{"id":49608,"date":"2022-05-31T16:59:46","date_gmt":"2022-05-31T15:59:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49608"},"modified":"2022-05-31T16:59:47","modified_gmt":"2022-05-31T15:59:47","slug":"premio-racconti-nella-rete-2022-fuori-standard-di-andrea-fasanella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=49608","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2022 &#8220;Fuori standard&#8221; di Andrea Fasanella"},"content":{"rendered":"\n<p>Me ne stavo con gli occhi fissi sul monitor a guardare il finale della partita. Il negozio era deserto, come sempre. Anzi, non proprio deserto. C\u2019era Argo, sdraiato sul solito scaffale, tra un cd dei Nirvana e una raccolta di fumetti di Alan Ford, la coda a penzoloni, gli occhi socchiusi ma vigili.<\/p>\n\n\n\n<p>Emma entr\u00f2 di slancio, aprendo energicamente la porta a vetri, sudata e ansimante, come una volpe inseguita dai cani da caccia. La porta sbatt\u00e8 facendo vibrare lo scaffale, Argo balz\u00f2 in piedi sulle quattro zampe, la coda minacciosa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBel negozio\u201d disse con disinvolta noncuranza.<\/p>\n\n\n\n<p>La fissai, sconcertato per quell\u2019irruzione in un pomeriggio d\u2019estate noioso e assolato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon l\u2019avevo mai notato, \u00e8 molto che siete aperti?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mi alzai infastidito, rischiavo di non vedere come sarebbe finita la gara decisiva delle finali NBA. Una circostanza davvero sconveniente. La scocciatrice se ne sarebbe andata presto, almeno cos\u00ec speravo. Argo si tranquillizz\u00f2 e torn\u00f2 alla sua pennichella.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDa cinque anni\u201d le risposi, senza mascherare il disappunto \u201cma c\u2019\u00e8 poco giro di questi tempi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPeccato. Sembra un posto interessante.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Non feci in tempo a rispondere. Si appropri\u00f2 del bancone, poggiandoci la sua borsa, ampia e con una strana protuberanza. Aveva un seno florido, ben proporzionato e questo mi imped\u00ec di dirle d\u2019istinto \u201csiamo chiusi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa consiglierebbe a una donna appassionata di avventure, polizieschi e musica jazz?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Gettai un occhio alla borsa, poi alla scollatura. Mi intrigavano entrambe. Un bel mix, pensai. Io invece avevo un aspetto orribilmente trasandato: sneakers da cammino di Santiago, barba dimenticata e jeans di ritorno da un concerto rock.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMusica jazz? Non la tengo. Abbiamo qualcosa di musica italiana, tipo Capossela, Gino Paoli &#8230; \u201c<\/p>\n\n\n\n<p>Mi spar\u00f2 addosso due zirconi colore del muschio: \u201cMi interessa, quanto costa?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Non ansimava pi\u00f9 come quando era entrata. Aveva preso potere e attraeva ogni cosa che stava attorno, come un magnete.<\/p>\n\n\n\n<p>La fissai circospetto. \u201cLei quanto vuol spendere?\u201d Presi un cd, lo misi sul bancone. \u201cFaccia lei il prezzo\u201d con tono sprezzante, per sfidarla. La miglior difesa \u00e8 sempre l\u2019attacco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCinque euro.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 suo!\u201d Come regalato. Volevo sbarazzarmene, tornare alla partita. E aggiudicarmi il duello.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi ringrazio\u201d sorniona e amabile, \u201cposso ascoltarlo qui? solo la prima canzone \u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Terribile. Non potevo dire di no e odiavo il fatto che avrei detto di s\u00ec. Forse a Boston stavano gi\u00e0 festeggiando la vittoria e io qui invischiato per cinque sporchi euro. E per una scollatura.<\/p>\n\n\n\n<p>Stavo perdendo la contesa. Avrei chiesto scusa pi\u00f9 tardi ai Clash, ai Foo Fighters, a tutti gli dei dell\u2019altare del sacro fuoco del rock: \u201cCerto, come vuole \u2026 faccia lei, l\u2019impianto \u00e8 nell\u2019angolo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lei contro tu. Aveva un bel seno, un sorriso spaziale e una strana fretta. Era ambigua e totalmente fuori contesto, come una danzatrice del ventre in uno slum di Chicago.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, mi piaceva.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;<\/p>\n\n\n\n<p>Torn\u00f2 il giorno dopo, pressappoco alla stessa ora, facendosi aria con il cd di Capossela. Avevo la sensazione di essere fottuto. Come quando arriva un\u2019ondata e te ne stai l\u00ec da idiota a prenderla in faccia.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo mise nell\u2019impianto e si sedette sul divanetto di vimini con i cuscini maltrattati dalle unghie di Argo. Quieta, appoggiata allo schienale, a fissare la vetrina. Dava segni di vita solo quando bussava qualche cliente, in cerca di un vinile di Chuck Berry, di qualche libro introvabile o solo per scambiare due chiacchiere.<\/p>\n\n\n\n<p>E torn\u00f2 ancora, sempre, tutti i pomeriggi di quell\u2019estate afosa, con le strade desolate e i vecchi in canottiera sulle panchine, con la bocca semi aperta e il cappello di paglia poggiato alla nuca. E sempre tornava a sedersi sul stesso divano, sul lato meno visibile dai pochi passanti. Accavallava le gambe e abbassava sul naso gli occhiali da sole con grandi lente sfumate scure. Si nascondeva.<\/p>\n\n\n\n<p>Scambiavamo qualche parola, io ed Emma, sempre di circostanza, girando alla larga. Ci guardavamo spesso. Io la guardavo spesso. Pareva che avessimo sottoscritto un patto di non aggressione dei rispettivi spazi emotivi. Lei sul divanetto in vimini, io dietro al bancone disordinato, a dar conto delle assurde richieste dei pochi randagi, che capitavano di l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, quando non veniva, quelle rare volte, mi chiedevo perch\u00e9, seccato con me stesso. Forse perch\u00e9 le finali NBA erano finite e avevo bisogno di un antidoto per quelle ore vuote. Mi mettevo allora a osservare quelli del bar di fronte che giocavano a briscola, insultandosi.<\/p>\n\n\n\n<p>E non ci pensavo pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta la vidi discutere con una donnetta di mezza et\u00e0, abbigliamento anni 40, in cerca di romanzetti strappalacrime dai risvolti erotici. Tesa nell\u2019elogio di Madame Bovary, ma era come argomentare di questioni letterarie con un calorifero spento. Alla fine quella usc\u00ec con Suite 405 della Modigliani, un cocktail di lussuria e sonnifero.<\/p>\n\n\n\n<p>Sbirciai da lontano quel duetto grottesco. Emma, odiosa tanto era suprema. Le sue dita come tentacoli attorcigliati alle copertine.<\/p>\n\n\n\n<p>Verso la fine di luglio, capit\u00f2 un uomo di bell\u2019aspetto, ben vestito. Io con la tshirt dell\u2019ultimo concerto di De Andr\u00e8, lui con una camicia di lino di taglio sartoriale che non ci azzeccava nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Emma si alz\u00f2 di scatto e si mise tra lui e me. Si fissarono roventi. Lui indietreggi\u00f2, lei fece un cenno. Uscirono, lei davanti a fendere l\u2019aria, lui che seguiva, arrancando, gi\u00e0 sconfitto prima della battaglia. Scomparvero oltre l\u2019angolo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attesi. L\u2019attesi fino a quando si fece buio. Non so perch\u00e9, ma l\u2019attesi. O forse s\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Torn\u00f2, a un certo punto, spavalda, gli occhi fieri. Entr\u00f2 come era entrata il primo giorno, ma senza un tacco. Stesse vibrazioni del primo giorno, Argo spalanc\u00f2 un occhio, poi riprese a dormicchiare.<\/p>\n\n\n\n<p>In verit\u00e0 l\u2019aspettavo da pi\u00f9 tempo di quanto fossi in grado di comprendere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi devo parlare\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi voglio parlare\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVa bene\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChi \u00e8 lui?<\/p>\n\n\n\n<p>Inizi\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto il giorno con gli occhi sul monitor doppio schermo ventiquattro pollici, operazioni in titoli derivati, soldi che entravano uscivano si volatilizzavano come la polvere bianca che ci facevamo per arraffare l\u2019illusione di essere vivi. Mi fiondai nella sala <em>trading <\/em>della BBG Bank, abbandonata come dopo un disastro nucleare. Dissi ad Alberto: dobbiamo parlare. Adesso! Era gi\u00e0 notte, non me ne ero neppure accorta, ma era <em>business as usual<\/em>, come si dice, no orari, frigo vuoto e sesso col telecomando. Scendemmo in garage con l\u2019ascensore. Ti lascio, gli dissi, voglio un&#8217;altra vita che non \u00e8 la nostra, credo di meritarmela. Lui pigi\u00f2 il pulsante. Meritarla? quindi hai un prezzo, che prezzo? quanto c\u2019\u00e8 da pagare? url\u00f2. Una spinta, un\u2019altra, la cabina scricchiolava, ora cade gi\u00f9, pensai, un fracasso e tutto sarebbe finito l\u00ec, almeno. Uno schiaffo, una macchia di sangue. Appoggiai la pistola proprio sul cuore, era gelida eppure meno del suo. Tonfi di parole e rabbia incontrollata, il neon, la luce che va e viene.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi bum! poi silenzio. Una liberazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Dormii vestita quella notte. Ero tranquilla. Ma nessuno venne a prendermi. La giornata successiva la passai vagando come in trance. Entrai per caso nel tuo negozio e istintivamente mi sentii al sicuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ce l\u2019aveva fatta. Raccolsi del rossetto dalle sue labbra e mi dipinsi le guance. Ero l\u2019Indiano a Cavallo, quello della maglietta del concerto, il pescatore che nasconde l\u2019assassino. Fuori standard, come noi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 venuta a cercarti una certa Patrizia.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>I nostri sguardi sbattevano uno contro l\u2019altro come uccelli impazziti in una gabbia troppo stretta. Emma mi attravers\u00f2 per un nanosecondo. Gi\u00e0 troppo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cImmaginavo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi \u00e8 preso un colpo. Pensavo fosse entrata Annie Lennox.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi somigliano. Lei mi ama da sempre.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChi \u00e8 lui, quello che entrato?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHa importanza?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo.\u201d Baravo. Lei lo cap\u00ec. \u201cL\u2019hai fatto per davvero?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Argo si intrufol\u00f2 tra noi, due isole solitarie senza approdi e gli uccelli trovarono la via di fuga. Un lampo inond\u00f2 di luce la via, era scoppiato il temporale d\u2019estate. Il vento picchiava contro la vetrina, faceva oscillare la luce gialla dei lampioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Se ne and\u00f2 senza aggiungere altro. Meglio cos\u00ec, sarebbero state inutili sovrastrutture. Restai stordito, pensavo all\u2019Indiano e alla sua scollatura. Nella pioggia intravvidi gli uccelli volare via, come i nostri occhi, gi\u00e0 lontani.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;<\/p>\n\n\n\n<p>Accesi il computer, cercai un\u2019inutile conferma di qualcosa che gi\u00e0 sapevo. Nulla, infatti, nessun risultato, niente che avesse a che fare con la BBG Bank.<\/p>\n\n\n\n<p>Passai la notte al negozio, insonne, fino all\u2019alba. Torn\u00f2 il sole, l\u2019umidit\u00e0 era stata spazzata via e l\u2019aria era secca. Dormii fino al primo pomeriggio, esausto. Quando tornai al negozio, trovai un rossetto e un biglietto, infilato tra la saracinesca e la vetrina.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon farti ingannare, non andare indietro nel tempo. Resta qui, resta adesso.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La citt\u00e0 era deserta, svuotata dalle vacanze e dal temporale improvviso della notte. Mi sentivo un lago senz\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>A settembre vendetti quel poco che era rimasto in negozio, preparai gli scatoloni e ripiegai con cura la maglietta con l\u2019Indiano. Volevo ricominciare in un qualsiasi altro luogo del mondo, dove l\u2019estate era frequentata da temporali violenti e luci gialle oscillanti al vento.<\/p>\n\n\n\n<p>Io e Argo. Chiss\u00e0 se Emma era esistita per davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>Si.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;<\/p>\n\n\n\n<p>Scirocco, luce abbacinante, sabbia infuocata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon sei male a seguire le tracce.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Sono un indiano, non lo sapevi? Lei indugi\u00f2 qualche secondo senza voltarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPatrizia. L\u2019unica che poteva saperlo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo fatto un gran casino per trovarla. L\u2019ho beccata fuori dall\u2019Outlaw. Un postaccio, brutte facce\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCi andavamo assieme tanti anni fa\u201d, Emma vagava sull\u2019orizzonte, \u201cprima che accadesse il fattaccio.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Abbass\u00f2 lo sguardo, ricompose le immagini. La risacca risaliva incessante, accarezzando la spiaggia senza rumore, per tornare a perdersi nel mare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLo gettammo gi\u00f9 dall\u2019auto, era strafatto, come sempre. Il resto fu solo un caso.\u201d Uno sciabordio lieve, una traccia di spuma.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa se lo meritava. Era un cazzo col vuoto attorno.\u201d Labbra secche.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa ami?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon la lascer\u00f2 mai, ti basta?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon l\u2019hai ucciso per davvero \u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHa avuto il fatto suo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Spar\u00ec di nuovo, and\u00f2 fino all\u2019orizzonte. Un passo oltre, il sogno, l\u2019allucinazione. Poi vol\u00f2 indietro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9 sei qui?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Misi una mano in tasca, estrassi il rossetto e lo appoggiai sul suo ombelico. Bollente, con una lieve contrazione, quasi impercettibile. Labbra umide, adesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Prese il rossetto e con un sorriso spietato mi fece a pezzi. \u201cAh eccolo. Credevo di averlo perso.\u201d Che frase del cazzo, mi venne in mente.<\/p>\n\n\n\n<p>Slacci\u00f2 due bottoni della camicia e disegn\u00f2 due cerchi concentrici rosso fuoco, proprio sopra al mio cuore. Piuttosto ben fatti, devo dire.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPrenditi cura di te e di questi due. Coltivali.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mise il rossetto nella borsa turchese e si alz\u00f2 scrollando la sabbia addosso a me. Mi sfior\u00f2 le labbra senza dire nulla e si allontan\u00f2 cos\u00ec, in un battito di ciglia. I suoi fianchi andavano su e gi\u00f9 come nella canzone dell\u2019amore che va via. Capossela \u00e8 un genio, pensai, provando a metterla sul filosofico.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scirocco soffiava forte, c\u2019era il profumo del deserto d\u2019oltremare e uno strano pulviscolo rossastro. Ero accecato dal chiarore di migliaia di stelline infuocate.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei divent\u00f2 sempre pi\u00f9 piccola, sfocata. Poi nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardai nella direzione opposta. Devo sparire nell\u2019altro nulla, dall\u2019altro capo del mondo. Due nulla si toccano all\u2019infinito, dove cavolo ho letto una teoria del genere? Tastai il petto, i cerchi erano un amalgama con la pelle, fatti propri dal corpo. Non erano pi\u00f9 concentrici ma sghembi, adesso, fuori standard.<\/p>\n\n\n\n<p>Indossai la tshirt impolverata, la testa smise di ronzare. Ero l\u2019Indiano a Cavallo, il cercatore di tracce. Diedi uno strattone alle briglie e mi mossi annusando il vento, che non mi abbandon\u00f2, per mille miglia o forse per sempre.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_49608\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49608\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Me ne stavo con gli occhi fissi sul monitor a guardare il finale della partita. Il negozio era deserto, come sempre. Anzi, non proprio deserto. C\u2019era Argo, sdraiato sul solito scaffale, tra un cd dei Nirvana e una raccolta di fumetti di Alan Ford, la coda a penzoloni, gli occhi socchiusi ma vigili. Emma entr\u00f2 [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_49608\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"49608\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":22567,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[597],"tags":[],"class_list":["post-49608","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2022"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49608"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/22567"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=49608"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49608\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":49705,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49608\/revisions\/49705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=49608"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=49608"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=49608"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}