{"id":49627,"date":"2022-05-30T18:07:56","date_gmt":"2022-05-30T17:07:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49627"},"modified":"2022-05-30T18:07:57","modified_gmt":"2022-05-30T17:07:57","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-una-donna-toscana-di-paola-prita-grassi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49627","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Una donna toscana&#8221; di Paola Prita Grassi"},"content":{"rendered":"\n<p>Sergia, nata nel 1926, era conosciuta da tutti noi del paese, soprattutto perch\u00e9 per tanti anni ha portato il latte fresco casa per casa, fino a quando i produttori a livello nazionale hanno preferito il tetrapack per commercializzarlo in grande.<br>Questo lavoro le permetteva di entrare nelle case dei compaesani durante la mattina e di ascoltare a volte le confidenze delle donne che, di giorno in giorno, la accoglievano nella loro intimit\u00e0 di casalinghe. Infatti erano queste che incontrava, soprattutto, mentre i mariti o i padri erano fuori a lavorare.<br>Dal semplice gesto di riempire di latte la bottiglia che queste le porgevano, nasceva un\u2019intimit\u00e0 che spesso portava ad aprirsi a questa quasi sconosciuta che, mattina dopo mattina, entrava sempre di pi\u00f9 a far parte se non della famiglia almeno delle abitudini quotidiane. Una parola di conforto, una battura di spirito che Sergia regalava avevano un potere nutriente, pari a quello del latte che tramite lei entrava in casa.<\/p>\n\n\n\n<p>I suoi genitori erano contadini nelle campagne livornesi, da l\u00ec si spostarono negli anni \u201950 in paese, e qui comprarono un appartamento che divenne per Sergia la sua casa fino alla morte.<br>Si era sempre data da fare: aiutava la madre in casa e il babbo nei campi, aveva imparato a conoscere le erbe spontanee cos\u00ec, una volta venuta ad abitare nel centro del mio paese andava a raccoglierle in bicicletta, prima con la mamma, poi con la sua amica Ardelia. Una volta a casa impiegava ore a pulirle per togliere fino all\u2019ultimo granello di terra, poi le cuoceva e, una volta pronte, ne formava delle palle che andava a vendere nei pochi negozi di alimentari l\u00ec vicino. Ma chi ormai lo sapeva andava anche direttamente a casa sua a comprarle: aveva messo su il suo piccolo commercio con cui aiutava l\u2019economia familiare, con grande soddisfazione sua e dei genitori.<br>La sua tenacia, la sua voglia di lavorare, il dimostrare ai genitori quanto valesse, derivavano, forse, dalla sua nascita inusuale.<br>Infatti quando sua madre partor\u00ec, la levatrice tir\u00f2 fuori un maschio bello, robusto, ma si accorse che c\u2019era dell\u2019altro, e quello era lei: 500 grammi di creatura urlante che venne messa in una scatola da scarpe con della lana intorno ma che, tutti lo sapevano, non era destinata a vivere a lungo. Invece pian piano, mentre la mamma \u00a0allattava entrambi i figli con lo stesso amore, giorno dopo giorno, con grande meraviglia di tutti, anche la bimba cresceva. Alla loro nascita al maschio venne imposto il nome scelto e studiato di Sergio, per lei lo declinarono semplicemente al femminile, senza particolare cura, tanto\u2026<br>Quando i gemelli avevano circa un mese, una mattina Sergio venne trovato morto,\u00a0 senza sintomi che potessero giustificare quella morte bianca.<br>Ai genitori distrutti dal dolore restava lei, la sopravvissuta, e cos\u00ec si \u00e8 sentita per tutta la vita, o almeno finch\u00e9 questi sono stati vivi. A loro doveva dimostrare di valere quanto il fratello maschio deceduto, per questo and\u00f2 a lavorare nei campi dove sopportava carichi pesanti come un uomo, poi quando la famiglia si spost\u00f2 in paese volle andare a lavorare nella vicina fabbrica di trasformazione dei pomodori, dove si distinse per la sua forza e il piglio da uomo. Non si tirava mai indietro se c\u2019erano da spostare casse piene di pomodori o di barattoli pronti per la vendita; faceva, unica donna, anche i turni di notte.<br>Lavorava bene e ne era felice, finch\u00e9 una volta il capofabbrica non se ne approfitt\u00f2 chiedendole di andare a pulire dall\u2019interno la caldaia a gasolio, un lavoro, oltre che pesante, anche pericoloso. A questa richiesta si ribell\u00f2, ma quello insisteva a volercela far entrare. Sergia fece una sfuriata e se ne and\u00f2, si licenzi\u00f2 e non torn\u00f2 mai pi\u00f9 in fabbrica. Il padrone la venne a supplicare a casa, perch\u00e9 Sergia, pur donna, aveva forza maschile, seriet\u00e0 e precisione che a lui avrebbero fatto ancora molto comodo. Ma lei non cedette, non torn\u00f2 mai pi\u00f9 in quella fabbrica, si reinvent\u00f2 un lavoro diverso.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1961 si spos\u00f2 con Ottorino che and\u00f2 a vivere in casa con i suoceri; dopo qualche anno questi morirono, prima il babbo, poi la mamma, e nel 1965 Sergia mise al mondo il suo unico figlio, Ranieri.<br>Nel frattempo aveva cominciato a lavorare in un negozio di alimentari dove si trovava bene e anche i proprietari con lei, infatti quando decisero di aprire una latteria proposero a Sergia di continuare a lavorare per loro: fu cos\u00ec che, per tutti noi\u00a0 paesani, Sergia divent\u00f2 \u00abla lattaia\u00bb.<br>All\u2019inizio girava con la sua bicicletta, poi coi guadagni messi da parte si compr\u00f2 un motocarro Ape Piaggio e dopo qualche anno riusc\u00ec a comprarne un altro pi\u00f9 nuovo, sempre coi suoi risparmi, senza pesare sull\u2019economia familiare, anzi contribuendo alle entrate.<\/p>\n\n\n\n<p>Era una donna decisa, diretta, ma sapeva essere diplomatica quando serviva.<br>Parlava con ritrosia del periodo di guerra, da lei vissuta quando era una ragazza, ma raccontava invece con entusiasmo di quando, una volta arrivati gli americani, era incaricata dai genitori di andare a proporre loro il baratto: portava uova e prodotti dell\u2019orto in cambio delle novit\u00e0, come cioccolata a quadrettoni, gomma da masticare, latte concentrato o burro di arachidi, tutte cose che qui non si erano mai viste.<\/p>\n\n\n\n<p>La tenacia alla vita, dimostrata da Sergia fin dalla nascita, le ha permesso di superare indenne il periodo della guerra e di morire a quasi 91 anni, pressoch\u00e9 in salute, circondata dall\u2019affetto del figlio e di tutti noi paesani che la vedevamo spesso, negli ultimi tempi, seduta su una sedia impagliata davanti casa, mentre si reggeva a un bastone, tenuto dignitosamente di fronte a lei come lo scettro di una regina. Qui, come fosse nel suo salotto, accoglieva chi si fermava a scambiare due parole con lei, che a tutti donava un consiglio, raccontava una storia o faceva una battuta spiritosa, che permetteva di \u00a0proseguire il cammino con un sorriso sulle labbra.<br>Quando ero io a fermarmi, dopo brevi convenevoli, le chiedevo: \u201cSergia, hai bisogno di qualcosa?\u201d E lei, velocemente rispondeva: \u201cNo, no, ti ringrazio, a me ci pensa Ranieri\u201d e, in effetti, non aveva bisogno di niente altro, aveva lui, tutto il suo mondo.<br>Se qualcuno che si fermava le riportava qualche adulterio di paesani insospettabili, lei rispondeva: \u201cPensa per te, avr\u00e0\u00a0 avuto i suoi motivi\u201d e con questo zittiva quelle malelingue.<br>Sergia si faceva sempre i fatti suoi. Sar\u00e0 forse questo il segreto della longevit\u00e0?<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_49627\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49627\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sergia, nata nel 1926, era conosciuta da tutti noi del paese, soprattutto perch\u00e9 per tanti anni ha portato il latte fresco casa per casa, fino a quando i produttori a livello nazionale hanno preferito il tetrapack per commercializzarlo in grande.Questo lavoro le permetteva di entrare nelle case dei compaesani durante la mattina e di ascoltare [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_49627\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49627\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":22577,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[597],"tags":[],"class_list":["post-49627","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2022"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49627"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/22577"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=49627"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49627\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":49630,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49627\/revisions\/49630"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=49627"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=49627"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=49627"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}