{"id":49633,"date":"2022-05-30T18:30:09","date_gmt":"2022-05-30T17:30:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49633"},"modified":"2022-05-30T18:30:10","modified_gmt":"2022-05-30T17:30:10","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-delitto-alla-palestra-di-gianpietro-galli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49633","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Delitto alla palestra&#8221; di Gianpietro Galli"},"content":{"rendered":"\n<p>Ancora una volta fui svegliato nel cuore della notte. Al telefono c&#8217;era il mio amico e commissario di Polizia, Bartolomeo Stucchi. Con la voce impastata dal sonno e dalle piume fuoriuscite dal cuscino riuscii a dire solo: \u201cChi \u00e8?\u201d \u201cCiao Samuele sono io, Bartolomeo. Scusa se ti disturbo a quest&#8217;ora, ma c&#8217;\u00e8 stato un delitto alla palestra di arti marziali di via Borgo Scuro. Avrei bisogno del tuo aiuto per le indagini perch\u00e8 conosci il giapponese e le loro maniere. Saresti disponibile?\u201d disse il poliziotto. \u201cSubito?\u201d \u201cMa no, figurati, che vai a pensare, ora \u00e8 tardi. Ci vediamo domattina verso le dieci\u201d replic\u00f2 Stucchi. Domandai: \u201cMa allora perch\u00e8 mi hai chiamato a quest&#8217;ora?\u201d \u201c Cos\u00ec, per romperti le palle. Ciao, a domani\u201d.  <\/p>\n\n\n\n<p>Riappese, prima di essere raggiunto dal mio amichevole vaffanculo. Prima di addormentarmi ripensai alla dolce Miyusho Ocakadi, una giapponesina conosciuta qualche anno prima e con la quale avevo avuto una storia d&#8217;amore. L&#8217;avevo incontrata per caso ad una mostra d&#8217;arte moderna a Milano. Nel tentativo di conoscerla feci finta di essere un critico e commentai una delle opere esposte\u00a0 paragonandola ad un bidone della spazzatura finito sotto alle ruote di un trattore non sapendo che l&#8217;artista che l&#8217;aveva creata era proprio lei. Rideva ancora della mia gaffe anche dopo avermi fratturato in pi\u00f9 punti le falangi di due dita. La mia ironia la colp\u00ec ed accett\u00f2, mentre mi steccavano la mano al pronto soccorso, il mio invito a cena. Iniziammo a frequentarci e la storia dur\u00f2 un paio d&#8217;anni nei quali Miyusho mi introdusse nella meravigliosa cultura del Giappone, comprese le arti marziali. Poi lei dovette tornare nel suo paese natale perch\u00e8 temeva di aver lasciato aperto il gas ed io la persi di vista, anche in considerazione del fatto che avevo scordato gli occhiali da miope. Soffrii come un cane per oltre tre quarti d&#8217;ora. Non ci siamo pi\u00f9 rivisti, ma ogni tanto ci scriviamo delle lettere. La settimana scorsa lei mi ha spedito una \u201cC\u201d. Mi addormentai stringendo forte il cuscino, che durante la notte soffoc\u00f2. Il mattino seguente dopo un&#8217;abbondante colazione al bar sotto casa mi avviai alla palestra. Grazie al fatto di essere un abile investigatore privato la trovai rapidamente. Lessi l&#8217;insegna: \u201cKyoto Inmoto\u201d, che nome poetico pensai. Tradotto significa \u201cTerra della meditazione spirituale e della purificazione del corpo attraverso il sudore, la fatica e la pratica di arti marziali che vi apriranno le porte e le finestre di una nuova visione della vita e sarete in pace con il mondo intero, ed anche con la suocera\u201d. Il morto era il proprietario della palestra: il sensei Sun Chi Che Ciuli, nativo di Osaka con lontani parenti cinesi. Era stato trovato la notte dalla donna delle pulizie inginocchiato sul tappeto con indosso il kimono da riposo e sette Katana nella schiena. Scesi le scale a pelle di leopardo avendo inciampato nel nastro della Polizia che delimitava la scena del crimine. Atterrai sul tatami fragorosamente ed uno degli\u00a0 allievi, convocati per l&#8217;interrogatorio, pensando ad un attacco si mosse fulmineo come un gatto che attraversa la strada di corsa prima si essere investito da un camion. Mi fu addosso e mi colp\u00ec con un Futoki sulla nuca che mi intont\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Riuscii lo stesso a&nbsp; girarmi su di un piede agilmente e con il gomito gli stampai sulla mascella un Uromaki che lo fece volare via. Un altro allievo si alz\u00f2 e mi venne incontro con aria tutt&#8217;altro che amichevole. Mi preparai al suo attacco mettendomi nella posizione del \u201cfenicottero con la zampa alzata perch\u00e8 ha pestato una merda\u201d e lo attesi. Fu un gioco da ragazzi atterrarlo con un colpo di&nbsp; Tufomara sul naso. Cadde senza un lamento. Un terzo allievo mi si avvent\u00f2 contro e al grido di: \u201cWasabi!!\u201d mi prese in pieno stomaco con una ginocchiata. Gli alitai in faccia un Tufumo Orachi (tradotto significa \u201cVento leggero che uccide\u201d) a base di tonno, cipolle e aglio e cadde tramortito. \u201cOk, ora basta! Sono un investigatore privato e sono qui per aiutare la Polizia a trovare chi ha ucciso il vostro sensei!\u201d dissi spazientito. Tutti gli allievi presenti si inchinarono in segno di scusa e di saluto, sorpresi anche dalla mia abilit\u00e0 nelle arti marziali. In quel mentre entr\u00f2 ruzzolando, inciampando nello stesso nastro che aveva fatto cadere me, il mio amico commissario. Si rialz\u00f2 minimizzando la caduta passandosi la mano nei capelli, anche se era pelato come una palla da biliardo. \u201cCiao Samuele, come stai? Grazie per essere venuto. Sono sicuro che con il tuo aiuto risolveremo il caso in breve tempo.\u201d nel dire questo mi porse la mano e con un colpo di Fotoki lo feci volare sul tatami. \u201cScusa, non ho saputo resistere alla tentazione ma almeno la prossima volta eviterai di telefonarmi per nulla alle due del mattino.\u201d gli dissi mentre lo aiutavo ad alzarsi. \u201cBene, Samuele, hai gi\u00e0 dato un&#8217;occhiata alla scena del crimine?\u201d fece il commissario. \u201cNo, sono appena arrivato.\u201d e lo seguii verso il corpo senza vita del sensei Sun Chi Che Ciuli. Aveva gli occhi chiusi. Sembrava stesse ancora meditando. Gli passammo dietro e vedemmo le sette Katana infilzate nella sua schiena: volevano essere sicuri di ucciderlo, pensai. \u201cBuffo. Sette Katana, una per ognuno dei sette nani\u201d fu il secondo pensiero che mi venne in mente. Evitai di esternarlo. \u201cCurioso, Bartolomeo, hai notato?\u201d dissi invece. \u201cCosa?\u201d replic\u00f2 il poliziotto. \u201cSul kimono da riposo del sensei c&#8217;\u00e8 ricamato un bersaglio come quello del gioco delle freccette. Davvero strano.\u201d Il commissario pens\u00f2 un attimo, poi disse: \u201cGi\u00e0, davvero strano e curioso. E poi guarda?\u201d \u201cCosa?\u201d gli domandai. \u201cSette Katana. Una per ognuno dei sette nani.\u201d Non si accorse nemmeno del Futoki che lo colp\u00ec in&nbsp; nuca. Un mormorio di ammirazione e di approvazione si alz\u00f2 discreto tra tutti gli allievi. Si riprese dopo qualche minuto che io avevo sfruttato per cercare indizi. Ma non era facile trovarli. \u201cAllora, Samuele hai gi\u00e0 qualche idea su chi possa essere stato?\u201d non risposi, mi limitai a guardarmi in giro e nel mentre che lo facevo notai uno degli allievi che&nbsp; contravveniva alla regola dell&#8217;assoluta immobilit\u00e0 quando si \u00e8 seduti inginocchiati sul tatami.<\/p>\n\n\n\n<p>Era&nbsp; indiscutibilmente nervoso. Le mani sulle ginocchia avevano gi\u00e0 macchiato di sudore il kimono. \u201cVorrei interrogare l&#8217;assistente del sensei, se non ti dispiace.\u201d chiesi al commissario. \u201cPerletti! Mandami qui il muso giallo assistente del cadavere prima che questo inizi a decomporsi!\u201d url\u00f2 con estemo tatto verso uno degli agenti presenti in palestra. Si present\u00f2 un kimono di taglia media con dentro un giapponese originale: sguardo fiero e aristocratico, dal fisico non gli avresti dato cinque yen, ma intuivo che avevo dinanzi a me un campione di arti marziali che avrebbe potuto stendere tutti i presenti in un batter d&#8217;ali di fenice rossa. Dopo essermi complimentato con me stesso per il poetico paragone, mi inchinai dinanzi al maestro che fece altrettanto e nel suo sguardo&nbsp; notai una nota di ammirazione e rispetto nei miei confronti. Mi presentai: \u201cSamuele Tosacani\u201d. \u201cTofuso Lamoto\u201d rispose. \u201cAh! Ah! Ah! Tofuso Lamoto! Come i giapponesi delle barzellet&#8230;\u201d Perletti non fin\u00ec la frase. Udimmo solo un leggero fruscio di kimono e l&#8217;agente si ritrov\u00f2 svenuto sul pavimento. In segno di disprezzo il maestro colpendolo con un Idoshi sulla nuca non volle nemmeno che cadesse sul tatami. \u201cRoscio! Balestra! Portate via quest&#8217;idiota!\u201d url\u00f2 di nuovo Bartolomeo a due altri suoi agenti. \u201cVeniamo al dunque, Samuele. Il maestro Tofuso parla poco l&#8217;italiano e preferisce esprimersi nella sua lingua d&#8217;origine. Per favore, chiedigli se sa qualcosa dell&#8217;omicidio o ha qualche idea su chi possa aver ucciso il sensei. Ah, e chiedigli&nbsp; se pu\u00f2 consigliarmi un buon ristorante giapponese.\u201d Ero felice di poter rispolverare la lingua del Sol Levante, e cos\u00ec ricordare la dolce Miyusho. \u201cSato sake!\u201d salutai, poi proseguii: \u201cSaburo sakai oriaki tofu, tofiro mishune mururoa. Arigat\u00f2 honda fujiama tokiosan miroki. Ho hi tuf\u00f9, hi botu mamoto saki?\u201d \u201cAi!\u201d rispose il maestro. \u201cMmmm, interessante\u201d dissi passandomi con studiato gesto teatrale la mano sulla barba incolta. \u201cIl maestro Tofuso dice che il sensei nei giorni scorsi aveva ricevuto delle minacce telefoniche alle quali non aveva dato troppo peso, fino&nbsp; all&#8217;altra sera, quando nel suo armadietto ha trovato il suo kimono da cerimonia ridotto a brandelli. Inoltre la sua rarissima katana Sanata San \u00e8 scomparsa. Per il ristorante mi ha consigliato l&#8217; Uromaki Tempura in piazza Velasca. Mi ha detto di non andarci dicendo che sei amico del maestro sperando in uno sconto perch\u00e8 i giapponesi odiano&nbsp; questa cose.\u201d tradussi al commissario. \u201cMa ha detto tutto questo con quella semplice risposta?\u201d chiese con espressione stupita. \u201cSi \u00e8 espresso con un tipico ideogramma vocale giapponese\u201d risposi dandomi un sacco di arie. \u201cMinchia\u201d fece il mio amico poliziotto. \u201cNella cultura giapponese\u201d proseguii, \u201crovinare un kimono da cerimonia \u00e8 un offesa gravissima, sopratutto se lasci anche un biglietto con scritto: maledetto muso giallo questo \u00e8 solo l&#8217;inizio, mi vendicher\u00f2 fino a che non ti vedr\u00f2 morto e sappi che sono stato io a ricoprire di wasabi le tue supposte. Non dovevi bocciarmi all&#8217;esame di cintura viola, ma sopratutto non dovevi far onore al tuo nome insegnando alla mia fidanzata la Treccani del Kamasutra. Un tuo allievo.\u201d Attimo di silenzio nei quali tutti udimmo vergognosi brontolii provenire dallo stomaco del commissario. \u201cScusate, sono i fagioli di ieri sera che si ripresentano\u201d. \u201cUdo! Kata!\u201d disse con voce rabbiosa il maestro Tofumo. \u201cChe cosa ha detto, Oliviero?\u201d mi chiese il mio amico. \u201cMeglio che tu non lo sappia\u201d gli risposi. \u201cQuindi, riprendendo il discorso, \u00e8 stato uno degli allievi del sensei a compiere il delitto, questo \u00e8 lampante. Fammi dare un&#8217;occhiata ad una cosa.\u201d Mi avvicinai alle spalle del cadavere&nbsp; e guardai ancora una volta le katana nella sua schiena. \u201cCome avevo immaginato. Ecco dov&#8217;\u00e8 finita la Sanata San scomparsa: al centro del bersaglio. Ucciso dalla sua stessa spada. Un grandissimo disonore.\u201d Il commissario si avvicin\u00f2 per guardare ma inciamp\u00f2 nel bordo del tatami e rovin\u00f2 addosso al cadavere.<\/p>\n\n\n\n<p>In un orrendo groviglio di spade, kimono insanguinato e vestiti occidentali di pessimo taglio aiutammo il poliziotto a rialzarsi. Fu in quel mentre che notai un particolare rimasto nascosto fino a quel momento sotto al corpo del sensei: una ciabatta destra infradito di bamb\u00f9 numero 48, di quelle che usano gli allievi delle palestre di arti marziali quando non camminano sul tappeto dell&#8217;allenamento, e che solitamente lasciano ai suoi bordi quando si inginocchiano su di esso. Un indizio perso dall&#8217;assassino. \u201cHai notato cosa c&#8217;era sotto al cadavere?\u201d dissi al mio amico. \u201cHo visto. Ma cosa ci fa una ciaspola in una palestra giapponese?\u201d chiese. Ancora un lievissimo fruscio di kimono e il commissario si trov\u00f2 lungo e disteso sul tatami, colpito alla nuca da un Sotomaki del maestro Tofumo. \u201cNon \u00e8 una ciaspola, \u00e8 una ciabatta. L&#8217;ha persa l&#8217;assassino di Sun Chi Che Ciuli. Probabilmente ha cercato di spostare il cadavere ed \u00e8 rimasta incastrata sotto al suo corpo. E poi attaccato al kimono c&#8217;\u00e8 il biglietto con il prezzo e il nome del negozio dov&#8217;\u00e8 stato acquistato. Altro indizio dimenticato.\u201d dissi a Bartolomeo, che si era rialzato e si stava massaggiando la testa guardando il maestro Tofumo, che aveva le braccia incrociate sul petto e lo sguardo privo della bench\u00e8 minima espressione ed emozione. \u201cPotremmo andare al negozio e cercare di scoprire chi lo ha comprato. Magari con un identikit..\u201d lo bloccai prima che continuasse rischiando un altro colpo di Saroki: \u201cE&#8217; pi\u00f9 semplice ispezionare la sala e vedere chi tra gli allievi porta sandali del 48 e chi ne ha perso uno.\u201d Il maestro sorrise della mia arguzia e fece un impercettibile inchino con la testa che sfugg\u00ec a tutti tranne che alla mia vista acuta da investigatore privato. Nel silenzio pi\u00f9 assoluto, rotto solo dal vociare che proveniva dall&#8217;esterno provocato dalla furibondsa lite scoppiata tra un autista di pulmann di linea e da un idiota che aveva parcheggiato, per entrare dal tabaccaio, il Suv in doppia fila impedendone il passaggio,&nbsp; iniziammo a passeggiare alle spalle degli allievi. La concentrazione stentava. La lite aveva assunto toni sempre pi\u00f9 drammatici. Con un gesto della mano il maestro Tofumo fece segno a tutti di stare fermi. Senza un rumore sal\u00ec le scale e scomparve nella luce del sole quando apr\u00ec la porta in cima. Questa si richiuse senza rumore alle sue spalle, poi udimmo il proprietario del Suv dire: \u201cHei, tu muso giallo con il pigiama, che cazzo vuoi da m&#8230;\u201d. Un leggerissimo fruscio di kimono, un colpo sordo, il silenzio e infine un applauso fragoroso. La porta si riapr\u00ec e fummo inondati dalla luce del sole mentre colorati fiori di loto cadevano lenti sul maestro che scendeva le scale avvicinandosi a noi e pronunciando solo: \u201cAi!\u201d. Tradussi: \u201cTutto risolto, possiamo continuare.\u201d&nbsp; La tensione nella palestra era cos\u00ec alta che si poteva tagliare con un colpo di katana (umorismo giapponese). Arrivammo alle spalle dell&#8217;allievo che avevo notato tremare e sudare come un lottatore di Sumo. Vidi subito che di fianco a lui era appoggiata al bordo del tatami una sola ciabatta di bamb\u00f9. Aveva commesso un altro errore: per la fretta quella mattina non aveva potuto procurarsene un altro paio. \u201cBartolomeo, ecco l&#8217;assassino del sensei. Come vedi porta il 48 si scarpe e gli manca una ciabatta, quella rimasta sotto al cadavere.\u201d non feci in tempo a continuare che l&#8217;allievo con un gesto fulmineo si alz\u00f2 in piedi sguainando una lucentissima katana con il manico in madre perla e sulla lama delle incisioni con la pubblicit\u00e0 del ristorante Kyoto Santoro. \u201cMaledetto Tosacani, sei stato incredibilmente abile a scoprirmi! Ma non godrai a lungo del tuo successo! Ti aprir\u00f2 in due come un pesce spada!\u201d ed inizi\u00f2 a roteare la spada nell&#8217;aria. Scansai un colpo che mi avrebbe di sicuro ucciso e fui alle spalle del cadavere del sensei. Sfilai una delle katana dalla schiena, per caso presi la Satana San, la feci roteare anch&#8217;io, passando ad un niente dall&#8217;orecchio del commissario che non si accorse di aver rischiato di diventare come il pittore Van Gogh, e infine assunsi la posizione del \u201cGuerriero che avrebbe preferito essere al bar per l&#8217;happy hour\u201d. L&#8217;antagonista intimorito dalla mia abilit\u00e0 prese l&#8217;antica posizione di difesa del \u201cGuerriero che si domanda perch\u00e8 non ha scelto il calcetto del gioved\u00ec sera con gli amici\u201d. Ci guardammo negli occhi per alcuni minuti, studiandoci. Poi il maestro Tofumo disse: \u201cMorimoto!\u201d che tradotto significa: \u201cMuovetevi guerrieri! Il sole sta tramontando, gli uccelli tornano al nido, i pesci vengono a galla, ma sopratutto mi sto rompendo le palle!\u201d. Ci muovemmo all&#8217;unisono e le nostre spade cozzarono una contro l&#8217;altra pi\u00f9 volte spargendo nell&#8217;aria scintille luminosissime. Continuammo cos\u00ec saltando sul tatami e tra gli altri allievi che secondo il rigido rituale giapponese in questi casi contempla per loro l&#8217;assoluta immobilit\u00e0 e attenzione, qualsiasi cosa accada. Nell&#8217;ordine tranciammo ai presenti: due mignoli del piede destro, un orecchio, una narice, sei lobi, due anulari, varie fette di kimono, quello che in una prima superficiale analisi era sembrato essere un fallo e che ad una pi\u00f9 attenta invece si rivel\u00f2 tale, e due toup\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Ansimando, dopo l&#8217;ultima stoccata ci fermammo uno di fronte all&#8217;altro. Il sudore colava copioso, avevo la canottiera della salute fradicia. Sapevo che il mio avversario stava per compiere l&#8217;assalto finale, lo intuivo dal suo sguardo, ma io ero gi\u00e0 pronto a respingerlo. \u201cKiijaijj!!!\u201d url\u00f2 e salt\u00f2 verso di me come un gatto addormentatosi su di un piano cottura ad induzione acceso. Il colpo della sua spada avrebbe aperto in due un armadillo gigante. Io con abile mossa lo evitai per un soffio domandandomi al contempo chi diavolo avesse portato un armadillo gigante in palestra. Con la mia katana, tenendo l&#8217;affilatissima lama di piatto, gli assestai un tremendo Hiroshi in nuca. Sven\u00ec che era ancora in volo e non fece nemmeno in tempo a finire di pronunciare la parola \u201caustralopiteco\u201d. Cadde con un tonfo sul tatami e su due allievi. Tre agenti furono subito accanto all&#8217;assassino e lo ammanettarono. Rimisi nella schiena del sensei la sua katana e salutai il maestro Tofumo che rispose al mio inchino con: \u201cKiha! Min!\u201d che tradotto significa: \u201cComplimenti! Siete un combattente eccezionale. Sarei onorato di avervi come mio assistente\u201d. Accettai subito: l&#8217;onore era tutto mio. Quando il colpevole riprese i sensi, ci avvicinammo a lui. Forse un po&#8217; troppo: era chiaro che la sera prima aveva cenato con aglio puro. Le domande il commissario gliele fece allontanandosi: \u201cA parte dichiarare che siete in arresto, sig. Santini, per l&#8217;omicidio del sensei Sun Chi Che Ciuli vorrei chiedervi per quale motivo l&#8217;avete fatto.\u201d \u201cBeh, se avete letto il messaggio lasciato nel suo armadietto dovreste aver gi\u00e0 capito il perch\u00e8. Ero uno dei suoi migliori allievi eppure non mi ha mai concesso la cintura viola, che merito senza ombra di dubbio. La mia fidanzata dopo averlo frequentato assiduamente negli ultimi due mesi ed aver ripassato con lui tutto il Kamasutra dice che io sono un amante ridicolo e che non vuole pi\u00f9 vedermi. Non ha mai apprezzato, per ripicca ne sono convinto, la mia cucina giapponese nonostante io sia arrivato secondo a &#8216;Masterchef Banzai! Nippon!&#8217;. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Tempo fa gli prestai tutte le videocassette di Ken il guerriero e me le ha restituite rovinate. Credo possa bastare, questo.\u201d\u00a0 Il commissario passandosi la mano sul mento disse: \u201cIn effetti rovinare le videocassette di Ken il guerriero&#8230; Bene&#8230; Roscio, Pistocchi portate via quest&#8217;uomo. Ah, un momento un&#8217;ultima domanda. Il kimono glielo avete regalato voi?\u201d \u201cSi, certo, e non mi ha nemmeno ringraziato.\u201d rispose Santini. \u201cE perch\u00e8 quel bersaglio sulla schiena?\u201d chiese ancora il commissario \u201cQuesta \u00e8 un&#8217;altra domanda&#8230; comunque non \u00e8 un bersaglio, \u00e8 la pubblicit\u00e0 di un tirasegno\u201d.\u00a0 Mentre i due agenti e l&#8217;omicida salivano le scale gli porsi io una domanda che aveva iniziato a frullarmi in testa: \u201cSantini, perch\u00e8 ha usato proprio sette katana?\u201d Lui si ferm\u00f2, attese teatralmente qualche secondo, si volt\u00f2 e disse: \u201cMa \u00e8 ovvio. Possibile che non l&#8217;abbiate ancora capito? Una per ognuno dei sette nani.\u201d Uscirono dalla palestra e sparirono oltre la porta. \u201cOh, bene! Samuele, complimenti come sempre\u201d mi disse l&#8217;amico poliziotto \u201chai risolto un altro caso. Ed ho scoperto qualcosa di nuovo su di te: devo ricordarmi di non fare mai a botte.\u201d Scoppiammo in una fragorosa risata ferendo leggermente due allievi. Il cadavere fu portato via ed in breve nella palestra rimanemmo solo noi due ed il maestro Tofuso. Dopo averlo salutato e ringraziato per avermi fatto l&#8217;onore di nominarmi suo assistente personale scomparve negli spogliatoi. Io e Bartolomeo salimmo le scale ed uscendo sul marciapiede inciampammo\u00a0 nel nastro della Polizia che delimitava la scena del crimine. Quella sera cenammo insieme al ristorante giapponese indicatoci dal maestro, e quando fui a casa,\u00a0 ebbro per i bicchierini di sak\u00e8 che ci eravamo scolati, mi prese la dolce malinconia degli ubriachi ed iniziai a pensare alla dolce Miyusho. Cos\u00ec mi venne voglia di mandarle una lettera. Ero indeciso tra una L ed una T. Poi pensai che sarebbe stato carino spedirgliele entrambe. E cos\u00ec feci.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_49633\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49633\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora una volta fui svegliato nel cuore della notte. Al telefono c&#8217;era il mio amico e commissario di Polizia, Bartolomeo Stucchi. Con la voce impastata dal sonno e dalle piume fuoriuscite dal cuscino riuscii a dire solo: \u201cChi \u00e8?\u201d \u201cCiao Samuele sono io, Bartolomeo. 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