatto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Teo si toglie le scarpe, appoggiandosi alla parete. La piccola barca di Turi sta aumentando il rollio e l\u2019acqua inizia a incresparsi tra gli ormeggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00abPerch\u00e9 sei diventato mio amico?\u00bb Irrompe nel silenzio la domanda di Teo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00abSono io che lo chiedo a te.\u00bb Ribatte Turi, senza alzare lo sguardo dalle sue mani, occupate a rammendare una vecchia rete da pesca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00abSono diventato tuo amico perch\u00e9 la tua barca \u00e8 l\u2019unica casa accogliente di questo dannato paese.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00abSai Teo, quando avevo la tua et\u00e0, questo posto era molto peggio di adesso. Non potevi fuggire, da nessuna parte. Avevi gli occhi degli altri cuciti addosso, ovunque andassi. Vedi questo ago? Ti entravano dentro quegli occhi, come fa l\u2019ago in questa rete, e si insinuavano sotto la pelle con il loro schifo, il loro disprezzo verso di te. In nessun posto ero salvo. Tu sai di cosa parlo, vero?\u00bb Turi alza il viso di botto, come avesse una molla sul collo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Teo lo fissa, con le palpebre sbarrate. Conosce bene quegli occhi, sono anni che se li porta addosso, forasacchi infestanti che una volta entrati nella trama del tessuto non c\u2019\u00e8 verso di liberarsene. Non senza uno strappo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00abHo sentito cosa dicono di te, Teo. Sono salito in piazza ieri per delle commissioni.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00abOdio tutti, Turi! Voglio scappare da questo posto schifoso!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00abFallo Teo, se \u00e8 quello che vuoi. Tu meriti un mondo in cui riconoscerti, che non ti cucia addosso il suo odio e quello che non sei. L\u2019omosessualit\u00e0 \u00e8 una parte di te, non rinnegarla mai. Ama chi vuoi ragazzo, ma soprattutto, bada bene, rispetta tutti. Anche quelli che non ti rispettano. Io non sono venuto qui per nascondermi, l\u2019ho fatto solo per proteggermi, ma sono rimasto incastrato. Avrei voluto che la mia casa accogliente fosse al centro del paese, ma anche quando le cose potevano cambiare ho portato troppo rancore e non ho saputo perdonare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00abTuri, sei sempre troppo severo con te stesso. Io ti ammiro invece e questo posto per me \u00e8 stato un angolo di salvezza in questi anni.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00abSbagli ragazzo. Questa barcarola rattoppata \u00e8 diventata la mia prigione. Non ci finire anche tu. Per te, amico mio, voglio una vita in mare aperto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00abVinni \u2018ca pi salutariti, Turi. Haiu pinsatu c\u2019haia a partiri, nun pozzu arristari \u2018ca.<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00abLo sapevo ragazzo, sei sempre stato in gamba. Questo posto ancora non ti merita. Ma lo far\u00e0, dagli un po&#8217; di tempo.\u00bb Turi lascia cadere a terra la rete. Ora le sue mani, segnate dai tanti anni in mare, sembrano corde da pesca intrecciate anche loro, impegnate a tirar fuori parole dalla sua bocca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00abLascia stare i giudizi degli altri. Non recriminare. Porta questo posto nel cuore, ovunque andrai, perch\u00e9 odiarlo non ti servir\u00e0 a nulla. Un giorno tornerai tra i suoi colori e te ne sentirai parte. Forse ne sarai la sfumatura pi\u00f9 bella. So che succeder\u00e0.\u00bb <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00abTu non hai paura a restare qui, da solo?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00abNon sono solo. Ho il mio tempo, il mio pensiero libero, il mare che entra ed esce da me, giorno e notte. Ma non \u00e8 pi\u00f9 il momento di costruire. La mia barca sta tornando al porto per l\u2019ultimo ormeggio.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Il silenzio tra loro si fa denso, come la nebbia che sale la sera dal mare, quando l\u2019aria calda passa ad accarezzarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00abSta cambiando il vento, vero Turi? Stasira nun chiovi, tu dicu iu.<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Turi sorride, i suoi occhi sono lucidi. \u00abSei pronto, Teo. Hai imparato a riconoscerlo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Teo risale a due a due gli scalini in pietra del porticciolo, non gli era mai sembrato cos\u00ec piccolo prima d\u2019ora. Minuscolo, un cono di imbuto che si restringe dietro di lui, fino a sputarlo fuori. Fuori lo aspetta un biglietto aereo per Parigi, quella borsa di studio fatta per caso stava tracciando la traiettoria pi\u00f9 lunga della sua vita e lo avrebbe scaraventato al d\u00ec l\u00e0 del mare, dove non arriva a indicare neanche la sua bussola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Tiziana sta chiudendo il negozio, quando Teo le piomba alle spalle. Non si \u00e8 fatto vivo per tutto il giorno, la partenza incalza e lei si sente per la prima volta in difetto. Pensa di dovergli qualcosa, un alloggio sicuro, una scorta di cibo da portare via, un sostegno economico, delle valide raccomandazioni, ma non fa nulla di tutto questo. Non si \u00e8 mai comportata da mamma apprensiva, da mamma chioccia e per coerenza non avrebbe iniziato a farlo ora. Teo \u00e8 cresciuto da solo, lontano dalla sua boutique al centro del paese, lontano dalle sue vetrine perfette e dallo stile sofisticato. Sua madre \u00e8 la regina di quella piazza, il fulcro del chiacchiericcio delle signore che contano. Riesce a essere ingombrante pur non facendo nulla, pur stando zitta, con tutto il suo strascico invisibile di perbenismo e quieto vivere. Per Teo il negozio \u00e8 un buco nero, non ci mette piede da quando \u00e8 bambino, da quando le signore ingioiellate strizzavano le sue gote piene fino a fargli male. L\u2019avrebbe salutata l\u00ec, sulla porta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Si avvicina da dietro, in silenzio. Lei avverte la sua presenza, scrolla le spalle facendo scivolare inavvertitamente una spallina del vestito. \u00c8 ancora bellissima, una donna sulla cinquantina che avrebbe potuto conquistare il mondo, se solo avesse voluto. Lui non la odia, nonostante le forti incomprensioni, nonostante le profonde distanze. Odia tutti in paese, ma lei no. \u00c8 sua madre, non avrebbe mai potuto. Ma fugge da lei, il pi\u00f9 lontano possibile. Fugge dalla sua perfezione inscalfibile, dal suo punto certo nel mondo, dalla sua paura di graffiare la superficie e andare a fondo. L\u00ec, appena sotto la superficie, c\u2019\u00e8 Teo. E Tiziana non era mai riuscita a vederlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Quando era piccolo gli abbracci erano facili. Teo se li ricorda. Abbracci semplici, perfettamente speculari, leggeri, frontali. Poi era cresciuto ed abbracciarsi era diventato sempre pi\u00f9 difficile. Ma non per l\u2019invadenza del corpo, anche se cos\u00ec si \u00e8 portati a pensare. Piuttosto per l\u2019invadenza dei pensieri, dei vissuti ingombranti, delle diversit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">La abbraccia alle spalle, all\u2019improvviso, intrappolandola con forza, lasciandola orfana di braccia. Gli abbracci dei figli cresciuti sono abbracci da dietro, sono abbracci che hanno girato in senso orario fino a trovare una zona d\u2019ombra dove tutto \u00e8 concesso, dove non ci sono ruoli da rispettare ma ci si pu\u00f2 incontrare anche se in disaccordo. Un po&#8217; come abbracciarsi immersi nel mare, galleggiando, senza il peso della gravit\u00e0. Gli abbracci da dietro sono abbracci sospesi, senza risposta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00abFa bon viaggiu, Teo. T\u2019aspetta Parigi.<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a>\u00bb gli dice sottovoce, sfiorando le labbra sulla sua fronte, nel goffo tentativo di voltarsi per guardarlo negli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Turi esce in mare quella sera. Fa pesca grossa nonostante il suo cattivo umore, che avrebbe tenuto lontano chiunque.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00ab\u00c8 davvero un grande spreco, non avr\u00f2 visite per molto tempo\u00bb, gli scappa questo pensiero dalla bocca. Cucinava pesce solo per Teo, ora non sa che farci con tutto quel ben di dio. Lo pulisce con maestria, con gesti lenti e ripetuti.<a> <\/a>Si lava le mani con il succo del limone appena spremuto e poi riempie il congelatore a pozzetto che teneva nella cambusa. Mangia la porzione di pesce che si era tenuto da parte per cena e guarda il cielo, scandagliando le sue stelle pi\u00f9 delle altre sere. Un aereo sarebbe volato in quel cielo, portando altrove la sua parte migliore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Teo fissa l\u2019obl\u00f2, la sagoma della sua isola \u00e8 ormai impossibile da distinguere, coperta da un manto di nuvole. Teo rimane immobile ad osservare quella realt\u00e0 andarsene dal suo corpo, come forasacchi infestanti che finalmente si staccano di dosso.  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"> \u00abUn giorno tornerai tra i suoi colori e te ne sentirai parte. Forse ne sarai la sfumatura pi\u00f9 bella. So che succeder\u00e0.\u00bb Queste parole gli tornano alla mente, come la calda voce di Turi nelle sere di vento sul pontile, che ora sembrano gi\u00e0 lontane.  <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Teo, non restare sulla porta. Entra, sta arrivando il temporale.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Sono venuto per salutarti, Turi. Ho deciso di partire, non posso rimanere pi\u00f9 qui.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Stasera non piover\u00e0, te lo dico io.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Fai buon viaggio, Teo. Parigi ti aspetta.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_49645\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49645\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abTeo, nun ristari davanti a\u2019porta. 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